martedì, Agosto 16, 2022
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
HomeUpanishadAranyaka Upanishad

Aranyaka Upanishad

QUINTA LETTURA

Primo Brahmana
1“Quello è pieno, questo è pieno. Il pieno è estratto dal pieno. Dal pieno togliete il pieno, resta il pieno. Om, il Vuoto, Brahma. Il Vuoto antico, ventoso il Vuoto” . Ecco ciò che diceva Kauravyayani putra. È quello il Veda. I Brahmani lo conoscono. Si conosce per quello ciò ch’è da conoscere.

Secondo Brahmana
1—I tre Prajapatyas, soggiornavano
2—Passato il tempo del noviziato, gli Dei dissero: —Parlaci, o Signore. —Ed egli pronunciò loro questa sillaba: “Da”. —Avete capito? —Abbiamo capito —essi risposero. —Umiliatevi , tu ci dici. — Sì, —rispose egli —voi avete capito.
3—Ed allora gli Uomini chiesero: —Parlaci, o Signore. —Ora, egli pronunziò loro questa sillaba: “Da”. —Avete capito? —Abbiamo capito —essi risposero. —Elargite , tu ci dici. —Sì —egli soggiunse, —voi avete capito.
4—Allora gli. Asuras gli chiesero: —Parlaci, o Signore. —Ora, egli rivolse loro questa sillaba: “Da”. —Avete capito? —Noi abbiamo capito, —essi risposero. — Siate compassionevoli , tu ci dici. —Sì, —diss’egli, —voi avete capito. È questo che ripete la divina voce, il Tuono, quando romba Dadada: vincetevi, date, siate compassionevoli. S’insegnino queste tre cose: umiliarsi, elargire, aver compassione.

Terzo Brahmana
1Il soffio va al vento immortale, il corpo si riduce in cenere. Om, o volontà, ricordatene per il successo, ricordatene. —Agni, conducici attraverso il buon cammino alla fortuna, o Dio che conosci tutte le fila, allontana da noi il peccato delle vie oblique; noi vogliamo offrirti una molteplice formula d’omaggio. Quello è Prajapati il quale è il cuore; quello è il Brahma, quello è tutto. Ecco perché hridaya è trisillabo. Hri è una sillaba: essi gli portano delle offerte, i suoi e gli altri, a colui che per tal modo sa. Da è una sillaba: essi gli fanno dei doni , i suoi e gli altri, a colui che per tal modo sa. Ya è una sillaba: va al mondo di Svarga colui che per tal modo sa.

Quinto Brahmana
1Ciò, sì, ciò, ecco ciò che era: il vero. Ora, quegli che conosce questo gran de, divino, primo-nato, il vero che si chiama Brahma, quegli Conquista questi mondi. E potrebb’essere vinto, quegli che conosce questo grande, divino, primo-nato, il vero che si chiama Brahma dato che il Brahma è il vero?

Sesto Brahmana
Le acque erano Ciò, al principio. Le acque emisero il vero, il vero il Brahma, Brahma Prajapati, Prajapati gli Dei.
2Gli Dei adorano sotto tal nome il vero. Ecco come Satiam è trisillabo. Sa è una sillaba, ti è una sillaba, am è una sillaba. La prima e l’ultima sillaba, il vero; nel centro il falso. Ecco come il falso avviluppato dal vero è in divenire di vero. A quegli che per tal modo sa, il falso non gli porta nocumento.
3E ciò ch’è il vero, è questo sole laggiù. Cotesto purusha che è in questo disco, e questo purusha ch’è nell’occhio destro hanno il loro punto di appoggio l’uno sull’altro. È con i raggi, in verità, che quello ha il suo punto di appoggio in questo; per mezzo dei soffi, questo qui in quello là. Questo qui, quando esala elevandosi, percepisce questo disco in tutta la sua purezza: i raggi non lo illuminano più.
4Cotesto purusha che è in questo disco, BHUS è la sua testa: una la testa, una questa sillaba; BHUVAS sono le braccia: due le braccia, due queste sillabe; SUAR sono i punti di appoggio: due i punti di appoggio, due queste sillabe. Da esso l’upanishad è AHAR. Uccide il male e lo abbandona quegli che per tal modo sa.
5Segue, questo purusha qui che è nell’occhio destro, BHUS è la sua testa: una la testa, una questa sillaba; BHUVAS sono le braccia: due le braccia, due queste sillabe; SUAR è il punto di appoggio: due i punti di appoggio, due queste sillabe. Da esso l’upanishad è aham . Uccide il male e lo abbandona, quegli che per tal modo sa.

Settimo Brahmana
Il lampo è il Brahma, è stato detto. Lampo perché separa . Esso separa da ogni male quegli che per tal modo sa; il lampo è di Brahma; poiché il lampo è il Brahma.

Ottavo Brahmana
1Questo purusha fatto di manas, il quale ha per vero la luce, risiede in questo cuore all’interno. Come un granello di riso ò un chicco di grano, così [è] questo purusha nell’atman, nell’interno. È esso che è il padrone di tutto, il capo di ogni cosa, il sovrano di tutto. Quegli governa l’Universo, intanto che esiste, quegli che per tal modo sa.

Nono Brahmana
1Si adori la Voce come una vacca. Questa ha quattro mammelle: la parola svaha, la parola vashat, la parola hanta, la parola svadha. Da due di queste mammelle traggono vita gli Dei, e cioè da svaha e vathas; da hanta gli uomini, da svadha i Pitris. Il soffio è il suo toro, il manas il suo vitello.

Decimo Brahmana
1È Agni Vaisvanara che è nell’interno dell’uomo, è in esso che questo nutrimento è digerito, qualunque cosa si mangi. È il suo ronzio [tumulto?] che si percepisce allorquando si tappano te orecchie. Quando ne esce in elevazione, non si percepisce detto ronzio.

Undicesimo Brahmana
1In verità, la suprema mortificazione è la mortificazione d’essere ammalato. Conquista il mondo supremo quegli che per tal modo sa. In verità, la suprema mortificazione è quando si porta un morto alla foresta. Conquista il mondo supremo, quegli che per tal modo, sa. In verità, la suprema mortificazione è quando si deposita un morto sul fuoco. Conquista il mondo supremo, quegli che per tal modo sa.

Dodicesimo Brahmana
1In verità, allorquando il purusha abbandona questo mondo, esso va verso il vento. Allora questo s’apre dinanzi ad esso come il foro di una ruota di carro; attraversandolo, dirigendosi sempre più in alto, esso va verso il sole. Allora questo si schiude ad esso come il foro di un tamburo, attraversandolo, dirigendosi sempre più in alto, esso va alla luna. Allora questa gli si schiude come il foro di un tamburino; attraversandolo, dirigendosi sempre più in alto, esso va al mondo dove non v’è posto per i dispiaceri, là dove non nevica. Ivi dimora per l’eternità degli anni.

Tredicesimo Brahmana
1“Il nutrimento è il Brahma”, dicono alcuni: ma non è così. In verità, il nutrimento si putrefà senza il soffio. “Il soffio è il Brahma”, dicono gli altri: ma non è così. In verità il soffio si dissecca senza il nutrimento. Sono queste due divinità le quali, stando in divenire di unità, arrivano allo stato supremo.
2Ora, è questo che Pratrida chiedeva a suo padre: —Che cosa gli si potrebbe fare di bene a colui che per tal modo sa, che cosa gli si potrebbe fare di male? Ora, il padre, facendogli cenno con la mano, rispose: —No, Pratrida. —Ma quale di quei due, che stanno in divenire d’unità, arriva allo stato supremo?
3Il padre gli rispose: —Vi: il nutrimento, è pi, poiché nel nutrimento tutti gli esseri cadono . Ram: il soffio, è ram, poiché nel soffio tutti gli esseri godono . Ora, in verità, tutti gli esseri cadono, tutti gli esseri godono, in colui che ciò sa.

Quattordicesimo Brahmana
1Uktha. —Il soffio, in verità, è l’uktha, poiché il soffio sostiene tutto ciò . Ora, progredisce vigorosamente quegli che conosce l’uktha, egli conquista l’unione con l’uktha, lo stesso mondo dell’uktha, quegli che per tal modo sa.
2Yajus, —Il soffio, in verità, è il yajus. poiché nel soffio tutti questi esseri sono uniti . Ora, legato con tutti gli esseri che eccellono, conquista l’unione con il yajus, lo stesso mondo del yajus, quegli che per tal modo sa.
3Saman. —Il soffio, in verità, è il Saman, poiché nel soffio tutti gli es-seri convergono . Ora, convergendo in esso, tutti gli esseri lo aiutano ad eccellere, e conquista la unione con il Saman, lo stesso mondo del Saman, quegli che per tal modo sa.
4Kshatra. —II soffio, in verità, è il kshatra, poiché in verità il soffio è il kshatra. Ora, il soffio lo preserva dalle offese ed ottiene il kshatra, conquista l’unione col kshatra, lo stesso mondo del kshatra, quegli che per tal modo sa.

Quindicesimo Brahmana
1Terra, atmosfera, firmamento: otto sillabe. Ora, in verità, otto sillabe formano un pada di gayatri , in ciò consiste giustamente ciò che è. Tante ve n’ha in questi mondi, tante ne conquista, quegli che per tal modo conosce questo pada.
2Rics, yajus, Saman: otto sillabe. Ora, otto sillabe, in verità, formano un pada di gayatri, in ciò consiste giustamente ciò che è. Quant’è questa triplice scienza, tanta ne conquista quegli che per tal modo conosce questo pada.
3Soffio esalato, inalato, disperso: otto sillabe. Ora, otto sillabe in verità formano un pada di gayatri, ed in ciò consiste giustamente ciò che è. Tanti ve n’è qui i quali soffiano, e tanti ne conquista quegli che per tal modo conosce questo pada.
4Dopo di che, v’è il quarto pada da conoscere: quello che brilla al di là della polvere. Quarto: è il quarto Pada da conoscere: è che effettiva’ mente è visto in certa guisa. Al di là della polvere: è che effettivamente esso brilla al di sopra, al di sopra di qualsiasi polvere. Ora, ugual mente esso brilla con la fortuna, con la gloria, quegli che per tal modo conosce questo pada.
5Questa gayatrì prende il suo punto di appoggio su questo pada, il quarto, quello da vedere al di là della polvere. Ecco come essa prende il suo punto di appoggio sul vero. In verità, l’occhio è il vero, poiché in verità l’occhio è il vero. È perciò che presentemente ancora, allorché due si contestano dicendo: “Io l’ho visto, io l’ho inteso”, quello che dice: “io l’ho visto” è quello ch’è creduto.
6Il vero, in verità, prende il suo punto di appoggio sulla forza. Il soffio in verità è la forza; la forza prende il suo punto di appoggio sul soffio. Perciò si dice: “La forza precede il vero”. Così la gayatri ha il suo punto di appoggio in rapporto all’atman.
7Ora, essa custodisce i gayas. I soffi, in verità, sono i gayas: per tal modo essa custodisce i soffi.  Poiché essa custodisce i soffi, perciò si chiama gayatri. Quella che si recita per tutta la sua durata, è essa. A colui, al quale la si recita, gli si proteggono i soffi.
8Vi sono alcuni che recitano questa savitri in anushtubh . La voce è l’anushtubh. “Così noi recitiamo la Voce”, essi dicono. Non si proceda così. È la gayatri che bisogna recitare. Ora, in verità, quand’anche in qualsiasi maniera potesse ricavare parecchio, ciò è nulla al confronto [dell’efficacia] d’un solo qualunque pada della gayatri.
9Quello che ricevesse questi tre mondi nella loro pienezza, ne otterrebbe questo primo pada. Indi, per quant’è la triplice scienza, quegli che tanta ne riceverebbe, otterrebbe questo secondo pada. Indi, quanti ve n’ha che soffiano, quegli che tanto ne ricevesse, ne otterrebbe questo terzo pada. Indi il suo quarto pada da conoscere, quello che brilla al di là della polvere, non Io si otterrebbe affatto. D’onde, adunque, potrebbesi ricevere altrettanto?
10Eccone l’adorazione: “O Gayatri, tu hai un piede, due piedi, tre piedi, quattro piedi; tu non hai affatto piedi. Poiché tu non cadi mai. “Omaggio a te, il pada quarto da conoscere al di là della polvere. “Che un tale (colui che si detesta) non ottenga ciò”. O meglio ancora: “Che il desiderio di un tale non si realizzi” (Ora il desiderio non si rea lizza, per colui per il quale così si scongiura). O meglio ancora si dice: “Che io, io ottenga ciò”.
11Ed ecco come, in verità, Yanaka da Videha diceva: “Budila Asvatarasvi”. —È fuor di dubbio che tu hai recitata la gayatri senza conoscerla; e come va, che tu essendo diventato elefante, tu fai la bestia da soma? —È che effettivamente, o Sovrano, io non conoscevo affatto la sua bocca —rispose egli.
12Essa ha per bocca Agni. Ora, in verità, quand’anche si metta nel fuoco molto, in una qualche maniera, tutto ciò, interamente, viene consumato. Ora, similmente quegli che per tal modo sa: quand’anche faccia male, molto, in una qualche maniera, avendo divorato tutto ciò, egli diviene puro, proprio. senza vecchiaia, immortale.

ARTICOLI CORRELATI
- Link esterno -spot_img

Popolari

Commenti recenti