Shraddha, Khakholka mantra e vacca

Aruna chiese: “Quale Karma viene acquisito a Swarga? Quale sacrificio tra i cinque sacrifici è il migliore? Quali sono i frutti? Quanti tipi di Dharma e Adharma vi sono? Come si può ottenere la liberazione da questo mondo?”.
Il Sole rispose: “Qualunque Dharma e Karma viene eseguito, vi deve essere uno Shraddha per tutto il tempo, dall’inizio alla fine. I significati dei mantra vedici sono molto profondi, Parameshwara vive in loro, per questo motivo questi si ottengono solo attraverso lo Shraddha. Questi non possono esseri visti da occhi mortali. Lo Sharaddha è il Dharma sottile. Ogni azione portata a termine senza Shraddha non ha successo.
Il mio Mandala è conosciuto come Khakholka, questo trascende i tre Deva e i tre Guna. Questo mio Mantra deve sempre essere sempre ricordato e recitato. Le persone colte chiamano questo Martanda. Nell’udire una qualsiasi di queste parole, le colpe sono distrutte e si ottiene Punya, queste parole sono buone anche se sono dure. Se lo Smriti, il Mahabharata, i Veda e altre scritture non vengono utilizzate per guadagnare il Dharma, allora servono solo come passatempo. Anche se raggiungessimo l’età di mille anni, non finiremo di studiare le scritture. Questo è il motivo per cui bisogna abbandonare le scritture e guadagnare la conoscenza a riguardo del Paramatma.
Chi adora il Sole con latte di vacca e il mantra di sei sillabe è la più grande tra le persone. Al tempo del Sagara Manthana, cinque vacche apparvero dal Kshira Sagara, i loro nomi sono: Nanda, Subhadra, Surabi, Sumana e Shobhanavati. Queste vacche sono apparse per il bene del mondo, per soddisfare i Sura e per lavarmi. Tutte le parti delle vacche sono sacre, ma lo sterco, l’urina, il Gorochana, il latte, lo yogurt, il burro, questi sei sono molto sacri. L’albero da me preferito è il Bilva che cresce dallo sterco di vacca. La fortuna vive in questo albero, per questo motivo questo è chiamato Shri Vriksha. Chi mi adora con queste sei cose, avrà tutti i desideri realizzati e beneficerà ventuno delle sue generazioni.
Anche una piccolissima cosa data in carità, grossa come la metà di un seme di sesamo concede alla persona meritevole, in accordo al luogo, al tempo e al metodo, l’eternità”.