lunedì, Ottobre 25, 2021
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Le leggi di Manu – Sanscrito-Italiano – Reincarnazione – Capitolo 12

Le leggi di Manu

Sommario

La creazione
I sacramenti: il noviziato
Il matrimonio e i doveri del capo di famiglia
Mezzi di sussistenza: precetti
Regole d’astinenza e di purificazione. Doveri delle donne
Doveri dell’anacoreta e dell’asceta
Condotta del re e della classe militare
Officio dei giudici – leggi civili e penali
Leggi civili e penali – doveri della classe commerciante e della classe servile
Classi miste – tempi di calamità
Penitenze ed espiazioni
Trasmigrazione delle anime – beatitudine finale

Trasmigrazione delle anime – Beatitudine finale

चातुर्वर्ण्यस्य कृत्स्नोऽयं उक्तो धर्मस्त्वयानघः ।
कर्मणां फलनिर्वृत्तिं शंस नस्तत्त्वतः पराम् ॥१॥
cāturvarṇyasya kṛtsno:’yaṃ ukto dharmastvayānaghaḥ |
karmaṇāṃ phalanirvṛttiṃ śaṃsa nastattvataḥ parām ||1||

O tu che sei esente dal peccato — dissero i Maharishi — tu ci hai dichiarato tutti i doveri delle quattro classi; ed ora spiegaci, secondo la verità, la ricompensa suprema delle azioni.

स तानुवाच धर्मात्मा महर्षीन्मानवो भृगुः ।
अस्य सर्वस्य शृणुत कर्मयोगस्य निर्णयम् ॥२॥
sa tānuvāca dharmātmā maharṣīnmānavo bhṛguḥ |
asya sarvasya śṛṇuta karmayogasya nirṇayam ||2||

Il discendente di Manu, Bhrigu infinitamente giusto, rispose ai Maharishi: Udite ora la decisione suprema — nei riguardi — di tutto ciò che è dotato della facoltà d’agire.

शुभाशुभफलं कर्म मनोवाग्देहसंभवम् ।
कर्मजा गतयो नॄणां उत्तमाधममध्यमः ॥३॥
śubhāśubhaphalaṃ karma manovāgdehasaṃbhavam |
karmajā gatayo nr̥̄ṇāṃ uttamādhamamadhyamaḥ ||3||

Ogni atto del pensiero, della parola, del corpo, porta un buono od un cattivo frutto; dalle azioni degli uomini risultano le loro differenti condizioni superiori, medie od inferiori.

तस्येह त्रिविधस्यापि त्र्यधिष्ठानस्य देहिनः ।
दशलक्षणयुक्तस्य मनो विद्यात्प्रवर्तकम् ॥४॥
tasyeha trividhasyāpi tryadhiṣṭhānasya dehinaḥ |
daśalakṣaṇayuktasya mano vidyātpravartakam ||4||

Si sappia che nel mondo è la causa determinante, l’atto congiunto all’essere animato, che è di tre gradi – superiore, intermedio, inferiore -, che s’opera in tre modi diversi – con il pensiero, la parola, il corpo -, ed è di dieci sorte.

परद्रव्येष्वभिध्यानं मनसानिष्टचिन्तनम् ।
वितथाभिनिवेशश्च त्रिविधं कर्म मानसम् ॥५॥
paradravyeṣvabhidhyānaṃ manasāniṣṭacintanam |
vitathābhiniveśaśca trividhaṃ karma mānasam ||5||

Pensar ai mezzi d’appropriarsi la sostanza altrui, meditare un’azione colpevole, darsi all’ateismo od al materialismo, sono i tre cattivi atti dello spirito.

पारुष्यं अनृतं चैव पैशुन्यं चापि सर्वशः ।
असंबद्धप्रलापश्च वाङ्मयं स्याच्चतुर्विधम् ॥६॥
pāruṣyaṃ anṛtaṃ caiva paiśunyaṃ cāpi sarvaśaḥ |
asaṃbaddhapralāpaśca vāṅmayaṃ syāccaturvidham ||6||

Dire delle ingiurie, mentire, dire male d’ognuno e parlar fuori di proposito, sono i quattro cattivi atti di parola.

अदत्तानां उपादानं हिंसा चैवाविधानतः ।
परदारोपसेवा च शारीरं त्रिविधं स्मृतम् ॥७॥
adattānāṃ upādānaṃ hiṃsā caivāvidhānataḥ |
paradāropasevā ca śārīraṃ trividhaṃ smṛtam ||7||

Appropriarsi cose non regalate, far del male agli esseri animati senza il consenso della legge, corteggiare la donna d’altri, sono stimati i tre cattivi atti del corpo: i dieci atti opposti sono buoni nello stesso grado.

मानसं मनसैवायं उपभुङ्क्ते शुभाशुभम् ।
वाचा वाचा कृतं कर्म कायेनैव च कायिकम् ॥८॥
mānasaṃ manasaivāyaṃ upabhuṅkte śubhāśubham |
vācā vācā kṛtaṃ karma kāyenaiva ca kāyikam ||8||

L’essere dotato di ragione consegue una ricompensa od una punizione per gli atti dello spirito, nello spirito; per quelli della parola, negli organi della parola; per gli atti corporei, nel suo corpo.

शरीरजैः कर्मदोषैर्याति स्थावरतां नरः ।
वाचिकैः पक्षिमृगतां मानसैरन्त्यजातिताम् ॥९॥
śarīrajaiḥ karmadoṣairyāti sthāvaratāṃ naraḥ |
vācikaiḥ pakṣimṛgatāṃ mānasairantyajātitām ||9||

Per degli atti delittuosi provenienti dal suo corpo, l’uomo passa — dopo morte — allo stato di creatura priva di movimento; per colpe di parola, assume le forme d’un uccello o d’una bestia feroce; per colpe mentali rinasce nella condizione umana più vile.

वाग्दण्डोऽथ मनोदण्डः कायदण्डस्तथैव च ।
यस्यैते निहिता बुद्धौ त्रिदण्डीति स उच्यते ॥१०॥
vāgdaṇḍo:’tha manodaṇḍaḥ kāyadaṇḍastathaiva ca |
yasyaite nihitā buddhau tridaṇḍīti sa ucyate ||10||

Colui l’intelligenza del quale esercita una autorità (danda) suprema sulle parole, sullo spirito e sul corpo suo, può essere chiamato Tridandi (che ha tre poteri), più a ragione del devoto mendicante che porta solo tre bastoni.

त्रिदण्डं एतन्निक्षिप्य सर्वभूतेषु मानवः ।
कामक्रोधौ तु संयम्य ततः सिद्धिं नियच्छति ॥११॥
tridaṇḍaṃ etannikṣipya sarvabhūteṣu mānavaḥ |
kāmakrodhau tu saṃyamya tataḥ siddhiṃ niyacchati ||11||

L’uomo che usa questa triplice autorità per tutti gli esseri e reprime il desiderio e la collera, consegue in tal modo la beatitudine finale.

योऽस्यात्मनः कारयिता तं क्षेत्रज्ञं प्रचक्षते ।
यः करोति तु कर्माणि स भूतात्मोच्यते बुधैः ॥१२॥
yo:’syātmanaḥ kārayitā taṃ kṣetrajñaṃ pracakṣate |
yaḥ karoti tu karmāṇi sa bhūtātmocyate budhaiḥ ||12||

Il principio vitale, motore di questo corpo, è detto Kshetragina. e questo corpo che compie le funzioni è designato dai Saggi con il nome di Bhutatma (composto d’elementi).

जीवसंज्ञोऽन्तरात्मान्यः सहजः सर्वदेहिनाम् ।
येन वेदयते सर्वं सुखं दुःखं च जन्मसु ॥१३॥
jīvasaṃjño:’ntarātmānyaḥ sahajaḥ sarvadehinām |
yena vedayate sarvaṃ sukhaṃ duḥkhaṃ ca janmasu ||13||

Un altro spirito interno detto Giva, o Mahat: nasce con tutti gli esseri animati ed è per mezzo di questo spirito – che si trasforma e diventa la coscienza ed il senso -, che in tutte le nascite, il piacere e la pena sono percepite dall’anima (Kshetragina).

तावुभौ भूतसंपृक्तौ महान्क्षेत्रज्ञ एव च ।
उच्चावचेषु भूतेषु स्थितं तं व्याप्य तिष्ठतः ॥१४॥
tāvubhau bhūtasaṃpṛktau mahānkṣetrajña eva ca |
uccāvaceṣu bhūteṣu sthitaṃ taṃ vyāpya tiṣṭhataḥ ||14||

Questi due principi: l’intelligenza (Mahat) e l’anima (Kshetragina) unite con i cinque elementi, sono in intimo legame con questa Anima suprema (Paramatma), che risiede negli esseri d’ordine più alto e d’ordine infimo.

असंख्या मूर्तयस्तस्य निष्पतन्ति शरीरतः ।
उच्चावचानि भूतानि सततं चेष्टयन्ति याः ॥१५॥
asaṃkhyā mūrtayastasya niṣpatanti śarīrataḥ |
uccāvacāni bhūtāni satataṃ ceṣṭayanti yāḥ ||15||

Dalla sostanza di questa Anima suprema si svolgono come scintille dal fuoco, innumerevoli principi vitali che comunicano senza tregua il movimento alle creature dei diversi ordini.

पञ्चभ्य एव मात्राभ्यः प्रेत्य दुष्कृतिनां नृणाम् ।
शरीरं यातनार्थीयं अन्यदुत्पद्यते ध्रुवम् ॥१६॥
pañcabhya eva mātrābhyaḥ pretya duṣkṛtināṃ nṛṇām |
śarīraṃ yātanārthīyaṃ anyadutpadyate dhruvam ||16||

Dopo la morte, le anime degli uomini che hanno commesso azioni cattive, prendono un altro corpo alla formazione del quale concorrono i cinque elementi sottili, corpo che è destinato ad essere sottomesso alle torture d’inferno.

तेनानुभूय ता यामीः शरीरेणेह यातनाः ।
तास्वेव भूतमात्रासु प्रलीयन्ते विभागशः ॥१७॥
tenānubhūya tā yāmīḥ śarīreṇeha yātanāḥ |
tāsveva bhūtamātrāsu pralīyante vibhāgaśaḥ ||17||

Quando le anime rivestite di questo corpo hanno nell’altro mondo subito le pene inflitte da Yama, le particelle elementari si separano e rientrano negli elementi sottili donde erano partiti.

सोऽनुभूयासुखोदर्कान्दोषान्विषयसङ्गजान् ।
व्यपेतकल्मषोऽभ्येति तावेवोभौ महौजसौ ॥१८॥
so:’nubhūyāsukhodarkāndoṣānviṣayasaṅgajān |
vyapetakalmaṣo:’bhyeti tāvevobhau mahaujasau ||18||

Quando le anime rivestite di questo corpo hanno nell’altro mondo subito le pene inflitte da Yama, le particelle elementari si separano e rientrano negli elementi sottili donde erano partiti.

तौ धर्मं पश्यतस्तस्य पापं चातन्द्रितौ सह ।
याभ्यां प्राप्नोति संपृक्तः प्रेत्येह च सुखासुखम् ॥१९॥
tau dharmaṃ paśyatastasya pāpaṃ cātandritau saha |
yābhyāṃ prāpnoti saṃpṛktaḥ pretyeha ca sukhāsukham ||19||

Questi due principi esaminano senza tregua le virtù ed i vizi dell’anima; e secondo che essa si dà alla virtù od al vizio, ottiene in questo e dell’altro mondo piacere o pena.

यद्याचरति धर्मं स प्रायशोऽधर्मं अल्पशः ।
तैरेव चावृतो भूतैः स्वर्गे सुखं उपाश्नुते ॥२०॥
yadyācarati dharmaṃ sa prāyaśo:’dharmaṃ alpaśaḥ |
taireva cāvṛto bhūtaiḥ svarge sukhaṃ upāśnute ||20||

Se l’anima segue sempre la virtù e raramente il vizio, rivestita d’un corpo tratto dalla combinazione dei cinque elementi, assapora le delizie del paradiso (Swarga).

यदि तु प्रायशोऽधर्मं सेवते धर्मं अल्पशः ।
तैर्भूतैः स परित्यक्तो यामीः प्राप्नोति यातनाः ॥२१॥
yadi tu prāyaśo:’dharmaṃ sevate dharmaṃ alpaśaḥ |
tairbhūtaiḥ sa parityakto yāmīḥ prāpnoti yātanāḥ ||21||

Ma se essa si dà frequentemente al male e raramente al bene, spogliata dei cinque elementi e rivestita d’un altro corpo formato delle particelle sottili degli elementi, è sottomessa alla tortura di Yama.

यामीस्ता यातनाः प्राप्य स जीवो वीतकल्मषः ।
तान्येव पञ्च भूतानि पुनरप्येति भागशः ॥२२॥
yāmīstā yātanāḥ prāpya sa jīvo vītakalmaṣaḥ |
tānyeva pañca bhūtāni punarapyeti bhāgaśaḥ ||22||

Dopo aver sopportato questi tormenti (secondo la sentenza del giudice infernale) l’anima (Giva), di cui l’impurità è completamente cancellata, riveste di nuovo le particole dei cinque elementi (cioè, si riveste del corpo).

एता दृष्ट्वास्य जीवस्य गतीः स्वेनैव चेतसा ।
धर्मतोऽधर्मतश्चैव धर्मे दध्यात्सदा मनः ॥२३॥
etā dṛṣṭvāsya jīvasya gatīḥ svenaiva cetasā |
dharmato:’dharmataścaiva dharme dadhyātsadā manaḥ ||23||

L’uomo considerando, per mezzo del suo spirito, che queste trasmigrazioni dell’anima dipendono dalla virtù e dal vizio, diriga sempre il suo spirito verso la virtù.

सत्त्वं रजस्तमश्चैव त्रीन्विद्यादात्मनो गुणान् ।
यैर्व्याप्येमान्स्थितो भावान्महान्सर्वानशेषतः ॥२४॥
sattvaṃ rajastamaścaiva trīnvidyādātmano guṇān |
yairvyāpyemānsthito bhāvānmahānsarvānaśeṣataḥ ||24||

Sappia che l’anima (Atma)-che è l’intelligenza-, ha tre qualità: la bontà, la passione, l’oscurità (Gunas, Ragias Tamas); lo spirito dotato di qualcuna di queste qualità resta incessantemente nelle cose create.

यो यदैषां गुणो देहे साकल्येनातिरिच्यते ।
स तदा तद्गुणप्रायं तं करोति शरीरिणम् ॥२५॥
yo yadaiṣāṃ guṇo dehe sākalyenātiricyate |
sa tadā tadguṇaprāyaṃ taṃ karoti śarīriṇam ||25||

Quando una ai tali qualità domina interamente in un corpo mortale, rende l’essere animato provvisto di questo corpo in grado eminente, improntato d’essa qualità.

सत्त्वं ज्ञानं तमोऽज्ञानं रागद्वेषौ रजः स्मृतम् ।
एतद्व्याप्तिमदेतेषां सर्वभूताश्रितं वपुः ॥२६॥
sattvaṃ jñānaṃ tamo:’jñānaṃ rāgadveṣau rajaḥ smṛtam |
etadvyāptimadeteṣāṃ sarvabhūtāśritaṃ vapuḥ ||26||

Il segno che distingue la bontà è la scienza, l’oscurità, l’ignoranza; la passione, il desiderio acceso e l’avversione. Questi sono i modi nei quali si manifestano invariabilmente le qualità che aderiscono a tutti gli esseri.

तत्र यत्प्रीतिसंयुक्तं किं चिदात्मनि लक्षयेत् ।
प्रशान्तं इव शुद्धाभं सत्त्वं तदुपधारयेत् ॥२७॥
tatra yatprītisaṃyuktaṃ kiṃ cidātmani lakṣayet |
praśāntaṃ iva śuddhābhaṃ sattvaṃ tadupadhārayet ||27||

Quando un uomo sente nell’animo suo un sentimento di affetto, completamente calmo e puro come il giorno, vi riconosca la dote della bontà (Sattwa).

यत्तु दुःखसमायुक्तं अप्रीतिकरं आत्मनः ।
तद्रजो प्रतीपं विद्यात्सततं हारि देहिनाम् ॥२८॥
yattu duḥkhasamāyuktaṃ aprītikaraṃ ātmanaḥ |
tadrajo pratīpaṃ vidyātsatataṃ hāri dehinām ||28||

Ma ogni disposizione d’anima accompagnata dà affanno, che produca odio e porti incessantemente gli esseri animati verso i piaceri dei sensi, la consideri come qualità della passione (Ragias), difficile da vincersi.

यत्तु स्यान्मोहसंयुक्तं अव्यक्तं विषयात्मकम् ।
अप्रतर्क्यं अविज्ञेयं तमस्तदुपधारयेत् ॥२९॥
yattu syānmohasaṃyuktaṃ avyaktaṃ viṣayātmakam |
apratarkyaṃ avijñeyaṃ tamastadupadhārayet ||29||

Quanto a quel senso incapace di distinguere il bene dal male, inconcepibile, inapprezzabile dalla coscienza e dai sensi esteriori, lo stimi caratteristica della oscurità (Tamas).

त्रयाणां अपि चैतेषां गुणानां यः फलोदयः ।
अग्र्यो मध्यो जघन्यश्च तं प्रवक्ष्याम्यशेषतः ॥३०॥
trayāṇāṃ api caiteṣāṃ guṇānāṃ yaḥ phalodayaḥ |
agryo madhyo jaghanyaśca taṃ pravakṣyāmyaśeṣataḥ ||30||

Ora vi esporrò le opere eccellenti, le mediocri, le cattive che procedono dalle tre qualità.

वेदाभ्यासस्तपो ज्ञानं शौचं इन्द्रियनिग्रहः ।
धर्मक्रियात्मचिन्ता च सात्त्विकं गुणलक्षणम् ॥३१॥
vedābhyāsastapo jñānaṃ śaucaṃ indriyanigrahaḥ |
dharmakriyātmacintā ca sāttvikaṃ guṇalakṣaṇam ||31||

Lo studio dei Veda, la devozione austera, la scienza divina, la purezza, l’azione del domare i sensi, il compimento dei doveri e la meditazione dell’Anima suprema sono gli effetti della bontà.

आरम्भरुचिताधैर्यं असत्कार्यपरिग्रहः ।
विषयोपसेवा चाजस्रं राजसं गुणलक्षणम् ॥३२॥
ārambharucitādhairyaṃ asatkāryaparigrahaḥ |
viṣayopasevā cājasraṃ rājasaṃ guṇalakṣaṇam ||32||

Non agire che nella speranza di una ricompensa, lasciarsi andare allo scoramento, far cose proibite dalle leggi, abbandonarsi ai piaceri dei sensi, sono le caratteristiche della passione.

लोभः स्वप्नोऽधृतिः क्रौर्यं नास्तिक्यं भिन्नवृत्तिता ।
याचिष्णुता प्रमादश्च तामसं गुणलक्षणम् ॥३३॥
lobhaḥ svapno:’dhṛtiḥ krauryaṃ nāstikyaṃ bhinnavṛttitā |
yāciṣṇutā pramādaśca tāmasaṃ guṇalakṣaṇam ||33||

La cupidigia, l’indolenza, l’irresolutezza, la maldicenza, il negar una vita futura, l’omissione delle opere prescritte, il sollecitar favori e la negligenza denotano la oscurità.

त्रयाणां अपि चैतेषां गुणानां त्रिषु तिष्ठताम् ।
इदं सामासिकं ज्ञेयं क्रमशो गुणलक्षणम् ॥३४॥
trayāṇāṃ api caiteṣāṃ guṇānāṃ triṣu tiṣṭhatām |
idaṃ sāmāsikaṃ jñeyaṃ kramaśo guṇalakṣaṇam ||34||

Inoltre per queste tre qualità considerate nei tre momenti -del passato, dell’avvenire, del presente- ecco in breve gli indici che devono essere riconosciuti come i migliori.

यत्कर्म कृत्वा कुर्वंश्च करिष्यंश्चैव लज्जति ।
तज्ज्ञेयं विदुषा सर्वं तामसं गुणलक्षणम् ॥३५॥
yatkarma kṛtvā kurvaṃśca kariṣyaṃścaiva lajjati |
tajjñeyaṃ viduṣā sarvaṃ tāmasaṃ guṇalakṣaṇam ||35||

L’atto di cui ci si vergogna tosto compiuto, quando lo si compie o ci s’accinge, deve essere considerato da ogni uomo saggio come impronta della oscurità.

येनास्मिन्कर्मना लोके ख्यातिं इच्छति पुष्कलाम् ।
न च शोचत्यसंपत्तौ तद्विज्ञेयं तु राजसम् ॥३६॥
yenāsminkarmanā loke khyātiṃ icchati puṣkalām |
na ca śocatyasaṃpattau tadvijñeyaṃ tu rājasam ||36||

Ogni atto per il quale si desidera conseguire nel mondo grande fama, senza tuttavia affliggersi se non riesce, deve esser considerato come appartenente alla qualità della passione.

यत्सर्वेणेच्छति ज्ञातुं यन्न लज्जति चाचरन् ।
येन तुष्यति चात्मास्य तत्सत्त्वगुणलक्षणम् ॥३७॥
yatsarveṇecchati jñātuṃ yanna lajjati cācaran |
yena tuṣyati cātmāsya tatsattvaguṇalakṣaṇam ||37||

Quando si desidera con tutta l’anima di conoscere i dogmi, quando non si ha vergogna di fare quello che si fa e l’anima si trova soddisfatta, l’opera nostra porta l’impronta della bontà.

तमसो लक्षणं कामो रजसस्त्वर्थ उच्यते ।
सत्त्वस्य लक्षणं धर्मः श्रैष्ठ्यं एषां यथोत्तरम् ॥३८॥
tamaso lakṣaṇaṃ kāmo rajasastvartha ucyate |
sattvasya lakṣaṇaṃ dharmaḥ śraiṣṭhyaṃ eṣāṃ yathottaram ||38||

L’amor del piacere è la caratteristica della oscurità; l’amore della ricchezza, è la caratteristica della passione; l’amore della virtù, la caratteristica della bontà: la superiorità del merito è in ragione dell’enumerazione.

येन यस्तु गुणेनैषां संसरान्प्रतिपद्यते ।
तान्समासेन वक्ष्यामि सर्वस्यास्य यथाक्रमम् ॥३९॥
yena yastu guṇenaiṣāṃ saṃsarānpratipadyate |
tānsamāsena vakṣyāmi sarvasyāsya yathākramam ||39||

Io vi esporrò succintamente e per ordine, le diverse trasmigrazioni che l’anima subisce in questo universo per l’influenza delle tre qualità.

देवत्वं सात्त्विका यान्ति मनुष्यत्वं च राजसाः ।
तिर्यक्त्वं तामसा नित्यं इत्येषा त्रिविधा गतिः ॥४०॥
devatvaṃ sāttvikā yānti manuṣyatvaṃ ca rājasāḥ |
tiryaktvaṃ tāmasā nityaṃ ityeṣā trividhā gatiḥ ||40||

Le anime dotate della bontà conseguono la natura divina, quelle dominate dalla passione hanno in parte la condizione umana, le anime precipitate nell’oscurità sono avvilite allo stato d’animali; sono queste le tre principali sorte di trasmigrazioni.

त्रिविधा त्रिविधैषा तु विज्ञेया गौणिकी गतिः ।
अधमा मध्यमाग्र्या च कर्मविद्याविशेषतः ॥४१॥
trividhā trividhaiṣā tu vijñeyā gauṇikī gatiḥ |
adhamā madhyamāgryā ca karmavidyāviśeṣataḥ ||41||

Ognuna di queste tre sorte di trasmigrazioni determinate dalle differenti qualità, deve essere stimata aver tre gradi: l’inferiore, l’intermedio, il superiore, in ragione degli atti e del sapere.

स्थावराः कृमिकीटाश्च मत्स्याः सर्पाः सकच्छपाः ।
पशवश्च मृगाश्चैव जघन्या तामसी गतिः ॥४२॥
sthāvarāḥ kṛmikīṭāśca matsyāḥ sarpāḥ sakacchapāḥ |
paśavaśca mṛgāścaiva jaghanyā tāmasī gatiḥ ||42||

I vegetali, i vermi, gli insetti, i pesci, i serpenti, le tartarughe, gli armenti, gli animali selvaggi, sono le condizioni più basse dipendenti dalla oscurità.

हस्तिनश्च तुरङ्गाश्च शूद्रा म्लेच्छाश्च गर्हिताः ।
सिंहा व्याघ्रा वराहाश्च मध्यमा तामसी गतिः ॥४३॥
hastinaśca turaṅgāśca śūdrā mlecchāśca garhitāḥ |
siṃhā vyāghrā varāhāśca madhyamā tāmasī gatiḥ ||43||

Gli elefanti, i cavalli, i Sudra, i Mlechcha sprezzati, i leoni, le tigri e i cinghiali formano gli stati intermedi della oscurità.

चारणाश्च सुपर्णाश्च पुरुषाश्चैव दाम्भिकाः ।
रक्षांसि च पिशाचाश्च तामसीषूत्तमा गतिः ॥४४॥
cāraṇāśca suparṇāśca puruṣāścaiva dāmbhikāḥ |
rakṣāṃsi ca piśācāśca tāmasīṣūttamā gatiḥ ||44||

I danzatori, gli uccelli, gli uomini che fanno professione d’ingannare, i giganti ed i vampiri, compongono l’ordine più elevato dell’oscurità.

झल्ला मल्ला नटाश्चैव पुरुषाः शस्त्रवृत्तयः ।
द्यूतपानप्रसक्ताश्च जघन्या राजसी गतिः ॥४५॥
jhallā mallā naṭāścaiva puruṣāḥ śastravṛttayaḥ |
dyūtapānaprasaktāśca jaghanyā rājasī gatiḥ ||45||

I Gihalla (quelli che tiran di bastone), i lottatori, gli attori, i maestri d’armi, gli uomini dediti al giuoco ed alle bevande spiritose, sono gli stati più bassi determinati dalla passione.

राजानः क्षत्रियाश्चैव राज्ञां चैव पुरोहिताः ।
वादयुद्धप्रधानाश्च मध्यमा राजसी गतिः ॥४६॥
rājānaḥ kṣatriyāścaiva rājñāṃ caiva purohitāḥ |
vādayuddhapradhānāśca madhyamā rājasī gatiḥ ||46||

I re, i guerrieri (gli Kshatriya), i consiglieri spirituali dei re, gli uomini abili nelle discussioni, costituiscono l’ordine intermedio della passione.

गन्धर्वा गुह्यका यक्षा विबुधानुचराश्च ये ।
तथैवाप्सरसः सर्वा राजसीषूत्तमा गतिः ॥४७॥
gandharvā guhyakā yakṣā vibudhānucarāśca ye |
tathaivāpsarasaḥ sarvā rājasīṣūttamā gatiḥ ||47||

I musici celesti (Gandharva), i Guhyaca e gli Yaksha, i geni che seguono gli Dei e tutte le ninfe celesti (Apsara), sono gli esseri più elevati di tutte le condizioni determinate dalla passione.

तापसा यतयो विप्रा ये च वैमानिका गणाः ।
नक्षत्राणि च दैत्याश्च प्रथमा सात्त्विकी गतिः ॥४८॥
tāpasā yatayo viprā ye ca vaimānikā gaṇāḥ |
nakṣatrāṇi ca daityāśca prathamā sāttvikī gatiḥ ||48||

Gli anacoreti, i devoti ascetici, i Brahmani, le legioni di semidei dai carri aerei, i geni degli asterismi lunari ed i Daitva, sono il primo grado delle condizioni determinate dalla bontà.

यज्वान ऋषयो देवा वेदा ज्योतींषि वत्सराः ।
पितरश्चैव साध्याश्च द्वितीया सात्त्विकी गतिः ॥४९॥
yajvāna ṛṣayo devā vedā jyotīṃṣi vatsarāḥ |
pitaraścaiva sādhyāśca dvitīyā sāttvikī gatiḥ ||49||

I sacrificanti, i Rishi, gli Dei, i geni dei Veda, i Reggenti delle stelle, le divinità annuali, i Pitri, ed i Sadhya, compongono il grado intermedio cui mena la bontà.

ब्रह्मा विश्वसृजो धर्मो महानव्यक्तं एव च ।
उत्तमां सात्त्विकीं एतां गतिं आहुर्मनीषिणः ॥५०॥
brahmā viśvasṛjo dharmo mahānavyaktaṃ eva ca |
uttamāṃ sāttvikīṃ etāṃ gatiṃ āhurmanīṣiṇaḥ ||50||

Brahma, i creatori del mondo, il genio della virtù, le due divinità che presiedono al principio intellettuale (Mahat) ed al principio invisibile (Avykata) sono stati dichiarati il grado supremo della bontà.

एष सर्वः समुद्दिष्टस्त्रिप्रकारस्य कर्मणः ।
त्रिविधस्त्रिविधः कृत्स्नः संसारः सार्वभौतिकः ॥५१॥
eṣa sarvaḥ samuddiṣṭastriprakārasya karmaṇaḥ |
trividhastrividhaḥ kṛtsnaḥ saṃsāraḥ sārvabhautikaḥ ||51||

Io vi ho rivelata nella sua interezza il sistema delle trasmigrazioni diviso in tre classi; riferentisi alle tre sorta d’opere, comprendente tutti gli esseri.

इन्द्रियाणां प्रसङ्गेन धर्मस्यासेवनेन च ।
पापान्संयान्ति संसारानविद्वांसो नराधमाः ॥५२॥
indriyāṇāṃ prasaṅgena dharmasyāsevanena ca |
pāpānsaṃyānti saṃsārānavidvāṃso narādhamāḥ ||52||

Abbandonandosi ai piaceri dei sensi e trascurando i loro doveri, i più vili degli uomini che ignorano le sante espiazioni, hanno in parte le condizioni più spregevoli.

यां यां योनिं तु जीवोऽयं येन येनेह कर्मणा ।
क्रमशो याति लोकेऽस्मिंस्तत्तत्सर्वं निबोधत ॥५३॥
yāṃ yāṃ yoniṃ tu jīvo:’yaṃ yena yeneha karmaṇā |
kramaśo yāti loke:’smiṃstattatsarvaṃ nibodhata ||53||

Sappiate ora, completamente e per ordine, per quali azioni commesse quaggiù l’anima deve, in questo mondo, entrare in questo o in quel corpo.

बहून्वर्षगणान्घोरान्नरकान्प्राप्य तत्क्षयात् ।
संसारान्प्रतिपद्यन्ते महापातकिनस्त्विमान् ॥५४॥
bahūnvarṣagaṇānghorānnarakānprāpya tatkṣayāt |
saṃsārānpratipadyante mahāpātakinastvimān ||54||

Dopo aver passato numerose serie d’anni nelle terribili dimore infernali, alla fine di questo periodo, i grandi delinquenti sono condannati alle seguenti trasmigrazioni:

श्वसूकरखरोष्ट्राणां गोऽजाविमृगपक्षिणाम् ।
चण्डालपुक्कसानां च ब्रह्महा योनिं ऋच्छति ॥५५॥
śvasūkarakharoṣṭrāṇāṃ go:’jāvimṛgapakṣiṇām |
caṇḍālapukkasānāṃ ca brahmahā yoniṃ ṛcchati ||55||

L’uccisore di un Brahmano passa nel corpo di un cane, d’un cinghiale, d’un cammello, d’un toro, d’un capro, d’un ariete, d’un animale selvaggio, d’uno Chandala e d’un Puhkasa.

कृमिकीटपतङ्गानां विड्भुजां चैव पक्षिणाम् ।
हिंस्राणां चैव सत्त्वानां सुरापो ब्राह्मणो व्रजेत् ॥५६॥
kṛmikīṭapataṅgānāṃ viḍbhujāṃ caiva pakṣiṇām |
hiṃsrāṇāṃ caiva sattvānāṃ surāpo brāhmaṇo vrajet ||56||

Il Brahmano che beve dei liquori spiritosi rinasce sotto forma d’insetto, di verme, di cavalletta, d’uccello che si nutre di sterco, di bestia feroce.

लूताहिसरटानां च तिरश्चां चाम्बुचारिणाम् ।
हिंस्राणां च पिशाचानां स्तेनो विप्रः सहस्रशः ॥५७॥
lūtāhisaraṭānāṃ ca tiraścāṃ cāmbucāriṇām |
hiṃsrāṇāṃ ca piśācānāṃ steno vipraḥ sahasraśaḥ ||57||

Il Brahmano che ha rubato dell’oro passerà mille volte nel corpo di ragni, di serpenti, di camaleonti, d’animali acquatici e di vampiri malefici.

तृणगुल्मलतानां च क्रव्यादां दंष्ट्रिणां अपि ।
क्रूरकर्मकृतां चैव शतशो गुरुतल्पगः ॥५८॥
tṛṇagulmalatānāṃ ca kravyādāṃ daṃṣṭriṇāṃ api |
krūrakarmakṛtāṃ caiva śataśo gurutalpagaḥ ||58||

L’uomo che ha contaminato il letto del padre – naturale o spirituale – rinasce cento volte allo stato d’erba, di cespuglio, di liana, d’uccello carnivoro, d’animale armato di denti aguzzi- come il leone- e di bestia feroce- come la tigre.

हिंस्रा भवन्ति क्रव्यादाः कृमयोऽमेध्यभक्षिणः ।
परस्परादिनः स्तेनाः प्रेत्यान्त्यस्त्रीनिषेविणः ॥५९॥
hiṃsrā bhavanti kravyādāḥ kṛmayo:’medhyabhakṣiṇaḥ |
parasparādinaḥ stenāḥ pretyāntyastrīniṣeviṇaḥ ||59||

Coloro che commettono atti di crudeltà divengono animali avidi di carne sanguinolenta – come i gatti, quelli che mangiano cibi proibiti diventano dei vermi; i ladri, degli esseri che si divorano l’un l’altro; coloro che corteggiano donne di basso stato, degli spiriti malvagi.

संयोगं पतितैर्गत्वा परस्यैव च योषितम् ।
अपहृत्य च विप्रस्वं भवति ब्रह्मराक्षसः ॥६०॥
saṃyogaṃ patitairgatvā parasyaiva ca yoṣitam |
apahṛtya ca viprasvaṃ bhavati brahmarākṣasaḥ ||60||

Colui che ha avuto rapporti con uomini degradati, che ha conosciuto carnalmente la donna d’un altro, o ha rubato qualche cosa – che non sia d’oro – a un Brahmano, diventa uno spirito detto Brahmasakshasa.

मणिमुक्ताप्रवालानि हृत्वा लोभेन मानवः ।
विविधाणि च रत्नानि जायते हेमकर्तृषु ॥६१॥
maṇimuktāpravālāni hṛtvā lobhena mānavaḥ |
vividhāṇi ca ratnāni jāyate hemakartṛṣu ||61||

Se un uomo ha rubato per cupidigia pietre preziose, perle, corallo, gioielli di varie sorte, rinasce nella condizione d’orefice (o nel corpo dell’uccello Hemakara).

धान्यं हृत्वा भवत्याखुः कांस्यं हंसो जलं प्लवः ।
मधु दंशः पयः काको रसं श्वा नकुलो घृतम् ॥६२॥
dhānyaṃ hṛtvā bhavatyākhuḥ kāṃsyaṃ haṃso jalaṃ plavaḥ |
madhu daṃśaḥ payaḥ kāko rasaṃ śvā nakulo ghṛtam ||62||

Per aver rubato del grano diventa un topo; se dell’ottone, un cigno; se dell’acqua, uno smergo; se del miele, un tafano; del latte, una cornacchia; il succo ricavato da una pianta, un cane; del burro chiarito, un icneumone.

मांसं गृध्रो वपां मद्गुस्तैलं तैलपकः खगः ।
चीरीवाकस्तु लवणं बलाका शकुनिर्दधि ॥६३॥
māṃsaṃ gṛdhro vapāṃ madgustailaṃ tailapakaḥ khagaḥ |
cīrīvākastu lavaṇaṃ balākā śakunirdadhi ||63||

Se ha rubato della carne, rinasce avvoltoio; se del grasso, Madgu (uccello marino); dell’olio, Tailapava (uccello sconosciuto); se del sale, cicala; se della cagliata, cicogna.

कौशेयं तित्तिरिर्हृत्वा क्षौमं हृत्वा तु दर्दुरः ।
कार्पासतान्तवं क्रौञ्चो गोधा गां वाग्गुदो गुडम् ॥६४॥
kauśeyaṃ tittirirhṛtvā kṣaumaṃ hṛtvā tu darduraḥ |
kārpāsatāntavaṃ krauñco godhā gāṃ vāggudo guḍam ||64||

Se ha rubato degli abiti di seta, rinasce pernice; se una tela di lino, rana; se un tessuto di cotone, chiurlo; se una vacca, coccodrillo; se dello zucchero, Vagguda (uccello sconosciuto).

छुच्छुन्दरिः शुभान्गन्धान्पत्रशाकं तु बर्हिणः ।
श्वावित्कृतान्नं विविधं अकृतान्नं तु शल्यकः ॥६५॥
chucchundariḥ śubhāngandhānpatraśākaṃ tu barhiṇaḥ |
śvāvitkṛtānnaṃ vividhaṃ akṛtānnaṃ tu śalyakaḥ ||65||

Per furto di profumi gradevoli, diviene topo muschiato, d’erbe mangerecce, pavone; di grano preparato in vari modi, riccio; se grano crudo, porco spino.

बको भवति हृत्वाग्निं गृहकारी ह्युपस्करम् ।
रक्तानि हृत्वा वासांसि जायते जीवजीवकः ॥६६॥
bako bhavati hṛtvāgniṃ gṛhakārī hyupaskaram |
raktāni hṛtvā vāsāṃsi jāyate jīvajīvakaḥ ||66||

Per aver rubato del fuoco, rinasce airone; un utensile domestico, calabrone; abiti colorati, pernice rossa;

वृको मृगेभं व्याघ्रोऽश्वं फलमूलं तु मर्कटः ।
स्त्रीं ऋक्षः स्तोकको वारि यानान्युष्ट्रः पशूनजः ॥६७॥
vṛko mṛgebhaṃ vyāghro:’śvaṃ phalamūlaṃ tu markaṭaḥ |
strīṃ ṛkṣaḥ stokako vāri yānānyuṣṭraḥ paśūnajaḥ ||67||

Se ha rubato un cervo o un elefante, rinasce lupo; se un cavallo, tigre; se frutta o radici, scimmia; se una donna, orso; se dell’acqua da bere, Chataka (Cuculus Melanoleucus); se vetture, cammello; se bestiame, capro.

यद्वा तद्वा परद्रव्यं अपहृत्य बलान्नरः ।
अवश्यं याति तिर्यक्त्वं जग्ध्वा चैवाहुतं हविः ॥६८॥
yadvā tadvā paradravyaṃ apahṛtya balānnaraḥ |
avaśyaṃ yāti tiryaktvaṃ jagdhvā caivāhutaṃ haviḥ ||68||

L’uomo che rubi questa o quella cosa appartenente ad un altro, o mangi burro chiarito o doni prima di averli offerti agli Dei, sarà inevitabilmente ridotto allo stato di bruto.

स्त्रियोऽप्येतेन कल्पेन हृत्वा दोषं अवाप्नुयुः ।
एतेषां एव जन्तूनां भार्यात्वं उपयान्ति ताः ॥६९॥
striyo:’pyetena kalpena hṛtvā doṣaṃ avāpnuyuḥ |
eteṣāṃ eva jantūnāṃ bhāryātvaṃ upayānti tāḥ ||69||

Le donne che hanno commesso furti di tal fatta contraggono pari impurità; sono condannate ad unirsi a quegli esseri come femmine loro.

स्वेभ्यः स्वेभ्यस्तु कर्मभ्यश्च्युता वर्णा ह्यनापदि ।
पापान्संसृत्य संसारान्प्रेष्यतां यान्ति शत्रुषु ॥७०॥
svebhyaḥ svebhyastu karmabhyaścyutā varṇā hyanāpadi |
pāpānsaṃsṛtya saṃsārānpreṣyatāṃ yānti śatruṣu ||70||

Quando gli uomini delle quattro classi, senza una necessità urgente, deviano dai doveri loro particolari, passano nei corpi più vili e sono ridotti in schiavitù sotto i loro nemici.

वान्ताश्युल्कामुखः प्रेतो विप्रो धर्मात्स्वकाच्च्युतः ।
अमेध्यकुणपाशी च क्षत्रियः कटपूतनः ॥७१॥
vāntāśyulkāmukhaḥ preto vipro dharmātsvakāccyutaḥ |
amedhyakuṇapāśī ca kṣatriyaḥ kaṭapūtanaḥ ||71||

Un Brahmano che trascura i suoi doveri rinasce dopo morte sotto la forma d’uno spirito (Preta) chiamato Ulkamontkha (dalla bocca che è una falce) che mangia ciò che è stato vomitato; uno Kshatriya, sotto quella di uno spirito chiamato Kataputana. che si nutre di cibi impuri e di cadaveri in putrefazione.

मैत्राक्षज्योतिकः प्रेतो वैश्यो भवति पूयभुक् ।
चैलाशकश्च भवति शूद्रो धर्मात्स्वकाच्च्युतः ॥७२॥
maitrākṣajyotikaḥ preto vaiśyo bhavati pūyabhuk |
cailāśakaśca bhavati śūdro dharmātsvakāccyutaḥ ||72||

Un Vaisya diventa uno spirito maligno detto Maitratshagiyotika, che trangugia materie purulente; un Sudra che trascura le sue occupazioni diventa un cattivo genio detto Chailaraka che si nutre di pidocchi.

यथा यथा निषेवन्ते विषयान्विषयात्मकाः ।
तथा तथा कुशलता तेषां तेषूपजायते ॥७३॥
yathā yathā niṣevante viṣayānviṣayātmakāḥ |
tathā tathā kuśalatā teṣāṃ teṣūpajāyate ||73||

Più gli esseri animati sono proclivi alla sensualità, più l’acutezza dei loro sensi s’affina;

तेऽभ्यासात्कर्मणां तेषां पापानां अल्पबुद्धयः ।
संप्राप्नुवन्ति दुःखानि तासु तास्विह योनिषु ॥७४॥
te:’bhyāsātkarmaṇāṃ teṣāṃ pāpānāṃ alpabuddhayaḥ |
saṃprāpnuvanti duḥkhāni tāsu tāsviha yoniṣu ||74||

Ed in ragione dell’insistenza, della ostinazione loro nel commettere cattive azioni, questi insensati proveranno quaggiù pene ogni volta più crudeli, tornando al mondo in questa od in quella forma ignobile.

तामिस्रादिषु चोग्रेषु नरकेषु विवर्तनम् ।
असिपत्रवनादीनि बन्धनछेदनानि च ॥७५॥
tāmisrādiṣu cogreṣu narakeṣu vivartanam |
asipatravanādīni bandhanachedanāni ca ||75||

Vanno prima nel Tawisra ed in altre orribili dimore infernali, nell’Asipatravana (foresta che ha per foglie lame di spada) ed in diversi luoghi di prigionia e di tortura.

विविधाश्चैव संपीडाः काकोलूकैश्च भक्षणम् ।
करम्भवालुकातापान्कुम्भीपाकांश्च दारुणान् ॥७६॥
vividhāścaiva saṃpīḍāḥ kākolūkaiśca bhakṣaṇam |
karambhavālukātāpānkumbhīpākāṃśca dāruṇān ||76||

Tormenti d’ogni sorta sono lor riservati; saranno divorati da corvi e da lupi; inghiottiranno focacce roventi, cammineranno su sabbia infiammata e proveranno l’insopportabile strazio d’esser messi al fuoco come i vasi di un pentolaio.

संभवांश्च वियोनीषु दुःखप्रायासु नित्यशः ।
शीतातपाभिघातांश्च विविधानि भयानि च ॥७७॥
saṃbhavāṃśca viyonīṣu duḥkhaprāyāsu nityaśaḥ |
śītātapābhighātāṃśca vividhāni bhayāni ca ||77||

Nasceranno sotto le forme d’animali esposti a continue pene; soffriranno alternativamente il tormento del l’eccesso di freddo e di caldo, e saranno in preda ad ogni sorta di terrori.

असकृद्गर्भवासेषु वासं जन्म च दारुणम् ।
बन्धनानि च काष्ठानि परप्रेष्यत्वं एव च ॥७८॥
asakṛdgarbhavāseṣu vāsaṃ janma ca dāruṇam |
bandhanāni ca kāṣṭhāni parapreṣyatvaṃ eva ca ||78||

Più d’una volta dimoreranno in differenti matrici e verranno al mondo con dolore; saranno soggetti a rigorosa prigionia e saranno condannati a servirò altre creature.

बन्धुप्रियवियोगांश्च संवासं चैव दुर्जनैः ।
द्रव्यार्जनं च नाशं च मित्रामित्रस्य चार्जनम् ॥७९॥
bandhupriyaviyogāṃśca saṃvāsaṃ caiva durjanaiḥ |
dravyārjanaṃ ca nāśaṃ ca mitrāmitrasya cārjanam ||79||

Saranno condannati a separarsi dai loro parenti, dai loro amici, a vivere con dei malvagi; accumuleranno ricchezze e le perderanno; i loro amici acquistati con pena diverranno loro nemici.

जरां चैवाप्रतीकारां व्याधिभिश्चोपपीडनम् ।
क्लेशांश्च विविधांस्तांस्तान्मृत्युं एव च दुर्जयम् ॥८०॥
jarāṃ caivāpratīkārāṃ vyādhibhiścopapīḍanam |
kleśāṃśca vividhāṃstāṃstānmṛtyuṃ eva ca durjayam ||80||

Dovranno sopportare una vecchiaia senza conforto, malattie dolorose, affanni d’ogni sorta e la morte che non si può vincere.

यादृशेन तु भावेन यद्यत्कर्म निषेवते ।
तादृशेन शरीरेण तत्तत्फलं उपाश्नुते ॥८१॥
yādṛśena tu bhāvena yadyatkarma niṣevate |
tādṛśena śarīreṇa tattatphalaṃ upāśnute ||81||

In qualsiasi condizione di spirito, determinata da qualcuna delle tre qualità, un uomo compia questa o quell’altra, ne raccoglie il frutto in un corpo dotato di questa qualità.

एष सर्वः समुद्दिष्टः कर्मणां वः फलोदयः ।
नैःश्रेयसकरं कर्म विप्रस्येदं निबोधत ॥८२॥
eṣa sarvaḥ samuddiṣṭaḥ karmaṇāṃ vaḥ phalodayaḥ |
naiḥśreyasakaraṃ karma viprasyedaṃ nibodhata ||82||

La ricompensa dovuta alle opere, vi è stata rivelata per intero; sappiate ora quali sono le opere di un Brahmano che possono condurlo alla eterna felicità (Nihsriyasa)[1].

वेदाभ्यासस्तपो ज्ञानं इन्द्रियाणां च संयमः ।
अहिंसा गुरुसेवा च निःश्रेयसकरं परम् ॥८३॥
vedābhyāsastapo jñānaṃ indriyāṇāṃ ca saṃyamaḥ |
ahiṃsā gurusevā ca niḥśreyasakaraṃ param ||83||

Studiare e comprendere i Veda, praticare la devozione austera, conoscer Brahma, domare gli organi dei sensi, non far del male, onorare il rettore spirituale, sono le opere principali che menano all’eterna beatitudine.

सर्वेषां अपि चैतेषां शुभानां इह कर्मणाम् ।
किं चिच्छ्रेयस्करतरं कर्मोक्तं पुरुषं प्रति ॥८४॥
sarveṣāṃ api caiteṣāṃ śubhānāṃ iha karmaṇām |
kiṃ cicchreyaskarataraṃ karmoktaṃ puruṣaṃ prati ||84||

Ma fra tutte queste opere di virtù, compiute in questo mondo — dissero i Macharishi — avvenne una che sia stimata aver maggior potenza a condurre alla felicità suprema?

सर्वेषां अपि चैतेषां आत्मज्ञानं परं स्मृतम् ।
तद्ध्यग्र्यं सर्वविद्यानां प्राप्यते ह्यमृतं ततः ॥८५॥
sarveṣāṃ api caiteṣāṃ ātmajñānaṃ paraṃ smṛtam |
taddhyagryaṃ sarvavidyānāṃ prāpyate hyamṛtaṃ tataḥ ||85||

Di tutti questi doveri — rispose Bhrigu — il principale è d’acquistare la cognizione dell’Anima (Atmà) suprema: è il primo d’ogni sapere. Con esso infatti si consegue l’immortalità.

षण्णां एषां तु सर्वेषां कर्मणां प्रेत्य चेह च ।
श्रेयस्करतरं ज्ञेयं सर्वदा कर्म वैदिकम् ॥८६॥
ṣaṇṇāṃ eṣāṃ tu sarveṣāṃ karmaṇāṃ pretya ceha ca |
śreyaskarataraṃ jñeyaṃ sarvadā karma vaidikam ||86||

Si, fra questi s i doveri, lo studio dei Veda è considerato come il più atto a procacciare la felicità in questo mondo come nell’altro.

वैदिके कर्मयोगे तु सर्वाण्येतान्यशेषतः ।
अन्तर्भवन्ति क्रमशस्तस्मिंस्तस्मिन्क्रियाविधौ ॥८७॥
vaidike karmayoge tu sarvāṇyetānyaśeṣataḥ |
antarbhavanti kramaśastasmiṃstasminkriyāvidhau ||87||

Poiché in questa opera dello studio del Veda e nella adorazione dell’Anima suprema sono comprese per intero tutte le regole della buona condotta enumerate qua sotto ordinatamente.

सुखाभ्युदयिकं चैव नैःश्रेयसिकं एव च ।
प्रवृत्तं च निवृत्तं च द्विविधं कर्म वैदिकम् ॥८८॥
sukhābhyudayikaṃ caiva naiḥśreyasikaṃ eva ca |
pravṛttaṃ ca nivṛttaṃ ca dvividhaṃ karma vaidikam ||88||

Il culto prescritto dai Libri Sacri è di due sorte: l’uno, in rapporto con questo mondo, che procura dei godimenti – ad esempio, quelli del Paradiso l’altro – distinto dalle cose del mondo – che conduce all’eterna beatitudine.

इह चामुत्र वा काम्यं प्रवृत्तं कर्म कीर्त्यते ।
निष्कामं ज्ञातपूर्वं तु निवृत्तं उपदिश्यते ॥८९॥
iha cāmutra vā kāmyaṃ pravṛttaṃ karma kīrtyate |
niṣkāmaṃ jñātapūrvaṃ tu nivṛttaṃ upadiśyate ||89||

Un atto di pietà che discenda dalla speranza di conseguire qualche vantaggio in questo mondo – come, per esempio, un sacrificio per ottener la pioggia – o nell’altra vita – come una oblazione fatta allo scopo d’esser ricompensato dopo morte – è considerato avvinto al mondo; colui che è disinteressato e diretto e dalla cognizione di Brahma, è detto staccato dal mondo.

प्रवृत्तं कर्म संसेव्यं देवानां एति साम्यताम् ।
निवृत्तं सेवमानस्तु भूतान्यत्येति पञ्च वै ॥९०॥
pravṛttaṃ karma saṃsevyaṃ devānāṃ eti sāmyatām |
nivṛttaṃ sevamānastu bhūtānyatyeti pañca vai ||90||

L’uomo che compie frequentemente atti religiosi interessati perviene alla condizione degli Dei; ma colui che compie spesso opere di pietà con disinteresse, si spoglia per sempre dei cinque elementi e consegue la liberazione dai legami del corpo.

सर्वभूतेषु चात्मानं सर्वभूतानि चात्मनि ।
समं पश्यन्नात्मयाजी स्वाराज्यं अधिगच्छति ॥९१॥
sarvabhūteṣu cātmānaṃ sarvabhūtāni cātmani |
samaṃ paśyannātmayājī svārājyaṃ adhigacchati ||91||

Vedendo parimenti l’Anima suprema in tutti gli esseri e tutti gli esseri nell’Anima suprema, offrendo l’anima sua in sacrificio s’identifica con l’Essere supremo che brilla di luce propria.

यथोक्तान्यपि कर्माणि परिहाय द्विजोत्तमः ।
आत्मज्ञाने शमे च स्याद्वेदाभ्यासे च यत्नवान् ॥९२॥
yathoktānyapi karmāṇi parihāya dvijottamaḥ |
ātmajñāne śame ca syādvedābhyāse ca yatnavān ||92||

Pur trascurando i riti religiosi prescritti, il Brahmano deve con perseveranza meditare sull’Anima suprema, vincere i sensi, e ripetere i testi sacri;

एतद्धि जन्मसाफल्यं ब्राह्मणस्य विशेषतः ।
प्राप्यैतत्कृतकृत्यो हि द्विजो भवति नान्यथा ॥९३॥
etaddhi janmasāphalyaṃ brāhmaṇasya viśeṣataḥ |
prāpyaitatkṛtakṛtyo hi dvijo bhavati nānyathā ||93||

In ciò consistono i vantaggi della rinascita, principalmente per il Brahmano; infatti lo Dwigia, compiendo tali doveri, ottiene il compimento di tutti i suoi desideri, e non altrimenti.

पितृदेवमनुष्याणां वेदश्चक्षुः सनातनम् ।
अशक्यं चाप्रमेयं च वेदशास्त्रं इति स्थितिः ॥९४॥
pitṛdevamanuṣyāṇāṃ vedaścakṣuḥ sanātanam |
aśakyaṃ cāprameyaṃ ca vedaśāstraṃ iti sthitiḥ ||94||

Il Veda è un occhio eterno per i Mani, gli Dei, gli uomini; il libro sacro non può esser stato fatto dai mortali e non è suscettibile d’esser misurato dalla ragione umana: così vuole la legge.

या वेदबाह्याः स्मृतयो याश्च काश्च कुदृष्टयः ।
सर्वास्ता निष्फलाः प्रेत्य तमोनिष्ठा हि ताः स्मृताः ॥९५॥
yā vedabāhyāḥ smṛtayo yāśca kāśca kudṛṣṭayaḥ |
sarvāstā niṣphalāḥ pretya tamoniṣṭhā hi tāḥ smṛtāḥ ||95||

Le raccolte dileggi che non hanno il loro fondamento nei Veda, come qualunque sistema eterodosso, non producono alcun buon frutto dopo morte: i legislatori hanno deciso che non hanno altro risultato che le tenebre infernali.

उत्पद्यन्ते च्यवन्ते च यान्यतोऽन्यानि कानि चित् ।
तान्यर्वाक्कालिकतया निष्फलान्यनृतानि च ॥९६॥
utpadyante cyavante ca yānyato:’nyāni kāni cit |
tānyarvākkālikatayā niṣphalānyanṛtāni ca ||96||

Tutti i libri che non si fondano sulla Scrittura sono usciti dalla mano dell’uomo e periranno: questa loro origine dimostra che sono inutili e menzogneri.

चातुर्वर्ण्यं त्रयो लोकाश्चत्वारश्चाश्रमाः पृथक् ।
भूतं भव्यं भविष्यं च सर्वं वेदात्प्रसिध्यति ॥९७॥
cāturvarṇyaṃ trayo lokāścatvāraścāśramāḥ pṛthak |
bhūtaṃ bhavyaṃ bhaviṣyaṃ ca sarvaṃ vedātprasidhyati ||97||

La conoscenza delle quattro classi, dei tre mondi, dei quattro ordini distinti, con tutto ciò che è stato, tutto ciò che è, tutto ciò che sarà, deriva dal Veda.

शब्दः स्पर्शश्च रूपं च रसो गन्धश्च पञ्चमः ।
वेदादेव प्रसूयन्ते प्रसूतिर्गुणकर्मतः ॥९८॥
śabdaḥ sparśaśca rūpaṃ ca raso gandhaśca pañcamaḥ |
vedādeva prasūyante prasūtirguṇakarmataḥ ||98||

Il tuono, la qualità d’essere tangibile, la forma visibile, il gusto, l’odore, che è il quinto oggetto dei sensi, sono spiegati chiaramente nei Veda, con la formazione degli elementi di cui sono qualità e con le funzioni loro.

बिभर्ति सर्वभूतानि वेदशास्त्रं सनातनम् ।
तस्मादेतत्परं मन्ये यज्जन्तोरस्य साधनम् ॥९९॥
bibharti sarvabhūtāni vedaśāstraṃ sanātanam |
tasmādetatparaṃ manye yajjantorasya sādhanam ||99||

Il libro dei Veda primitivo è il sostegno di tutte le creature; epperò, io lo stimo come la causa suprema della prosperità dell’uomo.

सेनापत्यं च राज्यं च दण्डनेतृत्वं एव च ।
सर्वलोकाधिपत्यं च वेदशास्त्रविदर्हति ॥१००॥
senāpatyaṃ ca rājyaṃ ca daṇḍanetṛtvaṃ eva ca |
sarvalokādhipatyaṃ ca vedaśāstravidarhati ||100||

Colui che comprende perfettamente il Libro del Veda, merita il comando dell’esercito, l’autorità regia, il potere d’infliggere pene e la signoria di tutto il mondo.

यथा जातबलो वह्निर्दहत्यार्द्रानपि द्रुमान् ।
तथा दहति वेदज्ञः कर्मजं दोषं आत्मनः ॥१०१॥
yathā jātabalo vahnirdahatyārdrānapi drumān |
tathā dahati vedajñaḥ karmajaṃ doṣaṃ ātmanaḥ ||101||

Come un fuoco violento brucia persino gli alberi ancor verdi, così l’uomo che studia c comprende i libri sacri cancella ogni macchia che sia in lui originata dal peccato.

वेदशास्त्रार्थतत्त्वज्ञो यत्र तत्राश्रमे वसन् ।
इहैव लोके तिष्ठन्स ब्रह्मभूयाय कल्पते ॥१०२॥
vedaśāstrārthatattvajño yatra tatrāśrame vasan |
ihaiva loke tiṣṭhansa brahmabhūyāya kalpate ||102||

Colui che conosce perfettamente il senso del libro sacro, qualunque sia l’ordine nel quale si trova, si dispone, durante il suo soggiorno in questo mondo, a identificarsi con Brahma.

अज्ञेभ्यो ग्रन्थिनः श्रेष्ठा ग्रन्थिभ्यो धारिणो वराः ।
धारिभ्यो ज्ञानिनः श्रेष्ठा ज्ञानिभ्यो व्यवसायिनः ॥१०३॥
ajñebhyo granthinaḥ śreṣṭhā granthibhyo dhāriṇo varāḥ |
dhāribhyo jñāninaḥ śreṣṭhā jñānibhyo vyavasāyinaḥ ||103||

Coloro che hanno molto letto valgono più di coloro che hanno poco studiato; coloro che ritengono quello che hanno letto sono preferibili a coloro che hanno letto e dimenticato; coloro che ben intendono hanno più merito di -coloro che sanno a memoria; coloro che compiono il loro dovere sono preferibili a coloro che solo lo conoscono.

तपो विद्या च विप्रस्य निःश्रेयसकरं परम् ।
तपसा किल्बिषं हन्ति विद्ययामृतं अश्नुते ॥१०४॥
tapo vidyā ca viprasya niḥśreyasakaraṃ param |
tapasā kilbiṣaṃ hanti vidyayāmṛtaṃ aśnute ||104||

La devozione e la conoscenza dell’anima suprema sono, per un Brahmano, i migliori mezzi di pervenire alla beatitudine finale; con la devozione cancella le sue colpe; con la conoscenza di Brahma si procaccia l’immortalità.

प्रत्यक्षं चानुमानं च शास्त्रं च विविधागमम् ।
त्रयं सुविदितं कार्यं धर्मशुद्धिं अभीप्सता ॥१०५॥
pratyakṣaṃ cānumānaṃ ca śāstraṃ ca vividhāgamam |
trayaṃ suviditaṃ kāryaṃ dharmaśuddhiṃ abhīpsatā ||105||

Tre sorti di prove: l’evidenza, il ragionamento l’autorità dei differenti libri dedotti dalla Scrittura, devono essere ben conosciute da colui che cerca d’acquistare una cognizione positiva dei suoi doveri.

आर्षं धर्मोपदेशं च वेदशास्त्राविरोधिना ।
यस्तर्केणानुसंधत्ते स धर्मं वेद नेतरः ॥१०६॥
ārṣaṃ dharmopadeśaṃ ca vedaśāstrāvirodhinā |
yastarkeṇānusaṃdhatte sa dharmaṃ veda netaraḥ ||106||

Colui che esercita il suo raziocinio sulla Scrittura e sulla raccolta delle leggi, appoggiandosi sulle regole di logica conformi alla Scrittura, conosce il sistema dei doveri religiosi e civili.

नैःश्रेयसं इदं कर्म यथोदितं अशेषतः ।
मानवस्यास्य शास्त्रस्य रहस्यं उपदिश्यते ॥१०७॥
naiḥśreyasaṃ idaṃ karma yathoditaṃ aśeṣataḥ
mānavasyāsya śāstrasya rahasyaṃ upadiśyate ||107||

Le regole di condotta che conducono alla beatitudine sono state con esattezza e per intero esposte; la parte segreta di questo codice di Manu vi sarà ora rivelata.

अनाम्नातेषु धर्मेषु कथं स्यादिति चेद्भवेत् ।
यं शिष्टा ब्राह्मणा ब्रूयुः स धर्मः स्यादशङ्कितः ॥१०८॥
anāmnāteṣu dharmeṣu kathaṃ syāditi cedbhavet |
yaṃ śiṣṭā brāhmaṇā brūyuḥ sa dharmaḥ syādaśaṅkitaḥ ||108||

Nei casi particolari di cui s’è fatta speciale menzione, se sia chiesto quel che convenga fare, la decisione pronunciata dai Brahmani saggi abbia forza di legge, senza contrasto.

धर्मेणाधिगतो यैस्तु वेदः सपरिबृंहणः ।
ते शिष्टा ब्राह्मणा ज्ञेयाः श्रुतिप्रत्यक्षहेतवः ॥१०९॥
dharmeṇādhigato yaistu vedaḥ saparibṛṃhaṇaḥ |
te śiṣṭā brāhmaṇā jñeyāḥ śrutipratyakṣahetavaḥ ||109||

I Brahmani che hanno studiato come vuole la leggo, il Veda ed i trattati che vi si riferiscono, e sanno ricavar le prove dai libro rivelato, devono essere riconosciuti come dottissimi.

दशावरा वा परिषद्यं धर्मं परिकल्पयेत् ।
त्र्यवरा वापि वृत्तस्था तं धर्मं न विचालयेत् ॥११०॥
daśāvarā vā pariṣadyaṃ dharmaṃ parikalpayet |
tryavarā vāpi vṛttasthā taṃ dharmaṃ na vicālayet ||110||

Nessuno contesti un sol punto della legge deciso da un’assemblea di dieci Brahmani almeno, o da un consiglio di Brahmani virtuosi, che non devono essere radunati in numero minore di tre.

त्रैविद्यो हेतुकस्तर्की नैरुक्तो धर्मपाठकः ।
त्रयश्चाश्रमिणः पूर्वे परिषत्स्याद्दशावरा ॥१११॥
traividyo hetukastarkī nairukto dharmapāṭhakaḥ |
trayaścāśramiṇaḥ pūrve pariṣatsyāddaśāvarā ||111||

L’assemblea composta di dieci giudici almeno, deve comprendere tre Brahmani versati nei tre libri sacri, un Brahmano esperto nella dottrina filosofica del Nyaya, un altro dotto della dottrina Mimansa, un erudito che conosce il Nirukta[2], un legisperito e un membro d’ognuno dei tre primi ordini.

ऋग्वेदविद्यजुर्विच्च सामवेदविदेव च ।
त्र्यवरा परिषज्ज्ञेया धर्मसंशयनिर्णये ॥११२॥
ṛgvedavidyajurvicca sāmavedavideva ca |
tryavarā pariṣajjñeyā dharmasaṃśayanirṇaye ||112||

Un Brahmano che abbia specialmente studiato il Rig-Veda, uno che conosce specialmente lo Yagius, un terzo che possegga il Sama, costituiscono il consiglio di tre giudici per la soluzione di tutti i dubbi in materia di diritto.

एकोऽपि वेदविद्धर्मं यं व्यवस्येद्द्विजोत्तमः ।
स विज्ञेयः परो धर्मो नाज्ञानां उदितोऽयुतैः ॥११३॥
eko:’pi vedaviddharmaṃ yaṃ vyavasyeddvijottamaḥ |
sa vijñeyaḥ paro dharmo nājñānāṃ udito:’yutaiḥ ||113||

La decisione anche di un solo Brahmano versato nel Veda, deve essere considerata come una legge della più grande autorità e non quella di diecimila persone che non conoscono la Santa dottrina.

अव्रतानां अमन्त्राणां जातिमात्रोपजीविनाम् ।
सहस्रशः समेतानां परिषत्त्वं न विद्यते ॥११४॥
avratānāṃ amantrāṇāṃ jātimātropajīvinām |
sahasraśaḥ sametānāṃ pariṣattvaṃ na vidyate ||114||

I Brahmani che non abbiano seguito le regole del noviziato, che non conoscano i Libri Sacri, e non abbiano altra raccomandazione al di fuori della loro classe, fossero anche in numero di più migliaia, non possono essere ammessi a costituire una assemblea legale.

यं वदन्ति तमोभूता मूर्खा धर्मं अतद्विदः ।
तत्पापं शतधा भूत्वा तद्वक्तॄननुगच्छति ॥११५॥
yaṃ vadanti tamobhūtā mūrkhā dharmaṃ atadvidaḥ |
tatpāpaṃ śatadhā bhūtvā tadvaktr̥̄nanugacchati ||115||

La colpa di colui al quale gente inetta, ripiena della qualità dell’oscurità, abbia spiegato la legge che essi stessi ignorano, ricadrà su coloro che hanno compiuta tale opera, di cento volte accresciuta.

एतद्वोऽभिहितं सर्वं निःश्रेयसकरं परम् ।
अस्मादप्रच्युतो विप्रः प्राप्नोति परमां गतिम् ॥११६॥
etadvo:’bhihitaṃ sarvaṃ niḥśreyasakaraṃ param |
asmādapracyuto vipraḥ prāpnoti paramāṃ gatim ||116||

Le opere eccellenti che menano all’eterna beatitudine vi sono state esposte: lo Dwigia che non le trascura consegue una sorte felicissima.

एवं स भगवान्देवो लोकानां हितकाम्यया ।
धर्मस्य परमं गुह्यं ममेदं सर्वं उक्तवान् ॥११७॥
evaṃ sa bhagavāndevo lokānāṃ hitakāmyayā |
dharmasya paramaṃ guhyaṃ mamedaṃ sarvaṃ uktavān ||117||

Così il potente e glorioso Manu, per benevolenza verso i mortali, mi ha interamente rivelato queste leggi importanti che devono essere segrete per coloro solo che sono indegni di conoscerle.

सर्वं आत्मनि संपश्येत्सच्चासच्च समाहितः ।
सर्वं ह्यात्मनि संपश्यन्नाधर्मे कुरुते मनः ॥११८॥
sarvaṃ ātmani saṃpaśyetsaccāsacca samāhitaḥ |
sarvaṃ hyātmani saṃpaśyannādharme kurute manaḥ ||118||

Il Brahmano concentrando tutta l’attenzione sua, vegga nell’Anima divina tutte le cose visibili; considerando ogni cosa nell’Anima suprema, non dedica il suo spirito alle iniquità.

आत्मैव देवताः सर्वाः सर्वं आत्मन्यवस्थितम् ।
आत्मा हि जनयत्येषां कर्मयोगं शरीरिणाम् ॥११९॥
ātmaiva devatāḥ sarvāḥ sarvaṃ ātmanyavasthitam |
ātmā hi janayatyeṣāṃ karmayogaṃ śarīriṇām ||119||

L’Anima suprema è il consesso degli Dei; nell’Anima suprema riposa l’Universo; l’Anima suprema determina tutte le opere che gli esseri animati compiono.

खं संनिवेशयेत्खेषु चेष्टनस्पर्शनेऽनिलम् ।
पक्तिदृष्ट्योः परं तेजः स्नेहेऽपो गां च मूर्तिषु ॥१२०॥
khaṃ saṃniveśayetkheṣu ceṣṭanasparśane:’nilam |
paktidṛṣṭyoḥ paraṃ tejaḥ snehe:’po gāṃ ca mūrtiṣu ||120||

Il Brahmano contempli l’etere sottile nelle cavità del suo corpo; l’aria, nella azione muscolare e nei nervi del tatto; la luce suprema del fuoco e del sole, nel calore della digestione e negli organi della vista; l’acqua nei fluidi del suo corpo; la terra nelle sue membra.

मनसीन्दुं दिशः श्रोत्रे क्रान्ते विष्णुं बले हरम् ।
वाच्यग्निं मित्रं उत्सर्गे प्रजने च प्रजापतिम् ॥१२१॥
manasīnduṃ diśaḥ śrotre krānte viṣṇuṃ bale haram |
vācyagniṃ mitraṃ utsarge prajane ca prajāpatim ||121||

La luna (Indù) nel cuor suo, i geni delle otto regioni nell’organo dell’udito; Vishnu, nel camminare; Hara nella forza muscolare; Agni, nella sua parola; Mitra, nella sua facoltà di escrezione; Ragiapati, nel potere di procreazione.

प्रशासितारं सर्वेषां अणीयांसं अणोरपि ।
रुक्माभं स्वप्नधीगम्यं विद्यात्तं पुरुषं परम् ॥१२२॥
एतं एके वदन्त्यग्निं मनुं अन्ये प्रजापतिम् ।
इन्द्रं एके परे प्राणं अपरे ब्रह्म शाश्वतम् ॥१२३॥
praśāsitāraṃ sarveṣāṃ aṇīyāṃsaṃ aṇorapi |
rukmābhaṃ svapnadhīgamyaṃ vidyāttaṃ puruṣaṃ param ||122||
etaṃ eke vadantyagniṃ manuṃ anye prajāpatim |
indraṃ eke pare prāṇaṃ apare brahma śāśvatam ||123||

Altri l’adorane nell’elemento del fuoco, altri in Manu, Signore delle creature, altri in Indra, altri nell’eterno Brahma.

एष सर्वाणि भूतानि पञ्चभिर्व्याप्य मूर्तिभिः ।
जन्मवृद्धिक्षयैर्नित्यं संसारयति चक्रवत् ॥१२४॥
eṣa sarvāṇi bhūtāni pañcabhirvyāpya mūrtibhiḥ |
janmavṛddhikṣayairnityaṃ saṃsārayati cakravat ||124||

Questo Dio avvolgendo tutti gli esseri in un corpo costituito di cinque elementi, lo fa successivamente passare dalla nascita all’accrescimento, dall’accrescimento al dissolvimento, con un moto simile a quello della ruota.

एवं यः सर्वभूतेषु पश्यत्यात्मानं आत्मना ।
स सर्वसमतां एत्य ब्रह्माभ्येति परं पदम् ॥१२५॥
evaṃ yaḥ sarvabhūteṣu paśyatyātmānaṃ ātmanā |
sa sarvasamatāṃ etya brahmābhyeti paraṃ padam ||125||

Così l’uomo che riconosce nella propria anima l’Anima suprema presente in tutte le creature, si mostra eguale verso tutti ed ottiene la sorte più felice; quella d’essere compenetrato in Brhama.

इत्येतन्मानवं शास्त्रं भृगुप्रोक्तं पठन्द्विजः ।
भवत्याचारवान्नित्यं यथेष्टां प्राप्नुयाद्गतिम् ॥१२६॥
ityetanmānavaṃ śāstraṃ bhṛguproktaṃ paṭhandvijaḥ |
bhavatyācāravānnityaṃ yatheṣṭāṃ prāpnuyādgatim ||126||

Cosi fini il Saggio e lo Dwigia che legge questo codice di Manu, promulgato da Bhrigu, sarà sempre virtuoso e conseguirà quella felicità che desidera.


NOTE:

[1] Vale come Moksha. La beatitudine finale, la condizione dell’anima che liberata dal corpo s’identifica con Brahma.
[2] Il Mimansa è uno (lei sistemi filosofici indiani: il Nirukta, uno dei Vedanga, è un glossario in cui sono spiegate le parole oscure dei Veda.

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