Le storie tradizionali della Cina raccontano di avventurosa scimmia di nome Sun. In una di queste avventure, due messaggeri della morte lo catturano, gli dichiarano che aveva raggiunto i limiti voluti dal suo destino sulla Terra e lo portano nel mondo inferiore. Il traduttore della storia dice che in accordo alla costellazione cinese Nan Teou (δ and ε Sagittarii), ha inizio il sentiero che porta sud, la si decide il destino dei morti, è là che i messaggeri della morte prendono le decisioni.
Comparando le idee vediche che riguardano il tempo, con idee simili trovate nelle culture di tutto il mondo. Vediamo che molte di queste, hanno qualcosa in comune con il pensiero vedico, per quanto riguarda la lunghezza della vita degli antichi e su quanto accadde nella società umana. Questo suggerisce che un’unica tradizione esisteva in tutto il mondo. Possiamo trovare questi frammenti in molte culture, sono dei poveri residui di memoria, che compaiono in modo dettagliato nei Purana.
In questo modo possiamo vagare nel tempo e nello spazio. Trovare le antiche tradizioni che riguardano il disegno dell’universo e scoprire che contengono tracce di un comune retroscena culturale.
La letteratura classica dell’India antica, divide il cielo visibile in regioni, che le anime migranti raggiungeranno in accordo al loro karma. Pensiamo alle costellazioni, come a una mappa stradale dove l’anima viaggia dopo la morte. Per prima cosa descriviamo la mappa vedica. Poi mostreremo come molte culture, distanti tra loro, possiedano una mappa cosmica molto simile, che si accorda con la mappa vedica fin nei piccoli dettagli.
Per descrivere questa mappa, bisogna introdurre qualche idea base di astronomia. In entrambe le astronomie, indiana e occidentale, le linee di latitudine e di longitudine, sono proiettate nel cielo in connessione con l’asse polare, così che a un osservatore dalla Terra, sembrano ruotare una volta al giorno insieme alle stelle. Questo ci da il sistema delle coordinate celesti in cui ogni stella possiede una latitudine e una longitudine.
Pensiamo alle stelle come ha dei punti, contenuti in un enorme sfera, una sfera celeste che circonda la Terra. Così come la Terra possiede l’emisfero nord e l’emisfero sud, separati dall’equatore, lo stesso è per la sfera celeste.
Ogni anno, sullo sfondo delle stelle, il Sole porta a termine un circolo chiamato eclittica, un grosso cerchio inclinato di 23° 30’ rispetto all’Equatore Celeste. Intorno all’eclittica si trovano le dodici costellazioni dello zodiaco e 27 stelle che gli antichi indiani chiamavano nakshatra.
I libri di astronomia vedica, contengono la lista delle nakshatra e di altre importanti stelle. Che più tardi, i moderni astronomi gli hanno dato i nomi con cui oggi sono conosciute.
In accordo al Visnu Purana (libro 2 sezione 8), a nord della stella Agastya (Canopo) e a sud delle stelle Mula (ε, ζ, η, θ, ι, κ, λ, μ and ν Scorpionis), Purvashada (δ and ε Sagittarii) e Uttarashada (ζ and σ Sagittarii), si trova la via che conduce alla regione dei pitri (antenati), detta Pitriloka (sfera dei pitri). Nella letteratura vedica viene detto che la si trova il quartier generale di Yama (Yamaloka), colui che giudica le anime umane.
Il Bhagavata Purana (5:26:5), dice che in quella regione, nel Sud dell’universo, sotto il pianeta Terra, vi si trovano anche le sfere inferiori.
Le nakshatra citate fanno parte delle costellazioni dell’emisfero sud, quali lo Scorpione e il Sagittario, mentre Agastya è la stella Canopo visibile nell’emisfero sud. Dalla descrizione del Visnu Purana, noi possiamo localizzare pitriloka, con i riferimenti astronomici a noi più familiari.
La Via Lattea viene vista in cielo come una grande linea di luce, formata da un addensamento di stelle, che si muovono da Nord a Sud, tagliando l’equatore celeste con un angolo di 62°. La luminosa regione della Via Lattea interseca l’eclittica nella costellazione del Sagittario. Molto vicino alla stella Mula e alla stella Purvashada, che indicano l’inizio del sentiero di pitri.
Così pitriloka si trova a sud dell’eclittica, mentre le sfere (loka) superiori si trovano a nord. Così, anche coloro che seguono la via delle sfere superiori, devono partire da Mula e Purvashada, ma in direzione nord. Il viaggio è descritto nel Bhagavata Purana (2:2:24-25) e nel Visnu Purana.
Muovendosi lungo l’eclittica, si procede verso Revati (ζ Piscium), questa tappa del viaggio è chiamata vaisvanara. Lasciata Revati si procede verso Aswini (β and γ Arietis), Bharani (35, 39, and 41Arietis) e Krittika (Pleiadi) attraversando la sfera di agni (agniloka o la sfera del fuoco). In quel luogo i viaggiatori vengono purificati dalle contaminazioni.
Lasciata la sfera di agni, si procede ancora verso nord fino a brahmardaya e prajapati, seguendo la via lattea, si raggiunge la latitudine dei sette rishi, entrando così in vishnupada, il sentiero di Vishnu. Seguendo questa via i viaggiatori raggiungono la Stella Polare (druvaloka = la fissa).
Per l’astronomia moderna, Aswini, Bharani e Krittika fanno parte delle costellazioni dell’Ariete e del Toro. I sette rishi corrispondono all’Orsa Maggiore. In opposizione al punto dove la Via Lattea incontra l’ecclittica, nell’emisfero sud, intersecando l’eclittica verso nord al confine con il Toro e i Gemelli. Li si trova la stella Agni.
Dopo aver localizzato la costellazione dei pitri e dei sura nella sfera celeste, possiamo cercare i punti di unione nelle altre tradizioni che offrono resoconti simili per quanto riguarda il viaggio celeste. Facciamo qualche esempio:
Torniamo alla storia della scimmia cinese di nome Sun citata all’inizio. Andando verso Sud troviamo sei stelle nel Sagittario. E’ interessante notare che questa costellazione condivide due stelle che segnano l’inizio del sentiero dei pitri, per poi proseguire verso yamaloka. Questa storia che viene dalla tradizione cinese, ha origine nella tradizione vedica. Anche Yama ha i suoi messaggeri di morte detti yamaduta.
Lo studioso tedesco Franz Boll ha analizzato molte antiche leggende greche che riguardano l’Ades, il fiume Stige e il traghettatore che conduce nel mondo inferiore. Noi pensiamo che l’Ade si trovi sotto i nostri piedi, sottoterra. Ma Boll piazza questa regione nel cielo, a Sud, vicino al punto dell’attraversamento della Via Lattea e dell’eclittica.
Boll stabilisce un stretta relazione tra le tradizioni dei greci e quelle dei babilonesi. In accordo alle sue analisi, il dio babilonese Dikud, il giudice dell’Ade, corrisponde alla stella Theta Opphiuchi. Questa stella è vicinissima al punto menzionato nelle scritture vediche, che indica l’inizio del sentiero dei pitri. Boll dice che i testi si riferiscono a questa stella, come l’inizio del sentiero che porta a sud della volta celeste.
In Nord America, i Pawnee e i Cherokee, dicono che le anime dei morti, sono ricevute da una stella che si trova nel punto dove il sentiero celeste si divide. I guerrieri morti in battaglia, verranno diretti verso una via indistinta e tortuosa, mentre le donne e tutti coloro che muoiono di vecchiaia, verranno diretti su un sentiero più facile da percorrere. Il viaggio delle anime verso sud, verso la fine del sentiero celeste, sono ricevute dallo spirito della stella. L’antropologo S. Hagar, pensa che lo spirito della stella sia Antares. Questo corrisponde alla Stella Jyestha, che si trova molto vicino al sentiero dei pitri.
Lo scrittore romano Macrobio, nel suo commentario sul Sogno di Scipione, dice che le anime dei morti salgono attraverso la via del Capricorno, rinascono, poi ridiscendono, passando attraverso il cancello del Cancro. Macrobio ha spostato tutto verso il segno del Capricorno, il Capricorno segue il Sagittario, mentre il Cancro segue i Gemelli. Di fatto Macrobio nel suo commentario dice che il Capricorno e il Cancro si trovano nel punto dove lo Zodiaco attraversa la Via Lattea.
In Honduras e in Nicaragua, il Sumo dice che la “madre scorpione”, riceve le anime dei morti, dimorando verso la fine della Via Lattea. Da lei, rappresentata come una madre con molti seni, dove i figli succhiano il latte, vanno le anime per reincarnarsi. Qui la “madre scorpione” è la reminiscenza della costellazione dello Scorpione, corrispondente alla nakshatra Mula.
I polinesiani per tradizione credono nella reincarnazione e dicono che la Via Lattea, è il sentiero percorso dalle anime che trasmigrano. I Mangaiani delle isole polinesiane australi, credono che le anime entrino in cielo solo la sera dei Solstizi. Le isole che stanno a nord durante il solstizio d’estate, quelle che stanno a sud durante il solstizio d’inverno. In queste credenze, la cosa importante è che i Solstizi avvengono nel momento in cui il Sole si trova vicino all’intersezione della Via Lattea e dell’eclittica.
Questi esempi di astronomia contenuti nei miti, indicano che diverse culture, in vari continenti, possiedono la stessa visione del cosmo, identica a quella ben descritta nelle scritture vediche.
I dettagli compaiono, ancora e ancora, in tantissime storie, suggerendo che all’origine vi fosse una comune tradizione culturale. Le storie differiscono solo nei nomi e ai più non è chiara la loro origine. La loro sorgente apparteneva un remoto passato. L’esistenza di queste storie, si rifanno ai resoconti vedici, che parlano di un’antica civilizzazione, che abitava tutti i continenti.