La precessione degli equinozi è un lento e regolare anticipo dell’istante in cui avvengono gli equinozi. Ipparco di Nicea fu colui che studiò il fenomeno, ma non lo scopritore. In seguito fu spiegato da Newton. L’asse della Terra subisce una precessione (una rotazione dell’asse attorno alla verticale, simile a quella di una trottola) a causa di una combinazione di vari fattori: la sua forma non perfettamente sferica (la Terra è uno sferoide oblato, che sporge all’equatore) e le forze gravitazionali della Luna e del Sole che agiscono sulla sporgenza equatoriale cercando di riportarla sul piano dell’eclittica. Il risultato è una precessione che si completa ogni 25920 anni, durante i quali la posizione delle stelle sulla sfera celeste cambia lentamente.

Poi Dio disse: Vi siano delle luci nella
distesa dei cieli per separare il giorno
dalla notte; siano dei segni per le stagioni,
per i giorni e per gli anni. (Gen 1:14 NRV)

Il calcolo del tempo
Da ciò che sappiamo dell’antica Mesopotamia, risulta evidente che alcuni numeri venivano ritenuti capaci di introdurre alla conoscenza dell’ordine cosmico. Il sistema di numerazione era quello sessagesimale, basato sul numero 60, con la cui unità noi misuriamo ancora le circonferenze e il tempo. Sessanta secondi costituiscono un primo, sessanta primi costituiscono un grado e trecentosessanta gradi un angolo giro. I cieli e la terra sono misurati in gradi. E nel circolo del tempo, sessanta secondi costituiscono un minuto e sessanta minuti un’ora. L’anno mesopotamico era di 360 giorni; cosicché i circoli del tempo e dello spazio erano in accordo, come due espressioni dello stesso principio numerico.
Nel circolo del tempo, oltre ai 360 giorni, c’era un’altra settimana di cinque giorni, durante i quali il vecchio anno moriva e il nuovo nasceva1.
Inoltre, come il giorno era una frazione dell’anno, così l’anno era una frazione di un’era, a cavallo di ciascuna era, avviene un Diluvio: una dissoluzione seguita da una ricostituzione cosmica.
Una tavoletta sumera, ora nel museo di Oxford e conosciuta come W. B. 622, fornisce una lista di dieci re che governarono per un totale di 456000 anni, poi la Terra fu innondata. Una seconda tavoletta, la W. B. 144, nomina soltanto otto re, per un totale di 241200 anni, e un terzo elenco, composto in greco verso il 280 a.C. dal sacerdote babilonese Berosso3, parla ancora di dieci re, ma per un totale di 432000 anni, un numero assai interessante.

Nel Surya Siddhanta (antico trattato di astronomia) e in numerosi altri testi, il ciclo cosmico delle quattro ere del mondo è costituito da un totale di 4320000 anni e l’era attuale, quella in cui noi viviamo, il Kali Yuga, è esattamente un decimo di questo numero (432000).
Nell’Edda poetica si dice che nella sala celeste di Odino c’erano 540 porte e 800 guerrieri:

Fimm hundruo dura
ok of fjórum tugum,
svá hygg ek Valholl vera.
Átta hundruo einherja
ganga senn ór einum durum
þá er þeir fara meo vitni at vega”.

Cinquecento porte
e ancora quaranta
credo vi siano nella Valholl4.
Ottocento Einherjar
da ciascuna porta usciranno insieme
quando andranno a battersi col lupo”.

Cinquecentoquaranta porte ci sono, io credo, fra le mura del Valhalla; ottocento guerrieri passano da ogni porta quando vanno a far la guerra contro il Lupo (Frá drykk Einherja – Della bevanda dei guerrieri 47).

Troviamo questa cifra in Mesopotamia, in India5, in Europa, ma anche nelle Americhe.
Esiste una precisa relazione tra il numero di anni assegnato da Berosso al ciclo dei dieci re antidiluviani e la somma di anni di un ciclo equinoziale dello Zodiaco.
La Lista di Berosso, dimostra come i Babilonesi avessero già osservato ed esattamente calcolato la precessione degli equinozi secoli prima di Ipparco. Il professor H. V. Hilprecht6, al Museo dell’Università di Filadelfia, decifrando migliaia di tavolette di argilla su cui comparivano calcoli matematici, scrisse nel 1906 che “tutte le moltiplicazioni e le divisioni di tavolette provenienti dalle biblioteche di Nippur e di Sippar e da quella di Assurbanipal, si basano sul numero 12960000”.” E, come egli osservò, 12960X2=25920, cioè il grande anno.
A. Jeremias7 era incline ad accettare il calcolo di Hilprecht come prova del fatto che la precessione degli equinozi fosse conosciuta in Mesopotamia nel terzo o quarto millennio a.C. “Se questa interpretazione è giusta e la cifra si riferisce realmente alla precessione”, egli scrisse “allora è provato che prima di Ipparco si giunse a un calcolo esatto della precessione, poi dimenticato.”
La cronologia (in tutte e tre le liste dei re) usa il sistema sessagesimale, le cui unità di misura sono:

Tale sistema era fondato sulla durata del giorno che aveva 86400 unità di tempo (i nostri secondi), cioè 24X60=, X60=.
La scelta di queste unità di misura non fu libera, ma richiesta dalla natura delle misure, ricavate da calcoli astronomici. I numeri cosmici sono scritti nel ritmo degli astri, della Luna e del Sole, i quali hanno l’ufficio di indicare i giorni, gli anni e le ere.

Dopo la discesa della regalità dai cieli, la regalità fu a Eridu, in Eridu Alulim divenne re, egli regnò per 28800 anni. Alalgar regnò per 36000 anni. Due re; essi regnarono per 64800 anni. Poi Eridu cadde E la regalità fu spostata a Bad-Tibira. Divenne re a Bad-Tibira Enmenluanna; egli regnò per 43200anni. Enmengalanna regnò per 28800 anni. Dumuzi il pastore regnò per 36000anni. Tre re essi regnarono 108000 anni. Badti-bira cadde e la regalità fu spostata a Larak. A Larak, Ensipadzidanna regnò 28800 anni. Un re egli regnò per 28800 anni. Larak cadde E la regalità fu spostata a Sippar. A Sippar Enmeduranna divenne re e governò per 21000 anni. Un re governò per 21000 anni. Poi Sippar cadde E la regalità fu spostata a Shuruppak. In Shuruppak Ubaratutu divenne re, egli governò per 18600 anni. Un re egli governò per 18600 anni. In cinque città otto re, essi regnarono per 241200 anni, Poi il Diluvio travolse tutto (Weld Blundell 144 – 1:1-39).

Questa lista è nota come W. B. 144 o lista corta. Il totale è divisibile per 72. Questi numeri appaiono nelle culture di tutti i continenti, con la formula NUMEROX10=, X10=, X10=. Anche la Bibbia, contiene una genealogia che conduce al Diluvio.

Adamo aveva centotrenta anni quando generò un figlio a sua immagine, secondo la sua somiglianza, e lo chiamò Set. Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie. L’intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì (Gen 5:3-5 CEI).

Questa è la formula impiegata:

A visse X anni e poi generò B
A visse Y anni dopo aver generato B
A è vissuto in totale X + Y anni

La lista fornisce l’età di dieci i patriarchi antediluviani della discendenza di Set: Adamo visse 930, Set 912, Enos 905, Chenan 910, Maalaleel 895, Iared 962, Enoc 365, Matusalemme 969, Lamec 777, Noè 950. Il totale delle età alla nascita dei primogeniti fino al Diluvio è un numero divisibile per 72. Questo permette la conversione in gradi, (1656:72=23). Forse quei sette giorni che mancano alla pioggia (Gen. 7:4), non sono giorni di 24 ore, ma di 72 anni. Che se aggiunti ai precedenti 23 giorni si ottiene un “grande mese”. Il Diluvio potrebbe essere un periodo di transizione tra un’era astronomica e l’altra.
L’impressionante longevità delle generazioni anteriori al Diluvio ha sempre posto qualche problema ai lettori. Come conciliare la durata di una normale vita umana e le centinaia d’anni concessi agli uomini di quei tempi? Gli apologeti hanno cercato con argomenti più o meno ingegnosi di giustificare il racconto della Genesi. Ai tempi di Agostino c’era chi pensava che l’anno biblico durasse solo 36 giorni, in modo che un anno dei nostri corrisponderebbe a 10 anni dei patriarchi. Flavio Giuseppe (I sec.) nelle sue Antichità Giudaiche, invita a non giudicare falsa la Scrittura:

…nessuno, paragonando la vita degli antichi alla vita di oggi, e alla brevità degli anni che noi viviamo, ritenga falso quanto si dice di loro; e dal fatto che oggi la vita non duri così tanto tempo, pensi che neppure quelli godevano di tanta longevità. Poiché, in primo luogo essi erano amati da Dio, ed erano creature dello stesso Dio, anche la loro dieta era più confacente alla vita lunga, ed era naturale che vivessero così a lungo (Antichità Giudaiche 1,106).

E aggiunge che la provvidenza divina concedette una durata così lunga ai nostri progenitori -a cui si deve l’invenzione dell’astronomia- per consentire loro di osservare i secolari fenomeni celesti e ricavarne delle predizioni.
Gli studiosi hanno anche messo in rapporto il racconto della Genesi con altre tradizioni relative ai capostipiti della generazioni primordiali che si ritrovano un po’ ovunque, persino in India. La genealogia che va da Adamo al Diluvio è contenuta nel Bhavishya Purana.

Suta continuò: “Mancavano sedicimila anni alla fine dello Dvapara Yuga. Durante quel periodo hanno regnato molti re. In qualche regione regnavano i Sudra, in qualche altra regnavano i Varnsankara. Quando mancavano ottomiladuecentodue anni al termine dello Dvapara Yuga, questa terra cominciò ad essere controllata dai Mlechcha8. Il primo uomo fu Adama9, la prima donna fu Havyavati10. Entrambi vivevano con sensi sotto controllo.
Hari costruì per loro un grandissimo giardino ad Est della città di Pradana11
. Questo era lungo quattro Krosa. La vi era un albero Papa12. Kali assunse la forma di un serpente e si avvicinò ad Havyavati e la nutrì con un cattivo frutto avvolto in foglie di Gulara. Così Havyavati disobbedì a Vishnu. Questo gli premise di generare molti figli che furono chiamati Mlechcha. La vita di Adama fu di novecentosettanta anni. Alla morte, insieme con la moglie raggiunse la sfera superiore. Suo figlio fu Shweta13 che vise novecentododici anni. Suo figlio Anuha14 regnò qualche anno in meno del padre, egli visse ottocentododici anni. Kinasa15 il figlio di Anusha regnò per novecentododici anni.
Mahallala16 il figlio di Kinasa regnò per ottocentonovantacinque anni. Managara fu il figlio di Mahallala. Virada17 fu il figlio di Managara. Egli abitò in una città che porta il suo nome. Egli governò per centosessanta anni. Hanuka18 il figlio di Virada era un devoto di Vishnu. Offrendo frutta ottenne il Brahma Gyana e raggiunse la sfera supperiore con il corpo. Malgrado seguisse la condotta dei nati due volte e adorasse i Sura, gli uomini colti lo chiamavano Mlechcha. I saggi dicono che la devozione a Vishnu, l’adorazione del fuoco, l’Ahinsa, la penitenza e il controllo dei sensi, sia la religione dei Mlechcha. Matochchila19 il figlio di Hanuka regnò per novecentosettanta anni. Lomaka20 il figlio di Matochchila regnò per settecentosettantasette anni e alla morte ottenne la sfera superiore. Nyuha21 fu il figlio di Lomaka. Nyuha era devoto a Vishnu. Egli governò per cinquecento anni. Una notte in sogno ebbe un incontro con Vishnu. Vishnu gli disse: “Il settimo giorno contato da oggi vi sarà il Pralaya. Salite voi e la vostra famiglia, salite a bordo di una nave, proteggete voi stesso. Voi diverrete famoso”. Udite le parole del Signore, costruì una grossa nave, lunga trecento Hasta22 e larga cinquanta Hasta e profonda trenta Hasta. Nyuha ebbe tre figli, Sima23, Shama24 e Bhavhigha25, tutti gli esseri viventi erano ancora presenti. Meditando su Vishnu, entrò nella nave con tutta la sua famiglia.
In quel momento, Indra chiamò la nuvola Samvartaka e cominciò a piovere forte e in modo continuato per quaranta giorni. L’interò Bharata fu ricoperto dalle acque. I quattro oceani divennero uno. La Terra era tutta sommersa, tranne la zona di Badari Vana sull’Himalaya” (Bhavishya Purana – Pratisarga Parva – Primo Parva – Sezione 5 – Sloka 14-31).

La sezione Pratisarga del Bhavishya Purana è composta da sette capitoli. Contiene genealogie di re che hanno governato durante le quattro principali ere (Yuga). Finiscono tutte con un Diluvio.

Saunaka chiese: “Nella seconda metà del grande Kalpa, nel terzo Kalpa, nel ventottesimo Krita Yuga del primo anno di Vaivaswata Manu chi erano i re?”.
Suta rispose: “Vaivaswata Manu è nato durante lo Shwetvaraha Kalpa, nel terzo Kalpa del primo anno, nel ventottesimo Krita Yuga del Vaivaswata Manvantara. Sulle rive del fiume Sarayu, fece penitenza per cento anni dei Sura26”.
(…)
“Ikshwaku il figlio di Manu regnò per trentaseimila anni…”
(…)
“Sudarshana il figlio di Dirghbahu per grazia della Devi regnò per cinquemila anni. Egli sposò la figlia del Re Kashi. Un giorno Mahakali gli apparve in sogno e gli disse: “Voi e vostra moglie, raggiungete l’Himalaya, in quanto Bharata Khanda verrà distrutta da una terribile tempesta. A causa di questa tormenta, molte regioni sono già state inghiottite dall’oceano. Il settimo giorno contato da oggi, una terrificante pioggia si abbattera anche su Bharata Varsha”. Istruito dalla Devi, Sudarshana raggiunse l’Himalaya seguito da molti re, commercianti, sacerdoti e i loro servi, così una grande parte di Bharata fu distrutta a causa di quella terribile tempesta. Tutti gli esseri viventi morirono, la Terrà intera fu inghiottita dalle acque. Dopo qualche tempo la Terrà affiorò di nuovo”. (Bhavishya Purana – Pratisarga Parva – Primo Parva – Sezione 1 – Sloka 2-32).

Questa lista dei re è poco conosciuta e soprattutto non viene mai associata alle liste mediorientali. Inizia con Manu27 e si conclude con Sudarshana, l’uomo che si salvò dal Diluvio. Non il Diluvio di cui parla la Bibbia, ma un Diluvio accaduto moltissimo tempo prima. Ogni volta la nuova creazione parte dalle acque.

Sumantu continuò: “In tempi molto antichi, a causa della distruzione di ogni cosa, ovunque vi era solo acqua. Brahma apparve e creò ogni cosa, per questo Bhrama è considerato il più grande dei nostri progenitori, per questo motivo dobbiamo rendergli omaggio (Bhavishya Purana – Brahma Parva – Sezione 17 – Sloka 1-2).

Il passo potrebbe essere in relazione con quanto dice la Bibbia:

La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. (Gen. 1:2 CEI).

Le due genealogie sono state scelte, in quanto la prima è simile a quella contenuta nella Bibbia e la seconda, negli anni di regno è simile a quelle contenute nelle liste sumere. L’autore del Bhavisha Purana data i due Diluvi. Da questi prendo spunto per spiegare il sistema indiano delle grandi frazioni di tempo.

Il giorno, il mese e l’anno
Le frazioni di tempo in cui era diviso un giorno variava a secondo del luogo e del periodo storico. La divisione in 60 parti è una delle più antiche.

60 Gatika sono composti da 3600 Vigatika (60X60).
3600 Vihgatika sono composti da 216000 Pala (60X60X60)
216000 Pala sono composti da 12960000 Vipala (60X60X60X60)

La misura del giorno, del mese e dell’anno, inizia con il primo giorno di Luna crescente, del primo mese dell’anno, al sorgere del Sole a Lanka.
(…)
Trenta giorni formano un mese, dodici mesi formano un anno. Quando questo è proiettato nei cieli, si osserva una diretta corrispondenza tra l’anno e lo zodiaco, i mesi e le costellazioni, i giorni e i gradi, i primi e i minuti d’arco, i secondi e i secondi d’arco.
Il tempo impiegato dal Sole per completare una rivoluzione dello zodiaco è chiamato anno solare. Il tempo che trascorre tra una congiunzione della Luna e un’altra è chiamato mese lunare.
Il tempo che corre tra un sorgere del Sole e l’altro è chiamato giorno civile. Questo è detto anche giorno terrestre (Siddhanta Shiromani – Grahaganita Adhyaya Madhyaadhikare Kalamaanaa-adhyaya – Skanda 1 – Sloka 15-20).

Il giorno lunare è detto Tithi. Il mese lunare è detto Chandra Masa, inizia con il primo giorno di Luna crescente e termina con l’ultimo giorno di Luna calante. L’anno lunare è detto Chandra Varsha. L’anno lunare inizia con il sorgere del Sole, il primo giorno di Luna crescente del mese di Chaitra (21 Marzo – 20 Aprile), in prossimità dell’equinozio di primavera. Il meridiano 00 è quello che attraversa Lanka.
Quando i 360 giorni dell’anno lunare sono proiettati nello spazio, si osserva una corrispondenza con lo zodiaco. I secondi d’arco (Vikala) corrsispondono ai secondi, i primi d’arco (Kala) corrispondono ai minuti, i gradi (Angsha) corrispondono ai giorni, i segni (Rasi) corrispondono ai mesi e lo zodiaco corrisponde all’anno.
Il tempo impiegato dal Sole per completare una rivoluzione dello zodiaco e detto anno solare (Surya Varsha). Il primo giorno dell’anno inizia con l’entrata del Sole a 00° in Ariete (Mesha). Per via della precessione degli equinozi (Ayanamsa), questo giorno cambia ogni 72 anni. Oggi cade il 14 di aprile.
Il tempo che corre tra un alba e un’altra è detto giorno civile (Arka Savana Dina28) o giorno terrestre (Bhauma Dina).

Le grandi frazioni di tempo

Moltiplicando 432000 per 4, per 3, per 2 e per 1 otteniamo la durata in anni solari degli Yuga, quali: Satya, Treta, Dwapara e Kali. Il Satya Yuga dura 1728000 anni, il Treta Yuga dura 1296000 anni, lo Dwapara Yuga dura 864000 anni e il Kali Yuga dura 432000 anni. Per ogni Yuga, un sesto corrisponde al periodo iniziale di transizione e un sesto corrisponde al periodo finale di transizione. Il periodo iniziale è chiamato Yuga Sandhya Varsha (anni di inizio Yuga), mentre il periodo finale è chiamato Yuga Sandya Angsha Varsha (anni di fine Yuga) (Siddhanta Shiromani – Grahaganita Adhyaya Madhyaadhikare Kalamaanaa-adhyaya – Skanda 1 – Sloka 21-22).

 

 

 

 

CONTINUA

 

 

1. L’anno dei Sumeri era calcolato in termini puramente matematici (con l’osservazione diretta degli astri) con 72 settimane di cinque giorni (5X72=360), più cinque giorni festivi intercalari.
2. Herbert Joseph Weld Blundell (1852–1935), archeologo inglese. Dà il suo nome a un prisma che contiene una breve storia del mondo, per opera dello scriba Nur-Ninsubur.
3. Berosso, astronomo babilonese vissuto tra il IV ed il III secolo a.C., celebre per aver composto in greco la Storia di Babilonia.
4. Salone dell’Ásgaror, è la dimora dei guerrieri caduti in battaglia, gli Einherjarr, che combatteranno a fianco degli dèi nel giorno di ragnarok.
5. Il Rig Veda è composto da 432000 sillabe.
6. Hermann Vollrat Hilprecht (1859-1925) – Professore di Assiriologia, filologia semitica e archeologia all’università di Pensilvania. Il Dottor Hilprecht è conosciuto come l’uomo che ha fatto indietreggiare l’orologio storico di tremila anni.
7. Joachim Jeremias, (Dresda 20 settembre 1900 – Tubinga 6 settembre 1979) è stato un famoso esegeta e orientalista tedesco. Visse dal 1910 al 1915 a Gerusalemme, seguendo suo padre, che era pastore luterano.
8. I dotati di barba (Barbari), con questo termine ci si riferiva a persone che venivano dall’occidente.
9. Adamo.
10. Eva.
11. Paddan – Aram.
12. L’albero del bene e del male.
13. Set.
14. Enos.
15. Kenan.
16. Mahalel
17. Iared.
18. Enoch.
19. Matusalemme.
20. Lamech.
21. Noè
22. Cubiti.
23. Sem, a causa della degradazione della lingua il nome “Sima” sarà mutato in Sim (Bhavishya Purana – Pratisarga Parva – Primo Parva – Sezione 5 – Sloka 40).
24. Shama (Cam), poi mutato in Ham (Bhavishya Purana – Pratisarga Parva – Primo Parva – Sezione 5 – Sloka 14-31).
25. Bhavhigha (Jafet), poi mutato in Yakuta (Bhavishya Purana – Pratisarga Parva – Primo Parva – Sezione 5 – Sloka 14-31).
26. Ai due Poli abbiamo 6 mesi di luce e 6 mesi di buio. Questo è un giorno di 24 ore per i Sura. 360 di questi giorni compongono un anno per i Sura, 100 di questi anni corrispondono a 36000 anni per gli umani.
27. Manu è considerato il patriarca dei Manusha (umani). Da manu possono derivare parole come “uomo” (“man” in inglese), “umano”, “umanità”, ma anche “mente” (sanscrito “manas”), “mentalità”, ecc..
28. Probabilmente il termine “dies” (latino), “dì” (italiano), “day” (inglese), ecc., hanno origine da “dina” (sanscrito).