Project Description

Due sono le tribù principali che dall’India migrarono verso il sud/est asiatico, quella dei Munda e dei Khasi, conosciute poi come Mon e Khmer. La loro lingua, collega i due popoli alle due tribù indiane. Questi due clan, sono tra gli antenati delle popolazioni dell’attuale sud/est asiatico, molto prima di una presunta invasione ariana, sicuramente oltre mille anni prima della conversione al buddismo. I Mon/Munda hanno popolato i territori dell’attuale Myanmar, procedendo lungo la valle del fiume Menam estendendosi nell’attuale territorio tailandese. Mentre i Khasi/Khmer hanno popolato un vastissimo territorio, i cui rimasugli oggi sono noti come Cambogia. Il territorio occupato dai Khasi/Khmer divenne noto come Kamboja Desa, Kambuja Desa, ecc. I suoi confini hanno variato nel corso dei secoli, durante la sua massima estensione, copriva terre in seguito note come Siam, Cambogia, Laos, Cochin, comprese le valli del fiume Mekong e il già citato Menam. La letteratura indiana, pone i Kamboja a sud/est (vedi Mahabharta, Vishnu Purana, ecc.) erano vicini di casa degli Yavana. Durante la distribuzione dei territori, alla discendenza di Turvasu (Yavana) viene concesso il sud/est. Nessuna menzione a una Kamboja nel territorio, prima dei Saka e poi dei Parasaka (conquistatori dei Saka) a nord/ovest.
I Saka meritano un discorso a parte. L’era Saka è stata molto usata, ma confusa con l’era Salivahana. Gli autori, per datare le loro opere hanno sempre usato il termine Saka, senza fare riferimenti a Salivahana. Magari si può riprendere il discorso, cercando di localizzare Yavanapura, che non è il nome di una città, si riferisce alla capitale degli Yavana ma senza chiamarla per nome. Per ora diciamo che i Saka abitavano parte dell’attuale Iran.
Il Mekong in Kamboja era ciò che il Nilo era in Egitto e il Gange in India. La valle del Mekong comprende tutta la moderna Cambogia con l’eccezione di tre province, Kampot a ovest e Svay Rieng e Thbong Khmum a est, tuttavia sono bagnate da due rami del fiume Vaicos che si uniscono in un delta comune con il Mekong.

Me = madre
Kong = Ganga (Gange)

Non si tratta dello stesso fiume, ma ha lo stesso nome e questo deve essere stato dato in tempi molto lontani da un popolo colonizzatore, che vedendo la maestosità del corso d’acqua, lo hanno assimilato al loro fiume, o hanno pensato fosse il loro fiume.
Da tempi antichi, i Cambogiani si definiscono Khmer, chiamati così anche dagli stranieri. Khmer compare come Kvir e Kmir in antiche iscrizioni Champa. In scritti arabi compare il termine Comar, da qualcuno identificato con Capo Comorin (estremo sud dell’India – Kanyakumari), altri pensano a Kamarupa (Assam), una vasta zona che si estende lungo le rive del fiume Brahmaputra, dall’attuale Bengala, fino all’attuale Myanmar. Per antenati Khmer, non viene fatto un discorso di razza, ma culturale, anche se la prima ipotesi non è da sottovalutare.
Le antiche cronache, gli antichi annali, ecc., quindi la letteratura (spesso ignorata) fa precisi riferimenti geografici, con molta attenzione alle zone marittime. Una precisazione i coloni francesi in Indocina (che hanno avuto i loro studiosi), a differenza dei loro colleghi inglesi in India, avevano idee più liberali. Ne deriva che la letteratura francese, non ha avuto difficolta di ammettere un’antica colonizzazione indiana dell’area da loro occupata.
I regni più importanti dell’area, sono stati Fu-Nan e Kamboja. Entrambi hanno il proprio folclore che racconta le storie delle origini. Questi si rifanno all’inizio della colonizzazione da parte di clan indiani.
Una leggenda la troviamo nella relazione dell’ufficiale cinese Zhou Daguan1 che ha viaggiato nell’impero medievale cambogiano (o Angkor) tra il 1290 e il 1297. All’interno di un palazzo si trovava una torre dorata, nella parte superiore il re aveva una camera da letto. I nativi dicono che nella camera viva lo spirito di una “nagi” (femmina di naga) a nove teste, proprietario di tutta la terra del Regno. Lo spirito compare ogni notte sotto le spoglie di una splendida signora e il re deve trascorrere la prima parte della notte con lei. Se lo spirito non appare è segno di morte per il re. Se il Re salta un incontro è segno di imminente pericolo. Il ruolo svolto dalla nagi è intrigante, perché riflette l’importanza dei naga negli antichi racconti sulle origini di quella terra.
Una leggenda, racconta le vicende di un principe conosciuto come Phra Thong, espulso da Myang Rom (non lontano da Takkansinla) dal padre, in quanto era uso opprimere il popolo. Raggiunta l’isola di Khok Talok, incontra e sposa una nang nak (signora naga), che usciva dal regno inferiore per bagnarsi nelle acque di un lago. Il matrimonio si svolge nel regno sotterraneo, suo suocero il nak pahaya (il re dei naga), costruisce per lui la città di Nakhon Thom, a quei tempi chiamata Kamphusa, o sorta dall’acqua. Dopo di lui salirà al trono il figlio Samdeit Kamlong.
Abbastanza simile, in parte anche identica è la versione raccontata da alcuni nativi, dove Phra Thong è figlio del re di Birmania. Egli cacciò dall’isola di Khok Talok, re Cham che vi regnava. Gli annali reali vanno più nel dettaglio. Riportiamo una versione abbreviata basata sulle traduzioni francesi di questi annali (1883, II, 4-11; 1971,1-7) e Poree-Maspero (1950, 239-40).
Mesi prima della sua morte, Buddha arriva presso l’isola Kouk Thlok (terra dell’albero Thlok) e profetizza che un trakuot (una sorta di lucertola locale) che viveva su un albero Thlok, sarebbe rinato come il figlio del re di Intakpath (Indraprastha) e sarebbe divenuto re di un nuovo stato a Kouk Thlok. Nell’anno 1 dell’era buddista, il Re dei Chams si trovava nei pressi dei monti Dangrek, dove formò un nuovo stato, governando anche Kouk Thlouk. Nell’anno 100 dell’era buddista re Atichavong di Indraprastha suddivise il regno e lo distribuì ai figli, a Preah Thaong, il quarto genito, consegna la parte meridionale. Come conseguenza di una disobbedienza, Preah Thaong viene esiliato insieme al suo popolo. Egli arriva a Kouk Thlok, spodesta il governante dei Cham e diviene re. Più tardi, sulla spiaggia incontrerà la figlia del re dei naga. Il matrimonio ha luogo nel mondo sotterraneo. Bevendo l’oceano il re naga creerà sull’asciutto un regno per il genero. La nuova terra è chiamata Hampuchea. Dopo nove mesi la copia dà alla luce una figlia. Nell’anno 500 dell’era buddista il re Cham arriva dal Laos con un esercito, ma vengono respinti. Indra rende gravide la figlia di Preah Thaong, la principessa naga, verrà alla luce Ketmealea, il padre farà costruire un palazzo da Visvakarman. Nell’anno 600 dell’era buddista Preah Thaong muore.
Gli annali reali contengono un’altra versione della storia.
Adityavamsa, re di Indraprastha, è scontento di uno dei suoi figli e lo espelle dal regno. Il Principe arriva a Kouk Thlok, regno dei Cham e usurpa il trono. Un giorno, la marea arriva prima del previsto e il principe deve passare la notte su un banco di sabbia. Una naga di grande bellezza viene a giocare sulla spiaggia. Prah Thong si innamora e ottiene il consenso al matrimonio. Il re naga suo padre espande l’area, bevendo l’acqua che la ricopriva, vi costruisce una città e dal quel momento, il territorio è chiamato Kambuja.
Un’altra leggenda vuole che dei Chvea-Preahm (brahmana di Java), in origine partiti da Parèanosey (Varanasi), migrarono a Kouk Thlok e fondarono uno stato chiamato Srok Khmer o terra dei Khmer. Preah Thaong, il quarto di cinque figli del re di Indraprastha, per disobbedienza, insieme ai suoi seguaci e le loro famiglie viene espulso dal regno del padre. Raggiungono Kouk Thlok e convivono con i Cham che vi abitano. Con il passare del tempo sorgono dei conflitti e i Cham vengono spinti a Champassak in Laos. Dopo essere salito al trono, Preah Thaong sposa la figlia del re dei Naga e diventa il monarca dell’antica colonia di Cham e dell’intero regno del suocero, così divenne il primo re di Khmer.
Un’altra variante, dice che il re di Rackrus ha un figlio di nome Thaong che bramava il trono. Decise di uscire con le navi e cinquecento soldati per dare battaglia ai nemici del nord, ma è costretto a far ritorno quando la metà delle provvisioni sono terminate. Thaong reclama nuovamente il trono. Ma fu mandato a combattere i nemici a est, portava con sé cinquecento uomini, cinquecento donne e un carico di semi. Raggiunsero un’isola dove si ergeva un grosso albero Thlok. Si ferma e crea la città e il regno di Nokor Kouk Thlok (nokor in sanscrito nagara). Più tardi scopre il regno dei naga, rapisce la figlia del re (neang neak = signora naga) e la conduce Nokor Kouk Thlok. Il Re lo insegue, presi gli accordi viene organizzato il matrimonio. La cerimonia deve avvenire nel regno sotterraneo dei Naga, per potervi accedere, Thaong deve portare un vestito per la principessa nagi. Anche lui riceve un capo di abbigliamento con impressa l’immagine della nagi. Seguono i dettagli della cerimonia nuziale, ancora oggi praticata dai Khmer, presumibilmente adottata dalla tradizione naga. Conclusi i festeggiamenti, la copia torna a Nokor Kouk Thlok. Neang Neak e una seconda moglie di Thaong, portano avanti una gravidanza, portano in grembo i figli di Indra. Il figlio della prima moglie si chiama Ket Mala. Il figlio della seconda moglie ottiene da Indra una cassa, colma di strumenti, con i quali costruirà dei meravigliosi monumenti, prima che il regno sia assegnato a Ket Mala.

NOTE:
1. Zhou Daguan (周达观T) (1266 – 1346) è stato un diplomatico cinese sotto l’imperatore Chengzong della dinastia Yuan. È conosciuto principalmente per i suoi resoconti sulla sua visita della città di Angkor e dei suoi templi. Arrivò ad Angkor nell’agosto del 1296, e rimase alla corte del re Srindravarman fino al luglio del 1297. Non fu il primo e neanche l’ultimo rappresentante cinese a visitare la Cambogia. Tuttavia, il suo soggiorno è rimasto nella storia poiché Zhou Daguan ne fece un resoconto dettagliato che è giunto fino a noi. Il suo racconto è oggi una delle fonti più importanti per la comprensione storica di Angkor e dell’Impero Khmer. Oltre che alle descrizioni di molti grandi templi (come il Bayon, il Baphuon, Angkor Wat ed altri), il testo fornisce anche utili informazioni sulla vita di tutti i giorni, e sugli usi e i costumi degli abitanti di Angkor.