domenica, Luglio 25, 2021
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Agastya saggio e stella

Agastya saggio e stella

Premessa
La stella Canopo e il saggio Agastya portano lo stesso nome. Nel Nord dell’India, alla latitudine di Delhi, la stella non era visibile prima del 3100 a.C. Il Mahabharata[1] ci racconta di un tempo remoto in cui il saggio, viaggiando verso Sud attraversò i monti Vindhya. Per il credente è del tutto normale pensare che il saggio sia un personaggio reale e che fu il primo ad avvistare la stella e come succede ancora oggi gli diede il suo nome. Dai religiosi Agastya è visto come il primo integratore nazionale che ha unito due civiltà, quella ariana e quella dravidica.

La storia di Agastya nei Purana
L’India possiede una ricca eredità che proviene dalla cultura vedica registrata nei Purana. Alcune storie sono di difficile comprensione, mentre altre possono essere capite su base razionale. Qui ci concentriamo sul secondo tipo, prenderemo in esame la storia di Agastya, a cui sono attribuiti 25 inni del Rig Veda[2].
Il mito ci racconta che i monti Vindhya stavano competendo con la catena dell’Himalaya, questi continuavano ad alzarsi, divenendo sempre più alti. Preoccupate, le persone avvicinarono Agastya. Il saggio accompagnato dalla moglie Lopamudra si mise in viaggio verso Sud, giunto nei pressi dei monti, chiese strada e questi smisero di crescere e rimasero bassi in attesa del suo ritorno, ma Agastya non tornò più. Questa è solo una delle versioni della storia che parla del passaggio da Nord a Sud della stella. Nella genealogia dei sette saggi (Saptarishi[3]), Agastya è l’ottavo. Vi era un legame tra le sette stelle dell’Orsa Maggiore e Canopo. Il Mahabharata riporta una seconda storia. I sette saggi, insieme ad Agastya, trasportavano il re Nahusha seduto su un palanchino, quando il saggio cominciò a porre domande insidiose, il re preso da nervosismo diede un calcio ad Agastya che cadendo si staccò dai sette saggi. Una terza versione, si trova nei Purana. Agastya camminava troppo lento, rallentando il passo degli altri portatori, il re lo incitava dicendo: “Sarpa, Sarpa” (veloce, veloce) e per spronarlo gli sferra un calcio, così Agastya si stacca dagli altri sette. Il termine Sarpa può significare sia “veloce” che “serpente”. Agastya maledice il re, facendogli perdere la sua posizione celeste (stella Polare) e lo muta in un grosso serpente (costellazione del Dragone). Nahash è il serpente biblico, Nahusha è la costellazione del Dragone in particolare la stella Thuban.
Sono storie allegoriche di facile interpretazione, i racconti mitologici erano diretti a persone povere di intelletto, sopravvissuti a una catastrofe, come afferma Platone nel Timeo[4], avendo perso arti, lettere, ecc., privi di memoria dovevano ricominciare.
Canopo (Agastya) è la seconda stella per brillantezza visibile nel cielo notturno. Questa stella è molto vicina al polo sud. Siccome i poli celesti girano intorno all’eclittica, a causa del fenomeno della precessione, questa stella diviene visibile alle diverse latitudini in tempi diversi. In India, Agastya non poteva essere vista prima del 10000 a.C. Probabilmente, i primi a vederla (12000 anni fa), furono gli abitanti dell’attuale Kanyakumari (estremo Sud dell’India).

Poi, lentamente, per effetto della precessione divenne visibile sempre più a Nord. Nell’attuale Chennai, fu visibile nell’8500 a.C., nell’attuale Hyderabad fu visibile nel 7200 a.C., nella Regione dei monti Vindhya fu visibile nel 5200 a.C., a Delhi nel 3100 a.C., e così via.

Primo avvistamento e ultimo avvistamento di Agastya in India.

Il ciclo è di 25920 anni, ma in India la stella è visibile per soli 12000 anni. Dalla TAVOLA 1 (prima colonna), possiamo comprendere che per l’osservatore il viaggio di Agastya è da Sud Verso Nord, Agastya transitava sui monti Vindhya nel 5200 a.C., per poi essere visibile a Delhi nel 3100 a.C., eppure tutte le versioni della storia affermano che Agastya viaggia da Nord a Sud. L’ultima volta che Agastya ha attraversato i monti Vindhya in direzione Sud è stato nel 18520 a.C.
Lomasha continuò: Udite le parole dei Sura, Agastya raggiunse le montagne. Recatosi sul posto con la moglie, rivolgendosi a Vindhya disse: “O primo tra i monti, desidero passare, ho bisogno di una strada, sto andando a sud per affari. O Re dei monti, aspetta il mio ritorno, poi potrai aumentare la tua stazza”. O castigatore di nemici, dopo aver fatto questo accordo con Vindhya, si allontanò e ancora oggi Agastya, non è tornato dal sud Sud (Mahabharata – Vana Parva – Tirthayatra Parva – Sezione 104 – Versi 11-14).
Sapevano che Canopo sarebbe ritornato, quando il Mahabharata ha cominciato a prendere corpo (3100 a.C.), la stella era visibile ad Astinapura (Delhi), ma la storia racconta di tempi remoti, l’ultimo transito verso Sud, sui monti Vindhya di Agastya risale a 20 mila anni fa.


NOTE:

[1] Mahabharata – Vana Parva.
[2] Rig Veda – Mandala 1 – 166-190.
[3] Saptarishi sta per Orsa Maggiore o le sette stelle dell’Orsa Maggiore.
[4] Ma presso di voi o degli altri popoli non appena ogni volta si stabilisce l’uso delle lettere e di tutto quello ch’è necessario alle città, di nuovo nel solito intervallo d’anni come un morbo irrompe impetuoso il diluvio celeste e lascia di voi solo gl’ignari di lettere e di muse, sicché ritornate da capo come giovini, non sapendo niente di quanto sia avvenuto qui o presso di voi nei tempi antichi (Traduzione italiana a cura di Emilio Piccolo – Classici Latini e Greci – Senecio 2009).

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