domenica, Novembre 28, 2021
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Le leggi di Manu – Sanscrito-Italiano – Condotta della classe militare – Capitolo 7

Le leggi di Manu

Sommario

La creazione
I sacramenti: il noviziato
Il matrimonio e i doveri del capo di famiglia
Mezzi di sussistenza: precetti
Regole d’astinenza e di purificazione. Doveri delle donne
Doveri dell’anacoreta e dell’asceta
Condotta del re e della classe militare
Officio dei giudici – leggi civili e penali
Leggi civili e penali – doveri della classe commerciante e della classe servile
Classi miste – tempi di calamità
Penitenze ed espiazioni
Trasmigrazione delle anime – beatitudine finale

Condotta del re e della classe militare

राजधर्मान्प्रवक्ष्यामि यथावृत्तो भवेन्नृपः ।
संभवश्च यथा तस्य सिद्धिश्च परमा यथा ॥१॥
rājadharmānpravakṣyāmi yathāvṛtto bhavennṛpaḥ |
saṃbhavaśca yathā tasya siddhiśca paramā yathā ||1||

Ora io esporrò i doveri dei re. la condotta che deve tenere un monarca: vi dirò qual è la sua origine e per qual mezzo può conseguire la ricompensa suprema.

ब्राह्मं प्राप्तेन संस्कारं क्षत्रियेण यथाविधि ।
सर्वस्यास्य यथान्यायं कर्तव्यं परिरक्षणम् ॥२॥
brāhmaṃ prāptena saṃskāraṃ kṣatriyeṇa yathāvidhi |
sarvasyāsya yathānyāyaṃ kartavyaṃ parirakṣaṇam ||2||

Uno Kshatrya che ha ricevuto, secondo la regola, il sacramento dell’iniziazione, deve applicarsi a proteggere con giustizia tutto ciò che è soggetto al suo potere.

अराजके हि लोकेऽस्मिन्सर्वतो विद्रुतो भयात् ।
रक्षार्थं अस्य सर्वस्य राजानं असृजत्प्रभुः ॥३॥
arājake hi loke:’sminsarvato vidruto bhayāt |
rakṣārthaṃ asya sarvasya rājānaṃ asṛjatprabhuḥ ||3||

Infatti, essendo questo mondo, privo di re, agitato dal timore, il Signore creò per la conservazione di tutti gli esseri un re.

इन्द्रानिलयमार्काणां अग्नेश्च वरुणस्य च ।
चन्द्रवित्तेशयोश्चैव मात्रा निर्हृत्य शाश्वतीः ॥४॥
indrānilayamārkāṇāṃ agneśca varuṇasya ca |
candravitteśayoścaiva mātrā nirhṛtya śāśvatīḥ ||4||

Prendendo particelle eterne della sostanza d’Indra, di Anila, di Yama, di Surya, d’Agni, di Varuna, di Chanhdra e di Kuvera;

यस्मादेषां सुरेन्द्राणां मात्राभ्यो निर्मितो नृपः ।
तस्मादभिभवत्येष सर्वभूतानि तेजसा ॥५॥
yasmādeṣāṃ surendrāṇāṃ mātrābhyo nirmito nṛpaḥ |
tasmādabhibhavatyeṣa sarvabhūtāni tejasā ||5||

E perciò che un re è stato formato dalle particelle tratte dall’essenza di questi principali Dei, sorpassa in splendore tutti gli altri mortali.

तपत्यादित्यवच्चैष चक्षूंषि च मनांसि च ।
न चैनं भुवि शक्नोति कश्चिदप्यभिवीक्षितुम् ॥६॥
tapatyādityavaccaiṣa cakṣūṃṣi ca manāṃsi ca |
na cainaṃ bhuvi śaknoti kaścidapyabhivīkṣitum ||6||

Come il sole, brucia gli occhi ed i cuori e nessuno sulla terra può riguardarlo in viso.

सोऽग्निर्भवति वायुश्च सोऽर्कः सोमः स धर्मराट् ।
स कुबेरः स वरुणः स महेन्द्रः प्रभावतः ॥७॥
so:’gnirbhavati vāyuśca so:’rkaḥ somaḥ sa dharmarāṭ |
sa kuberaḥ sa varuṇaḥ sa mahendraḥ prabhāvataḥ ||7||

Egli è il Fuoco, il Vento, il Genio, che presiede alla luna, il Re di giustizia, il Dio delle ricchezze, il Dio delle acque, il Signore del firmamento, per la sua potenza.

बालोऽपि नावमान्तव्यो मनुष्य इति भूमिपः ।
महती देवता ह्येषा नररूपेण तिष्ठति ॥८॥
bālo:’pi nāvamāntavyo manuṣya iti bhūmipaḥ |
mahatī devatā hyeṣā nararūpeṇa tiṣṭhati ||8||

Non si deve deprezzare un re, nemmeno nell’infanzia, dicendo: È un semplice mortale; poiché v’è una grande divinità sotto quella forma umana.

एकं एव दहत्यग्निर्नरं दुरुपसर्पिणम् ।
कुलं दहति राजाग्निः सपशुद्रव्यसंचयम् ॥९॥
ekaṃ eva dahatyagnirnaraṃ durupasarpiṇam |
kulaṃ dahati rājāgniḥ sapaśudravyasaṃcayam ||9||

Il fuoco non brucia che l’uomo che vi s’appressa imprudentemente; ma il fuoco del corruccio d’un re consuma tutta una famiglia con i suoi antenati e tutti gli altri beni.

कार्यं सोऽवेक्ष्य शक्तिं च देशकालौ च तत्त्वतः ।
कुरुते धर्मसिद्ध्यर्थं विश्वरूपं पुनः पुनः ॥१०॥
kāryaṃ so:’vekṣya śaktiṃ ca deśakālau ca tattvataḥ |
kurute dharmasiddhyarthaṃ viśvarūpaṃ punaḥ punaḥ ||10||

Dopo aver maturamente esaminata l’opportunità di un affare, le sue forze, il tempo e il luogo, un re per far trionfare la giustizia, assume ogni sorta d’apparenze; secondo le circostanze è amico, nemico, neutrale.

यस्य प्रसादे पद्मा श्रीर्विजयश्च पराक्रमे ।
मृत्युश्च वसति क्रोधे सर्वतेजोमयो हि सः ॥११॥
yasya prasāde padmā śrīrvijayaśca parākrame |
mṛtyuśca vasati krodhe sarvatejomayo hi saḥ ||11||

Colui che nella sua bontà spande i favori della fortuna, con il valor suo determina la vittoria, e nella sua collera cagiona la morte, ha in sé certamente tutta la maestà dei Guardiani del mondo.

तं यस्तु द्वेष्टि संमोहात्स विनश्यत्यसंशयम् ।
तस्य ह्याशु विनाशाय राजा प्रकुरुते मनः ॥१२॥
taṃ yastu dveṣṭi saṃmohātsa vinaśyatyasaṃśayam |
tasya hyāśu vināśāya rājā prakurute manaḥ ||12||

L’uomo che in un traviamento di spirito, gli dimostra odio, deve indubbiamente perire: perché tosto il re cerca i modi di perderlo.

तस्माद्धर्मं यं इष्टेषु स व्यवस्येन्नराधिपः ।
अनिष्टं चाप्यनिष्टेषु तं धर्मं न विचालयेत् ॥१३॥
tasmāddharmaṃ yaṃ iṣṭeṣu sa vyavasyennarādhipaḥ |
aniṣṭaṃ cāpyaniṣṭeṣu taṃ dharmaṃ na vicālayet ||13||

Il re non si allontani mai dalle regole secondo le quali ha stabilito ciò che è legale e ciò che è illegale, relativamente alle cose permesse e a quelle proibite.

तस्यार्थे सर्वभूतानां गोप्तारं धर्मं आत्मजम् ।
ब्रह्मतेजोमयं दण्डं असृजत्पूर्वं ईश्वरः ॥१४॥
tasyārthe sarvabhūtānāṃ goptāraṃ dharmaṃ ātmajam |
brahmatejomayaṃ daṇḍaṃ asṛjatpūrvaṃ īśvaraḥ ||14||

Per aiutare il re nelle sue funzioni, il Signore ha generato fin da principio il castigo, protettore di tutti gli esseri, esecutore della giustizia, suo figlio, di essenza divina.

तस्य सर्वाणि भूतानि स्थावराणि चराणि च ।
भयाद्भोगाय कल्पन्ते स्वधर्मान्न चलन्ति च ॥१५॥
tasya sarvāṇi bhūtāni sthāvarāṇi carāṇi ca |
bhayādbhogāya kalpante svadharmānna calanti ca ||15||

Il timore del castigo permette a tutte le creature mobili ed immobili di godere di ciò che appartiene loro e impedisce loro di staccarsi dal dovere.

तं देशकालौ शक्तिं च विद्यां चावेक्ष्य तत्त्वतः ।
यथार्हतः संप्रणयेन्नरेष्वन्यायवर्तिषु ॥१६॥
taṃ deśakālau śaktiṃ ca vidyāṃ cāvekṣya tattvataḥ |
yathārhataḥ saṃpraṇayennareṣvanyāyavartiṣu ||16||

Dopo aver ben considerato il luogo e il tempo, il mezzo di punire ed i precetti della legge, il re infligga il castigo con giustizia a quelli che si danno alle iniquità.

स राजा पुरुषो दण्डः स नेता शासिता च सः ।
चतुर्णां आश्रमाणां च धर्मस्य प्रतिभूः स्मृतः ॥१७॥
sa rājā puruṣo daṇḍaḥ sa netā śāsitā ca saḥ |
caturṇāṃ āśramāṇāṃ ca dharmasya pratibhūḥ smṛtaḥ ||17||

Il castigo è un re pieno d’energia: è un abile amministratore, è un saggio dispensatore della legge: è stimato mallevadore del compimento del dovere dei quattro ordini.

दण्डः शास्ति प्रजाः सर्वा दण्ड एवाभिरक्षति ।
दण्डः सुप्तेषु जागर्ति दण्डं धर्मं विदुर्बुधाः ॥१८॥
daṇḍaḥ śāsti prajāḥ sarvā daṇḍa evābhirakṣati |
daṇḍaḥ supteṣu jāgarti daṇḍaṃ dharmaṃ vidurbudhāḥ ||18||

Il castigo governa il genere umano, il castigo lo protegge, il castigo veglia mentre tutto dorme, il castigo è la giustizia, come dicono i saggi.

समीक्ष्य स धृतः सम्यक्सर्वा रञ्जयति प्रजाः ।
असमीक्ष्य प्रणीतस्तु विनाशयति सर्वतः ॥१९॥
samīkṣya sa dhṛtaḥ samyaksarvā rañjayati prajāḥ |
asamīkṣya praṇītastu vināśayati sarvataḥ ||19||

Inflitto con circospezione, ed a proposito procura ai popoli la felicità, ma applicato sconsideratamente li distrugge dalle radici.

यदि न प्रणयेद्राजा दण्डं दण्ड्येष्वतन्द्रितः ।
शूले मत्स्यानिवापक्ष्यन्दुर्बलान्बलवत्तराः ॥२०॥
yadi na praṇayedrājā daṇḍaṃ daṇḍyeṣvatandritaḥ |
śūle matsyānivāpakṣyandurbalānbalavattarāḥ ||20||

Se il re non castigasse senza tregua quelli che lo meritano, il più forte farebbe sua preda il più debole come i pesci nel loro elemento.

अद्यात्काकः पुरोडाशं श्वा च लिह्याद्धविस्तथा ।
स्वाम्यं च न स्यात्कस्मिंश्चित्प्रवर्तेताधरोत्तरम् ॥२१॥
adyātkākaḥ puroḍāśaṃ śvā ca lihyāddhavistathā |
svāmyaṃ ca na syātkasmiṃścitpravartetādharottaram ||21||

La cornacchia verrebbe a dar di becco nell’offerta del riso, il cane leccherebbe il burro chiarificato; non vi sarebbe più diritto di proprietà; l’uomo della classe più bassa prenderebbe il posto dell’uomo della classe più alta.

सर्वो दण्डजितो लोको दुर्लभो हि शुचिर्नरः ।
दण्डस्य हि भयात्सर्वं जगद्भोगाय कल्पते ॥२२॥
sarvo daṇḍajito loko durlabho hi śucirnaraḥ |
daṇḍasya hi bhayātsarvaṃ jagadbhogāya kalpate ||22||

La punizione regge tutto il genere umano, perché un uomo naturalmente virtuoso è difficile a trovarsi: è per timore del castigo che la gente si dà solo ai piaceri permessi.

देवदानवगन्धर्वा रक्षांसि पतगोरगाः ।
तेऽपि भोगाय कल्पन्ते दण्डेनैव निपीडिताः ॥२३॥
devadānavagandharvā rakṣāṃsi patagoragāḥ |
te:’pi bhogāya kalpante daṇḍenaiva nipīḍitāḥ ||23||

Gli Dei, i Titani, i Musici celesti, i Giganti, i Serpenti, compiono le loro funzioni speciali trattenuti dal timore del castigo.

दुष्येयुः सर्ववर्णाश्च भिद्येरन्सर्वसेतवः ।
सर्वलोकप्रकोपश्च भवेद्दण्डस्य विभ्रमात् ॥२४॥
duṣyeyuḥ sarvavarṇāśca bhidyeransarvasetavaḥ |
sarvalokaprakopaśca bhaveddaṇḍasya vibhramāt ||24||

Tutte le classi si corromperebbero, tutte le barriere sarebbero rovesciate, l’universo non sarebbe che confusione se il castigo non compiesse l’opera sua.

यत्र श्यामो लोहिताक्षो दण्डश्चरति पापहा ।
प्रजास्तत्र न मुह्यन्ति नेता चेत्साधु पश्यति ॥२५॥
yatra śyāmo lohitākṣo daṇḍaścarati pāpahā |
prajāstatra na muhyanti netā cetsādhu paśyati ||25||

Dovunque il castigo, dal tetro colore, dall’occhio rosso, viene a distruggere le colpe, gli uomini non conoscono paura, se colui che dirige il castigo è dotato di retto giudizio.

तस्याहुः संप्रणेतारं राजानं सत्यवादिनम् ।
समीक्ष्यकारिणं प्राज्ञं धर्मकामार्थकोविदम् ॥२६॥
tasyāhuḥ saṃpraṇetāraṃ rājānaṃ satyavādinam |
samīkṣyakāriṇaṃ prājñaṃ dharmakāmārthakovidam ||26||

I saggi considerano atto a regolare il castigo un re veritiero, che agisce con gran cautela, che conosce i libri santi ed esperto in fatto di virtù, di piacere, di ricchezza.

तं राजा प्रणयन्सम्यक्त्रिवर्गेणाभिवर्धते ।
कामात्मा विषमः क्षुद्रो दण्डेनैव निहन्यते ॥२७॥
taṃ rājā praṇayansamyaktrivargeṇābhivardhate |
kāmātmā viṣamaḥ kṣudro daṇḍenaiva nihanyate ||27||

Il re che impone a proposito il castigo aumenta questi tre mezzi di felicità, ma un principe dedito al piacere, collerico, furbo, riceve la morte dal castigo.

दण्डो हि सुमहत्तेजो दुर्धरश्चाकृतात्मभिः ।
धर्माद्विचलितं हन्ति नृपं एव सबान्धवम् ॥२८॥
daṇḍo hi sumahattejo durdharaścākṛtātmabhiḥ |
dharmādvicalitaṃ hanti nṛpaṃ eva sabāndhavam ||28||

Perché il castigo è l’energia più possente, è difficile da sostenersi da quelli che non hanno l’anima fortificata dallo studio delle leggi: distruggerebbe con tutta la sua schiatta un re che si allontanasse dal suo dovere.

ततो दुर्गं च राष्ट्रं च लोकं च सचराचरम् ।
अन्तरिक्षगतांश्चैव मुनीन्देवांश्च पीडयेत् ॥२९॥
tato durgaṃ ca rāṣṭraṃ ca lokaṃ ca sacarācaram |
antarikṣagatāṃścaiva munīndevāṃśca pīḍayet ||29||

Devasterebbe i castelli, il territorio, i paesi abitati con tutti gli esseri mobili ed immobili che essi racchiudono, ed affliggerebbe anche i santi e gli dèi del cielo.

सोऽसहायेन मूढेन लुब्धेनाकृतबुद्धिना ।
न शक्यो न्यायतो नेतुं सक्तेन विषयेषु च ॥३०॥
so:’sahāyena mūḍhena lubdhenākṛtabuddhinā |
na śakyo nyāyato netuṃ saktena viṣayeṣu ca ||30||

Il castigo non può essere inflitto convenientemente da un re privo di consiglieri, imbecille, avido di guadagno, che non ha l’intelligenza perfezionata dallo studio delle leggi, e che s’è dato ai piaceri dei sensi.

शुचिना सत्यसंधेन यथाशास्त्रानुसारिणा ।
प्रणेतुं शक्यते दण्डः सुसहायेन धीमता ॥३१॥
śucinā satyasaṃdhena yathāśāstrānusāriṇā |
praṇetuṃ śakyate daṇḍaḥ susahāyena dhīmatā ||31||

Solo da un principe interamente puro, fedele alle sue promesse, osservatore della legge, circondato da servitori abili, dotato di sano giudizio, il castigo può essere imposto in maniera conforme a giustizia.

स्वराष्ट्रे न्यायवृत्तः स्याद्भृशदण्डश्च शत्रुषु ।
सुहृत्स्वजिह्मः स्निग्धेषु ब्राह्मणेषु क्षमान्वितः ॥३२॥
svarāṣṭre nyāyavṛttaḥ syādbhṛśadaṇḍaśca śatruṣu |
suhṛtsvajihmaḥ snigdheṣu brāhmaṇeṣu kṣamānvitaḥ ||32||

Operi nel suo regno secondo giustizia, punisca con rigore i nemici, sia sempre sincero con i suoi amici affezionati, e pieno di dolcezza verso i Brahmani.

एवंवृत्तस्य नृपतेः शिलोञ्छेनापि जीवतः ।
विस्तीर्यते यशो लोके तैलबिन्दुरिवाम्भसि ॥३३॥
evaṃvṛttasya nṛpateḥ śiloñchenāpi jīvataḥ |
vistīryate yaśo loke tailabindurivāmbhasi ||33||

La fama di un monarca che agisce in tal guisa, anche quando vive di grano spigolato, si diffonde per il mondo come una goccia d’olio di sesamo nell’acqua.

अतस्तु विपरीतस्य नृपतेरजितात्मनः ।
संक्षिप्यते यशो लोके घृतबिन्दुरिवाम्भसि ॥३४॥
atastu viparītasya nṛpaterajitātmanaḥ |
saṃkṣipyate yaśo loke ghṛtabindurivāmbhasi ||34||

Ma la fama di un principe che è tutto opposto al primo e che non sa vincere le proprie passioni, si rinchiude nel mondo, allo stesso modo che una goccia di burro liquefatto nell’acqua.

स्वे स्वे धर्मे निविष्टानां सर्वेषां अनुपूर्वशः ।
वर्णानां आश्रमाणां च राजा सृष्टोऽभिरक्षिता ॥३५॥
sve sve dharme niviṣṭānāṃ sarveṣāṃ anupūrvaśaḥ |
varṇānāṃ āśramāṇāṃ ca rājā sṛṣṭo:’bhirakṣitā ||35||

Il re è stato creato per essere il protettore di tutte le classi e di tutti gli ordini che si mantengono, successivamente, nel compimento dei loro doveri particolari.

तेन यद्यत्सभृत्येन कर्तव्यं रक्षता प्रजाः ।
तत्तद्वोऽहं प्रवक्ष्यामि यथावदनुपूर्वशः ॥३६॥
tena yadyatsabhṛtyena kartavyaṃ rakṣatā prajāḥ |
tattadvo:’haṃ pravakṣyāmi yathāvadanupūrvaśaḥ ||36||

Perciò io vi esporrò, nella maniera più conveniente e per ordine, ciò che il re deve fare con i ministri, per proteggere i popoli.

ब्राह्मणान्पर्युपासीत प्रातरुत्थाय पार्थिवः ।
त्रैविद्यवृद्धान्विदुषस्तिष्ठेत्तेषां च शासने ॥३७॥
brāhmaṇānparyupāsīta prātarutthāya pārthivaḥ |
traividyavṛddhānviduṣastiṣṭhetteṣāṃ ca śāsane ||37||

Alzatosi all’alba, il re deve far atto di rispetto verso i Brahmani versati nel tre libri sacri e nell’ Upanishad, e seguire i loro consigli.

वृद्धांश्च नित्यं सेवेत विप्रान्वेदविदः शुचीन् ।
वृद्धसेवी हि सततं रक्षोभिरपि पूज्यते ॥३८॥
vṛddhāṃśca nityaṃ seveta viprānvedavidaḥ śucīn |
vṛddhasevī hi satataṃ rakṣobhirapi pūjyate ||38||

Veneri costantemente i Brahmani rispettabili per la loro vecchiezza e per la loro devozione, che possiedono la Sacra Scrittura, puri di spirito e di corpo: perché colui che venera i vecchi è sempre onorato, anche dai Giganti.

तेभ्योऽधिगच्छेद्विनयं विनीतात्मापि नित्यशः ।
विनीतात्मा हि नृपतिर्न विनश्यति कर्हि चित् ॥३९॥
tebhyo:’dhigacchedvinayaṃ vinītātmāpi nityaśaḥ |
vinītātmā hi nṛpatirna vinaśyati karhi cit ||39||

Prenda continuamente esempio da loro per l’umiltà, anche quando la sua condotta è saggia e misurata: un monarca umile e modesto non può perdersi in nessuna circostanza.

बहवोऽविनयान्नष्टा राजानः सपरिच्छदाः ।
वनस्था अपि राज्यानि विनयात्प्रतिपेदिरे ॥४०॥
bahavo:’vinayānnaṣṭā rājānaḥ saparicchadāḥ |
vanasthā api rājyāni vinayātpratipedire ||40||

Molti re, a cagione del loro cattivo comportarsi, sono periti coi loro beni, mentre degli eremiti hanno ottenuto dei regni per la saggezza e l’umiltà loro.

वेनो विनष्टोऽविनयान्नहुषश्चैव पार्थिवः ।
सुदाः पैजवनश्चैव सुमुखो निमिरेव च ॥४१॥
veno vinaṣṭo:’vinayānnahuṣaścaiva pārthivaḥ |
sudāḥ paijavanaścaiva sumukho nimireva ca ||41||

Vena si perdette per mancanza di saggezza come il re Nahusha, Sudasa, Yavana, Sumukha e Nimi.

पृथुस्तु विनयाद्राज्यं प्राप्तवान्मनुरेव च ।
कुबेरश्च धनैश्वर्यं ब्राह्मण्यं चैव गाधिजः ॥४२॥
pṛthustu vinayādrājyaṃ prāptavānmanureva ca |
kuberaśca dhanaiśvaryaṃ brāhmaṇyaṃ caiva gādhijaḥ ||42||

Prithu al contrario giunse al trono per la saggezza della sua condotta, come Manu; Kuvera ottenne la signoria delle ricchezze ed il figlio di Gadhi il grado di Brahmano.

त्रैविद्येभ्यस्त्रयीं विद्यां दण्डनीतिं च शाश्वतीम् ।
आन्वीक्षिकीं चात्मविद्यां वार्तारम्भांश्च लोकतः ॥४३॥
traividyebhyastrayīṃ vidyāṃ daṇḍanītiṃ ca śāśvatīm |
ānvīkṣikīṃ cātmavidyāṃ vārtārambhāṃśca lokataḥ ||43||

Il re apprenda da coloro che posseggono i tre Veda la triplice dottrina che contengono, studi le leggi eterne relative all’applicazione delle pene, acquisti la scienza del ragionamento, la conoscenza dell’Anima suprema, e s’istruisca nelle opere delle differenti professioni, consultando quelli che le esercitano.

इन्द्रियाणां जये योगं समातिष्ठेद्दिवानिशम् ।
जितेन्द्रियो हि शक्नोति वशे स्थापयितुं प्रजाः ॥४४॥
indriyāṇāṃ jaye yogaṃ samātiṣṭheddivāniśam |
jitendriyo hi śaknoti vaśe sthāpayituṃ prajāḥ ||44||

Faccia giorno e notte degli sforzi per domare i suoi organi: quegli solo che signoreggia i suoi organi è capace di sottomettere i popoli alla sua volontà.

दश कामसमुत्थानि तथाष्टौ क्रोधजानि च ।
व्यसनानि दुरन्तानि प्रयत्नेन विवर्जयेत् ॥४५॥
daśa kāmasamutthāni tathāṣṭau krodhajāni ca |
vyasanāni durantāni prayatnena vivarjayet ||45||

Eviti con la più gran cura, i vizi che conducono a un triste fine, dieci dei quali nascono dall’amore del piacere ed otto dalla collera.

कामजेषु प्रसक्तो हि व्यसनेषु महीपतिः ।
वियुज्यतेऽर्थधर्माभ्यां क्रोधजेष्वात्मनैव तु ॥४६॥
kāmajeṣu prasakto hi vyasaneṣu mahīpatiḥ |
viyujyate:’rthadharmābhyāṃ krodhajeṣvātmanaiva tu ||46||

In realtà un sovrano dedito ai vizi che genera l’amore del piacere, perde virtù e ricchezze; se si abbandona ai vizi originati dalla collera, perde la vita per la vendetta dei suoi soggetti.

मृगयाक्षो दिवास्वप्नः परिवादः स्त्रियो मदः ।
तौर्यत्रिकं वृथाट्या च कामजो दशको गणः ॥४७॥
mṛgayākṣo divāsvapnaḥ parivādaḥ striyo madaḥ |
tauryatrikaṃ vṛthāṭyā ca kāmajo daśako gaṇaḥ ||47||

La caccia, il giuoco, il sonno durante il giorno, la maldicenza, le donne, l’ubriachezza, il canto, la danza, la musica strumentale, i viaggi inutili, sono le dieci sorte di vizi che nascono dall’amor del piacere.

पैशुन्यं साहसं द्रोह ईर्ष्यासूयार्थदूषणम् ।
वाग्दण्डजं च पारुष्यं क्रोधजोऽपि गणोऽष्टकः ॥४८॥
paiśunyaṃ sāhasaṃ droha īrṣyāsūyārthadūṣaṇam |
vāgdaṇḍajaṃ ca pāruṣyaṃ krodhajo:’pi gaṇo:’ṣṭakaḥ ||48||

La premura a divulgare il male, la violenza, il nuocere nascostamente, l’invidia, la calunnia, l’atto d’appropriarsi il bene altrui, quello d’ingiuriare o di battere qualcuno, costituiscono la serie degli otto vizi prodotti dalla collera.

द्वयोरप्येतयोर्मूलं यं सर्वे कवयो विदुः ।
तं यत्नेन जयेल्लोभं तज्जावेतावुभौ गणौ ॥४९॥
dvayorapyetayormūlaṃ yaṃ sarve kavayo viduḥ |
taṃ yatnena jayellobhaṃ tajjāvetāvubhau gaṇau ||49||

Faccia principalmente degli sforzi per vincere il desiderio smodato che tutti i saggi considerano come origine di queste due serie di vizi: infatti entrambe ne discendono.

पानं अक्षाः स्त्रियश्चैव मृगया च यथाक्रमम् ।
एतत्कष्टतमं विद्याच्चतुष्कं कामजे गणे ॥५०॥
pānaṃ akṣāḥ striyaścaiva mṛgayā ca yathākramam |
etatkaṣṭatamaṃ vidyāccatuṣkaṃ kāmaje gaṇe ||50||

I liquori inebrianti, il giuoco, le donne, la caccia, per ordine cosi come sono enumerati, devono essere riputati dal re come ciò che vi ha di più funesto nella serie dei vizi nati dall’amore del piacere.

दण्डस्य पातनं चैव वाक्पारुष्यार्थदूषणे ।
क्रोधजेऽपि गणे विद्यात्कष्टं एतत्त्रिकं सदा ॥५१॥
daṇḍasya pātanaṃ caiva vākpāruṣyārthadūṣaṇe |
krodhaje:’pi gaṇe vidyātkaṣṭaṃ etattrikaṃ sadā ||51||

Consideri sempre l’azione di battere, quella di ingiuriare e quella di nuocere altrui, come le tre cose più perniciose nella serie dei vizi prodotti dalla collera.

सप्तकस्यास्य वर्गस्य सर्वत्रैवानुषङ्गिणः ।
पूर्वं पूर्वं गुरुतरं विद्याद्व्यसनं आत्मवान् ॥५२॥
saptakasyāsya vargasya sarvatraivānuṣaṅgiṇaḥ |
pūrvaṃ pūrvaṃ gurutaraṃ vidyādvyasanaṃ ātmavān ||52||

Consideri sempre l’azione di battere, quella di ingiuriare e quella di nuocere altrui, come le tre cose più perniciose nella serie dei vizi prodotti dalla collera.

व्यसनस्य च मृत्योश्च व्यसनं कष्टं उच्यते ।
व्यसन्यधोऽधो व्रजति स्वर्यात्यव्यसनी मृतः ॥५३॥
vyasanasya ca mṛtyośca vyasanaṃ kaṣṭaṃ ucyate |
vyasanyadho:’dho vrajati svaryātyavyasanī mṛtaḥ ||53||

Il vizio e la morte essendo stati confrontati, il vizio è stato dichiarato la cosa più orribile; in realtà l’uomo vizioso cade nelle più profonde regioni dell’inferno: dopo la morte l’uomo esente da ogni vizio perviene al cielo.

मौलाञ् शास्त्रविदः शूरांल्लब्धलक्षान्कुलोद्भवान् ।
सचिवान्सप्त चाष्टौ वा प्रकुर्वीत परीक्षितान् ॥५४॥
maulāñ śāstravidaḥ śūrāṃllabdhalakṣānkulodbhavān |
sacivānsapta cāṣṭau vā prakurvīta parīkṣitān ||54||

Il re deve scegliere sette od otto ministri, di cui gli avi erano addotti al servizio reale, versati nelle leggi, abili a maneggiare le armi, di nobile stirpe, di cui la fedeltà è assicurata con giuramento fatto sull’immagine di una divinità.

अपि यत्सुकरं कर्म तदप्येकेन दुष्करम् ।
विशेषतोऽसहायेन किं तु राज्यं महोदयम् ॥५५॥
api yatsukaraṃ karma tadapyekena duṣkaram |
viśeṣato:’sahāyena kiṃ tu rājyaṃ mahodayam ||55||

Una cosa facilissima in sé stessa diventa difficile, per un uomo solo; a maggior ragione, quando si tratta di governare, senza assistenza alcuna, un regno di cui le entrate sono considerevoli.

तैः सार्धं चिन्तयेन्नित्यं सामान्यं संधिविग्रहम् ।
स्थानं समुदयं गुप्तिं लब्धप्रशमनानि च ॥५६॥
taiḥ sārdhaṃ cintayennityaṃ sāmānyaṃ saṃdhivigraham |
sthānaṃ samudayaṃ guptiṃ labdhapraśamanāni ca ||56||

Esamini sempre con questi ministri le cose da discutersi in comune, la pace e la guerra, le sue forze, le entrate, la sicurezza sua e dello stato, i mezzi d’assicurarsi i vantaggi acquisiti.

तेषां स्वं स्वं अभिप्रायं उपलभ्य पृथक्पृथक् ।
समस्तानां च कार्येषु विदध्याद्धितं आत्मनः ॥५७॥
teṣāṃ svaṃ svaṃ abhiprāyaṃ upalabhya pṛthakpṛthak |
samastānāṃ ca kāryeṣu vidadhyāddhitaṃ ātmanaḥ ||57||

Dopo aver preso consiglio dai singoli separatamente, poi da tutti insieme, adotti nell’affare che si tratta, la misura che gli pare più vantaggiosa.

सर्वेषां तु विशिष्टेन ब्राह्मणेन विपश्चिता ।
मन्त्रयेत्परमं मन्त्रं राजा षाड्गुण्यसंयुतम् ॥५८॥
sarveṣāṃ tu viśiṣṭena brāhmaṇena vipaścitā |
mantrayetparamaṃ mantraṃ rājā ṣāḍguṇyasaṃyutam ||58||

Ma deliberi con un Brahmano di alto sapere e più abile di tutti i consiglieri l’importante risoluzione che ha preso relativamente ai sei argomenti principali.

नित्यं तस्मिन्समाश्वस्तः सर्वकार्याणि निःक्षिपेत् ।
तेन सार्धं विनिश्चित्य ततः कर्म समारभेत् ॥५९॥
nityaṃ tasminsamāśvastaḥ sarvakāryāṇi niḥkṣipet |
tena sārdhaṃ viniścitya tataḥ karma samārabhet ||59||

Gli comunichi con ogni confidenza tutti gli affari e dopo di aver presa con lui una determinazione decisiva, metta il progetto in esecuzione.

अन्यानपि प्रकुर्वीत शुचीन्प्राज्ञानवस्थितान् ।
सम्यगर्थसमाहर्तॄनमात्यान्सुपरीक्षितान् ॥६०॥
anyānapi prakurvīta śucīnprājñānavasthitān |
samyagarthasamāhartr̥̄namātyānsuparīkṣitān ||60||

Deve scegliersi inoltre altri consiglieri integri, istruiti, assidui, esperti in materia di finanza, e di virtù provata.

निर्वर्तेतास्य यावद्भिरितिकर्तव्यता नृभिः ।
तावतोऽतन्द्रितान्दक्षान्प्रकुर्वीत विचक्षणान् ॥६१॥
nirvartetāsya yāvadbhiritikartavyatā nṛbhiḥ |
tāvato:’tandritāndakṣānprakurvīta vicakṣaṇān ||61||

Quanti uomini sono necessari perché gli affari siano eseguiti convenientemente, tanti deve assumere il re al suo servizio, attivi, capaci, esperimentati.

तेषां अर्थे नियुञ्जीत शूरान्दक्षान्कुलोद्गतान् ।
शुचीनाकरकर्मान्ते भीरूनन्तर्निवेशने ॥६२॥
teṣāṃ arthe niyuñjīta śūrāndakṣānkulodgatān |
śucīnākarakarmānte bhīrūnantarniveśane ||62||

Fra essi impieghi quelli che sono bravi, intelligenti. di buona famiglia, integri per sfruttare le miniere d’oro, d’argento e di pietre preziose, ed a ricevere le rendite delle terre coltivate e confidi la guardia dell’interno del suo palazzo a uomini pusillanimi (perché gli uomini coraggiosi vedendo il re sovente solo o circondato da donne, potrebbero ucciderlo per istigazione dei suoi nemici).

दूतं चैव प्रकुर्वीत सर्वशास्त्रविशारदम् ।
इङ्गिताकारचेष्टज्ञं शुचिं दक्षं कुलोद्गतम् ॥६३॥
dūtaṃ caiva prakurvīta sarvaśāstraviśāradam |
iṅgitākāraceṣṭajñaṃ śuciṃ dakṣaṃ kulodgatam ||63||

Si scelga un ambasciatore perfettamente versato nella conoscenza degli Sastra, che sappia interpretare i segni, la continenza, i gesti, puro ed incorruttibile, di nascita illustre.

अनुरक्तः शुचिर्दक्षः स्मृतिमान्देशकालवित् ।
वपुष्मान्वीतभीर्वाग्मी दूतो राज्ञः प्रशस्यते ॥६४॥
anuraktaḥ śucirdakṣaḥ smṛtimāndeśakālavit |
vapuṣmānvītabhīrvāgmī dūto rājñaḥ praśasyate ||64||

Si stima l’ambasciatore di un re quando è affabile, puro, destro, fornito di buona memoria, con piena conoscenza di luoghi e di tempi, di bella presenza, intrepido, eloquente.

अमात्ये दण्ड आयत्तो दण्डे वैनयिकी क्रिया ।
नृपतौ कोशराष्ट्रे च दूते संधिविपर्ययौ ॥६५॥
amātye daṇḍa āyatto daṇḍe vainayikī kriyā |
nṛpatau kośarāṣṭre ca dūte saṃdhiviparyayau ||65||

Dal generale dipende l’armata; dalla giusta applicazione delle pene dipende il buon ordine; il tesoro ed il territorio dipendono dal re: la guerra e la pace dall’ambasciatore.

दूत एव हि संधत्ते भिनत्त्येव च संहतान् ।
दूतस्तत्कुरुते कर्म भिद्यन्ते येन मानवः ॥६६॥
dūta eva hi saṃdhatte bhinattyeva ca saṃhatān |
dūtastatkurute karma bhidyante yena mānavaḥ ||66||

In realtà è l’ambasciatore che congiunge due nemici, lui che divide gli alleati: egli tratta gli affari che determinano la rottura o il buon accordo.

स विद्यादस्य कृत्येषु निर्गूढेङ्गितचेष्टितैः ।
आकारं इङ्गितं चेष्टां भृत्येषु च चिकीर्षितम् ॥६७॥
sa vidyādasya kṛtyeṣu nirgūḍheṅgitaceṣṭitaiḥ |
ākāraṃ iṅgitaṃ ceṣṭāṃ bhṛtyeṣu ca cikīrṣitam ||67||

Nel trattare con un re straniero, l’ambasciatore indovini le intenzioni di questo re dai segni, dal suo contegno, dai suoi gesti, e per mezzo dei segni e dei gesti dei suoi emissari segreti conosca i progetti di questo principe, abboccandosi con consiglieri avidi o malcontenti.

बुद्ध्वा च सर्वं तत्त्वेन परराजचिकीर्षितम् ।
तथा प्रयत्नं आतिष्ठेद्यथात्मानं न पीडयेत् ॥६८॥
buddhvā ca sarvaṃ tattvena pararājacikīrṣitam |
tathā prayatnaṃ ātiṣṭhedyathātmānaṃ na pīḍayet ||68||

Essendo completamente edotto da tutti i disegni del sovrano straniero, il re prenda le più grandi precauzioni affine che quegli non possa nuocergli in alcun modo.

जाङ्गलं सस्यसंपन्नं आर्यप्रायं अनाविलम् ।
रम्यं आनतसामन्तं स्वाजीव्यं देशं आवसेत् ॥६९॥
jāṅgalaṃ sasyasaṃpannaṃ āryaprāyaṃ anāvilam |
ramyaṃ ānatasāmantaṃ svājīvyaṃ deśaṃ āvaset ||69||

Fissi il suo soggiorno in un luogo campestre, fertile di biade, abitato da gente dabbene, sana, piacevole, circondata da vicini pacifici dove gli abitanti possano procurarsi facilmente da vivere.

धन्वदुर्गं महीदुर्गं अब्दुर्गं वार्क्षं एव वा ।
नृदुर्गं गिरिदुर्गं वा समाश्रित्य वसेत्पुरम् ॥७०॥
dhanvadurgaṃ mahīdurgaṃ abdurgaṃ vārkṣaṃ eva vā |
nṛdurgaṃ giridurgaṃ vā samāśritya vasetpuram ||70||

Si stabilisca in un luogo avendo impedito l’accesso da un deserto, o da opere in pietra o di mattoni, o da fossati ripieni d’acqua, o da boschi, o da uomini armati, o da una montagna.

सर्वेण तु प्रयत्नेन गिरिदुर्गं समाश्रयेत् ।
एषां हि बाहुगुण्येन गिरिदुर्गं विशिष्यते ॥७१॥
sarveṇa tu prayatnena giridurgaṃ samāśrayet |
eṣāṃ hi bāhuguṇyena giridurgaṃ viśiṣyate ||71||

Faccia tutto il possibile per ritirarsi in un luogo reso inaccessibile da un monte; una fortezza di tal genere è apprezzata in causa dei numerosi vantaggi che presenta.

त्रिण्याद्यान्याश्रितास्त्वेषां मृगगर्ताश्रयाप्चराः ।
त्रीण्युत्तराणि क्रमशः प्लवंगमनरामराः ॥७२॥
triṇyādyānyāśritāstveṣāṃ mṛgagartāśrayāpcarāḥ |
trīṇyuttarāṇi kramaśaḥ plavaṃgamanarāmarāḥ ||72||

I primi tre luoghi di difficile accesso servono di protezione per le bestie feroci, i topi e gli animali acquatici; i tre ultimi mezzi di difesa servono per le scimmie, gli uomini, gli Dei.

यथा दुर्गाश्रितानेतान्नोपहिंसन्ति शत्रवः ।
तथारयो न हिंसन्ति नृपं दुर्गसमाश्रितम् ॥७३॥
yathā durgāśritānetānnopahiṃsanti śatravaḥ |
tathārayo na hiṃsanti nṛpaṃ durgasamāśritam ||73||

Come i nemici di questi esseri non possono nuocere loro quando sono al riparo nei loro covi, cosi un re che s’è ritirato in luogo inaccessibile non ha nulla a temere dai suoi nemici.

एकः शतं योधयति प्राकारस्थो धनुर्धरः ।
शतं दशसहस्राणि तस्माद्दुर्गं विधीयते ॥७४॥
ekaḥ śataṃ yodhayati prākārastho dhanurdharaḥ |
śataṃ daśasahasrāṇi tasmāddurgaṃ vidhīyate ||74||

Un sol arciere posto su una muraglia può tener testa a cento nemici; cento arcieri possono resistere a diecimila nemici: ecco perché un luogo fortificato è tenuto in considerazione.

तत्स्यादायुधसंपन्नं धनधान्येन वाहनैः ।
ब्राह्मणैः शिल्पिभिर्यन्त्रैर्यवसेनोदकेन च ॥७५॥
tatsyādāyudhasaṃpannaṃ dhanadhānyena vāhanaiḥ |
brāhmaṇaiḥ śilpibhiryantrairyavasenodakena ca ||75||

La fortezza deve essere provvista d’armi, di danaro, di viveri, di bestie da soma, di Brahmani, di operai, di macchine, d’erbe, d’acqua.

तस्य मध्ये सुपर्याप्तं कारयेद्गृहं आत्मनः ।
गुप्तं सर्वर्तुकं शुभ्रं जलवृक्षसमन्वितम् ॥७६॥
tasya madhye suparyāptaṃ kārayedgṛhaṃ ātmanaḥ |
guptaṃ sarvartukaṃ śubhraṃ jalavṛkṣasamanvitam ||76||

Nel mezzo il re si faccia costruire un palazzo contenente tutti i locali necessari, ben disposto, difeso, che si possa abitare in tutte le stagioni, lucente, circondato da acque e da alberi.

तदध्यास्योद्वहेद्भार्यां सवर्णां लक्षणान्विताम् ।
कुले महति संभूतां हृद्यां रूपगुणान्वीताम् ॥७७॥
tadadhyāsyodvahedbhāryāṃ savarṇāṃ lakṣaṇānvitām |
kule mahati saṃbhūtāṃ hṛdyāṃ rūpaguṇānvītām ||77||

Dopo esser visi stabilito, prenda una sposa della sua stessa classe, provvista dei segni che sono di felice augurio, appartenente ad una grande famiglia, graziosa, bella e di buone qualità.

पुरोहितं च कुर्वीत वृणुयादेव च र्त्विजः ।
तेऽस्य गृह्याणि कर्माणि कुर्युर्वैतानिकानि च ॥७८॥
purohitaṃ ca kurvīta vṛṇuyādeva ca rtvijaḥ |
te:’sya gṛhyāṇi karmāṇi kuryurvaitānikāni ca ||78||

Scelga un consigliere spirituale (Purohita) ed un cappellano (Ritvigi), incaricati di celebrare per lui le cerimonie domestiche e quelle che si compiono con i tre fuochi sacri.

यजेत राजा क्रतुभिर्विविधैराप्तदक्षिणैः ।
धर्मार्थं चैव विप्रेभ्यो दद्याद्भोगान्धनानि च ॥७९॥
yajeta rājā kratubhirvividhairāptadakṣiṇaiḥ |
dharmārthaṃ caiva viprebhyo dadyādbhogāndhanāni ca ||79||

Il re faccia differenti sacrifici, accompagnati da numerosi presenti; per compiere interamente il suo dovere procuri ai Brahmani comodità e ricchezze.

सांवत्सरिकं आप्तैश्च राष्ट्रादाहारयेद्बलिम् ।
स्याच्चाम्नायपरो लोके वर्तेत पितृवन्नृषु ॥८०॥
sāṃvatsarikaṃ āptaiśca rāṣṭrādāhārayedbalim |
syāccāmnāyaparo loke varteta pitṛvannṛṣu ||80||

Faccia riscuotere le rendite annuali dei suoi domini da incaricati fedeli; osservi le leggi in questo mondo; agisca verso i suoi soggetti come un padre.

अध्यक्षान्विविधान्कुर्यात्तत्र तत्र विपश्चितः ।
तेऽस्य सर्वाण्यवेक्षेरन्नृणां कार्याणि कुर्वताम् ॥८१॥
adhyakṣānvividhānkuryāttatra tatra vipaścitaḥ |
te:’sya sarvāṇyavekṣerannṛṇāṃ kāryāṇi kurvatām ||81||

Deve stabilire in ogni parte ispettori intelligenti incaricati di esaminare la condotta di quelli che sono al servizio del principe.

आवृत्तानां गुरुकुलाद्विप्राणां पूजको भवेत् ।
नृपाणां अक्षयो ह्येष निधिर्ब्राह्मोऽभिधीयते ॥८२॥
āvṛttānāṃ gurukulādviprāṇāṃ pūjako bhavet |
nṛpāṇāṃ akṣayo hyeṣa nidhirbrāhmo:’bhidhīyate ||82||

Onori con doni i Brahmani che hanno lasciata la casa del loro padre spirituale: questo tesoro che depongono i re nelle mani dei Brahmani è stato dichiarato imperituro.

न तं स्तेना न चामित्रा हरन्ति न च नश्यति ।
तस्माद्राज्ञा निधातव्यो ब्राह्मणेष्वक्षयो निधिः ॥८३॥
na taṃ stenā na cāmitrā haranti na ca naśyati |
tasmādrājñā nidhātavyo brāhmaṇeṣvakṣayo nidhiḥ ||83||

Non gli può esser tolto né dai ladri né dai nemici, non può perdersi: per conseguenza il re deve confidare ai Brahmani questo tesoro imperituro.

न स्कन्दते न व्यथते न विनश्यति कर्हि चित् ।
वरिष्ठं अग्निहोत्रेभ्यो ब्राह्मणस्य मुखे हुतम् ॥८४॥
na skandate na vyathate na vinaśyati karhi cit |
variṣṭhaṃ agnihotrebhyo brāhmaṇasya mukhe hutam ||84||

L’offerta versata nella bocca o nella mano di un Brahmano è migliore delle offerte al fuoco: non cade, non dissecca, non si consuma mai.

समं अब्राह्मणे दानं द्विगुणं ब्राह्मणब्रुवे ।
प्राधीते शतसाहस्रं अनन्तं वेदपारगे ॥८५॥
samaṃ abrāhmaṇe dānaṃ dviguṇaṃ brāhmaṇabruve |
prādhīte śatasāhasraṃ anantaṃ vedapārage ||85||

Il dono fatto ad un uomo che non è Brahmano non ha che il merito ordinario: ne ha due volte tanto se è offerto ad un uomo che si dice Brahmano; offerto ad un Brahmano che è avanti nello studio dei Veda è centomila volte più meritorio; fatto ad un teologo, è infinito.

पात्रस्य हि विशेषेण श्रद्दधानतयैव च ।
अल्पं वा बहु वा प्रेत्य दानस्य फलं अश्नुते ॥८६॥
pātrasya hi viśeṣeṇa śraddadhānatayaiva ca |
alpaṃ vā bahu vā pretya dānasya phalaṃ aśnute ||86||

Offerto ad una persona che ne è degna, con fede pura, un dono procura dopo la morte una ricompensa piccola o considerevole a colui che l’ha fatto.

समोत्तमाधमै राजा त्वाहूतः पालयन्प्रजाः ।
न निवर्तेत संग्रामात्क्षात्रं धर्मं अनुस्मरन् ॥८७॥
samottamādhamai rājā tvāhūtaḥ pālayanprajāḥ |
na nivarteta saṃgrāmātkṣātraṃ dharmaṃ anusmaran ||87||

Un re che protegge il suo popolo, sfidato da un nemico che l’eguaglia, lo sorpassa o gli è inferiore per forza, non deve fuggir la battaglia: si ricordi il dovere della classe militare.

संग्रामेष्वनिवर्तित्वं प्रजानां चैव पालनम् ।
शुश्रूषा ब्राह्मणानां च राज्ञां श्रेयस्करं परम् ॥८८॥
saṃgrāmeṣvanivartitvaṃ prajānāṃ caiva pālanam |
śuśrūṣā brāhmaṇānāṃ ca rājñāṃ śreyaskaraṃ param ||88||

Non fuggir mai in battaglia, proteggere i popoli, rispettare i Brahmani, son questi i doveri eminenti di cui il compimento procura felicità ai re.

आहवेषु मिथोऽन्योन्यं जिघांसन्तो महीक्षितः ।
युध्यमानाः परं शक्त्या स्वर्गं यान्त्यपराङ्मुखाः ॥८९॥
āhaveṣu mitho:’nyonyaṃ jighāṃsanto mahīkṣitaḥ |
yudhyamānāḥ paraṃ śaktyā svargaṃ yāntyaparāṅmukhāḥ ||89||

I re che, in battaglia, desiderosi di vincersi l’un l’altro, combattono con il più grande coraggio e senza rivolgere il capo, vanno direttamente al cielo.

न कूटैरायुधैर्हन्याद्युध्यमानो रणे रिपून् ।
न कर्णिभिर्नापि दिग्धैर्नाग्निज्वलिततेजनैः ॥९०॥
na kūṭairāyudhairhanyādyudhyamāno raṇe ripūn |
na karṇibhirnāpi digdhairnāgnijvalitatejanaiḥ ||90||

Un guerriero non deve mai, in battaglia, usar contro i suoi nemici delle armi perfide, come bastoni contenenti stili acuti, non frecce tagliuzzate, non frecce avvelenate, non dardi infiammati (coperti di sostanze infiammabili).

न च हन्यात्स्थलारूढं न क्लीबं न कृताञ्जलिम् ।
न मुक्तकेशं नासीनं न तवास्मीति वादिनम् ॥९१॥
na ca hanyātsthalārūḍhaṃ na klībaṃ na kṛtāñjalim |
na muktakeśaṃ nāsīnaṃ na tavāsmīti vādinam ||91||

Non colpisca né un nemico che è a piedi, stando sul carro, né un uomo effeminato, né quegli che giunge le mani, né quegli che ha i capelli sparsi, né colui che è seduto, né quegli che dice: Io sono tuo prigioniero

न सुप्तं न विसंनाहं न नग्नं न निरायुधम् ।
नायुध्यमानं पश्यन्तं न परेण समागतम् ॥९२॥
na suptaṃ na visaṃnāhaṃ na nagnaṃ na nirāyudham |
nāyudhyamānaṃ paśyantaṃ na pareṇa samāgatam ||92||

Né un uomo addormentato, né quello che non ha corazza, né quello che è nudo, né quello che è disarmato, né quello che guarda la battaglia senza parteciparvi, né colui che è alle prese con un altro.

नायुधव्यसनप्राप्तं नार्तं नातिपरिक्षतम् ।
न भीतं न परावृत्तं सतां धर्मं अनुस्मरन् ॥९३॥
nāyudhavyasanaprāptaṃ nārtaṃ nātiparikṣatam |
na bhītaṃ na parāvṛttaṃ satāṃ dharmaṃ anusmaran ||93||

Né colui che ha l’armi infrante, né colui che è oppresso dal dolore, né un uomo gravemente ferito, né un vile, né un fuggiasco: si rammenti il dovere dei prodi guerrieri.

यस्तु भीतः परावृत्तः संग्रामे हन्यते परैः ।
भर्तुर्यद्दुष्कृतं किं चित्तत्सर्वं प्रतिपद्यते ॥९४॥
yastu bhītaḥ parāvṛttaḥ saṃgrāme hanyate paraiḥ |
bharturyadduṣkṛtaṃ kiṃ cittatsarvaṃ pratipadyate ||94||

Il vile che prende la fuga in battaglia ed è ucciso dai nemici si carica di tutte le cattive azioni del suo capo, qualunque esse siano.

यच्चास्य सुकृतं किं चिदमुत्रार्थं उपार्जितम् ।
भर्ता तत्सर्वं आदत्ते परावृत्तहतस्य तु ॥९५॥
yaccāsya sukṛtaṃ kiṃ cidamutrārthaṃ upārjitam |
bhartā tatsarvaṃ ādatte parāvṛttahatasya tu ||95||

E se questo fuggiasco che è stato ucciso aveva messa insieme qualche opera buona per l’altra vita, tutto il vantaggio ridonda a vantaggio del suo capo.

रथाश्वं हस्तिनं छत्रं धनं धान्यं पशून्स्त्रियः ।
सर्वद्रव्याणि कुप्यं च यो यज्जयति तस्य तत् ॥९६॥
rathāśvaṃ hastinaṃ chatraṃ dhanaṃ dhānyaṃ paśūnstriyaḥ |
sarvadravyāṇi kupyaṃ ca yo yajjayati tasya tat ||96||

I carri, i cavalli, gli elefanti, le ombrelle, gli abiti, le granaglie, il bestiame, le donne, gli ingredienti d’ogni specie, i metalli tranne l’oro e l’argento- sono di diritto di colui che se n’è impadronito in guerra.

राज्ञश्च दद्युरुद्धारं इत्येषा वैदिकी श्रुतिः ।
राज्ञा च सर्वयोधेभ्यो दातव्यं अपृथग्जितम् ॥९७॥
rājñaśca dadyuruddhāraṃ ityeṣā vaidikī śrutiḥ |
rājñā ca sarvayodhebhyo dātavyaṃ apṛthagjitam ||97||

Si deve prelevare da questa preda la parte più preziosa per offrirla ai re, come vuole la regola del Veda: il re deve distribuire fra tutti i soldati ciò che non è stato preso parte a parte.

एषोऽनुपस्कृतः प्रोक्तो योधधर्मः सनातनः ।
अस्माद्धर्मान्न च्यवेत क्षत्रियो घ्नन्रणे रिपून् ॥९८॥
eṣo:’nupaskṛtaḥ prokto yodhadharmaḥ sanātanaḥ |
asmāddharmānna cyaveta kṣatriyo ghnanraṇe ripūn ||98||

Tale è la legge senza tema d’errore, originaria, che concerne la classe militare: uno Kshatriya per uccidere i suoi nemici in battaglia non dove mai staccarsi da questa legge.

अलब्धं चैव लिप्सेत लब्धं रक्षेत्प्रयत्नतः ।
रक्षितं वर्धयेच्चैव वृद्धं पात्रेषु निक्षिपेत् ॥९९॥
alabdhaṃ caiva lipseta labdhaṃ rakṣetprayatnataḥ |
rakṣitaṃ vardhayeccaiva vṛddhaṃ pātreṣu nikṣipet ||99||

Desideri di conquistare ciò che non ha, conservi con cura ciò che acquista, conservando l’accresca, e ne doni il reddito a coloro che ne sono degni.

एतच्चतुर्विधं विद्यात्पुरुषार्थप्रयोजनम् ।
अस्य नित्यं अनुष्ठानं सम्यक्कुर्यादतन्द्रितः ॥१००॥
etaccaturvidhaṃ vidyātpuruṣārthaprayojanam |
asya nityaṃ anuṣṭhānaṃ samyakkuryādatandritaḥ ||100||

Sappia che l’osservanza di queste quattro regole fa conseguire ciò che è oggetto dei desideri umani, la felicità: in conseguenza deve conformarsi ad essa, con ogni cura, senza tregua.

अलब्धं इच्छेद्दण्डेन लब्धं रक्षेदवेक्षया ।
रक्षितं वर्धयेद्वृद्ध्या वृद्धं पात्रेषु निक्षिपेत् ॥१०१॥
alabdhaṃ iccheddaṇḍena labdhaṃ rakṣedavekṣayā |
rakṣitaṃ vardhayedvṛddhyā vṛddhaṃ pātreṣu nikṣipet ||101||

Il re tenti di conquistare ciò che brama, con l’aiuto delle armi: con la vigilanza conservi ciò che ha acquistato; conservandolo l’aumenti nei modi legali; quando l’ha accresciuto, lo spanda liberamente.

नित्यं उद्यतदण्डः स्यान्नित्यं विवृतपौरुषः ।
नित्यं संवृतसंवार्यो नित्यं छिद्रानुसार्यरेः ॥१०२॥
nityaṃ udyatadaṇḍaḥ syānnityaṃ vivṛtapauruṣaḥ |
nityaṃ saṃvṛtasaṃvāryo nityaṃ chidrānusāryareḥ ||102||

Le sue milizie siano continuamente esercitate, spieghi sempre il suo valore, nasconda con ogni cura ciò che deve restar segreto, spii costantemente il lato debole dei suoi nemici.

नित्यं उद्यतदण्डस्य कृत्स्नं उद्विजते जगत् ।
तस्मात्सर्वाणि भूतानि दण्डेनैव प्रसाधयेत् ॥१०३॥
nityaṃ udyatadaṇḍasya kṛtsnaṃ udvijate jagat |
tasmātsarvāṇi bhūtāni daṇḍenaiva prasādhayet ||103||

Il re di cui gli eserciti sono sempre esercitati, è timore del mondo intero: in conseguenza tenga sempre i popoli in soggezione con le forze militari.

अमाययैव वर्तेत न कथं चन मायया ।
बुध्येतारिप्रयुक्तां च मायां नित्यं सुसंवृतः ॥१०४॥
amāyayaiva varteta na kathaṃ cana māyayā |
budhyetāriprayuktāṃ ca māyāṃ nityaṃ susaṃvṛtaḥ ||104||

Agisca sempre lealmente, non ricorra mai alla frode e stando continuamente in guardia, scopra le manovre perfide del nemico.

नास्य छिद्रं परो विद्याद्विद्याच्छिद्रं परस्य च ।
गूहेत्कूर्म इवाङ्गानि रक्षेद्विवरं आत्मनः ॥१०५॥
nāsya chidraṃ paro vidyādvidyācchidraṃ parasya ca |
gūhetkūrma ivāṅgāni rakṣedvivaraṃ ātmanaḥ ||105||

L’avversario non ne conosca il lato debole, ma cerchi il re di conoscere la parte vulnerabile del suo nemico: simile alla tartaruga ritiri in sé tutti i membri della potestà regia e ripari tutte le brecce dello Stato.

बकवच्चिन्तयेदर्थान्सिंहवच्च पराक्रमे ।
वृकवच्चावलुम्पेत शशवच्च विनिष्पतेत् ॥१०६॥
bakavaccintayedarthānsiṃhavacca parākrame |
vṛkavaccāvalumpeta śaśavacca viniṣpatet ||106||

Come l’airone, rifletta sui vantaggi che può ottenere, come il leone usi le sue forze; come il lupo che attacca all’improvviso, come la lepre che batte in ritirata con accortezza.

एवं विजयमानस्य येऽस्य स्युः परिपन्थिनः ।
तानानयेद्वशं सर्वान्सामादिभिरुपक्रमैः ॥१०७॥
evaṃ vijayamānasya ye:’sya syuḥ paripanthinaḥ |
tānānayedvaśaṃ sarvānsāmādibhirupakramaiḥ ||107||

Quando s’è così disposto a far conquiste, sottometta alla sua autorità gli avversari con le trattative o con gli altri tre mezzi, cioè donando, seminando divisioni, usando la forza dell’armi.

यदि ते तु न तिष्ठेयुरुपायैः प्रथमैस्त्रिभिः ।
दण्डेनैव प्रसह्यैताञ् शनकैर्वशं आनयेत् ॥१०८॥
yadi te tu na tiṣṭheyurupāyaiḥ prathamaistribhiḥ |
daṇḍenaiva prasahyaitāñ śanakairvaśaṃ ānayet ||108||

Se non riesce a ridurli in suo potere con i tre primi mezzi, ricorra alla forza apertamente, e li costringa a sottomettersi.

सामादीनां उपायानां चतुर्णां अपि पण्डिताः ।
सामदण्डौ प्रशंसन्ति नित्यं राष्ट्राभिवृद्धये ॥१०९॥
sāmādīnāṃ upāyānāṃ caturṇāṃ api paṇḍitāḥ |
sāmadaṇḍau praśaṃsanti nityaṃ rāṣṭrābhivṛddhaye ||109||

Fra questi quattro mezzi di successo, a cominciar dalle trattative, gli uomini saggi danno sempre la preferenza alle negoziazioni pacifiche ed alla guerra per il vantaggio dei regni.

यथोद्धरति निर्दाता कक्षं धान्यं च रक्षति ।
तथा रक्षेन्नृपो राष्ट्रं हन्याच्च परिपन्थिनः ॥११०॥
yathoddharati nirdātā kakṣaṃ dhānyaṃ ca rakṣati |
tathā rakṣennṛpo rāṣṭraṃ hanyācca paripanthinaḥ ||110||

Come l’agricoltore strappa le male erbe per preservare il grano, cosi un re deve proteggere il suo regno distruggendo i nemici.

मोहाद्राजा स्वराष्ट्रं यः कर्षयत्यनवेक्षया ।
सोऽचिराद्भ्रश्यते राज्याज्जीविताच्च सबान्धवः ॥१११॥
mohādrājā svarāṣṭraṃ yaḥ karṣayatyanavekṣayā |
so:’cirādbhraśyate rājyājjīvitācca sabāndhavaḥ ||111||

Il re insensato che opprime i suoi soggetti con una ingiusta condotta è tosto privato del regno e della vita e così pure i suoi parenti.

शरीरकर्षणात्प्राणाः क्षीयन्ते प्राणिनां यथा ।
तथा राज्ञां अपि प्राणाः क्षीयन्ते राष्ट्रकर्षणात् ॥११२॥
śarīrakarṣaṇātprāṇāḥ kṣīyante prāṇināṃ yathā |
tathā rājñāṃ api prāṇāḥ kṣīyante rāṣṭrakarṣaṇāt ||112||

Come l’esaurimento del corpo distrugge la vita degli esseri animati, cosi la vita dei re si consuma per la dissipazione del regno.

राष्ट्रस्य संग्रहे नित्यं विधानं इदं आचरेत् ।
सुसंगृहीतराष्ट्रे हि पार्थिवः सुखं एधते ॥११३॥
rāṣṭrasya saṃgrahe nityaṃ vidhānaṃ idaṃ ācaret |
susaṃgṛhītarāṣṭre hi pārthivaḥ sukhaṃ edhate ||113||

Per mantenere il buon ordine nei suoi stati, il re si conformi sempre alle seguenti regole: il re di cui il territorio è ben governato, si vede crescere d’attorno la prosperità.

द्वयोस्त्रयाणां पञ्चानां मध्ये गुल्मं अधिष्ठितम् ।
तथा ग्रामशतानां च कुर्याद्राष्ट्रस्य संग्रहम् ॥११४॥
dvayostrayāṇāṃ pañcānāṃ madhye gulmaṃ adhiṣṭhitam |
tathā grāmaśatānāṃ ca kuryādrāṣṭrasya saṃgraham ||114||

Ogni due o tre, o cinque, o anche cento villaggi ponga una compagnia di soldati, comandati da un capo di sua confidenza, con l’incarico di vegliare alla sicurezza del paese.

ग्रामस्याधिपतिं कुर्याद्दशग्रामपतिं तथा ।
विंशतीशं शतेशं च सहस्रपतिं एव च ॥११५॥
grāmasyādhipatiṃ kuryāddaśagrāmapatiṃ tathā |
viṃśatīśaṃ śateśaṃ ca sahasrapatiṃ eva ca ||115||

Istituisca un capo per ogni Grama (villaggio con il territorio circostante) un capo per ogni dieci Grama, un capo di venti, un capo di cento, un capo di mille.

ग्रामदोषान्समुत्पन्नान्ग्रामिकः शनकैः स्वयम् ।
शंसेद्ग्रामदशेशाय दशेशो विंशतीशिने ॥११६॥
grāmadoṣānsamutpannāngrāmikaḥ śanakaiḥ svayam |
śaṃsedgrāmadaśeśāya daśeśo viṃśatīśine ||116||

Il capo d’un Grama deve sempre far conoscere al capo di dieci grama i disordini che hanno luogo nel suo territorio; il capo di dieci deve farne parte a quello di venti.

विंशतीशस्तु तत्सर्वं शतेशाय निवेदयेत् ।
शंसेद्ग्रामशतेशस्तु सहस्रपतये स्वयम् ॥११७॥
viṃśatīśastu tatsarvaṃ śateśāya nivedayet |
śaṃsedgrāmaśateśastu sahasrapataye svayam ||117||

Il capo di venti Grama deve far noto tutto, ciò al capo stabilito per cento e questi deve trasmettere la nuova al capo di mille Grama.

यानि राजप्रदेयानि प्रत्यहं ग्रामवासिभिः ।
अन्नपानेन्धनादीनि ग्रामिकस्तान्यवाप्नुयात् ॥११८॥
yāni rājapradeyāni pratyahaṃ grāmavāsibhiḥ |
annapānendhanādīni grāmikastānyavāpnuyāt ||118||

Le cose che gli abitanti di un villaggio sono obbligati a dare ogni giorno al re, come riso, bevande, legna, devono essere ricevuti dal capo del villaggio come emolumento.

दशी कुलं तु भुञ्जीत विंशी पञ्च कुलानि च ।
ग्रामं ग्रामशताध्यक्षः सहस्राधिपतिः पुरम् ॥११९॥
daśī kulaṃ tu bhuñjīta viṃśī pañca kulāni ca |
grāmaṃ grāmaśatādhyakṣaḥ sahasrādhipatiḥ puram ||119||

Il capo di dieci villaggi deve godere del prodotto di un Kula; il capo di venti, del prodotto di cinque Kula, il capo di cento del prodotto di un Grama, il capo di mille villaggi del prodotto di una Pura (città).

तेषां ग्राम्याणि कार्यानि पृथक्कार्याणि चैव हि ।
राज्ञोऽन्यः सचिवः स्निग्धस्तानि पश्येदतन्द्रितः ॥१२०॥
teṣāṃ grāmyāṇi kāryāni pṛthakkāryāṇi caiva hi |
rājño:’nyaḥ sacivaḥ snigdhastāni paśyedatandritaḥ ||120||

Gli affari di questi villaggi siano generali, siano particolari, devono essere ispezionati da un altro messo regio, attivo e ben intenzionato.

नगरे नगरे चैकं कुर्यात्सर्वार्थचिन्तकम् ।
उच्चैःस्थानं घोररूपं नक्षत्राणां इव ग्रहम् ॥१२१॥
nagare nagare caikaṃ kuryātsarvārthacintakam |
uccaiḥsthānaṃ ghorarūpaṃ nakṣatrāṇāṃ iva graham ||121||

In ogni grande città (Nagara) nomini un sovrintendente generale, di grande stirpe, circondato da un apparato imponente, simile ad un pianeta fra le stelle.

स ताननुपरिक्रामेत्सर्वानेव सदा स्वयम् ।
तेषां वृत्तं परिणयेत्सम्यग्राष्ट्रेषु तच्चरैः ॥१२२॥
sa tānanuparikrāmetsarvāneva sadā svayam |
teṣāṃ vṛttaṃ pariṇayetsamyagrāṣṭreṣu taccaraiḥ ||122||

Questi deve sorvegliare di persona continuamente gli altri impiegati, ed il re deve farsi rendere un esatto conto dai suoi emissari della condotta di tutti i suoi delegati nelle provincie.

राज्ञो हि रक्षाधिकृताः परस्वादायिनः शठाः ।
भृत्या भवन्ति प्रायेण तेभ्यो रक्षेदिमाः प्रजाः ॥१२३॥
rājño hi rakṣādhikṛtāḥ parasvādāyinaḥ śaṭhāḥ |
bhṛtyā bhavanti prāyeṇa tebhyo rakṣedimāḥ prajāḥ ||123||

Poiché in generale gli uomini incaricati dal re di vegliare alla sicurezza del paese sono dei furbi portati ad impadronirsi dei beni altrui, il re difenda il popolo da costoro.

ये कार्यिकेभ्योऽर्थं एव गृह्णीयुः पापचेतसः ।
तेषां सर्वस्वं आदाय राजा कुर्यात्प्रवासनम् ॥१२४॥
ye kāryikebhyo:’rthaṃ eva gṛhṇīyuḥ pāpacetasaḥ |
teṣāṃ sarvasvaṃ ādāya rājā kuryātpravāsanam ||124||

Gli uomini in carica che sono così perfidi da cavare denaro da quelli che devono trattare con loro, siano spogliati dal re di tutti i loro beni e banditi dal regno.

राजा कर्मसु युक्तानां स्त्रीणां प्रेष्यजनस्य च ।
प्रत्यहं कल्पयेद्वृत्तिं स्थानं कर्मानुरूपतः ॥१२५॥
rājā karmasu yuktānāṃ strīṇāṃ preṣyajanasya ca |
pratyahaṃ kalpayedvṛttiṃ sthānaṃ karmānurūpataḥ ||125||

Alle donne addette al suo servizio ed a tutta la comunità dei servi il re stabilisca un salario proporzionato al loro grado ed alle loro funzioni.

पणो देयोऽवकृष्टस्य षडुत्कृष्टस्य वेतनम् ।
षाण्मासिकस्तथाच्छादो धान्यद्रोणस्तु मासिकः ॥१२६॥
paṇo deyo:’vakṛṣṭasya ṣaḍutkṛṣṭasya vetanam |
ṣāṇmāsikastathācchādo dhānyadroṇastu māsikaḥ ||126||

Bisogna dare all’ultimo dei domestici un Pana di rame il giorno, un abito completo due volte l’anno, un Drona[1] di grano tutti i mesi; al primo dei suoi domestici, sei Pana, sei abiti due volte l’anno, e sei misure di grano ogni mese.

क्रयविक्रयं अध्वानं भक्तं च सपरिव्ययम् ।
योगक्षेमं च संप्रेक्ष्य वणिजो दापयेत्करान् ॥१२७॥
krayavikrayaṃ adhvānaṃ bhaktaṃ ca saparivyayam |
yogakṣemaṃ ca saṃprekṣya vaṇijo dāpayetkarān ||127||

Dopo aver considerato il prezzo a cui sono state comprate le mercanzie, colui al quale sono vendute, la distanza del paese da cui sono portate, le spese di mantenimento, le precauzioni necessarie per portar la merce in sicurezza, il re imponga delle tasse sui commercianti.

यथा फलेन युज्येत राजा कर्ता च कर्मणाम् ।
तथावेक्ष्य नृपो राष्ट्रे कल्पयेत्सततं करान् ॥१२८॥
yathā phalena yujyeta rājā kartā ca karmaṇām |
tathāvekṣya nṛpo rāṣṭre kalpayetsatataṃ karān ||128||

Dopo un maturo esame, il re deve levare continuamente imposte dai suoi stati, di modo che lui ed il mercante abbiano a ritrarre giusto compenso delle opere loro.

यथाल्पाल्पं अदन्त्याद्यं वार्योकोवत्सषट्पदाः ।
तथाल्पाल्पो ग्रहीतव्यो राष्ट्राद्राज्ञाब्दिकः करः ॥१२९॥
yathālpālpaṃ adantyādyaṃ vāryokovatsaṣaṭpadāḥ |
tathālpālpo grahītavyo rāṣṭrādrājñābdikaḥ karaḥ ||129||

Come la sanguisuga, il vitello, l’ape non prendono il loro cibo che a poco a poco, cosi il re deve riscuotere in piccole parti il tributo annuo nel suo regno.

पञ्चाशद्भाग आदेयो राज्ञा पशुहिरण्ययोः ।
धान्यानां अष्टमो भागः षष्ठो द्वादश एव वा ॥१३०॥
pañcāśadbhāga ādeyo rājñā paśuhiraṇyayoḥ |
dhānyānāṃ aṣṭamo bhāgaḥ ṣaṣṭho dvādaśa eva vā ||130||

La cinquantesima parte può essere prelevata dal re sul bestiame, sull’oro e sull’argento aggiunti ogni anno ai capitali; l’ottava, la sesta o la dodicesima parte sulle granaglie.

आददीताथ षड्भागं द्रुमांसमधुसर्पिषाम् ।
गन्धौषधिरसानां च पुष्पमूलफलस्य च ॥१३१॥
ādadītātha ṣaḍbhāgaṃ drumāṃsamadhusarpiṣām |
gandhauṣadhirasānāṃ ca puṣpamūlaphalasya ca ||131||

Prenda la sesta parte del reddito annuo degli alberi, della carne, del miele, del burro, dei profumi, delle piante medicinali, dei succhi vegetali, dei fiori, delle radici, dei frutti;

पत्रशाकतृणानां च चर्मणां वैदलस्य च ।
मृन्मयानां च भाण्डानां सर्वस्याश्ममयस्य च ॥१३२॥
patraśākatṛṇānāṃ ca carmaṇāṃ vaidalasya ca |
mṛnmayānāṃ ca bhāṇḍānāṃ sarvasyāśmamayasya ca ||132||

Delle foglie, delle piante mangerecce, dell’erba, degli oggetti di canna, delle pelli, dei vasi di terra, degli oggetti di pietra.

म्रियमाणोऽप्याददीत न राजा श्रोत्रियात्करम् ।
न च क्षुधास्य संसीदेच्छ्रोत्रियो विषये वसन् ॥१३३॥
mriyamāṇo:’pyādadīta na rājā śrotriyātkaram |
na ca kṣudhāsya saṃsīdecchrotriyo viṣaye vasan ||133||

Il re quand’anche sia in grave bisogno non deve ricevere il tributo di un Brahmano versato nella Scrittura: non sopporti che un Brahmano di tal fatta sia nei suoi stati tormentato dalla fame.

यस्य राज्ञस्तु विषये श्रोत्रियः सीदति क्षुधा ।
तस्यापि तत्क्षुधा राष्ट्रं अचिरेनैव सीदति ॥१३४॥
yasya rājñastu viṣaye śrotriyaḥ sīdati kṣudhā |
tasyāpi tatkṣudhā rāṣṭraṃ acirenaiva sīdati ||134||

Quando, nel territorio di un re, un uomo versato nella Scrittura, soffre la fame, il regno di questo principe sarà in breve preda della carestia.

श्रुतवृत्ते विदित्वास्य वृत्तिं धर्म्यां प्रकल्पयेत् ।
संरक्षेत्सर्वतश्चैनं पिता पुत्रं इवाउरसम् ॥१३५॥
śrutavṛtte viditvāsya vṛttiṃ dharmyāṃ prakalpayet |
saṃrakṣetsarvataścainaṃ pitā putraṃ ivāurasam ||135||

Dopo essersi assicurato delle sue cognizioni di teologia o della purezza della sua condotta, il re gli assicuri una condizione onorevole, lo protegga contro tutti, come fa un padre con il suo legittimo figlio.

संरक्ष्यमाणो राज्ञा यं कुरुते धर्मं अन्वहम् ।
तेनायुर्वर्धते राज्ञो द्रविणं राष्ट्रं एव च ॥१३६॥
saṃrakṣyamāṇo rājñā yaṃ kurute dharmaṃ anvaham |
tenāyurvardhate rājño draviṇaṃ rāṣṭraṃ eva ca ||136||

I doveri religiosi compiuti ogni giorno da questo Brahmano sotto la protezione del re prolungano la durata dell’esistenza del sovrano ed accrescono le sue ricchezze ed i suoi stati.

यत्किं चिदपि वर्षस्य दापयेत्करसंज्ञितम् ।
व्यवहारेण जीवन्तं राजा राष्ट्रे पृथग्जनम् ॥१३७॥
yatkiṃ cidapi varṣasya dāpayetkarasaṃjñitam |
vyavahāreṇa jīvantaṃ rājā rāṣṭre pṛthagjanam ||137||

Il re faccia pagare come imposta, una modicissima somma annua agli uomini del suo regno che appartengono all’ultima classe e vivono di un commercio poco rimunerativo

कारुकाञ् शिल्पिनश्चैव शूद्रांस्चात्मोपजीविनः ।
एकैकं कारयेत्कर्म मासि मासि महीपतिः ॥१३८॥
kārukāñ śilpinaścaiva śūdrāṃscātmopajīvinaḥ |
ekaikaṃ kārayetkarma māsi māsi mahīpatiḥ ||138||

Quanto agli operai, agli artigiani, ai Sudra che si guadagnano il vitto con grande pena li faccia lavorare, un giorno il mese a testa.

नोच्छिन्द्यादात्मनो मूलं परेषां चातितृष्णया ।
उच्छिन्दन्ह्यात्मनो मूलं आट्मानं तांश्च पीदयेत् ॥१३९॥
nocchindyādātmano mūlaṃ pareṣāṃ cātitṛṣṇayā |
ucchindanhyātmano mūlaṃ āṭmānaṃ tāṃśca pīdayet ||139||

Non tagli la sua radice rifiutando le imposte, né quelle degli altri esigendo tributi esorbitanti, mosso da avarizia: tagliando la propria radice e la loro, riduce sé stesso e gli altri in uno stato compassionevole.

तीक्ष्णश्चैव मृदुश्च स्यात्कार्यं वीक्ष्य महीपतिः ।
तीक्ष्णश्चैव मृदुश्चैव राज भवति सम्मतः ॥१४०॥
tīkṣṇaścaiva mṛduśca syātkāryaṃ vīkṣya mahīpatiḥ |
tīkṣṇaścaiva mṛduścaiva rāja bhavati sammataḥ ||140||

Il re sia severo o affabile secondo le circostanze: un re mite e severo a proposito è tenuto in generale considerazione.

अमात्यमुख्यं धर्मज्ञं प्राज्ञं दान्तं कुलोद्गतम् ।
स्थापयेदासने तस्मिन्खिन्नः कार्येक्षणे नृणाम् ॥१४१॥
amātyamukhyaṃ dharmajñaṃ prājñaṃ dāntaṃ kulodgatam |
sthāpayedāsane tasminkhinnaḥ kāryekṣaṇe nṛṇām ||141||

Quando è stanco di esaminare gli affari degli uomini confidi questo incarico ad un ministro versato nelle leggi, istruito, padrone delle sue passioni, appartenente a buona famiglia.

एवं सर्वं विधायेदं इतिकर्तव्यं आत्मनः ।
युक्तश्चैवाप्रमत्तश्च परिरक्षेदिमाः प्रजाः ॥१४२॥
evaṃ sarvaṃ vidhāyedaṃ itikartavyaṃ ātmanaḥ |
yuktaścaivāpramattaśca parirakṣedimāḥ prajāḥ ||142||

Protegga così i suoi popoli con zelo e vigilanza, compiendo nel modo prescritto tutti i doveri che gli sono imposti.

विक्रोशन्त्यो यस्य राष्ट्राद्ह्रियन्ते दस्युभिः प्रजाः ।
संपश्यतः सभृत्यस्य मृतः स न तु जीवति ॥१४३॥
vikrośantyo yasya rāṣṭrād:hriyante dasyubhiḥ prajāḥ |
saṃpaśyataḥ sabhṛtyasya mṛtaḥ sa na tu jīvati ||143||

Il sovrano, gli sfortunati sudditi del quale sono portati via dai ladroni di fuori del suo regno, sotto i suoi occhi e quelli dei suoi ministri, è veramente un morto, più che un essere vivente.

क्षत्रियस्य परो धर्मः प्राजानां एव पालनम् ।
निर्दिष्टफलभोक्ता हि राजा धर्मेण युज्यते ॥१४४॥
kṣatriyasya paro dharmaḥ prājānāṃ eva pālanam |
nirdiṣṭaphalabhoktā hi rājā dharmeṇa yujyate ||144||

Il principale dovere di uno Kshatriya è di difendere i popoli; ed il re che gode dei vantaggi suaccennati è obbligato a compiere questo dovere.

उत्थाय पश्चिमे यामे कृतशौचः समाहितः ।
हुताग्निर्ब्राह्मणांश्चार्च्य प्रविशेत्स शुभां सभाम् ॥१४५॥
utthāya paścime yāme kṛtaśaucaḥ samāhitaḥ |
hutāgnirbrāhmaṇāṃścārcya praviśetsa śubhāṃ sabhām ||145||

Alzatosi l’ultima vigilia della notte, dopo d’essersi purificato, rivolga in un profondo raccoglimento le offerte al fuoco e gli omaggi ai Brahmani, ed entri nella sala d’udienza convenientemente addobbata.

तत्र स्थितः प्रजाः सर्वाः प्रतिनन्द्य विसर्जयेत् ।
विसृज्य च प्रजाः सर्वा मन्त्रयेत्सह मन्त्रिभिः ॥१४६॥
tatra sthitaḥ prajāḥ sarvāḥ pratinandya visarjayet |
visṛjya ca prajāḥ sarvā mantrayetsaha mantribhiḥ ||146||

La si compiaccia dei suoi sudditi, poi li congedi; dopo averli cosi rinviati, tenga consiglio con i suoi ministri.

गिरिपृष्ठं समारुह्य प्रसादं वा रहोगतः ।
अरण्ये निःशलाके वा मन्त्रयेदविभावितः ॥१४७॥
giripṛṣṭhaṃ samāruhya prasādaṃ vā rahogataḥ |
araṇye niḥśalāke vā mantrayedavibhāvitaḥ ||147||

Salendo in alto, su una montagna, o in segreto su una terrazza, o in un cantuccio nascosto della foresta, deliberi senza essere osservato da loro.

यस्य मन्त्रं न जानन्ति समागम्य पृथग्जनाः ।
स कृत्स्नां पृथिवीं भुङ्क्ते कोशहीनोऽपि पार्थिवः ॥१४८॥
yasya mantraṃ na jānanti samāgamya pṛthagjanāḥ |
sa kṛtsnāṃ pṛthivīṃ bhuṅkte kośahīno:’pi pārthivaḥ ||148||

Il re di cui le risoluzioni segrete non sono conosciute dagli altri uomini che si riuniscono tra di loro, stende il suo potere su tutta la terra anche quando non abbia tesori.

जडमूकान्धबधिरांस्तैर्यग्योनान्वयोऽतिगान् ।
स्त्रीम्लेच्छव्याधितव्यङ्गान्मन्त्रकालेऽपसारयेत् ॥१४९॥
jaḍamūkāndhabadhirāṃstairyagyonānvayo:’tigān |
strīmlecchavyādhitavyaṅgānmantrakāle:’pasārayet ||149||

Gli uomini stolti, muti, ciechi, sordi, gli uccelli chiacchieroni, come il pappagallo, le persone vecchie, le donne, i barbari, i malati, gli storpi devono esser tenuti lontani durante una deliberazione.

भिन्दन्त्यवमता मन्त्रं तैर्यग्योनास्तथैव च ।
स्त्रियश्चैव विशेषेण तस्मात्तत्रादृतो भवेत् ॥१५०॥
bhindantyavamatā mantraṃ tairyagyonāstathaiva ca |
striyaścaiva viśeṣeṇa tasmāttatrādṛto bhavet ||150||

Gli uomini sfortunati tradiscono una risoluzione segreta, come gli uccelli ciarloni, ed in ispecie le donne: perciò si deve aver cura di escluderli.

मध्यंदिनेऽर्धरात्रे वा विश्रान्तो विगतक्लमः ।
चिन्तयेद्धर्मकामार्थान्सार्धं तैरेक एव वा ॥१५१॥
madhyaṃdine:’rdharātre vā viśrānto vigataklamaḥ |
cintayeddharmakāmārthānsārdhaṃ taireka eva vā ||151||

A metà del giorno o della notte quando è libero da ogni inquietudine o stanchezza, d’accordo con i ministri, od anche solo, rifletta sulla virtù, sul piacere, sulla ricchezza;

परस्परविरुद्धानां तेषां च समुपार्जनम् ।
कन्यानां संप्रदानं च कुमाराणां च रक्षणम् ॥१५२॥
parasparaviruddhānāṃ teṣāṃ ca samupārjanam |
kanyānāṃ saṃpradānaṃ ca kumārāṇāṃ ca rakṣaṇam ||152||

Sui mezzi da acquistare nello stesso tempo queste cose che sono per lo più opposte l’una all’altra; sul matrimonio delle sue figlie e sull’educazione dei figli.

दूतसंप्रेषणं चैव कार्यशेषं तथैव च ।
अन्तःपुरप्रचारं च प्रणिधीनां च चेष्टितम् ॥१५३॥
dūtasaṃpreṣaṇaṃ caiva kāryaśeṣaṃ tathaiva ca |
antaḥpurapracāraṃ ca praṇidhīnāṃ ca ceṣṭitam ||153||

Sull’opportunità di inviare degli ambasciatori, sulle probabilità di successo delle sue imprese; sorvegli la condotta delle donne nell’appartamento interiore, e la condotta dei suoi emissari.

कृत्स्नं चाष्टविधं कर्म पञ्चवर्गं च तत्त्वतः ।
अनुरागापरागौ च प्रचारं मण्डलस्य च ॥१५४॥
kṛtsnaṃ cāṣṭavidhaṃ karma pañcavargaṃ ca tattvataḥ |
anurāgāparāgau ca pracāraṃ maṇḍalasya ca ||154||

Rifletta sulle otto cure del re: le entrate, le spese, le cure dei ministri, la difesa, le decisioni nei casi dubbi, gli affari giudiziari, le pene, le espiazioni, —sulle cinque sorte di spie che (leve usare segretamente — giovani astuti, anacoreti degradati, lavoratori sfortunati, mercanti rovinati, falsi penitenti — sulle intenzioni benevoli od ostili dei vicini e sulle disposizioni degli Stati circostanti.

मध्यमस्य प्रचारं च विजीगिषोश्च चेष्टितम् ।
उदासीनप्रचारं च शत्रोश्चैव प्रयत्नतः ॥१५५॥
madhyamasya pracāraṃ ca vijīgiṣośca ceṣṭitam |
udāsīnapracāraṃ ca śatroścaiva prayatnataḥ ||155||

Sulla condotta di un principe straniero di esigua potenza; sui preparativi del re desideroso di conquiste; sulla condotta di quello che resta neutrale e particolarmente su quella del proprio nemico.

एताः प्रकृतयो मूलं मण्डलस्य समासतः ।
अष्टौ चान्याः समाख्याता द्वादशैव तु ताः स्मृताः ॥१५६॥
etāḥ prakṛtayo mūlaṃ maṇḍalasya samāsataḥ |
aṣṭau cānyāḥ samākhyātā dvādaśaiva tu tāḥ smṛtāḥ ||156||

Queste quattro potenze designate sotto il nome di ceppo dei paesi circostanti con altre otto che sono detti rami, sono state definite le dodici principali potenze.

अमात्यराष्ट्रदुर्गार्थ दण्डाख्याः पञ्च चापराः ।
प्रत्येकं कथिता ह्येताः संक्षेपेण द्विसप्ततिः ॥१५७॥
amātyarāṣṭradurgārtha daṇḍākhyāḥ pañca cāparāḥ |
pratyekaṃ kathitā hyetāḥ saṃkṣepeṇa dvisaptatiḥ ||157||

Cinque altri poteri secondari, cioè i ministri, i territori, le fortificazioni, i tesori, gli eserciti, aggiunti ad ognuno di questi dodici, costituiscono i settantadue poteri che converrà esaminare.

अनन्तरं अरिं विद्यादरिसेविनं एव च ।
अरेरनन्तरं मित्रं उदासीनं तयोः परम् ॥१५८॥
anantaraṃ ariṃ vidyādarisevinaṃ eva ca |
areranantaraṃ mitraṃ udāsīnaṃ tayoḥ param ||158||

Il re deve considerare come nemico ogni principe che è suo vicino immediato, cosi come l’alleato di questo principe: come amico il vicino del suo amico; come neutrale quello che non si trova in nessuna di queste situazioni.

तान्सर्वानभिसंदध्यात्सामादिभिरुपक्रमैः ।
व्यस्तैश्चैव समस्तैश्च पौरुषेण नयेन च ॥१५९॥
tānsarvānabhisaṃdadhyātsāmādibhirupakramaiḥ |
vyastaiścaiva samastaiśca pauruṣeṇa nayena ca ||159||

Prenda ascendente su tutti questi principi per via di trattative e degli altri tre mezzi, meno separati, siano riuniti: soprattutto con il suo valore o la sua politica.

संधिं च विग्रहं चैव यानं आसनं एव च ।
द्वैधीभावं संश्रयं च षड्गुणांश्चिन्तयेत्सदा ॥१६०॥
saṃdhiṃ ca vigrahaṃ caiva yānaṃ āsanaṃ eva ca |
dvaidhībhāvaṃ saṃśrayaṃ ca ṣaḍguṇāṃścintayetsadā ||160||

Mediti senza tregua le sei risorse date dal fare un trattato di paco o d’alleanza, dall’intraprendere una guerra, dal mettersi in marcia, dal porre il campo, dal dividere le sue forze, dal mettersi sotto la protezione d’un monarca potente.

आसनं चैव यानं च संधिं विग्रहं एव च ।
कार्यं वीक्ष्य प्रयुञ्जीत द्वैधं संश्रयं एव च ॥१६१॥
āsanaṃ caiva yānaṃ ca saṃdhiṃ vigrahaṃ eva ca |
kāryaṃ vīkṣya prayuñjīta dvaidhaṃ saṃśrayaṃ eva ca ||161||

Dopo aver considerato lo stato delle cose, si decida, secondo le circostanze, ad aspettare il nemico, a mettersi in marcia, a far la pace o la guerra, a dividere le sue forze o a cercare un appoggio.

संधिं तु द्विविधं विद्याद्राजा विग्रहं एव च ।
उभे यानासने चैव द्विविधः संश्रयः स्मृतः ॥१६२॥
saṃdhiṃ tu dvividhaṃ vidyādrājā vigrahaṃ eva ca |
ubhe yānāsane caiva dvividhaḥ saṃśrayaḥ smṛtaḥ ||162||

Un re deve sapere che vi sono due sorte di alleanze e di guerre, che vi sono egualmente due maniere di accampare e di mettersi in marcia, d’ottenere la protezione d’un altro sovrano.

समानयानकर्मा च विपरीतस्तथैव च ।
तदा त्वायतिसंयुक्तः संधिर्ज्ञेयो द्विलक्षणः ॥१६३॥
samānayānakarmā ca viparītastathaiva ca |
tadā tvāyatisaṃyuktaḥ saṃdhirjñeyo dvilakṣaṇaḥ ||163||

Si devono conoscere due sorte di alleanze come suscettibili di procurar vantaggi, al momento, o in seguito: quella per cui due principi si decidono ad agire insieme o quella per cui devono farlo separatamente.

स्वयंकृतश्च कार्यार्थं अकाले काल एव वा ।
मित्रस्य चैवापकृते द्विविधो विग्रहः स्मृतः ॥१६४॥
svayaṃkṛtaśca kāryārthaṃ akāle kāla eva vā |
mitrasya caivāpakṛte dvividho vigrahaḥ smṛtaḥ ||164||

La guerra può essere di due specie: si può farla per proprio conto o per vendicare una ingiuria fatta ad un alleato, affine di vincere il nemico, sia nella stagione opportuna, sia in un’altra.

एकाकिनश्चात्ययिके कार्ये प्राप्ते यदृच्छया ।
संहतस्य च मित्रेण द्विविधं यानं उच्यते ॥१६५॥
ekākinaścātyayike kārye prāpte yadṛcchayā |
saṃhatasya ca mitreṇa dvividhaṃ yānaṃ ucyate ||165||

Ed ora il re si mette solo in campagna per distruggere il nemico a suo talento, ed ora si unisce al suo alleato: il modo di marciare è dunque riconosciuto di due sorte.

क्षीणस्य चैव क्रमशो दैवात्पूर्वकृतेन वा ।
मित्रस्य चानुरोधेन द्विविधं स्मृतं आसनम् ॥१६६॥
kṣīṇasya caiva kramaśo daivātpūrvakṛtena vā |
mitrasya cānurodhena dvividhaṃ smṛtaṃ āsanam ||166||

L’accampare è stabilito aver luogo in due circostanze: o quando si è stati successivamente indeboliti sia dai colpi della sorte, sia per colpe commesse in questa vita, o quando si vuol favorire l’alleato.

बलस्य स्वामिनश्चैव स्थितिः कार्यार्थसिद्धये ।
द्विविधं कीर्त्यते द्वैधं षाड्गुण्यगुणवेदिभिः ॥१६७॥
balasya svāminaścaiva sthitiḥ kāryārthasiddhaye |
dvividhaṃ kīrtyate dvaidhaṃ ṣāḍguṇyaguṇavedibhiḥ ||167||

Per assicurare la riuscita di un’impresa, l’armata ed il re devono dividersi in due parti: questo è il sistema della divisione in due parti delle forze, e fu vantato da quelli che apprezzano i vantaggi delle sei risorse.

अर्थसंपादनार्थं च पीड्यमानस्य शत्रुभिः ।
साधुषु व्यपदेशश्च द्विविधः संश्रयः स्मृतः ॥१६८॥
arthasaṃpādanārthaṃ ca pīḍyamānasya śatrubhiḥ |
sādhuṣu vyapadeśaśca dvividhaḥ saṃśrayaḥ smṛtaḥ ||168||

Un re si mette sotto la protezione di un re potente in due circostanze: quando è oppresso dal nemico, per essere al riparo degli attacchi o perché la notizia di questa alleanza si spanda a timore altrui.

यदावगच्छेदायत्यां आधिक्यं ध्रुवं आत्मनः ।
तदात्वे चाल्पिकां पीडां तदा संधिं समाश्रयेत् ॥१६९॥
yadāvagacchedāyatyāṃ ādhikyaṃ dhruvaṃ ātmanaḥ |
tadātve cālpikāṃ pīḍāṃ tadā saṃdhiṃ samāśrayet ||169||

Quando un re riconosce che perciò la sua vittoria è certa e che, al presente, non si tratta che di sopportare un lieve incomodo, ricorra alle trattative pacifiche;

यदा प्रहृष्टा मन्येत सर्वास्तु प्रकृतीर्भृशम् ।
अत्युच्छ्रितं तथात्मानं तदा कुर्वीत विग्रहम् ॥१७०॥
yadā prahṛṣṭā manyeta sarvāstu prakṛtīrbhṛśam |
atyucchritaṃ tathātmānaṃ tadā kurvīta vigraham ||170||

Ma quando vede che tutti i membri dello Stato sono nella condizione più florida e che egli stesso s’è elevato al più alto grado di potere, intraprenda allora la guerra.

यदा मन्येत भावेन हृष्टं पुष्टं बलं स्वकम् ।
परस्य विपरीतं च तदा यायाद्रिपुं प्रति ॥१७१॥
yadā manyeta bhāvena hṛṣṭaṃ puṣṭaṃ balaṃ svakam |
parasya viparītaṃ ca tadā yāyādripuṃ prati ||171||

Quando è perfettamente sicuro che l’esercito è ben approvvigionato e che il contrario avviene presso i suoi nemici, entri in campagna contro i suoi avversari.

यदा तु स्यात्परिक्षीणो वाहनेन बलेन च ।
तदासीत प्रयत्नेन शनकैः सान्त्वयन्नरीन् ॥१७२॥
yadā tu syātparikṣīṇo vāhanena balena ca |
tadāsīta prayatnena śanakaiḥ sāntvayannarīn ||172||

Ma se è debole per provvigioni e soldati, scelga con cura una posizione vantaggiosa e determini a poco a poco i nemici a far la pace.

मन्येतारिं यदा राजा सर्वथा बलवत्तरम् ।
तदा द्विधा बलं कृत्वा साधयेत्कार्यं आत्मनः ॥१७३॥
manyetāriṃ yadā rājā sarvathā balavattaram |
tadā dvidhā balaṃ kṛtvā sādhayetkāryaṃ ātmanaḥ ||173||

Quando un re pensa che il nemico è sotto ogni rapporto, più potente di lui, allora dividendo le sue forze in due parti, cerchi di pervenire allo scopo d’arrestar i progressi del nemico.

यदा परबलानां तु गमनीयतमो भवेत् ।
तदा तु संश्रयेत्क्षिप्रं धार्मिकं बलिनं नृपम् ॥१७४॥
yadā parabalānāṃ tu gamanīyatamo bhavet |
tadā tu saṃśrayetkṣipraṃ dhārmikaṃ balinaṃ nṛpam ||174||

Ma quando può essere attaccato da ogni banda dalle forze del suo avversario, allora cerchi prontamente la protezione d’un sovrano giusto e potente.

निग्रहं प्रकृतीनां च कुर्याद्योऽरिबलस्य च ।
उपसेवेत तं नित्यं सर्वयत्नैर्गुरुं यथा ॥१७५॥
nigrahaṃ prakṛtīnāṃ ca kuryādyo:’ribalasya ca |
upaseveta taṃ nityaṃ sarvayatnairguruṃ yathā ||175||

Colui che tiene in rispetto i suoi sudditi e le forze nemiche, deve costantemente essere da lui onorato con ogni riguardo, come un Guru.

यदि तत्रापि संपश्येद्दोषं संश्रयकारितम् ।
सुयुद्धं एव तत्रापि निर्विशङ्कः समाचरेत् ॥१७६॥
yadi tatrāpi saṃpaśyeddoṣaṃ saṃśrayakāritam |
suyuddhaṃ eva tatrāpi nirviśaṅkaḥ samācaret ||176||

Tuttavia, se in questa condizione di cose, s’accorge che tale protezione ha degli inconvenienti, qualunque siano le sue sciagure, faccia una guerra vigorosa senza star tanto a pensare.

सर्वोपायैस्तथा कुर्यान्नीतिज्ञः पृथिवीपतिः ।
यथास्याभ्यधिका न स्युर्मित्रोदासीनशत्रवः ॥१७७॥
sarvopāyaistathā kuryānnītijñaḥ pṛthivīpatiḥ |
yathāsyābhyadhikā na syurmitrodāsīnaśatravaḥ ||177||

Un re, profondo politico, deve metter in opera tutti i mezzi indicati, affinché i suoi alleati, le potenze neutrali, i suoi nemici, non abbiano nessuna superiorità su di lui.

आयतिं सर्वकार्याणां तदात्वं च विचारयेत् ।
अतीतानां च सर्वेषां गुणदोषौ च तत्त्वतः ॥१७८॥
āyatiṃ sarvakāryāṇāṃ tadātvaṃ ca vicārayet |
atītānāṃ ca sarveṣāṃ guṇadoṣau ca tattvataḥ ||178||

Un re, profondo politico, deve metter in opera tutti i mezzi indicati, affinché i suoi alleati, le potenze neutrali, i suoi nemici, non abbiano nessuna superiorità su di lui.

आयत्यां गुणदोषज्ञस्तदात्वे क्षिप्रनिश्चयः ।
अतीते कार्यशेषज्ञः शत्रुभिर्नाभिभूयते ॥१७९॥
āyatyāṃ guṇadoṣajñastadātve kṣipraniścayaḥ |
atīte kāryaśeṣajñaḥ śatrubhirnābhibhūyate ||179||

Colui che sa prevedere nell’avvenire l’utilità o l’inconveniente di un suo atto, che nell’occasione presente si decide con prontezza, che quando un avvenimento è accaduto sa apprezzarne le conseguenze, non sarà mai rovesciato dai nemici.

यथैनं नाभिसंदध्युर्मित्रोदासीनशत्रवः ।
तथा सर्वं संविदध्यादेष सामासिको नयः ॥१८०॥
yathainaṃ nābhisaṃdadhyurmitrodāsīnaśatravaḥ |
tathā sarvaṃ saṃvidadhyādeṣa sāmāsiko nayaḥ ||180||

Disponga ogni cosa in tal modo, che i suoi alleati, i principi neutrali, i suoi nemici non possano avere su di lui, nessun vantaggio: questa è, in breve, la somma della politica.

तदा तु यानं आतिष्ठेदरिराष्ट्रं प्रति प्रभुः ।
तदानेन विधानेन यायादरिपुरं शनैः ॥१८१॥
tadā tu yānaṃ ātiṣṭhedarirāṣṭraṃ prati prabhuḥ |
tadānena vidhānena yāyādaripuraṃ śanaiḥ ||181||

Quando un re si mette in campo per invadere il territorio nemico, deve avanzare a poco a poco, come è detto più sotto, dirigendosi verso la capitale del suo avversario.

मार्गशीर्षे शुभे मासि यायाद्यात्रां महीपतिः ।
फाल्गुनं वाथ चैत्रं वा मासौ प्रति यथाबलम् ॥१८२॥
mārgaśīrṣe śubhe māsi yāyādyātrāṃ mahīpatiḥ |
phālgunaṃ vātha caitraṃ vā māsau prati yathābalam ||182||

Cominci la spedizione nel mese favorevole di Margasirsha, o verso quello di Phalguna, o di Chaitra, accompagnato dalle milizie.

अन्येष्वपि तु कालेषु यदा पश्येद्ध्रुवं जयम् ।
तदा यायाद्विगृह्यैव व्यसने चोत्थिते रिपोः ॥१८३॥
anyeṣvapi tu kāleṣu yadā paśyeddhruvaṃ jayam |
tadā yāyādvigṛhyaiva vyasane cotthite ripoḥ ||183||

Anche nelle altre stagioni, quando vede che la vittoria è certa e che è accaduta qualche sfortuna al nemico, si metta in cammino per combattere.

कृत्वा विधानं मूले तु यात्रिकं च यथाविधि ।
उपगृह्यास्पदं चैव चारान्सम्यग्विधाय च ॥१८४॥
kṛtvā vidhānaṃ mūle tu yātrikaṃ ca yathāvidhi |
upagṛhyāspadaṃ caiva cārānsamyagvidhāya ca ||184||

Avendo preso tutte le precauzioni necessarie per la sicurezza, del suo regno e fatto tutti i preparativi della sua impresa essendosi procurato tutto ciò che è necessario per il soggiorno nel paese nemico ed avendo inviato perciò degli esploratori;

संशोध्य त्रिविधं मार्गं षड्विधं च बलं स्वकम् ।
सांपरायिककल्पेन यायादरिपुरं प्रति ॥१८५॥
saṃśodhya trividhaṃ mārgaṃ ṣaḍvidhaṃ ca balaṃ svakam |
sāṃparāyikakalpena yāyādaripuraṃ prati ||185||

Avendo fatto aprire tre sorte di strada — attraverso le pianure, le foreste, i luoghi inondati — e disposti i sei Corpi della Sua armata — gli elefanti, la cavalleria, i carri, i fanti, gli ufficiali i serventi — secondo le regole della tattica militare, si diriga verso la capitale nemica.

शत्रुसेविनि मित्रे च गूढे युक्ततरो भवेत् ।
गतप्रत्यागते चैव स हि कष्टतरो रिपुः ॥१८६॥
śatrusevini mitre ca gūḍhe yuktataro bhavet |
gatapratyāgate caiva sa hi kaṣṭataro ripuḥ ||186||

Si tenga in guardia contro quei falsi amici che sono in segreti rapporti col nemico e contro le persone che sono tornate al suo servizio dopo averlo abbandonato; costoro sono i più dannosi nemici.

दण्डव्यूहेन तन्मार्गं यायात्तु शकटेन वा ।
वराहमकराभ्यां वा सूच्या वा गरुडेन वा ॥१८७॥
daṇḍavyūhena tanmārgaṃ yāyāttu śakaṭena vā |
varāhamakarābhyāṃ vā sūcyā vā garuḍena vā ||187||

Durante la marcia, disponga le sue truppe in ordine avente la forma d’un bastone, d’un carro, d’un verro, d’un mostro marino[2], d’un ago di Garuda[3].

यतश्च भयं आशङ्केत्ततो विस्तारयेद्बलम् ।
पद्मेन चैव व्यूहेन निविशेत सदा स्वयम् ॥१८८॥
yataśca bhayaṃ āśaṅkettato vistārayedbalam |
padmena caiva vyūhena niviśeta sadā svayam ||188||

Da qualsiasi lato avverta il pericolo, là stenda le sue truppe e si ponga sempre al centro d’un gruppo disposto come un fiore di loto.

सेनापतिबलाध्यक्षौ सर्वदिक्षु निवेशयेत् ।
यतश्च भयं आशङ्केत्प्राचीं तां कल्पयेद्दिशम् ॥१८९॥
senāpatibalādhyakṣau sarvadikṣu niveśayet |
yataśca bhayaṃ āśaṅketprācīṃ tāṃ kalpayeddiśam ||189||

Ponga un capitano ed un generale in tutte le direzioni: ogni volta che teme un attacco da una parte, verso quella rivolga l’esercito.

गुल्मांश्च स्थापयेदाप्तान्कृतसंज्ञान्समन्ततः ।
स्थाने युद्धे च कुशलानभीरूनविकारिणः ॥१९०॥
gulmāṃśca sthāpayedāptānkṛtasaṃjñānsamantataḥ |
sthāne yuddhe ca kuśalānabhīrūnavikāriṇaḥ ||190||

Ponga da ogni parte dei corpi di guardia di soldati fedeli, che conoscono i differenti segnali, atti a sostenere un attacco ed a caricare il nemico, intrepidi, incapaci di disertare.

संहतान्योधयेदल्पान्कामं विस्तारयेद्बहून् ।
सूच्या वज्रेण चैवैतान्व्यूहेन व्यूह्य योधयेत् ॥१९१॥
saṃhatānyodhayedalpānkāmaṃ vistārayedbahūn |
sūcyā vajreṇa caivaitānvyūhena vyūhya yodhayet ||191||

Faccia combattere riuniti e in una sola falange dei soldati poco numerosi; distenda, se vuole, forze considerevoli; dopo d’averle disposte in forma d’ago o di fulmine, dia battaglia.

स्यन्दनाश्वैः समे युध्येदनूपे नौ द्विपैस्तथा ।
वृक्षगुल्मावृते चापैरसिचर्मायुधैः स्थले ॥१९२॥
syandanāśvaiḥ same yudhyedanūpe nau dvipaistathā |
vṛkṣagulmāvṛte cāpairasicarmāyudhaiḥ sthale ||192||

Combatta in piano con i carri ed i cavalli; in un luogo coperto d’acque con elefanti o battelli armati; su un terreno coperto d’alberi e di sterpi, con degli archi, in un luogo scoperto con delle sciabole, degli scudi ed altre armi.

कुरुक्षेत्रांश्च मत्स्यांश्च पञ्चालाञ् शूरसेनजान् ।
दीर्घांल्लघूंश्चैव नरानग्रानीकेषु योजयेत् ॥१९३॥
kurukṣetrāṃśca matsyāṃśca pañcālāñ śūrasenajān |
dīrghāṃllaghūṃścaiva narānagrānīkeṣu yojayet ||193||

Deve porre nelle prime schiere degli uomini nati nelle regioni di Kurukshetra, di Matysa, di Panchala, di Surasena o d’altri uomini, alti ed agili.

प्रहर्षयेद्बलं व्यूह्य तांश्च सम्यक्परीक्षयेत् ।
चेष्टाश्चैव विजानीयादरीन्योधयतां अपि ॥१९४॥
praharṣayedbalaṃ vyūhya tāṃśca samyakparīkṣayet |
ceṣṭāścaiva vijānīyādarīnyodhayatāṃ api ||194||

Incoraggi l’esercito dopo averlo disposto in ordine di battaglia ed esamini con cura i soldati: sia edotto della maniera con la quale si comportano quando sono alle mani col nemico.

उपरुध्यारिं आसीत राष्ट्रं चास्योपपीडयेत् ।
दूषयेच्चास्य सततं यवसान्नोदकेन्धनम् ॥१९५॥
uparudhyāriṃ āsīta rāṣṭraṃ cāsyopapīḍayet |
dūṣayeccāsya satataṃ yavasānnodakendhanam ||195||

Quando è venuto a contatto col nemico, deve porre il campo, devastare il territorio avverso e rovinare l’erba dei pascoli, le provviste alimentari, l’acqua o la legna da ardere del nemico.

भिन्द्याच्चैव तडागानि प्राकारपरिखास्तथा ।
समवस्कन्दयेच्चैनं रात्रौ वित्रासयेत्तथा ॥१९६॥
bhindyāccaiva taḍāgāni prākāraparikhāstathā |
samavaskandayeccainaṃ rātrau vitrāsayettathā ||196||

Distrugga i serbatoi d’acqua, i ripari, i fossati: molesti il nemico di giorno e l’attacchi improvvisamente la notte.

उपजप्यानुपजपेद्बुध्येतैव च तत्कृतम् ।
युक्ते च दैवे युध्येत जयप्रेप्सुरपेतभीः ॥१९७॥
upajapyānupajapedbudhyetaiva ca tatkṛtam |
yukte ca daive yudhyeta jayaprepsurapetabhīḥ ||197||

Attiri a sé tutti quelli che ne possono assecondare i disegni; sia informato di tutto ciò che fanno: quando il cielo si mostra favorevole combatta per far delle conquiste, libero da ogni timore.

साम्ना दानेन भेदेन समस्तैरथ वा पृथक् ।
विजेतुं प्रयतेतारीन्न युद्धेन कदा चन ॥१९८॥
sāmnā dānena bhedena samastairatha vā pṛthak |
vijetuṃ prayatetārīnna yuddhena kadā cana ||198||

Faccia ogni sforzo per abbattere i suoi nemici, con negoziati, con doni, fomentando i dissensi: impieghi tutti questi mezzi, volta a volta, o contemporaneamente, prima di ricorrere al combattimento.

अनित्यो विजयो यस्माद्दृश्यते युध्यमानयोः ।
पराजयश्च संग्रामे तस्माद्युद्धं विवर्जयेत् ॥१९९॥
anityo vijayo yasmāddṛśyate yudhyamānayoḥ |
parājayaśca saṃgrāme tasmādyuddhaṃ vivarjayet ||199||

Siccome non si prevede mai con certezza per quale dei due eserciti sarà la disfatta o la vittoria in una battaglia, il re deve, fin che è possibile, evitare di venir alle mani.

त्रयाणां अप्युपायानां पूर्वोक्तानां असंभवे ।
तथा युध्येत संपन्नो विजयेत रिपून्यथा ॥२००॥
trayāṇāṃ apyupāyānāṃ pūrvoktānāṃ asaṃbhave |
tathā yudhyeta saṃpanno vijayeta ripūnyathā ||200|

Ma quando non può servirsi d’alcuno dei tre succitati spedienti, combatta valorosamente per vincere il nemico.

जित्वा संपूजयेद्देवान्ब्राह्मणांश्चैव धार्मिकान् ।
प्रदद्यात्परिहारार्थं ख्यापयेदभयानि च ॥२०१॥
jitvā saṃpūjayeddevānbrāhmaṇāṃścaiva dhārmikān |
pradadyātparihārārthaṃ khyāpayedabhayāni ca ||201||

Dopo aver conquistato un paese, il re onori le divinità ed i Brahmani; faccia doni o proclami atti ad allontanare ogni paura.

सर्वेषां तु विदित्वैषां समासेन चिकीर्षितम् ।
स्थापयेत्तत्र तद्वंश्यं कुर्याच्च समयक्रियाम् ॥२०२॥
sarveṣāṃ tu viditvaiṣāṃ samāsena cikīrṣitam |
sthāpayettatra tadvaṃśyaṃ kuryācca samayakriyām ||202||

Quando si è completamente assicurato delle disposizioni di tutti i vinti, metta a capo di questo paese un principe di stirpe regia, imponendogli certe condizioni.

प्रमाणानि च कुर्वीत तेषां धर्मान्यथोदितान् ।
रत्नैश्च पूजयेदेनं प्रधानपुरुषैः सह ॥२०३॥
pramāṇāni ca kurvīta teṣāṃ dharmānyathoditān |
ratnaiśca pūjayedenaṃ pradhānapuruṣaiḥ saha ||203||

Faccia rispettare le leggi di quella nazione come sono state promulgate ed offra al principe ed ai cortigiani doni di pietre preziose.

आदानं अप्रियकरं दानं च प्रियकारकम् ।
अभीप्सितानां अर्थानां काले युक्तं प्रशस्यते ॥२०४॥
ādānaṃ apriyakaraṃ dānaṃ ca priyakārakam |
abhīpsitānāṃ arthānāṃ kāle yuktaṃ praśasyate ||204||

Portar via dei gioielli, il che procaccia odio, o darli il che concilia l’amicizia, può esser lodevole o biasimevole a seconda delle circostanze.

सर्वं कर्मेदं आयत्तं विधाने दैवमानुषे ।
तयोर्दैवं अचिन्त्यं तु मानुषे विद्यते क्रिया ॥२०५॥
sarvaṃ karmedaṃ āyattaṃ vidhāne daivamānuṣe |
tayordaivaṃ acintyaṃ tu mānuṣe vidyate kriyā ||205||

L’esito di tutte le imprese del mondo dipende dal Fato, e dalla condotta degli uomini: i decreti del Fato sono un mistero: bisogna dunque ricorrere ai mezzi di cui dispone l’uomo.

सह वापि व्रजेद्युक्तः संधिं कृत्वा प्रयत्नतः ।
मित्रं हिरण्यं भूमिं वा संपश्यंस्त्रिविधं फलम् ॥२०६॥
saha vāpi vrajedyuktaḥ saṃdhiṃ kṛtvā prayatnataḥ |
mitraṃ hiraṇyaṃ bhūmiṃ vā saṃpaśyaṃstrividhaṃ phalam ||206||

Il vincitore può anche conchiudere un trattato di pace con l’avversario, e prenderlo per alleato, considerando che i tre frutti d’una spedizione sono o un amico, o del danaro, o un accrescimento di territorio.

पार्ष्णिग्राहं च संप्रेक्ष्य तथाक्रन्दं च मण्डले ।
मित्रादथाप्यमित्राद्वा यात्राफलं अवाप्नुयात् ॥२०७॥
pārṣṇigrāhaṃ ca saṃprekṣya tathākrandaṃ ca maṇḍale |
mitrādathāpyamitrādvā yātrāphalaṃ avāpnuyāt ||207||

Esamini dapprima le disposizioni di un re che potrebbe approfittare della sua assenza per invadere il suo regno, e quelle del principe che tiene in rispetto questi re, tragga quindi il frutto della sua spedizione sia che contragga o no un trattato d’alleanza con l’avversario.

हिरण्यभूमिसंप्राप्त्या पार्थिवो न तथैधते ।
यथा मित्रं ध्रुवं लब्ध्वा कृशं अप्यायतिक्षमम् ॥२०८॥
hiraṇyabhūmisaṃprāptyā pārthivo na tathaidhate |
yathā mitraṃ dhruvaṃ labdhvā kṛśaṃ apyāyatikṣamam ||208||

Acquistando ricchezze ed un aumento di territorio un re non accresce tanto i suoi profitti quanto conciliandosi un amico fedele, che oggi debole, può domani divenire potente.

धर्मज्ञं च कृतज्ञं च तुष्टप्रकृतिं एव च ।
अनुरक्तं स्थिरारम्भं लघुमित्रं प्रशस्यते ॥२०९॥
dharmajñaṃ ca kṛtajñaṃ ca tuṣṭaprakṛtiṃ eva ca |
anuraktaṃ sthirārambhaṃ laghumitraṃ praśasyate ||209||

Un alleato poco temibile, ma virtuoso, riconoscente, che faccia il bene dei suoi sudditi, devoto e saldo nelle imprese, è degno di alta considerazione.

प्राज्ञं कुलीनं शूरं च दक्षं दातारं एव च ।
कृतज्ञं धृतिमन्तं च कष्टं आहुररिं बुधाः ॥२१०॥
prājñaṃ kulīnaṃ śūraṃ ca dakṣaṃ dātāraṃ eva ca |
kṛtajñaṃ dhṛtimantaṃ ca kaṣṭaṃ āhurariṃ budhāḥ ||210||

Un alleato poco temibile, ma virtuoso, riconoscente, che faccia il bene dei suoi sudditi, devoto e saldo nelle imprese, è degno di alta considerazione.

आर्यता पुरुषज्ञानं शौर्यं करुणवेदिता ।
स्थौललक्ष्यं च सततं उदासीनगुणोदयः ॥२११॥
āryatā puruṣajñānaṃ śauryaṃ karuṇaveditā |
sthaulalakṣyaṃ ca satataṃ udāsīnaguṇodayaḥ ||211||

La bontà, l’arte di conoscere gli uomini, il valore, la compassione, la liberalità magnifica, sono le doti che fanno l’ornamento di un principe neutrale.

क्सेम्यां सस्यप्रदां नित्यं पशुवृद्धिकरीं अपि ।
परित्यजेन्नृपो भूमिं आत्मार्थं अविचारयन् ॥२१२॥
ksemyāṃ sasyapradāṃ nityaṃ paśuvṛddhikarīṃ api |
parityajennṛpo bhūmiṃ ātmārthaṃ avicārayan ||212||

Un re deve abbandonare senza esitazione, per salvare la sua persona, anche un territorio salubre, fertile e favorevole all’accrescimento del bestiame.

आपदर्थं धनं रक्षेद्दारान्रक्षेद्धनैरपि ।
आत्मानं सततं रक्षेद्दारैरपि धनैरपि ॥२१३॥
āpadarthaṃ dhanaṃ rakṣeddārānrakṣeddhanairapi |
ātmānaṃ satataṃ rakṣeddārairapi dhanairapi ||213||

Per rimediare all’infortunio, abbia cura delle ricchezze, sacrifichi le sue ricchezze per salvar la moglie, sacrifichi la moglie e le sue ricchezze per salvar sé stesso.

सह सर्वाः समुत्पन्नाः प्रसमीक्ष्यापदो भृशम् ।
संयुक्तांश्च वियुक्तांश्च सर्वोपायान्सृजेद्बुधः ॥२१४॥
saha sarvāḥ samutpannāḥ prasamīkṣyāpado bhṛśam |
saṃyuktāṃśca viyuktāṃśca sarvopāyānsṛjedbudhaḥ ||214||

Un principe saggio, che vede ogni sorta di calamità cadere su di lui nello stesso tempo, deve metter in opera tutti questi mezzi.

उपेतारं उपेयं च सर्वोपायांश्च कृत्स्नशः ।
एतत्त्रयं समाश्रित्य प्रयतेतार्थसिद्धये ॥२१५॥
upetāraṃ upeyaṃ ca sarvopāyāṃśca kṛtsnaśaḥ |
etattrayaṃ samāśritya prayatetārthasiddhaye ||215||

Immerso nell’esame di questi tre problemi, che sono: colui che dirige l’impresa — sé stesso — lo scopo che si propone, i suoi mezzi, si sforzi di giungere allo scopo dei suoi desideri.

एवं सर्वं इदं राजा सह सम्मन्त्र्य मन्त्रिभिः ।
व्यायम्याप्लुत्य मध्याह्ने भोक्तुं अन्तःपुरं विशेत् ॥२१६॥
evaṃ sarvaṃ idaṃ rājā saha sammantrya mantribhiḥ |
vyāyamyāplutya madhyāhne bhoktuṃ antaḥpuraṃ viśet ||216||

Dopo d’aver deliberato con i suoi ministri sopra tutto ciò che concerne lo Stato, nel modo prescritto, dopo aver dato opera ad esercitazioni degne di un guerriero, dopo fatto il bagno di mezzodì, si ritiri nell’interno del suo appartamento per prender cibo.

तत्रात्मभूतैः कालज्ञैरहार्यैः परिचारकैः ।
सुपरीक्षितं अन्नाद्यं अद्यान्मन्त्रैर्विषापहैः ॥२१७॥
tatrātmabhūtaiḥ kālajñairahāryaiḥ paricārakaiḥ |
suparīkṣitaṃ annādyaṃ adyānmantrairviṣāpahaiḥ ||217||

Là mangi alimenti preparati da servi a lui devoti, che conoscono il tempo adatto, di fedeltà inalterabile: questi cibi devono esser provati con la più grande cura[4] e consacrati da preghiere che neutralizzano l’azione del veleno.

विषघ्नैरगदैश्चास्य सर्वद्रव्याणि योजयेत् ।
विषघ्नानि च रत्नानि नियतो धारयेत्सदा ॥२१८॥
viṣaghnairagadaiścāsya sarvadravyāṇi yojayet |
viṣaghnāni ca ratnāni niyato dhārayetsadā ||218||

Mescoli a tutti i suoi alimenti degli antidoti, che avrà cura di portar sempre con sé, delle pietre preziose che distruggono l’effetto del veleno.

परीक्षिताः स्त्रियश्चैनं व्यजनोदकधूपनैः ।
वेषाभरणसंशुद्धाः स्पृशेयुः सुसमाहिताः ॥२१९॥
parīkṣitāḥ striyaścainaṃ vyajanodakadhūpanaiḥ |
veṣābharaṇasaṃśuddhāḥ spṛśeyuḥ susamāhitāḥ ||219||

Delle donne, sorvegliate con cura, di cui gli abiti e gli ornamenti sono stati minuziosamente osservati perché non nascondano armi o veleni devono fargli vento e spandere sul suo corpo dell’acqua e dei profumi, con ogni cura.

एवं प्रयत्नं कुर्वीत यानशय्यासनाशने ।
स्नाने प्रसाधने चैव सर्वालङ्कारकेषु च ॥२२०॥
evaṃ prayatnaṃ kurvīta yānaśayyāsanāśane |
snāne prasādhane caiva sarvālaṅkārakeṣu ca ||220||

Deve prendere le stesse precauzioni andando in carrozza, coricandosi, sedendosi, mangiando, nel bagno, vestendosi, adornandosi.

भुक्तवान्विहरेच्चैव स्त्रीभिरन्तःपुरे सह ।
विहृत्य तु यथाकालं पुनः कार्याणि चिन्तयेत् ॥२२१॥
bhuktavānvihareccaiva strībhirantaḥpure saha |
vihṛtya tu yathākālaṃ punaḥ kāryāṇi cintayet ||221||

Dopo d’aver mangiato, si diverta con le donne, nell’appartamento interno, e quando s’è goduto a sufficienza, s’occupi di nuovo dei pubblici affari.

अलंकृतश्च संपश्येदायुधीयं पुनर्जनम् ।
वाहनानि च सर्वाणि शस्त्राण्याभरणानि च ॥२२२॥
alaṃkṛtaśca saṃpaśyedāyudhīyaṃ punarjanam |
vāhanāni ca sarvāṇi śastrāṇyābharaṇāni ca ||222||

Armatosi, passi in rivista le milizie, gli elefanti, i cavalli, i carri, le armi, gli ornamenti.

संध्यां चोपास्य शृणुयादन्तर्वेश्मनि शस्त्रभृत् ।
रहस्याख्यायिनां चैव प्रणिधीनां च चेष्टितम् ॥२२३॥
saṃdhyāṃ copāsya śṛṇuyādantarveśmani śastrabhṛt |
rahasyākhyāyināṃ caiva praṇidhīnāṃ ca ceṣṭitam ||223||

La sera dopo aver compiuti i doveri di pietà, vada armato in un luogo recondito del suo palazzo ad ascoltare i rapporti degli spioni.

गत्वा कक्षान्तरं त्वन्यत्समनुज्ञाप्य तं जनम् ।
प्रविशेद्भोजनार्थं च स्त्रीवृतोऽन्तःपुरं पुनः ॥२२४॥
gatvā kakṣāntaraṃ tvanyatsamanujñāpya taṃ janam |
praviśedbhojanārthaṃ ca strīvṛto:’ntaḥpuraṃ punaḥ ||224||

Poi, congedatili, per tornar in un’altra parte del suo palazzo, torni, circondato dalle donne che lo servono, nell’appartamento interno, per il pasto della sera.

तत्र भुक्त्वा पुनः किं चित्तूर्यघोषैः प्रहर्षितः ।
संविशेत्तं यथाकालं उत्तिष्ठेच्च गतक्लमः ॥२५५॥
tatra bhuktvā punaḥ kiṃ cittūryaghoṣaiḥ praharṣitaḥ |
saṃviśettaṃ yathākālaṃ uttiṣṭhecca gataklamaḥ ||255||

Là avendo mangiato un poco per la seconda volta, ricreato dal suono degli strumenti, si metta a riposare a tempo, si dà levarsi libero dalla stanchezza.

एतद्विधानं आतिष्ठेदरोगः पृथिवीपतिः ।
अस्वस्थः सर्वं एतत्तु भृत्येषु विनियोजयेत् ॥२२६॥
etadvidhānaṃ ātiṣṭhedarogaḥ pṛthivīpatiḥ |
asvasthaḥ sarvaṃ etattu bhṛtyeṣu viniyojayet ||226||

Sono queste le regole che deve osservare un re per ben comportarsi: quando è malato confidi ai suoi ministri la cura degli affari.


NOTE:

[1] Un Kuntshi vale otto Mushti o pugni di grano: un Punshkala, otto Kuntshis; un Adhaka, quattro Punshkala; un Drona quattro Adhaka. L’Adhaka corrisponde a kg. 3,486 gr. per alcuni: secondo altri equivale a kg. 72,546 gr.! Venti Drona formano una Cumbha, misura che è circa un ettolitro.
[2] Makara, nella Bibbia il Leviatano, in astronomia il segno del Capricorno.
[3] D’un bastone: in testa un generale, in mezzo il re. alla retroguardia un generale, al fianco gli elefanti e i cavalli; poi i fanti. È la disposizione cui si ricorre quando si teme un attacco d’ambo le parti. D’un carro: la testa allungata, la coda allargata: quando si teme un attacco alle spalle. D’un verro: centro largo, stretta l’avanguardia e la retroguardia; quando si teme un attacco ai fianchi. D’un mostro: centro esiguo, retro ed avanguardia poderose: quando c’è pericolo d’esser assaltati alle due estremità. D’un ago: il nerbo dell’esercito in testa d’una lunga colonna, quando c’è timore d’on attacco all’avanguardia. Garuda è il cocchiere del sole ed è raffigurato con l’ali e la testa d’uccello. La disposizione dell’esercito che piglia nome da lui è simile a quella detta del verro, con i fianchi ancor più allargati.
[4] Si fa la prova dei cibi con una pernice: in vista di un cibo contenente veleno gli occhi della pernice diventano rossi.

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