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Indiani e Maya mesoamericani

E’ impossibile ignorare l’assonanza tra il termine sanscrito “maya” e i “Maya” popolo mesoamericano. La civilizzazione Maya è conosciuta per il suo sistema astronomico, per il calendario e altro.
Vi sono dirette e indirette evidenze che mostrano un’interazione tra gli antichi indiani e il continente americano, attraverso il commercio via mare, con navi capaci di trasportare oltre 500 persone. Oltre a questo l’“Uman Genome Project” ha dimostrato che la migrazione verso Nord/Est è inizia dall’India, ha attraversato il Tibet, la Mongolia, la Russia, il Nord America, l’America Centrale e il Sud America. Analizzando la letteratura classica dell’India antica, questo esodo viene identificato come migrazione NagaSuparna e migrazione DanavaDeva.

Fattori che indicano l’origine indiana dei Maya
L’antica cultura indiana, è l’unica cultura che contiene un estensivo riferimento al termine Maya. Riferimenti ai Maya si trovano sia nella letteratura sanscrita che in quella Tamil. Le referenze scritturali sono oltre 200. I passaggi che questi testi usano per descrivere i Maya sono maggiori di quelli trovati nella letteratura mesoamericana.
L’India antica è il luogo di origine del sistema decimale e del numero zero che ha permesso i calcoli astronomici, con i quali gli indiani e i mesoamericani sono famosi. Come accuratezza, i loro calendari (la cui antichità è datata intorno al 3100 a.C.) erano migliori del calendario gregoriano.
Le navi indiane erano capaci di navigare per lunghe distanze nell’Oceano Indiano, queste potevano portarli anche attraverso l’Oceano Pacifico verso il continente americano, dove possono essere state create delle colonie. Una grande quantità di similitudini architetturali e culturali esistono tra il Centro America e l’India. I templi, l’adorazione del serpente (Naga), i ciclico concetto del tempo, il calendario che comincia intorno al 3100 a. C., e molto altro.

Abilità di navigazione degli antichi indiani
Il Barone Alexander Von Humbolt1, un eminente antropologo europeo, fu uno dei primi ad ipotizzare le origini asiatiche delle civiltà americane.
L’antropologo Robert Heine Geldern2, scrisse: “Coloro che credono che le antiche popolazioni asiatiche erano incapaci di attraversare l’oceano, non vedono quello che l’antica letteratura ci ha tramandato a riguardo delle imbarcazioni e della navigazione. Molte popolazioni dell’estremo oriente hanno adottato lo stile di vita della cultura indiana. L’influenza della cultura Hindu/Buddista del Sudest asiatico, in Messico, in particolare tra i Maya era incredibilmente forte, questo ha disturbato molti americanisti, che non accettano questa cosa, ma nemmeno la possono negare (…) Le loro imbarcazioni potevano attraversare sia l’Oceano Indiano che l’Oceano Pacifico. Probabilmente, quelle barche erano molto grandi e più adatte alla navigazione di quelle di Colombo e di Magellano”.
Il Dott. Robert Freiherr von Heine Geldern e Gordon F. Ekholm3, dissero: “Le grosse imbarcazioni che trasportavano merci dall’India alla Cina (sopportando le tempeste marine cinesi) erano sicuramente in grado di procedere attraverso il Pacifico e raggiungere il Messico e il Perù. Mille anni prima di Colombo, quelle navi erano superiori a tutte quelle costruite in Europa fino al diciottesimo secolo”.

Mappe
Le storie buddiste Jataka parlano di grosse navi indiane in grado di trasportare 700 persone. Nell’Artha Shastra4, Kautilya scrisse a riguardo degli imbarchi, dei commissionari di porto che supervisionavano il traffico marino.
L’Harivamsa5 informa che la prima perizia geografica del mondo fu portata a termine durante il periodo storico di Vaivasvata6. Le città, il villaggi, i confini della terra coltivata di quei tempi erano trascritti su mappe. Il Brahmananda Purana7 ci dà le migliori e dettagliate descrizioni della mappa del mondo, su di una superfice piatta, usando una scala accurata. Il Padma Purana8 dice che le mappe del mondo, erano preparate sotto forma di libri e conservate con cura in appositi contenitori.

La presenza indiana in altre parti del mondo
Grecia –  Edward Pococke9, un orientalista inglese ha asserito che la civiltà greca, è una locale variazione della cultura indiana, giunta in Grecia attraverso coloni indiani. Questa ipotesi può essere vista, anche attraverso la comparazione dell’Odissea con il Mahabharata e il Ramayana, dove leggiamo che la progenie dei Danava10 tribù citata nel Mahabharata, migrò verso la Turchia e la Grecia, come Danai11, ampiamente citati nei testi grechi.
Peru – Edward Pococke ha scritto: “I peruviani e i loro antenati, gli indiani, da questo punto di vista possono essere le stesse persone”.
Sir William Jones12 scrisse: “Rama è rappresentato come un discendente del Sole, come marito di Sita e figlio della principessa Kausalya. E’ degno di nota che i peruviani, che discendono dagli Incas, celebrino una grande festa chiamata Rama-Sitva. Dobbiamo pensare che in Sud America era popolata dalla stessa razza che aveva esportato nelle più lontani parti dell’Asia, I riti della favolosa storia di Rama”.
Messico – Ephraim George Squier13 fece una comparazione fra i templi indiani, di Java e del Messico, scrisse: “Ad un esame attento di questi monumenti, si scopre che il loro interno, così come il loro esterno, per molti propositi, quelli costruiti in Palenque (Messico), corrispondono esattamente con quelli dell’India…” Più avanti Squier scrisse: “I templi buddhisti del Sud dell’India e delle isole dell’arcipelago indiano, così come sono stati descritti dai colti membri dell’Asiatic Society e da numerosi studiosi di religione e di antichità Indù, corrisponde esattamente in tutte le parti essenziali, così come in molte fatture minori a quelli del Centro America”.
Java – Sir Stamford Raffles14. Scrisse: “Il grande tempio di Borobudur in Java, può essere scambiato per un tempio del Centro America”.
Alaska e Messico – Il Proff. Fredrick W. Putnam15, trovo nella Jungla dell’Honduras, una scultura somigliante al Buddha. L’American Harper’s Magazine, in un articolo ha ampiamente provato che cinque monaci buddisti avevano raggiunto il Messico dall’Alaska.

Similitudini nei calendari
B. G. Sidhart, scrisse: “E’ interessante notare che il calendario Maya, ha inizio intorno al 3112 a.C., molto vicino alla tradizione indù, che fa iniziare il Kali Yuga nel 3101 a.C.” Il calendario Maya dipende dal pianeta Venere (Sukra il maestro degli Asura), mentre il calendario indù dipende da Giove (Guru il maestro dei Sura). Questa è la ragione per cui in India la festa del Kumbhamela (Kumbha = Acquario) viene celebrata ogni 12 anni, quando Giove entra in Acquario.
Il grande ciclo del calendario Maya è iniziato nel 3114 a.C., il calendario Kali Yuga inizia il 18 Febbraio 3102 a.C. La differenza è di soli 12 anni.
Gli antichi indiani usavano entrambi i calendari, lunare e solare. In media il calendario Lunare è composto da 354,36 giorni. Dall’inizio del Kali Yuga, fino al 21 Dicembre 2012, sono trascorsi 5270 anni lunari. Lo stesso periodo indicato dal calendario Maya. 5113 anni solari di 365,24 giorni, corrispondono a 1.867.817 giorni di Kali Yuga. Sia per il calendario solare che per quello lunare sono trascorsi 5000 anni. E’ sorprendente come entrambi i calendari (indù e Maya) inizino nello stesso periodo, oltre 5000 anni fa.

NOTE:
1. Friedrich Heinrich Alexander Freiherr von Humboldt (Berlino, 14 settembre 1769 – Berlino, 6 maggio 1859) è stato un naturalista, esploratore e botanico tedesco. Era il fratello minore dello statista e intellettuale Wilhelm von Humboldt.
2. Heine-Geldern, Robert. – Etnologo e paletnologo austriaco (Grub 1885 – Vienna 1968), prof. di preistoria, storia dell’arte ed etnologia dell’Asia nell’università di Vienna, autore di importanti pubblicazioni specialmente sull’India, la Birmania, Giava, l’Asia sud-orientale in genere. Di grande importanza sono anche i suoi lavori sui rapporti culturali intercorsi tra Asia e America in epoca precolombiana, da lui considerati determinanti per lo sviluppo delle alte culture del Messico e dell’area andina.
3. Gordon F. Ekholm (1909 -1987), curatore emerito di antropologia presso il Museo americano di storia naturale è stato un’autorità in materia di archeologia precolombiana del Messico e America centrale. Nel 1949, presso il suo museo, Ekholm organizzò una Mostra di grafica dettagliata che mostrava i parallelismi tra le culture avanzate dell’Asia meridionale e orientale e la civiltà Maya, che fiorì tra il 300 e il 900, suggerendo che gli antenati dei Maya erano migrati attraverso il Pacifico. Questa teoria è stata una degli obiettivi principali della sua carriera.
4. L’Artha Shastra è un antico trattato indiano di scienze politiche, economiche e strategia militare. Tradizionalmente il suo autore è identificato in Kautilya (350–283 a.C.), «l’Insidioso», patronimico del nome personale Chaṇakya, detto anche Visnugupta, erudito brahmano e mentore di Chandragupta Maurya, fondatore dell’Impero Maurya.
5. L’Harivamsha (anche Harivamsa; Sanscrito हरिवंश) la stirpe di Hari (Vishnu)”) è un importante lavoro della letteratura sanscrita, contenente 16374 versi. Il testo è anche conosciuto come Harivamsha Purana. Questo testo è un khila (appendice o supplemento) per il Mahabharata ed è tradizionalmente attribuito a Veda Vyasa.
6Vaivasvata Manu (sanscrito: वैवस्वत मनु ) è uno dei 14 Manu il figlio di Vivasvat, da qui il suo nome. Egli è considerato il progenitore dell’attuale Manvantara, che è il settimo dei 14 che compongono l’attuale Kalpa, ogni Kalpa compone un giorno di Brahma.
7Brahmanda Purana (la storia dell’universo) (sanscrito: ब्रह्माण्ड पुराण, Brahmanda Puraņa) è uno dei diciotto Maha Purana, testi in cui si possono leggere le cronache dei tempi antichi. Brahma in sanscrito significa “essere immenso” è la personificazione dell’universo, anda/andam significa uovo. Quindi, Brahmanda significa “Uovo immenso”, da cui è nato l’universo.
8Padma Purana (Devanagari: पद्म पुराण), è uno dei principali diciotto Purana. Un testo di cronache indù, è diviso in cinque parti e 55000 versi. Nella prima parte dell’opera, il saggio Agastya spiega a Bhishma il Dharma e l’essenza del Dharma. La seconda parte descrive dettagliatamente Prithvi (la Terra). Nella terza parte, viene data una descrizione del cosmo, tra cui la creazione.
9. Edward Pococke (o Pocock) (1604 – 1691) è stato un biblista, orientalista ed ebraista inglese.
10. I Danava erano figli di Danu, figlia di Daksha. Si ribellarono ai Deva sotto la guida di Bali ed altri, ma furono sconfitti.
11Danai è un termine usato come sinonimo di Greci.
12. William Jones (Londra, 28 settembre 1746 – Calcutta, 27 aprile 1794) è stato un filologo, orientalista e magistrato britannico, tra i primi studiosi di lingua sanscrita e precursore dell’indoeuropeistica.
13.  Ephraim George Squier (17 giugno 1821 – 17 aprile 1888) è stato un archeologo ed editore statunitense.
14.  Thomas Stamford Raffles (Port Morant, 6 luglio 1781 – Londra, 5 luglio 1826) è stato un politico e militare britannico, nonché amministratore coloniale. È ricordato soprattutto come fondatore della città di Singapore (oggi città-stato della Repubblica di Singapore) nel 1819.
15. F. W. Putnam (1839 – 1915), padre dell’archeologia americana.