72 erano gli uomini destinati a radunarsi intorno alla tenda il cui nucleo centrale era di 72 Cubiti. Il Santuario (ebraico “miqdash”), detto anche Tabernacolo (ebraico “mishkan”) era una tenda trasportabile. Il Santissimo era l’elemento centrale della disposizione di Jahweh che permetteva ad Israele di accostarsi a lui. La tenda venne costruita nel deserto presso il monte Sinai. Jahweh aveva parlato a Mosè e gli aveva dato lo schema del Tabernacolo, un modello (un’ombra) che rispecchiava la realtà “celeste” o meglio la tangibilità astronomica del corso del Sole “…è una copia e un’ombra delle realtà celesti, secondo quanto fu detto da Jahweh a Mosè, quando stava per costruire la Tenda: Guarda, disse, di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte” (Ebrei 8:5)
Jahweh ispirò Mosè, perché potesse far eseguire il lavoro alla perfezione. “Poi farai per la Dimora delle assi di legno di acacia, da porsi verticali. Dieci cubiti la lunghezza di un’asse e un cubito e mezzo la larghezza (…) Farai dunque le assi per la Dimora: venti assi sul lato verso il mezzogiorno, a sud (…) Per il secondo lato della Dimora, verso il settentrione, venti assi, (…) Per la parte posteriore della Dimora, verso occidente, farai sei assi (…) Ogni asse avrà due sostegni, congiunti l’uno all’altro da un rinforzo. Così farai per tutte le assi della Dimora” (Esodo 26:15-23).
In tal modo i figli d’Israele portarono a termine l’opera. Le misure del Santuario sono calcolate in base al Cubito, la cui divisione più piccola corrisponde a 24 Dita. La parete posteriore, o lato Ovest, era fatta di 8 assi (ebraico “qèresh”) larghi 1,5 Cubiti (36 Dita) ciascuno, per un totale di 12 Cubiti (288 Dita). Mentre le pareti Sud e Nord erano fatte di 20 assi ciascuna per un totale di 30 Cubiti (720 Dita). La parte Est era aperta, priva di parete. Il perimetro delle pareti descritte era di 72 Cubiti (1728 Dita)

Sia nella Bibbia che nella letteratura vedica, un numero può essere moltiplicato 3 volte per 10.

1728X10=, X10=, X10=

Chaturyuga o quadruplice era

1728000 = durata in anni del Krita Yuga

I numeri a differenza delle parole non sono soggetti ad interpretazione, la “numerologia biblica” è un’invenzione per distogliere l’attenzione sul significato astronomico dei numeri.

1. Tenda (dimora di YHWH/Sole)
2. 12 tribù (segni zodiacali), disposte secondo i punti cardinali
3. 72 anziani, gli anni impiegati dal Sole precessionale per percorrere un grado intorno allo zodiaco

Queste realtà celesti non sono realtà spirituali.

Le misure del santissimo della tenda, il numero di assi, ecc. sono tacche. Il santissimo veniva aperto una volta all’anno in occasione dell’equinozio, YHWH/Sole entrava e segnava l’era (posizione precessionale).

La storia parla di una “tenda”, che veniva circondata da 12 tribù, dove usavano radunarsi 72 persone. La figura che ne esce di semplice interpretazione è il tentativo di riprodurre ciò che sta in cielo. Le 12 tribù rappresentano le porzioni in cui lo zodiaco è diviso. Il santuario è la dimora di Jahweh, effigie del Sole. Mentre i 72 anziani raffigurano gli anni che l’astro impiega per percorre un grado d’arco.
In questa storia, i cristiani vi vedono una conferma dell’esistenza della “terza” persona della Trinità, che discende su un minuscolo gruppo di eletti, facendoli profetizzare.
Tra le obiezioni più frequenti, vi è quella di dire che il numero 72 non compare affatto nel passo, supponendo che le persone rimaste nel campo, fossero dei ritardatari. Ma la tesi si scontra con altre testimonianze bibliche, che denotano l’uso del 70 + 2, quasi come una correzione, che non lascia posto a interpretazioni di sorta.

“I figli che nacquero a Giuseppe in Egitto sono due persone. Tutte le persone della famiglia di Giacobbe, che entrarono in Egitto, sono settanta” (Genesi 46:27 – C.E.I.).

Nadab e Abiu insieme a settanta anziani d`Israele si prostreranno lontano…” (Esodo 24:1 – C.E.I.).

ecc., ecc..

Quella dei “cicli cosmici” non è cosa sconosciuta all’ebraismo. E’ nota come la dottrina delle Shemittot. Fatta di grandi ere, che venivano frazionate in ere più piccole.
E fu sera e fu mattina, quello fu il primo “yom”, poi fu di nuovo sera e di nuovo mattina, quello fu il secondo “yom”, e cosi via per sei volte. I termini sera-mattina hanno portato alla traduzione dell’ebraico yom con “giorno”. Il termine ebraico, ha una certa assonanza con il sanscrito “yuga’ che si traduce con “era”.
Il termine Adam, sembra essere un plurale, di sicuro fa riferimento ad adamah, la terra da cui gli umani sono stati creati, ma potrebbe leggersi anche come “terreno” o ‘terrestre”, “terrestri” se si vuole mantenere il plurale. Anche Adam a una certa assonanza con il sanscrito Manu, da dove derivano i termini “umano”, “umanità”, “uomo”, ecc..
Il termine Manu, da origine alla parola manvantara che al letterale, significa “un altro Manu”. Secondo il computo delle ere, in 4320000000 anni si succedono 14 Manu. Sei appartengono al passato e attualmente viviamo nel settimo manvantara.
Seguendo questa logica, possiamo identificare l’Adamo biblico come uno dei sette Manu, di cui parlano le scritture vediche, Jahweh comincia a creare partendo dalle acque, e attraverso la letteratura vedica, sappiamo che il succedersi di ogni Manvantara è caratterizzato da un “Diluvio”.
Manu è considerato figlio del Sole e progenitore della razza umana. Se Adam e Manu sono la stessa persona, Adam è figlio di Jahweh il Sole.
Il racconto biblico della creazione, lascia intendere che sono trascorsi 6 yom (6 manvantara) e che ora viviamo nel settimo, dove il trascorrere lento del tempo, fa sembrare che Dio si stia prendendo una pausa, un periodo di riposo (il settimo giorno riposerai), ma in realtà’ l’opera del manifestare è continua e andrà avanti ininterrotta fino al quattordicesimo yom.