KALAKIYA O LA CONOSCENZA DEL TEMPO

Un anno è costituito da dodici mesi. Un mese è costituito da trenta giorni. Un giorno è composto da sessanta nadi. Un nadi è composto da sessanta vinadika. Sessanta lunghe sillabe o sei prana costituiscono un vinadika siderale. Questa è la divisione del tempo. In modo simile la divisione dell’inizio dello spazio comincia con una rivoluzione. La differenza tra il numero di rivoluzioni di due pianeti in uno yuga è il numero delle loro congiunzioni. Due volte la somma delle rivoluzioni del Sole e della Luna è il numero dei vyatipata. Questo è un yoga del Sole e della Luna quando sono in diversi ayana, hanno la stessa declinazione e la somma delle loro longitudini è di 180 gradi. La differenza tra il numero di rivoluzioni di un pianeta e il numero di rivoluzioni del suo ucca, è il numero di giri del suo epiciclo. Il numero di rivoluzioni di Giove moltiplicato per 12, corrispondono agli anni di inizio di Giove con avvayuja.
Le rivoluzioni del Sole sono anni solari. Le congiunzioni del Sole e della Luna sono mesi lunari. Le congiunzioni del Sole e la Terra sono giorni civili. Le rivoluzioni degli asterismi sono giorni siderali.
Se si sottraggono i mesi solari in uno yuga dai mesi lunari in uno yuga. Il risultato sarà il numero di mesi intercalari in uno yuga. Se si sottraggono giorni naturali (civili) in uno yuga dai giorni lunari in uno yuga. Il risultato sarà il numero dei giorni lunari omessi in uno yuga. Un anno solare è un anno degli uomini. Trenta di questi sono un anno per i Pitri. Dodici anni dei Pitri sono un anno per i Sura. Dodicimila anni per i Sura sono uno yuga per tutti i pianeti. Mille e otto yuga dei pianeti fanno un giorno per Brahma. La prima metà di uno yuga è chiamata utsarpini (ascendente). La seconda metà viene chiamata avasarpini (decrescente). La parte centrale di uno yuga è chiamata susama. L’inizio e la fine sono chiamati dussama. A causa dell’orbita della Luna. Quando tre yugapada, sessanta volte sessant’anni saranno trascorsi (dall’inizio dello yuga) ventitré anni della mia vita saranno trascorsi.
Lo yuga, l’anno, il mese e il giorno iniziano tutti insieme all’inizio della quindicina luminosa di Chaitra. Il tempo, che non ha inizio ne fine viene misurato dal movimento dei pianeti e dagli asterismi nella sfera celeste.
La velocità dei pianeti è la stessa per tutti (percorrono la stessa distanza in yojana ogni giorno) nelle loro orbite completano il cerchio degli asterismi in sessant’anni solari e il cerchio del cielo in un chaturyuga.
La luna, sta sotto, completa la sua piccola orbita in breve tempo. Saturno, sta sopra tutti gli altri, completa la sua grande orbita in un tempo molto lungo. Le costellazioni (un dodicesimo del cerchio) sono conosciute come un piccolo cerchio dentro un piccolo cerchio e un grande cerchio dentro un grande cerchio. Così che i gradi e i minuti sono dello stesso numero nelle varie orbite. Sotto gli asterismi vi sono Saturno, Giove, Marte, il Sole, Venere, Mercurio e la Luna, e sotto questi vi è la Terra, questa si trova come agganciata al centro dello spazio. Questi sette signori delle ore, Saturno e gli altri, sono in ordine di moto, più rapido di un quarto rispetto al precedente, secondo l’ordine della loro rapidità diventano i signori del giorno partendo dall’alba.
Tutti i pianeti, nel loro moto (medio) si muovono nelle loro orbite, nei loro circoli dall’opposizione verso est e dalla congiunzione verso ovest.
Il cerchio eccentrico di ogni pianeta è uguale a sua kaksyamandala (l’orbita su cui si muove il pianeta medio). Il centro del cerchio eccentrico è fuori dal centro della Terra solida. La distanza tra il centro della terra e il centro del cerchio eccentrico è uguale al raggio dell’epiciclo. I pianeti si spostano con il loro moto medio nei loro epicicli.
Un pianeta nel suo moto rapido dal suo ucca, ha moto pratiloma nel suo epiciclo. Nel suo moto lento dal suo ucca ha un moto di anuloma nel suo epiciclo.
Gli epicicli si spostano verso est dall’opposizione e a ovest dalle congiunzioni. Il pianeta medio, situato nella sua orbita, appare al centro del suo epiciclo.
Le correzioni dall’opposizione sono: meno, più, più, meno (nei quattro quadranti). Le correzioni dalle congiunzioni sono l’opposto. In caso di Giove, Saturno e Marte nel primo processo metà del mandaphala ottenuto dall’opposizione è meno e più nella posizione media del pianeta. Metà (correzione) dalla congiunzione è meno e più per i pianeti manda. Applicando la correzione all’opposizione diventano sphutamadhya. Applicando la correzione alla congiunzione diventano sphuta. A metà (correzione) dalla congiunzione deve essere applicato meno e più per l’opposizione. Applicando la correzione da manda (opposizione) si ottiene che Venere e Mercurio divengono sphutamadhya. Divengono sphuta applicando la correzione dalla congiunzione.
Il prodotto della sua ipotenusa, divisa per il raggio darà la distanza tra il pianeta e la Terra. Il pianeta ha la stessa velocità nel suo epiciclo e nella sua orbita.