Il sacrificio Pancha Maha

Il Sole continuò: “Chi mangia cibo senza averlo offerto al Sole, al fuoco, al maestro e ai brahmana, mangia le sue colpe. Gli sposati sono naturalmente attaccati alle colpe, attraverso l’allevamento, il commercio, la collera e le colpe Panchsuna. Servendo il Sole, il maestro, il fuoco e l’A-Tithi, queste colpe sono distrutte. Allo stesso modo, compiendo buone azioni, non verranno più accumulate colpe. Se si vuole raggiungere la sfera del Sole, bisogna servirlo sia all’alba che al tramonto. Servire l’A-Tithi sorridendo e con ogni cosa possibile”.
Il Sole continuò: “La carità deve essere fatta solo alla persona meritevole. Come il seme che viene messo in un terreno sterile viene distrutto, così la carità fatta a una persona non meritevole verrà distrutta o sprecata. La carità fatta con lo Shraddha è la più grande tra tutte le azioni. I frutti della carità fatta a un cieco, a un povero, a un bambino, a un vecchio, a una persona ansiosa, sono illimitati. Il donatore che vede arrivare un mendicante, deve considerare la sua misericordia, non è un vero dono solo perché ha compiuto l’azione. Se al mondo non vi fossero mendicanti, come si potrebbe seguire il dovere della carità? Per questa ragione bisogna donare a una persona dicendo: “Benvenuto, benvenuto”. La carità deve essere fatta con amore e Shraddha. Sarebbe meglio non fare carità se il donatore ha il cuore pieno di rabbia. Carità, disciplina, sacrificio, meditazione, Havana e penitenza, non sono utili quando uno è rabbioso. La carità fatta con spirito di benvenuto, in modo amichevole, gentile, porta grandi frutti.
Varanasi, Kurukshetra, Prayaga, Pushkara, il fiume Gange, la costa marina, Naimisha Aranya, Mudira, Konarka e Kalapi, sono i luoghi in cui i Sura vivono. Tutti i luoghi dove scorrono i fiumi, dove vivono le vacche e i Sidha sono dette Punya. La carità fatta in questi luoghi porta grandi frutti, perché fatta in luoghi speciali. Durante l’eclissi solare, l’eclissi lunare, Makara Sankranti e Sankranti, sono tempi speciali per fare carità. Vi sono dieci modi per guadagnare il Dharma: Non violenza, perdono, sincerità, educazione, devozione incondizionata, controllo dei sensi, carità, sacrificio, penitenza e meditazione.
Chi desidera la donna e i soldi degli altri, chi ha problemi con il maestro, chi è triste, debole, chi si trova in terra straniera, chi tribola con i nemici, è detto peccatore. Quest’uomo deve essere abbandonato, ma non sua moglie e i suoi figli. Insultare queste persone è una colpa, come quella commessa nello sparlare del maestro. L’uccisore di un brahmana, chi beve liquori, chi ruba valori, chi dorme nel letto del maestro e chi ha contatto con loro, queste cinque persone sono dette grandi peccatori. Chi insulta un brahmana, perché in collera, geloso e avido è detto uccisore di un brahmana. Chi invita un mendicante o un brahmana per donargli qualcosa e poi li manda via senza donargli nulla, dicendo: “Non possiedo nulla”, è come un Chandala. Colui che si appropria della terra donata a un Sura, o a un brahmana, o a una vacca è detto uccisore di un brahmana. Il folle può ottenere la conoscenza Saura e poi abbandonarla, non bisogna comportarsi in questo modo, è come uno che beve liquori”.