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Mahabharata – Vana Parva – Arjunabhigamana Parva – Sezione 15

Yudhishthira disse: “Raccontate i dettagli della morte del comandante del Saubha, soddisfate la mia curiosità”.
Krishna rispose: “Saputo che Sissupala il figlio di Srutasrava era morto, Salwa raggiunse la città di Dwarka. Quella mente malvagia, fece disporre le sue armate in formazione di battaglia, poi invase la città da tutti i lati e anche dall’alto. Quel forte, stando fermo in cielo cominciò a colpire la città. La battaglia ebbe inizio con il lanciò di numerose armi, provenivano da tutte le parti. La città era fornita di torri, di archi, di mura, di pennoni e numerosi soldati la difendevano. Con le strade barricate da cavalletti di legno, con le torri che stavano presso i cancelli, colme di armi offensive, di macchine per lanciare cose bollenti e palle di fuoco. Con otri di pelle di cervo per il trasporto dell’acqua, con trombe, cembali e tamburi, con lance e forconi, con satagni e catapulte. Con proiettili, pietre e altre armi, con gli scudi di ferro per proteggersi, con macchine per lanciare proiettili, palle e fuoco. Tutto era stato disposto in accordo alle regole. La città era protetta da numerosi carri, anche da Gada, Samba, Udhava e altri. Vi erano guerrieri coraggiosi, addestrati per la battaglia, tutti di nobile nascita, capace di scontrarsi con qualsiasi nemico. Questi guerrieri furono posizionati in luoghi strategici, in loro aiuto vi era la cavalleria, si cercava di proteggere la città. Si cercava di prevenire il pericolo, Ugrasena, Udhava e altri davano ordine di non bere liquori. Sapendo che se intossicati, potevano essere facilmente uccisi da Salwa, così tutti i Vrisni e gli Andhaka rimasero sobri e vigili. Le guardie portarono fuori dalla città gli attori, i cantanti, i danzatori, li fecero allontanare dalla regione. Tutti i ponti sui fiumi furono distrutti e fu proibito alle navi di salpare. Presso gli accessi alla città, furono piantati pali acuminati e furono scavati fossati. Tutto il terreno intorno alla città, per molti Yojana fu reso impenetrabile. Buche e pozzi, furono scavati. E del combustibile fu sparso ovunque. La nostra fortezza era indistruttibile. Era ben difesa e colma di ogni tipo di armi. In conseguenza dei preparativi, la nostra città era pronta a ricevere qualsiasi tipo di nemico. La nostra città sembrava quella di Indra. Quando Salwa arrivò, nessuno mostrava segni di attività, nessuno tra i Vrisni e gli Andhaka, entrava o lasciava la città. Tutte le strade, tutti gli spazi aperti erano colmi di cavalli ed elefanti. I soldati si sentivano sicuri, avevano razioni alimentari, armature e armi in grande quantità, erano pronti a combattere. Tutti i soldati erano stati pagati con oro, tutti avevano ricevuto il salario, nessuno era stato obbligato a combattere. Fu così che Dwarka, difesa da Ugrasena, era pronta per ricevere l’assalto”.