lunedì, Ottobre 25, 2021
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Le leggi di Manu – Sanscrito-Italiano – La classe servile – Capitolo 9

Le leggi di Manu

Sommario

La creazione
I sacramenti: il noviziato
Il matrimonio e i doveri del capo di famiglia
Mezzi di sussistenza: precetti
Regole d’astinenza e di purificazione. Doveri delle donne
Doveri dell’anacoreta e dell’asceta
Condotta del re e della classe militare
Officio dei giudici – leggi civili e penali
Leggi civili e penali – doveri della classe commerciante e della classe servile
Classi miste – tempi di calamità
Penitenze ed espiazioni
Trasmigrazione delle anime – beatitudine finale

Leggi civili e penali – Doveri della classe commerciante e della classe servile

पुरुषस्य स्त्रियाश्चैव धर्मे वर्त्मनि तिष्ठतोः ।
संयोगे विप्रयोगे च धर्मान्वक्ष्यामि शाश्वतान् ॥१॥
puruṣasya striyāścaiva dharme vartmani tiṣṭhatoḥ |
saṃyoge viprayoge ca dharmānvakṣyāmi śāśvatān ||1||

Ora esporrò i doveri antichissimi di un uomo e d’una donna che stanno saldi sul sentiero legale, siano separati, siano uniti.

अस्वतन्त्राः स्त्रियः कार्याः पुरुषैः स्वैर्दिवानिशम् ।
विषयेषु च सज्जन्त्यः संस्थाप्या आत्मनो वशे ॥२॥
asvatantrāḥ striyaḥ kāryāḥ puruṣaiḥ svairdivāniśam |
viṣayeṣu ca sajjantyaḥ saṃsthāpyā ātmano vaśe ||2||

Giorno e notte le donne devono essere tenute in uno stato di dipendenza dai loro protettori ed anche quando sono portate ai piaceri – innocenti e legittimi – devono star soggette a coloro dall’autorità dei quali dipendono.

पिता रक्षति कौमारे भर्ता रक्षति यौवने ।
रक्षन्ति स्थविरे पुत्रा न स्त्री स्वातन्त्र्यं अर्हति ॥३॥
pitā rakṣati kaumāre bhartā rakṣati yauvane |
rakṣanti sthavire putrā na strī svātantryaṃ arhati ||3||

Una donna è sotto la potestà del padre durante la sua fanciullezza, sotto la potestà del marito durante la giovinezza, sotto la potestà dei figli in vecchiaia: non deve mai agir di sua testa.

कालेऽदाता पिता वाच्यो वाच्यश्चानुपयन्पतिः ।
मृते भर्तरि पुत्रस्तु वाच्यो मातुररक्षिता ॥४॥
kāle:’dātā pitā vācyo vācyaścānupayanpatiḥ |
mṛte bhartari putrastu vācyo māturarakṣitā ||4||

Un padre è degno di riprensione se non dà la figlia in matrimonio – nel tempo conveniente-: è degno di riprensione un marito che non s’accosti alla moglie – nell’epoca stabilita dopo la morte del marito un figlio merita rimprovero se non protegge la madre.

सूक्ष्मेभ्योऽपि प्रसङ्गेभ्यः स्त्रियो रक्ष्या विशेषतः ।
द्वयोर्हि कुलयोः शोकं आवहेयुररक्षिताः ॥५॥
sūkṣmebhyo:’pi prasaṅgebhyaḥ striyo rakṣyā viśeṣataḥ |
dvayorhi kulayoḥ śokaṃ āvaheyurarakṣitāḥ ||5||

Si deve soprattutto aver cura di tener lontane le donne dalle cattive inclinazioni, anche se leggiere: se le donne non fossero sorvegliate, farebbero il danno di due famiglie.

इमं हि सर्ववर्णानां पश्यन्तो धर्मं उत्तमम् ।
यतन्ते रक्षितुं भार्यां भर्तारो दुर्बला अपि ॥६॥
imaṃ hi sarvavarṇānāṃ paśyanto dharmaṃ uttamam |
yatante rakṣituṃ bhāryāṃ bhartāro durbalā api ||6||

I mariti, per deboli che siano, considerando che è una legge suprema per tutte le classi, abbiano gran cura di vegliare sulla condotta delle loro mogli.

स्वां प्रसूतिं चरित्रं च कुलं आत्मानं एव च ।
स्वं च धर्मं प्रयत्नेन जायां रक्षन्हि रक्षति ॥७॥
svāṃ prasūtiṃ caritraṃ ca kulaṃ ātmānaṃ eva ca |
svaṃ ca dharmaṃ prayatnena jāyāṃ rakṣanhi rakṣati ||7||

Infatti, uno sposo preserva la sua stirpe, i suoi costumi, la sua famiglia, sé stesso e il suo dovere, preservando la moglie.

पतिर्भार्यां संप्रविश्य गर्भो भूत्वेह जायते ।
जायायास्तद्धि जायात्वं यदस्यां जायते पुनः ॥८॥
patirbhāryāṃ saṃpraviśya garbho bhūtveha jāyate |
jāyāyāstaddhi jāyātvaṃ yadasyāṃ jāyate punaḥ ||8||

Un marito, fecondando il seno di sua moglie, vi rinasce sotto forma di feto e la sposa è detta Giaya perché il marito nasce (Giayato) in essa una seconda volta.

यादृशं भजते हि स्त्री सुतं सूते तथाविधम् ।
तस्मात्प्रजाविशुद्ध्यर्थं स्त्रियं रक्षेत्प्रयत्नतः ॥९॥
yādṛśaṃ bhajate hi strī sutaṃ sūte tathāvidham |
tasmātprajāviśuddhyarthaṃ striyaṃ rakṣetprayatnataḥ ||9||

Una donna mette sempre al mondo un figlio dotato dalle stesse qualità di colui che l’ha generato; perciò, per assicurare la purezza della sua schiatta, un marito deve sorvegliare attentamente sua moglie.

न कश्चिद्योषितः शक्तः प्रसह्य परिरक्षितुम् ।
एतैरुपाययोगैस्तु शक्यास्ताः परिरक्षितुम् ॥१०॥
na kaścidyoṣitaḥ śaktaḥ prasahya parirakṣitum |
etairupāyayogaistu śakyāstāḥ parirakṣitum ||10||

Nessuno riesce a tener in freno le donne con mezzi violenti; vi si riesce perfettamente coi mezzi seguenti:

अर्थस्य संग्रहे चैनां व्यये चैव नियोजयेत् ।
शौचे धर्मेऽन्नपक्त्यां च पारिणाह्यस्य वेक्षणे ॥११॥
arthasya saṃgrahe caināṃ vyaye caiva niyojayet |
śauce dharme:’nnapaktyāṃ ca pāriṇāhyasya vekṣaṇe ||11||

Il marito assegni alla moglie la cura delle entrate e delle spese, della purificazione – degli oggetti e del corpo il compimento del suo dovere, la preparazione dei cibi, e la manutenzione della casa.

अरक्षिता गृहे रुद्धाः पुरुषैराप्तकारिभिः ।
आत्मानं आत्मना यास्तु रक्षेयुस्ताः सुरक्षिताः ॥१२॥
arakṣitā gṛhe ruddhāḥ puruṣairāptakāribhiḥ |
ātmānaṃ ātmanā yāstu rakṣeyustāḥ surakṣitāḥ ||12||

Racchiuse nella loro casa, sotto la guardia d’uomini fedeli e devoti, le donne non sono certo sicure: quelle soltanto sono sicure che di loro propria volontà stanno in guardia.

पानं दुर्जनसंसर्गः पत्या च विरहोऽटनम् ।
स्वप्नोऽन्यगेहवासश्च नारीसंदूषणानि षट् ॥१३॥
pānaṃ durjanasaṃsargaḥ patyā ca viraho:’ṭanam |
svapno:’nyagehavāsaśca nārīsaṃdūṣaṇāni ṣaṭ ||13||

Bere liquori spiritosi, frequentare cattiva compagnia, separarsi dal marito, correre da una parte e dall’altra, darsi al sonno – in ore indebite – abitare nella casa di un altro, sono sei azioni disonorevoli per delle donne maritate.

नैता रूपं परीक्षन्ते नासां वयसि संस्थितिः ।
सुरूपं वा विरूपं वा पुमानित्येव भुञ्जते ॥१४॥
naitā rūpaṃ parīkṣante nāsāṃ vayasi saṃsthitiḥ |
surūpaṃ vā virūpaṃ vā pumānityeva bhuñjate ||14||

Tali donne non guardano la bellezza, non guardano l’età: il loro amante sia bello o brutto, poco importa; è un uomo ed esse ne godono.

पौंश्चल्याच्चलचित्ताच्च नैस्नेह्याच्च स्वभावतः ।
रक्षिता यत्नतोऽपीह भर्तृष्वेता विकुर्वते ॥१५॥
pauṃścalyāccalacittācca naisnehyācca svabhāvataḥ |
rakṣitā yatnato:’pīha bhartṛṣvetā vikurvate ||15||

A cagione della loro passione per gli uomini, della incostanza, del loro umore e della mancanza d’ogni affetto, che è loro naturale, si ha un bel sorvegliarle attentamente, esse sono infedeli al loro sposo.

एवं स्वभावं ज्ञात्वासां प्रजापतिनिसर्गजम् ।
परमं यत्नं आतिष्ठेत्पुरुषो रक्षणं प्रति ॥१६॥
evaṃ svabhāvaṃ jñātvāsāṃ prajāpatinisargajam |
paramaṃ yatnaṃ ātiṣṭhetpuruṣo rakṣaṇaṃ prati ||16||

Conoscendo così il carattere che è stato dato loro dal giorno della creazione dal Signore delle creature, i mariti mettano la più grande attenzione a sorvegliarle.

शय्यासनं अलङ्कारं कामं क्रोधं अनार्जवं अनार्यताम् ।
द्रोहभावं कुचर्यां च स्त्रीभ्यो मनुरकल्पयत् ॥१७॥
śayyāsanaṃ alaṅkāraṃ kāmaṃ krodhaṃ anārjavaṃ ṃḥanāryatām |
drohabhāvaṃ kucaryāṃ ca strībhyo manurakalpayat ||17||

Manu ha dato in parte alle donne l’amore del loro letto, del loro sedile, della loro collana, la concupiscenza, la collera, le cattive tendenze, il desiderio di far del male, la perversità.

नास्ति स्त्रीणां क्रिया मन्त्रैरिति धर्मे व्यवस्थितिः ।
निरिन्द्रिया ह्यमन्त्राश्च स्त्रीभ्योऽनृतं इति स्थितिः ॥१८॥
nāsti strīṇāṃ kriyā mantrairiti dharme vyavasthitiḥ |
nirindriyā hyamantrāśca strībhyo:’nṛtaṃ iti sthitiḥ ||18||

Nessun sacramento è per le donne accompagnato da preghiere, come l’ha prescritto la legge; private dalla conoscenza delle leggi e delle preghiere – espiatorie – le donne – colpevoli, sono la perfidia in persona: questa è la regola.

तथा च श्रुतयो बह्व्यो निगीता निगमेष्वपि ।
स्वालक्षण्यपरीक्षार्थं तासां शृणुत निष्कृतीः ॥१९॥
tathā ca śrutayo bahvyo nigītā nigameṣvapi |
svālakṣaṇyaparīkṣārthaṃ tāsāṃ śṛṇuta niṣkṛtīḥ ||19||

In realtà si leggono nel libro santo alcuni passaggi che dimostrano la loro vera natura: conoscete ora quelli d’essi che possono servire d’espiazione.

यन्मे माता प्रलुलुभे विचरन्त्यपतिव्रता ।
तन्मे रेतः पिता वृङ्क्तां इत्यस्यैतन्निदर्शनम् ॥२०॥
yanme mātā pralulubhe vicarantyapativratā |
tanme retaḥ pitā vṛṅktāṃ ityasyaitannidarśanam ||20||

“Questo sangue che una madre infedele allo sposo ha macchiato andando nella casa d’un altro sia da suo padre purificato.” Tale è il contenuto della formula sacra – da recitarsi dal figlio che conosce la colpa della madre.

ध्यायत्यनिष्टं यत्किं चित्पाणिग्राहस्य चेतसा ।
तस्यैष व्यभिचारस्य निह्नवः सम्यगुच्यते ॥२१॥
dhyāyatyaniṣṭaṃ yatkiṃ citpāṇigrāhasya cetasā |
tasyaiṣa vyabhicārasya nihnavaḥ samyagucyate ||21||

Se una donna ha potuto concepire nel suo spirito un pensiero qualsiasi a pregiudizio dello sposo, quella preghiera è stata dichiarata la perfetta espiazione della colpa per il figlio, non per la madre.

यादृग्गुणेन भर्त्रा स्त्री संयुज्येत यथाविधि ।
तादृग्गुणा सा भवति समुद्रेणेव निम्नगा ॥२२॥
yādṛgguṇena bhartrā strī saṃyujyeta yathāvidhi |
tādṛgguṇā sā bhavati samudreṇeva nimnagā ||22||

Qualunque siano le qualità di un uomo al quale una donna è unita in legittimo matrimonio, essa le acquista all’istesso modo che l’acqua del fiume unendosi con l’oceano.

अक्षमाला वसिष्ठेन संयुक्ताधमयोनिजा ।
शारङ्गी मन्दपालेन जगामाभ्यर्हणीयताम् ॥२३॥
akṣamālā vasiṣṭhena saṃyuktādhamayonijā |
śāraṅgī mandapālena jagāmābhyarhaṇīyatām ||23||

Akshamala donna di bassi natali unita a Vasishtha e Sarangi essendo stata unita a Mandapala ottennero una condizione onorevolissima.

एताश्चान्याश्च लोकेऽस्मिन्नपकृष्टप्रसूतयः ।
उत्कर्षं योषितः प्राप्ताः स्वैः स्वैर्भर्तृगुणैः शुभैः ॥२४॥
etāścānyāśca loke:’sminnapakṛṣṭaprasūtayaḥ |
utkarṣaṃ yoṣitaḥ prāptāḥ svaiḥ svairbhartṛguṇaiḥ śubhaiḥ ||24||

Queste donne ed altre ancora, parimenti di simili natali, sono pervenute nel mondo ad alto stato per la virtù dei loro signori.

एषोदिता लोकयात्रा नित्यं स्त्रीपुंसयोः शुभा ।
प्रेत्येह च सुखोदर्कान्प्रजाधर्मान्निबोधत ॥२५॥
eṣoditā lokayātrā nityaṃ strīpuṃsayoḥ śubhā |
pretyeha ca sukhodarkānprajādharmānnibodhata ||25||

Tali sono le pratiche sempre pure dalla condotta civile dell’uomo e della donna: ora apprendete le leggi concernenti i fanciulli, dalle quali dipende la felicità in questo o nell’altro mondo.

प्रजनार्थं महाभागाः पूजार्हा गृहदीप्तयः ।
स्त्रियः श्रियश्च गेहेषु न विशेषोऽस्ति कश्चन ॥२६॥
prajanārthaṃ mahābhāgāḥ pūjārhā gṛhadīptayaḥ |
striyaḥ śriyaśca geheṣu na viśeṣo:’sti kaścana ||26||

Le donne che s’uniscono ai loro mariti col desiderio di aver figli, che sono perfettamente felici, degne di rispetto, che fanno l’onore della loro casa, sono in verità le dee della fortuna: non v’è alcuna differenza.

उत्पादनं अपत्यस्य जातस्य परिपालनम् ।
प्रत्यहं लोकयात्रायाः प्रत्यक्षं स्त्री निबन्धनम् ॥२७॥
utpādanaṃ apatyasya jātasya paripālanam |
pratyahaṃ lokayātrāyāḥ pratyakṣaṃ strī nibandhanam ||27||

Metter al mondo dei figli, allevarli poiché sono nati, occuparsi ogni giorno delle cure domestiche, sono appunto i doveri delle donne.

अपत्यं धर्मकार्याणि शुश्रूषा रतिरुत्तमा ।
दाराधीनस्तथा स्वर्गः पितॄणां आत्मनश्च ह ॥२८॥
apatyaṃ dharmakāryāṇi śuśrūṣā ratiruttamā |
dārādhīnastathā svargaḥ pitr̥̄ṇāṃ ātmanaśca ha ||28||

Dalla donna solo dipendono i figli, il compimento dei doveri di pietà, le cure amorose, il più delizioso piacere ed il cielo per i Mani degli avi e per lui stesso – il marito.

पतिं या नाभिचरति मनोवाग्देहसंयता ।
सा भर्तृलोकानाप्नोति सद्भिः साध्वीति चोच्यते ॥२९॥
patiṃ yā nābhicarati manovāgdehasaṃyatā |
sā bhartṛlokānāpnoti sadbhiḥ sādhvīti cocyate ||29||

Colei che non tradisce il marito e di cui i pensieri, le parole ed il corpo sono puri, perviene – dopo morte allo stesso soggiorno del suo sposo ed è chiamata virtuosa dalla gente per bene.

व्यभिचारात्तु भर्तुः स्त्री लोके प्राप्नोति निन्द्यताम् ।
सृगालयोनिं चाप्नोति पापरोगैश्च पीड्यते ॥३०॥
vyabhicārāttu bhartuḥ strī loke prāpnoti nindyatām |
sṛgālayoniṃ cāpnoti pāparogaiśca pīḍyate ||30||

Ma se tiene una condotta colpevole verso lo sposo, una donna in questo mondo è in preda all’ignominia: rinascerà poi nel ventre d’un cavallo o sarà afflitta da malattie.

पुत्रं प्रत्युदितं सद्भिः पूर्वजैश्च महर्षिभिः ।
विश्वजन्यं इमं पुण्यं उपन्यासं निबोधत ॥३१॥
putraṃ pratyuditaṃ sadbhiḥ pūrvajaiśca maharṣibhiḥ |
viśvajanyaṃ imaṃ puṇyaṃ upanyāsaṃ nibodhata ||31||

Conoscete ora, relativamente ai figli, questa legge salutare che concerne gli uomini tutti ed è stata dichiarata dai Rishi e dai Maharishi nati dal principio.

भर्तरि पुत्रं विजानन्ति श्रुतिद्वैधं तु कर्तरि ।
आहुरुत्पादकं के चिदपरे क्षेत्रिणं विदुः ॥३२॥
bhartari putraṃ vijānanti śrutidvaidhaṃ tu kartari |
āhurutpādakaṃ ke cidapare kṣetriṇaṃ viduḥ ||32||

Essi riconoscono il figlio maschio come figlio del signore -della donna- ma la scrittura presenta, relativamente al signore, due opinioni: secondo l’una il signore è colui che ha generato il fanciullo; secondo l’altra è colui al quale appartiene la madre.

क्षेत्रभूता स्मृता नारी बीजभूतः स्मृतः पुमान् ।
क्षेत्रबीजसमायोगात्संभवः सर्वदेहिनाम् ॥३३॥
kṣetrabhūtā smṛtā nārī bījabhūtaḥ smṛtaḥ pumān |
kṣetrabījasamāyogātsaṃbhavaḥ sarvadehinām ||33||

La donna è considerata dalla legge come il campo, e l’uomo come il seme: ed è per la congiunzione del campo e del seme che nascono tutti gli esseri animati.

विशिष्टं कुत्र चिद्बीजं स्त्रीयोनिस्त्वेव कुत्र चित् ।
उभयं तु समं यत्र सा प्रसूतिः प्रशस्यते ॥३४॥
viśiṣṭaṃ kutra cidbījaṃ strīyonistveva kutra cit |
ubhayaṃ tu samaṃ yatra sā prasūtiḥ praśasyate ||34||

In certi casi il potere prolifico del maschio ha una importanza speciale; in altri casi è la matrice della donna: quando v’è parità di potenza la razza generata è in molta considerazione.

बीजस्य चैव योन्याश्च बीजं उत्कृष्टं उच्यते ।
सर्वभूतप्रसूतिर्हि बीजलक्षणलक्षिता ॥३५॥
bījasya caiva yonyāśca bījaṃ utkṛṣṭaṃ ucyate |
sarvabhūtaprasūtirhi bījalakṣaṇalakṣitā ||35||

Se si paragona il potere procreatore maschio con il potere femmina, il maschio è dichiarato superiore, perché la progenitura di tutti gli esseri animati è distinta dalla caratteristica della potenza maschia.

यादृशं तूप्यते बीजं क्षेत्रे कालोपपादिते ।
तादृग्रोहति तत्तस्मिन्बीजं स्वैर्व्यञ्जितं गुणैः ॥३६॥
yādṛśaṃ tūpyate bījaṃ kṣetre kālopapādite |
tādṛgrohati tattasminbījaṃ svairvyañjitaṃ guṇaiḥ ||36||

Qualunque sia la specie del seme che si getta in un campo preparato nella stagione conveniente, questo seme si sviluppa in una pianta della stessa specie dotata di evidenti qualità particolari.

इयं भूमिर्हि भूतानां शाश्वती योनिरुच्यते ।
न च योनिगुणान्कांश्चिद्बीजं पुष्यति पुष्टिषु ॥३७॥
iyaṃ bhūmirhi bhūtānāṃ śāśvatī yonirucyate |
na ca yoniguṇānkāṃścidbījaṃ puṣyati puṣṭiṣu ||37||

Senza alcun dubbio questa Terra è detta la matrice primitiva degli esseri, ma la semenza nella sua vegetazione, non svolge nessuna qualità della matrice.

भूमावप्येककेदारे कालोप्तानि कृषीवलैः ।
नानारूपाणि जायन्ते बीजानीह स्वभावतः ॥३८॥
bhūmāvapyekakedāre kāloptāni kṛṣīvalaiḥ |
nānārūpāṇi jāyante bījānīha svabhāvataḥ ||38||

Su questa terra, nello stesso campo coltivato, le semenze di diversa sorta, seminate in tempo conveniente dalle opere, si sviluppano secondo la natura loro.

व्रीहयः शालयो मुद्गास्तिला माषास्तथा यवाः ।
यथाबीजं प्ररोहन्ति लशुनानीक्षवस्तथा ॥३९॥
vrīhayaḥ śālayo mudgāstilā māṣāstathā yavāḥ |
yathābījaṃ prarohanti laśunānīkṣavastathā ||39||

Le diverse specie di riso, il Mongda (Phascelus Mungo) il sesamo, il Macha (Phascolus Radifitus), l’orzo, l’aglio, la canna da zucchero nascono secondo la natura del seme.

अन्यदुप्तं जातं अन्यदित्येतन्नोपपद्यते ।
उप्यते यद्धि यद्बीजं तत्तदेव प्ररोहति ॥४०॥
anyaduptaṃ jātaṃ anyadityetannopapadyate |
upyate yaddhi yadbījaṃ tattadeva prarohati ||40||

Che si semini una pianta e ne nasca un’altra non può accadere: qualunque sia il grano seminato, quello solo si sviluppa.

तत्प्राज्ञेन विनीतेन ज्ञानविज्ञानवेदिना ।
आयुष्कामेन वप्तव्यं न जातु परयोषिति ॥४१॥
tatprājñena vinītena jñānavijñānavedinā |
āyuṣkāmena vaptavyaṃ na jātu parayoṣiti ||41||

Mai quindi un uomo prudente, ben addestrato, che conosce i Veda e i suoi Angas e desidera una lunga vita,
convivere con la moglie di un altro.

अत्र गाथा वायुगीताः कीर्तयन्ति पुराविदः ।
यथा बीजं न वप्तव्यं पुंसा परपरिग्रहे ॥४२॥
atra gāthā vāyugītāḥ kīrtayanti purāvidaḥ |
yathā bījaṃ na vaptavyaṃ puṃsā paraparigrahe ||42||

Per conseguenza l’uomo di buon senso, ben allevato, versato nel Veda e negli Anga, che desidera una lunga vita, non deve mai spandere la sua semenza nel campo altrui.

नश्यतीषुर्यथा विद्धः खे विद्धं अनुविध्यतः ।
तथा नश्यति वै क्षिप्रं बीजं परपरिग्रहे ॥४३॥
naśyatīṣuryathā viddhaḥ khe viddhaṃ anuvidhyataḥ |
tathā naśyati vai kṣipraṃ bījaṃ paraparigrahe ||43||

All’istesso modo che la freccia del cacciatore è lanciata con mera perdita, nella ferita che un altro cacciatore ha fatto all’antilope, così la semenza sparsa dall’uomo nel campo d’un altro è persa per lui.

पृथोरपीमां पृथिवीं भार्यां पूर्वविदो विदुः ।
स्थाणुच्छेदस्य केदारं आहुः शाल्यवतो मृगम् ॥४४॥
pṛthorapīmāṃ pṛthivīṃ bhāryāṃ pūrvavido viduḥ |
sthāṇucchedasya kedāraṃ āhuḥ śālyavato mṛgam ||44||

I saggi che conoscono i tempi antichi stimano sempre questa Terra (Prithivi) come la sposa del re Prithu ed hanno deciso che il campo coltivato è proprietà di colui che primo ha tagliato il legno – per dissodarlo – e la gazzella del cacciatore che l’ha ferita mortalmente.

एतावानेव पुरुषो यज्जायात्मा प्रजेति ह ।
विप्राः प्राहुस्तथा चैतद्यो भर्ता सा स्मृताङ्गना ॥४५॥
etāvāneva puruṣo yajjāyātmā prajeti ha |
viprāḥ prāhustathā caitadyo bhartā sā smṛtāṅganā ||45||

Quegli solo è un uomo perfetto che si compone di sua moglie, di suo figlio, di sé stesso: i Brahmani hanno posto questa massima: Il marito non fa che una sola persona con la sua sposa.

न निष्क्रयविसर्गाभ्यां भर्तुर्भार्या विमुच्यते ।
एवं धर्मं विजानीमः प्राक्प्रजापतिनिर्मितम् ॥४६॥
na niṣkrayavisargābhyāṃ bharturbhāryā vimucyate |
evaṃ dharmaṃ vijānīmaḥ prākprajāpatinirmitam ||46||

Una donna non può essere affrancata dall’autorità del suo sposo, né con la vendita, né con l’abbandono: noi riconosciamo così un’altra volta la legge promulgata dal Signore delle creature.

सकृदंशो निपतति सकृत्कन्या प्रदीयते ।
सकृदाह ददानीति त्रीण्येतानि सतां सकृत् ॥४७॥
sakṛdaṃśo nipatati sakṛtkanyā pradīyate |
sakṛdāha dadānīti trīṇyetāni satāṃ sakṛt ||47||

Una sola volta si fa la divisione d’eredità; una sol volta una ragazza si dà in matrimonio; una sol volta il padre dice: Io l’accordo. Son queste tre cose che da una persona dabbene sono fatte una volta tanto

यथा गोऽश्वोष्ट्रदासीषु महिष्यजाविकासु च ।
नोत्पादकः प्रजाभागी तथैवान्याङ्गनास्वपि ॥४८॥
yathā go:’śvoṣṭradāsīṣu mahiṣyajāvikāsu ca |
notpādakaḥ prajābhāgī tathaivānyāṅganāsvapi ||48||

Il proprietario del maschio che è stato generato con vacche, giumente, cammelle, schiave, femmine di bufali, capre, pecore, non ha nessun diritto sulla progenitura; la stessa cosa ha luogo per le femmine degli uomini.

येऽक्षेत्रिणो बीजवन्तः परक्षेत्रप्रवापिणः ।
ते वै सस्यस्य जातस्य न लभन्ते फलं क्व चित् ॥४९॥
ye:’kṣetriṇo bījavantaḥ parakṣetrapravāpiṇaḥ |
te vai sasyasya jātasya na labhante phalaṃ kva cit ||49||

Coloro che non possiedono un campo ma hanno delle semenze e le vanno a spandere in terreno altrui, non traggono nessun profitto del grano che nascerà.

यदन्यगोषु वृषभो वत्सानां जनयेच्छतम् ।
गोमिनां एव ते वत्सा मोघं स्कन्दितं आर्षभम् ॥५०॥
yadanyagoṣu vṛṣabho vatsānāṃ janayecchatam |
gomināṃ eva te vatsā moghaṃ skanditaṃ ārṣabham ||50||

Se un toro genera cento vitelli accoppiandosi con vacche altrui, questi vitelli appartengono al proprietario della vacca, ed il toro ha sparso inutilmente il suo seme.

तथैवाक्षेत्रिणो बीजं परक्षेत्रप्रवापिणः ।
कुर्वन्ति क्षेत्रिणां अर्थं न बीजी लभते फलम् ॥५१॥
tathaivākṣetriṇo bījaṃ parakṣetrapravāpiṇaḥ |
kurvanti kṣetriṇāṃ arthaṃ na bījī labhate phalam ||51||

Così, coloro che non avendo campo gettano il loro seme in quello d’altri, lavorano per il padrone d’esso campo; il seminatore non ricava alcun profitto.

फलं त्वनभिसंधाय क्षेत्रिणां बीजिनां तथा ।
प्रत्यक्षं क्षेत्रिणां अर्थो बीजाद्योनिर्गलीयसी ॥५२॥
phalaṃ tvanabhisaṃdhāya kṣetriṇāṃ bījināṃ tathā |
pratyakṣaṃ kṣetriṇāṃ artho bījādyonirgalīyasī ||52||

A meno che, relativamente al prodotto, il proprietario del campo e quello del seme non abbiano fatta una convenzione particolare, il prodotto appartiene evidentemente al padron del campo: la matrice importa più del seminare.

क्रियाभ्युपगमात्त्वेतद्बीजार्थं यत्प्रदीयते ।
तस्येह भागिनौ दृष्टौ बीजी क्षेत्रिक एव च ॥५३॥
kriyābhyupagamāttvetadbījārthaṃ yatpradīyate |
tasyeha bhāginau dṛṣṭau bījī kṣetrika eva ca ||53||

Ma quando, per patto speciale, si dà un campo da seminare, il prodotto è dichiarato a questo mondo proprietà in comune del padrone della semente e del proprietario del campo.

ओघवाताहृतं बीजं यस्य क्षेत्रे प्ररोहति ।
क्षेत्रिकस्यैव तद्बीजं न वप्ता लभते फलम् ॥५४॥
oghavātāhṛtaṃ bījaṃ yasya kṣetre prarohati |
kṣetrikasyaiva tadbījaṃ na vaptā labhate phalam ||54||

L’uomo nel campo del quale germoglia il seme apportato dall’acqua o dal vento, tiene per sé la pianta che si sviluppa: colui che non ha fatto che seminare – in campo altrui – non raccoglie alcun frutto.

एष धर्मो गवाश्वस्य दास्युष्ट्राजाविकस्य च ।
विहंगमहिषीणां च विज्ञेयः प्रसवं प्रति ॥५५॥
eṣa dharmo gavāśvasya dāsyuṣṭrājāvikasya ca |
vihaṃgamahiṣīṇāṃ ca vijñeyaḥ prasavaṃ prati ||55||

Tale è la legge concernente i pascoli delle vacche, delle giumente, delle schiave, delle cammelle, delle capre, delle pecore, delle galline e delle femmine del bufalo.

एतद्वः सारफल्गुत्वं बीजयोन्योः प्रकीर्तितम् ।
अतः परं प्रवक्ष्यामि योषितां धर्मं आपदि ॥५६॥
etadvaḥ sāraphalgutvaṃ bījayonyoḥ prakīrtitam |
ataḥ paraṃ pravakṣyāmi yoṣitāṃ dharmaṃ āpadi ||56||

Io vi ho esposto l’importanza e la non importanza del campo e del seme: ora vi esporrò la legge riguardante le donne che non hanno figli.

भ्रातुर्ज्येष्ठस्य भार्या या गुरुपत्न्यनुजस्य सा ।
यवीयसस्तु या भार्या स्नुषा ज्येष्ठस्य सा स्मृता ॥५७॥
bhrāturjyeṣṭhasya bhāryā yā gurupatnyanujasya sā |
yavīyasastu yā bhāryā snuṣā jyeṣṭhasya sā smṛtā ||57||

La moglie del fratello maggiore è considerata come matrigna d’un fratello giovane e la moglie del più giovine come figliastra del maggiore.

ज्येष्ठो यवीयसो भार्यां यवीयान्वाग्रजस्त्रियम् ।
पतितौ भवतो गत्वा नियुक्तावप्यनापदि ॥५८॥
jyeṣṭho yavīyaso bhāryāṃ yavīyānvāgrajastriyam |
patitau bhavato gatvā niyuktāvapyanāpadi ||58||

Il fratello maggiore che ha rapporti carnali con la moglie del fratello minore ed il fratello minore che tratta con la moglie del maggiore, sono degradati, quand’anche siano stati invitati – dal marito o dai parenti – a meno che il matrimonio non sia sterile.

देवराद्वा सपिण्डाद्वा स्त्रिया सम्यङ्नियुक्तया ।
प्रजेप्सिताआधिगन्तव्या संतानस्य परिक्षये ॥५९॥
devarādvā sapiṇḍādvā striyā samyaṅniyuktayā |
prajepsitāādhigantavyā saṃtānasya parikṣaye ||59||

Quando non s’ha figlioli, la progenitura che si desidera può esser ottenuta con l’unione della sposa, autorizzata a ciò, con un fratello o con un altro Sapinda.

विधवायां नियुक्तस्तु घृताक्तो वाग्यतो निशि ।
एकं उत्पादयेत्पुत्रं न द्वितीयं कथं चन ॥६०॥
vidhavāyāṃ niyuktastu ghṛtākto vāgyato niśi |
ekaṃ utpādayetputraṃ na dvitīyaṃ kathaṃ cana ||60||

Cosparso di burro liquido e mantenendo il silenzio, il parente incaricato di questo ufficio, accostandosi, durante la notte ad una vedova – o ad una donna senza figli, generi un solo figlio, non mai il secondo.

द्वितीयं एके प्रजनं मन्यन्ते स्त्रीषु तद्विदः ।
अनिर्वृतं नियोगार्थं पश्यन्तो धर्मतस्तयोः ॥६१॥
dvitīyaṃ eke prajanaṃ manyante strīṣu tadvidaḥ |
anirvṛtaṃ niyogārthaṃ paśyanto dharmatastayoḥ ||61||

Taluni di quelli che conoscono a fondo questa disposizione, fondandosi su ciò che lo scopo d’essa può non essere perfettamente conseguito dalla nascita di un figlio sono d’avviso che le donne possono legalmente generare in questa guisa un secondo figlio.

विधवायां नियोगार्थे निर्वृत्ते तु यथाविधि ।
गुरुवच्च स्नुषावच्च वर्तेयातां परस्परम् ॥६२॥
vidhavāyāṃ niyogārthe nirvṛtte tu yathāvidhi |
guruvacca snuṣāvacca varteyātāṃ parasparam ||62||

L’oggetto di questo incarico una volta compiuto, secondo la legge, le due persone, il fratello e la sorellastra si comportino l’un verso l’altro come il padre ed una figliastra.

नियुक्तौ यौ विधिं हित्वा वर्तेयातां तु कामतः ।
तावुभौ पतितौ स्यातां स्नुषागगुरुतल्पगौ ॥६३॥
niyuktau yau vidhiṃ hitvā varteyātāṃ tu kāmataḥ |
tāvubhau patitau syātāṃ snuṣāgagurutalpagau ||63||

Ma un fratello che incaricato di compiere questo dovere non osserva la lettera prescritta e non pensa che a soddisfare i suoi desideri, sarà degradato in entrambi i casi: come avendo macchiato il letto della sua figliastra se è il fratello maggiore come avendo macchiato quello del suo padre spirituale, se è il fratello minore.

नान्यस्मिन्विधवा नारी नियोक्तव्या द्विजातिभिः ।
अन्यस्मिन्हि नियुञ्जाना धर्मं हन्युः सनातनम् ॥६४॥
nānyasminvidhavā nārī niyoktavyā dvijātibhiḥ |
anyasminhi niyuñjānā dharmaṃ hanyuḥ sanātanam ||64||

Una vedova non deve essere autorizzata da Dwigia a concepire per opera d’un terzo: quelli che le permettono di concepire per opera di un terzo, violano la legge primitiva.

नोद्वाहिकेषु मन्त्रेषु नियोगः कीर्त्यते क्व चित् ।
न विवाहविधावुक्तं विधवावेदनं पुनः ॥६५॥
nodvāhikeṣu mantreṣu niyogaḥ kīrtyate kva cit |
na vivāhavidhāvuktaṃ vidhavāvedanaṃ punaḥ ||65||

Non v’è cenno di tale incarico in nessun passo della Scrittura riferentesi al matrimonio e nella legge nunziale non è detto che una vedova possa contrarre un’altra unione

अयं द्विजैर्हि विद्वद्भिः पशुधर्मो विगर्हितः ।
मनुष्याणां अपि प्रोक्तो वेने राज्यं प्रशासति ॥६६॥
ayaṃ dvijairhi vidvadbhiḥ paśudharmo vigarhitaḥ |
manuṣyāṇāṃ api prokto vene rājyaṃ praśāsati ||66||

In effetti, questa pratica che non conviene che alle bestie, è stata grandemente biasimata dai Brahmani istruiti; tuttavia essa è detta aver avuto corso fra gli uomini sotto il regno di Vena.

स महीं अखिलां भुञ्जन्राजर्षिप्रवरः पुरा ।
वर्णानां संकरं चक्रे कामोपहतचेतनः ॥६७॥
sa mahīṃ akhilāṃ bhuñjanrājarṣipravaraḥ purā |
varṇānāṃ saṃkaraṃ cakre kāmopahatacetanaḥ ||67||

Questo re che tenne un tempo la terra sotto la sua dominazione e fu il più celebre dei Ragiarishi, avendo lo spirito turbato dalla concupiscenza, fece nascere il miscuglio delle classi.

ततः प्रभृति यो मोहात्प्रमीतपतिकां स्त्रियम् ।
नियोजयत्यपत्यार्थं तं विगर्हन्ति साधवः ॥६८॥
tataḥ prabhṛti yo mohātpramītapatikāṃ striyam |
niyojayatyapatyārthaṃ taṃ vigarhanti sādhavaḥ ||68||

Dopo questo tempo, le persone dabbene disapprovarono gli uomini che, per traviamento, invitano la vedova ad aver figli congiungendosi seco loro.

यस्या म्रियेत कन्याया वाचा सत्ये कृते पतिः ।
तां अनेन विधानेन निजो विन्देत देवरः ॥६९॥
yasyā mriyeta kanyāyā vācā satye kṛte patiḥ |
tāṃ anena vidhānena nijo vindeta devaraḥ ||69||

Quando il marito di una giovane muore dopo lo sposalizio, il fratello – del marito – la pigli per moglie, secondo la regola seguente:

यथाविध्यधिगम्यैनां शुक्लवस्त्रां शुचिव्रताम् ।
मिथो भजेता प्रसवात्सकृत्सकृदृतावृतौ ॥७०॥
yathāvidhyadhigamyaināṃ śuklavastrāṃ śucivratām |
mitho bhajetā prasavātsakṛtsakṛdṛtāvṛtau ||70||

Dopo aver sposato, secondo il rito, questa fanciulla, vestita di bianche vesti e pura di costumi, s’avvicini a lei una volta nella stagione favorevole finché ella abbia concepito.

न दत्त्वा कस्य चित्कन्यां पुनर्दद्याद्विचक्षणः ।
दत्त्वा पुनः प्रयच्छन्हि प्राप्नोति पुरुषानृतम् ॥७१॥
na dattvā kasya citkanyāṃ punardadyādvicakṣaṇaḥ |
dattvā punaḥ prayacchanhi prāpnoti puruṣānṛtam ||71||

Un uomo di senno dopo aver accordato sua figlia a qualcuno non s’attenti a darla ad un altro; perché dando sua figlia che ha accordata altrui, egli è colpevole al pari di colui che ha portata una falsa testimonianza in cose riguardanti gli uomini.

विधिवत्प्रतिगृह्यापि त्यजेत्कन्यां विगर्हिताम् ।
व्याधितां विप्रदुष्टां वा छद्मना चोपपादिताम् ॥७२॥
vidhivatpratigṛhyāpi tyajetkanyāṃ vigarhitām |
vyādhitāṃ vipraduṣṭāṃ vā chadmanā copapāditām ||72||

Anche dopo averla sposata regolarmente, un uomo deve abbandonare una ragazza che abbia dei sogni funesti, o malata, o contaminata, o che gli è stata fatta prendere per frode.

यस्तु दोषवतीं कन्यां अनाख्यायोपपादयेत् ।
तस्य तद्वितथं कुर्यात्कन्यादातुर्दुरात्मनः ॥७३॥
yastu doṣavatīṃ kanyāṃ anākhyāyopapādayet |
tasya tadvitathaṃ kuryātkanyādāturdurātmanaḥ ||73||

Se un uomo dà in matrimonio una ragazza che ha qualche difetto senza prevenire lo sposo, questi può annullare l’atto del cattivo che gli ha data questa giovane.

विधाय वृत्तिं भार्यायाः प्रवसेत्कार्यवान्नरः ।
अवृत्तिकर्शिता हि स्त्री प्रदुष्येत्स्थितिमत्यपि ॥७४॥
vidhāya vṛttiṃ bhāryāyāḥ pravasetkāryavānnaraḥ |
avṛttikarśitā hi strī praduṣyetsthitimatyapi ||74||

Quando un marito ha degli affari – in paese straniero – non si assenti prima d’aver assicurato alla moglie i mezzi per vivere; una donna, anche virtuosa, afflitta dalla miseria può commettere un errore

विधाय प्रोषिते वृत्तिं जीवेन्नियमं आस्थिता ।
प्रोषिते त्वविधायैव जीवेच्छिल्पैरगर्हितैः ॥७५॥
vidhāya proṣite vṛttiṃ jīvenniyamaṃ āsthitā |
proṣite tvavidhāyaiva jīvecchilpairagarhitaiḥ ||75||

Se prima di partire il marito lo ha lasciato di che provvedere al suo sostentamento, ella viva conservando una condotta austera: se non le ha lasciato nulla, guadagni la vita esercitando un mestiere onesto.

प्रोषितो धर्मकार्यार्थं प्रतीक्ष्योऽष्टौ नरः समाः ।
विद्यार्थं षड्यशोऽर्थं वा कामार्थं त्रींस्तु वत्सरान् ॥७६॥
proṣito dharmakāryārthaṃ pratīkṣyo:’ṣṭau naraḥ samāḥ |
vidyārthaṃ ṣaḍyaśo:’rthaṃ vā kāmārthaṃ trīṃstu vatsarān ||76||

Quando il marito è partito per compiere un atto di devozione, lo aspetti per otto anni; se si è assentato per un motivo di scienza e di gloria lo attenda per sei anni; per suo piacere, durante tre anni solamente – dopo questo termine vada a ritrovarlo.

संवत्सरं प्रतीक्षेत द्विषन्तीं योषितं पतिः ।
ऊर्ध्वं संवत्सरात्त्वेनां दायं हृत्वा न संवसेत् ॥७७॥
saṃvatsaraṃ pratīkṣeta dviṣantīṃ yoṣitaṃ patiḥ |
ūrdhvaṃ saṃvatsarāttvenāṃ dāyaṃ hṛtvā na saṃvaset ||77||

Durante un anno intero un marito sopporti l’avversione della moglie; dopo un anno prenda ciò che essa possiede in proprio e cessi d’abitare con lei – dandole i mezzi di sostentarsi e di vestirsi.

अतिक्रामेत्प्रमत्तं या मत्तं रोगार्तं एव वा ।
सा त्रीन्मासान्परित्याज्या विभूषणपरिच्छदा ॥७८॥
atikrāmetpramattaṃ yā mattaṃ rogārtaṃ eva vā |
sā trīnmāsānparityājyā vibhūṣaṇaparicchadā ||78||

La donna che trascura un marito appassionato per il gioco, che ami i liquori spiritosi, o sia afflitta da malattia, deve essere abbandonata entro tre mesi e privata dei suoi ornamenti e dei suoi mobili;

उन्मत्तं पतितं क्लीबं अबीजं पापरोगिणम् ।
न त्यागोऽस्ति द्विषन्त्याश्च न च दायापवर्तनम् ॥७९॥
unmattaṃ patitaṃ klībaṃ abījaṃ pāparogiṇam |
na tyāgo:’sti dviṣantyāśca na ca dāyāpavartanam ||79||

Ma colei che ha dell’avversione per un marito insensato, colpevole di gravi delitti o eunuco o impotente, o afflitto da elefantiasi o da consunzione polmonare, non deve essere abbandonata né privata dalle sue sostanze.

मद्यपासाधुवृत्ता च प्रतिकूला च या भवेत् ।
व्याधिता वाधिवेत्तव्या हिंस्रार्थघ्नी च सर्वदा ॥८०॥
madyapāsādhuvṛttā ca pratikūlā ca yā bhavet |
vyādhitā vādhivettavyā hiṃsrārthaghnī ca sarvadā ||80||

Una donna dedita alle bevande inebrianti, di cattivi costumi, sempre in lite col marito, afflitta da malattia – incurabile – di carattere cattivo, dissipata, deve esser ripudiata.

वन्ध्याष्टमेऽधिवेद्याऽअब्दे दशमे तु मृतप्रजा ।
एकादशे स्त्रीजननी सद्यस्त्वप्रियवादिनी ॥८१॥
vandhyāṣṭame:’dhivedyā:’abde daśame tu mṛtaprajā |
ekādaśe strījananī sadyastvapriyavādinī ||81||

Una donna sterile deve essere sostituita l’ottavo anno; quella di cui i figli sono morti, il decimo; quella che non mette al mondo che ragazze, l’undecimo; colei che parla aspramente subito;

या रोगिणी स्यात्तु हिता संपन्ना चैव शीलतः ।
सानुज्ञाप्याधिवेत्तव्या नावमान्या च कर्हि चित् ॥८२॥
yā rogiṇī syāttu hitā saṃpannā caiva śīlataḥ |
sānujñāpyādhivettavyā nāvamānyā ca karhi cit ||82||

Ma quella che, pur essendo malata, è buona e di costumi virtuosi non può esser sostituita con un’altra che quando essa acconsente, e non deve esser trattata con disprezzo.

अधिविन्ना तु या नारी निर्गच्छेद्रुषिता गृहात् ।
सा सद्यः संनिरोद्धव्या त्याज्या वा कुलसंनिधौ ॥८३॥
adhivinnā tu yā nārī nirgacchedruṣitā gṛhāt |
sā sadyaḥ saṃniroddhavyā tyājyā vā kulasaṃnidhau ||83||

La donna legalmente sostituita che abbandona con collera la casa maritale deve all’istante essere o trattenuta o ripudiata in presenza di tutta la famiglia.

प्रतिषिद्धापि चेद्या तु मद्यं अभ्युदयेष्वपि ।
प्रेक्षासमाजं गच्छेद्वा सा दण्ड्या कृष्णलानि षट् ॥८४॥
pratiṣiddhāpi cedyā tu madyaṃ abhyudayeṣvapi |
prekṣāsamājaṃ gacchedvā sā daṇḍyā kṛṣṇalāni ṣaṭ ||84||

Colei che, dopo averne ricevuta proibizione, beve in una festa liquori inebrianti, o frequenta gli spettacoli e le adunanze, sarà punita di un’ammenda di sei Krishnala.

यदि स्वाश्चापराश्चैव विन्देरन्योषितो द्विजाः ।
तासां वर्णक्रमेण स्याज्ज्येष्ठ्यं पूजा च वेश्म च ॥८५॥
yadi svāścāparāścaiva vinderanyoṣito dvijāḥ |
tāsāṃ varṇakrameṇa syājjyeṣṭhyaṃ pūjā ca veśma ca ||85||

Se degli Dwigia prendono donne della loro classe e dell’altre, la precedenza, le cure, l’alloggio devono essere regolati secondo l’ordine delle classi.

भर्तुः शरीरशुश्रूषां धर्मकार्यं च नैत्यकम् ।
स्वा चैव कुर्यात्सर्वेषां नास्वजातिः कथं चन ॥८६॥
bhartuḥ śarīraśuśrūṣāṃ dharmakāryaṃ ca naityakam |
svā caiva kuryātsarveṣāṃ nāsvajātiḥ kathaṃ cana ||86||

Per tutti gli Dwigia una donna della lor classe, e non una donna di classe diversa, deve attendere alle cure concernenti la persona del marito, e compiere gli atti religiosi ogni giorno.

यस्तु तत्कारयेन्मोहात्सजात्या स्थितयान्यया ।
यथा ब्राह्मणचाण्डालः पूर्वदृष्टस्तथैव सः ॥८७॥
yastu tatkārayenmohātsajātyā sthitayānyayā |
yathā brāhmaṇacāṇḍālaḥ pūrvadṛṣṭastathaiva saḥ ||87||

Ma colui che, pazzamente, fa compiere questi doveri da un’altra, quando ha daccanto a sé una donna della sua classe, è stato in ogni tempo considerato come un Chandala generato da una Brahmana e da un Sudra.

उत्कृष्टायाभिरूपाय वराय सदृशाय च ।
अप्राप्तां अपि तां तस्मै कन्यां दद्याद्यथाविधि ॥८८॥
utkṛṣṭāyābhirūpāya varāya sadṛśāya ca |
aprāptāṃ api tāṃ tasmai kanyāṃ dadyādyathāvidhi ||88||

Ad un giovane di piacevole aspetto, della stessa classe, un padre deve dare la figlia in matrimonio, secondo la legge, quantunque non abbia ancora raggiunta l’età — di otto anni – nella quale è conveniente maritarla.

कामं आ मरणात्तिष्ठेद्गृहे कन्या र्तुमत्यपि ।
न चैवैनां प्रयच्चेत्तु गुणहीनाय कर्हि चित् ॥८९॥
kāmaṃ ā maraṇāttiṣṭhedgṛhe kanyā rtumatyapi |
na caivaināṃ prayaccettu guṇahīnāya karhi cit ||89||

Vale meglio per una ragazza in età da esser maritata restar nella casa – paterna – fino alla morte -, che esser data dal padre ad uno sposo privo di qualità buone.

त्रीणि वर्षाण्युदीक्षेत कुमार्यृतुमती सती ।
ऊर्ध्वं तु कालादेतस्माद्विन्देत सदृशं पतिम् ॥९०॥
trīṇi varṣāṇyudīkṣeta kumāryṛtumatī satī |
ūrdhvaṃ tu kālādetasmādvindeta sadṛśaṃ patim ||90||

Una ragazza senza sposo in età da marito aspetti per tre anni; dopo questo termine si scelga un marito della Sua classe.

अदीयमाना भर्तारं अधिगच्छेद्यदि स्वयम् ।
नैनः किं चिदवाप्नोति न च यं साधिगच्छति ॥९१॥
adīyamānā bhartāraṃ adhigacchedyadi svayam |
nainaḥ kiṃ cidavāpnoti na ca yaṃ sādhigacchati ||91||

Se una ragazza non essendo stata data in matrimonio, prende di sua volontà marito, non commette colpa alcuna, al pari di quegli ch’essa sceglie.

अलङ्कारं नाददीत पित्र्यं कन्या स्वयंवरा ।
मातृकं भ्रातृदत्तं वा स्तेना स्याद्यदि तं हरेत् ॥९२॥
alaṅkāraṃ nādadīta pitryaṃ kanyā svayaṃvarā |
mātṛkaṃ bhrātṛdattaṃ vā stenā syādyadi taṃ haret ||92||

Una ragazza che si sceglie un marito non deve portar seco gli ornamenti che ha ricevuto dal padre, dalla madre, dai fratelli: se li porta seco cornette un furto.

पित्रे न दद्याच्छुल्कं तु कन्यां ऋतुमतीं हरन् ।
स च स्वाम्यादतिक्रामेदृतूनां प्रतिरोधनात् ॥९३॥
pitre na dadyācchulkaṃ tu kanyāṃ ṛtumatīṃ haran |
sa ca svāmyādatikrāmedṛtūnāṃ pratirodhanāt ||93||

Colui che sposa una ragazza da marito non darà al padre nessun dono: il padre ha perso ogni autorità sulla figlia, ritardandole il momento di diventar madre.

त्रिंशद्वर्षो वहेत्कन्यां हृद्यां द्वादशवार्षिकीम् ।
त्र्यष्टवर्षोऽष्टवर्षां वा धर्मे सीदति सत्वरः ॥९४॥
triṃśadvarṣo vahetkanyāṃ hṛdyāṃ dvādaśavārṣikīm |
tryaṣṭavarṣo:’ṣṭavarṣāṃ vā dharme sīdati satvaraḥ ||94||

Un uomo di trent’anni deve sposare una ragazza di dodici anni, che gli piaccia; un uomo di ventiquattro una ragazza di otto; – se ha finito il suo noviziato – affinché il compimento dei suoi doveri – di capo di famiglia – non, sia ritardato, si mariti prontamente.

देवदत्तां पतिर्भार्यां विन्दते नेच्छयात्मनः ।
तां साध्वीं बिभृयान्नित्यं देवानां प्रियं आचरन् ॥९५॥
devadattāṃ patirbhāryāṃ vindate necchayātmanaḥ |
tāṃ sādhvīṃ bibhṛyānnityaṃ devānāṃ priyaṃ ācaran ||95||

Quand’anche il marito prenda una donna che gli è data dagli Dei, per la quale non ha inclinazione, deve però sempre proteggerla, se è virtuoso, alfine di piacere agli Dei.

प्रजनार्थं स्त्रियः सृष्टाः संतानार्थं च मानवः ।
तस्मात्साधारणो धर्मः श्रुतौ पत्न्या सहोदितः ॥९६॥
prajanārthaṃ striyaḥ sṛṣṭāḥ saṃtānārthaṃ ca mānavaḥ |
tasmātsādhāraṇo dharmaḥ śrutau patnyā sahoditaḥ ||96||

Le donne sono state create per mettere al mondo dei figliuoli, e gli uomini per procrearli; di conseguenza i doveri comuni che devono esser compiti d’accordo con la donna – dall’uomo – sono ordinati dal Veda.

कन्यायां दत्तशुल्कायां म्रियेत यदि शुल्कदः ।
देवराय प्रदातव्या यदि कन्यानुमन्यते ॥९७॥
kanyāyāṃ dattaśulkāyāṃ mriyeta yadi śulkadaḥ |
devarāya pradātavyā yadi kanyānumanyate ||97||

Se un dono è stato dato per una ragazza ed il pretendente muore – prima del matrimonio – ove acconsenta, la ragazza deve essere maritata al fratello del pretendente.

आददीत न शूद्रोऽपि शुल्कं दुहितरं ददन् ।
शुल्कं हि गृह्णन्कुरुते छन्नं दुहितृविक्रयम् ॥९८॥
ādadīta na śūdro:’pi śulkaṃ duhitaraṃ dadan |
śulkaṃ hi gṛhṇankurute channaṃ duhitṛvikrayam ||98||

Nemmeno un Sudra deve ricevere gratificazione per dare la figlia in matrimonio; perché il padre che riceve un dono, vende in un contratto tacito la figlia.

एतत्तु न परे चक्रुर्नापरे जातु साधवः ।
यदन्यस्य प्रतिज्ञाय पुनरन्यस्य दीयते ॥९९॥
etattu na pare cakrurnāpare jātu sādhavaḥ |
yadanyasya pratijñāya punaranyasya dīyate ||99||

Ma quello che la gente dabbene antica e moderna non hanno mai fatto, è il dare una ragazza ad altri che non sia quello cui è stata promessa.

नानुशुश्रुम जात्वेतत्पूर्वेष्वपि हि जन्मसु ।
शुल्कसंज्ञेन मूल्येन छन्नं दुहितृविक्रयम् ॥१००॥
nānuśuśruma jātvetatpūrveṣvapi hi janmasu |
śulkasaṃjñena mūlyena channaṃ duhitṛvikrayam ||100||

E anche nelle creazioni precedenti, noi non abbiamo mai inteso dire che s’abbia avuto una vendita tacita d’una ragazza per mezzo di un pagamento chiamato gratificazione.

अन्योन्यस्याव्यभिचारो भवेदामरणान्तिकः ।
एष धर्मः समासेन ज्ञेयः स्त्रीपुंसयोः परः ॥१०१॥
anyonyasyāvyabhicāro bhavedāmaraṇāntikaḥ |
eṣa dharmaḥ samāsena jñeyaḥ strīpuṃsayoḥ paraḥ ||101||

Una fedeltà mutua che si mantenga fina alla morte è, in fine, il principale dovere della moglie e del marito.

तथा नित्यं यतेयातां स्त्रीपुंसौ तु कृतक्रियौ ।
यथा नाभिचरेतां तौ वियुक्तावितरेतरम् ॥१०२॥
tathā nityaṃ yateyātāṃ strīpuṃsau tu kṛtakriyau |
yathā nābhicaretāṃ tau viyuktāvitaretaram ||102||

Perciò un uomo ed una donna uniti in matrimonio devono guardarsi dalla disunione e di mancar di fede l’uno all’altro.

एष स्त्रीपुंसयोरुक्तो धर्मो वो रतिसंहितः ।
आपद्यपत्यप्राप्तिश्च दायधर्मं निबोधत ॥१०३॥
eṣa strīpuṃsayorukto dharmo vo ratisaṃhitaḥ |
āpadyapatyaprāptiśca dāyadharmaṃ nibodhata ||103||

Il dovere d’affetto dell’uomo e della donna vi è stato dichiarato, cosi come il modo d’aver figli in caso di sterilità del matrimonio; sappiate ora come si deve fare la divisione di una eredità.

ऊर्ध्वं पितुश्च मातुश्च समेत्य भ्रातरः समम् ।
भजेरन्पैतृकं रिक्थं अनीशास्ते हि जीवतोः ॥१०४॥
ūrdhvaṃ pituśca mātuśca sametya bhrātaraḥ samam |
bhajeranpaitṛkaṃ rikthaṃ anīśāste hi jīvatoḥ ||104||

Dopo la morte del padre e della madre, i fratelli riunitisi, si dividono fra di loro la sostanza dei loro genitori; non ne sono mai padroni durante la vita di questi.

ज्येष्ठ एव तु गृह्णीयात्पित्र्यं धनं अशेषतः ।
शेषास्तं उपजीवेयुर्यथैव पितरं तथा ॥१०५॥
jyeṣṭha eva tu gṛhṇīyātpitryaṃ dhanaṃ aśeṣataḥ |
śeṣāstaṃ upajīveyuryathaiva pitaraṃ tathā ||105||

Ma il maggiore può – quando sia altamente virtuoso – prender possesso del patrimonio intero e gli altri fratelli devono vivere sotto la tutela sua come se vivessero sotto quella del padre.

ज्येष्ठेन जातमात्रेण पुत्री भवति मानवः ।
पितॄणां अनृणश्चैव स तस्मात्सर्वं अर्हति ॥१०६॥
jyeṣṭhena jātamātreṇa putrī bhavati mānavaḥ |
pitr̥̄ṇāṃ anṛṇaścaiva sa tasmātsarvaṃ arhati ||106||

Al momento della nascita del primogenito, un uomo diventa padre e scioglie ogni suo debito di fronte agli avi: quindi il maggiore deve aver tutto.

यस्मिन्नृणं संनयति येन चानन्त्यं अश्नुते ।
स एव धर्मजः पुत्रः कामजानितरान्विदुः ॥१०७॥
yasminnṛṇaṃ saṃnayati yena cānantyaṃ aśnute |
sa eva dharmajaḥ putraḥ kāmajānitarānviduḥ ||107||

Il figlio per la nascita del quale un uomo scioglie il suo debito ed ottiene l’immortalità è stato generato per il compimento del dovere; i saggi considerano gli altri come nati dall’amore;

पितेव पालयेत्पूत्रान्ज्येष्ठो भ्रातॄण् यवीयसः ।
पुत्रवच्चापि वर्तेरन्ज्येष्ठे भ्रातरि धर्मतः ॥१०८॥
piteva pālayetpūtrānjyeṣṭho bhrātr̥̄ṇ yavīyasaḥ |
putravaccāpi varteranjyeṣṭhe bhrātari dharmataḥ ||108||

Il fratello maggiore abbia per i suoi fratelli l’affetto di un padre per i figli: essi devono secondo la legge comportarsi verso di lui come verso un padre.

ज्येष्ठः कुलं वर्धयति विनाशयति वा पुनः ।
ज्येष्ठः पूज्यतमो लोके ज्येष्ठः सद्भिरगर्हितः ॥१०९॥
jyeṣṭhaḥ kulaṃ vardhayati vināśayati vā punaḥ |
jyeṣṭhaḥ pūjyatamo loke jyeṣṭhaḥ sadbhiragarhitaḥ ||109||

Il primogenito fa prosperare la famiglia o la distrugge, il primogenito è in questo mondo il più rispettabile; il primogenito non è trattato con disprezzo dalla gente dabbene.

यो ज्येष्ठो ज्येष्ठवृत्तिः स्यान्मातेव स पितेव सः ।
अज्येष्ठवृत्तिर्यस्तु स्यात्स संपूज्यस्तु बन्धुवत् ॥११०॥
yo jyeṣṭho jyeṣṭhavṛttiḥ syānmāteva sa piteva saḥ |
ajyeṣṭhavṛttiryastu syātsa saṃpūjyastu bandhuvat ||110||

Il primogenito che agisce come deve è come un padre, come una madre; se non si comporta come un primogenito, si deve rispettarlo come un parente.

एवं सह वसेयुर्वा पृथग्वा धर्मकाम्यया ।
पृथग्विवर्धते धर्मस्तस्माद्धर्म्या पृथक्क्रिया ॥१११॥
evaṃ saha vaseyurvā pṛthagvā dharmakāmyayā |
pṛthagvivardhate dharmastasmāddharmyā pṛthakkriyā ||111||

I fratelli vivano uniti o separati se hanno il desiderio di compiere separatamente gli atti di pietà: gli atti di pietà sono moltiplicati dalla separazione: la vita separata è dunque virtuosa.

ज्येष्ठस्य विंश उद्धारः सर्वद्रव्याच्च यद्वरम् ।
ततोऽर्धं मध्यमस्य स्यात्तुरीयं तु यवीयसः ॥११२॥
jyeṣṭhasya viṃśa uddhāraḥ sarvadravyācca yadvaram |
tato:’rdhaṃ madhyamasya syātturīyaṃ tu yavīyasaḥ ||112||

Bisogna prelevare per il primogenito il ventesimo dell’eredità, con il meglio di tutti i mobili; per il secondo la metà di questa – il quarantesimo – per il più giovane un quarto – l’ottantesimo.

ज्येष्ठश्चैव कनिष्ठश्च संहरेतां यथोदितम् ।
येऽन्ये ज्येष्ठकनिष्ठाभ्यां तेषां
स्यान्मध्यमं धनम् ॥११३॥
jyeṣṭhaścaiva kaniṣṭhaśca saṃharetāṃ yathoditam |
ye:’nye jyeṣṭhakaniṣṭhābhyāṃ teṣāṃ
syānmadhyamaṃ dhanam ||113||

Il primogenito ed il più giovine prendano la parte che abbiamo detta e quelli che sono tra loro abbiano una parte media – un quarantesimo.

सर्वेषां धनजातानां आददीताग्र्यं अग्रजः ।
यच्च सातिशयं किं चिद्दशतश्चाप्नुयाद्वरम् ॥११४॥
sarveṣāṃ dhanajātānāṃ ādadītāgryaṃ agrajaḥ |
yacca sātiśayaṃ kiṃ ciddaśataścāpnuyādvaram ||114||

Di tutte le sostanze assieme il primogenito prenda il meglio, tutto ciò che è eccellente in ogni genere, ed il migliore di dieci buoi od altro bestiame, se supera per bontà i fratelli.

उद्धारो न दशस्वस्ति संपन्नानां स्वकर्मसु ।
यत्किं चिदेव देयं तु ज्यायसे मानवर्धनम् ॥११५॥
uddhāro na daśasvasti saṃpannānāṃ svakarmasu |
yatkiṃ cideva deyaṃ tu jyāyase mānavardhanam ||115||

Ma non vi è prevalenza a scegliere il migliore di dieci animali fra dei fratelli egualmente abili nel compimento dei loro doveri; soltanto si deve dare qualche cosa al maggiore in segno di rispetto.

एवं समुद्धृतोद्धारे समानंशान्प्रकल्पयेत् ।
उद्धारेऽनुद्धृते त्वेषां इयं स्यादंशकल्पना ॥११६॥
evaṃ samuddhṛtoddhāre samānaṃśānprakalpayet |
uddhāre:’nuddhṛte tveṣāṃ iyaṃ syādaṃśakalpanā ||116||

Se si fa un prelevamento nella maniera suindicata, il resto sia diviso in parti uguali, ma se niente è prelevato, la distribuzione delle parti avvenga nel modo seguente:

एकाधिकं हरेज्ज्येष्ठः पुत्रोऽध्यर्धं ततोऽनुजः ।
अंशं अंशं यवीयांस इति धर्मो व्यवस्थितः ॥११७॥
ekādhikaṃ harejjyeṣṭhaḥ putro:’dhyardhaṃ tato:’nujaḥ |
aṃśaṃ aṃśaṃ yavīyāṃsa iti dharmo vyavasthitaḥ ||117||

Il maggiore abbia una parte doppia, il secondo una parte e mezza – se sopravanzano gli altri per buone qualità – ed i fratelli giovani abbiano una parte: così vuole la legge.

स्वेभ्योऽशेभ्यस्तु कन्याभ्यः प्रदद्युर्भ्रातरः पृथक् ।
स्वात्स्वादंशाच्चतुर्भागं पतिताः स्युरदित्सवः ॥११८॥
svebhyo:’śebhyastu kanyābhyaḥ pradadyurbhrātaraḥ pṛthak |
svātsvādaṃśāccaturbhāgaṃ patitāḥ syuraditsavaḥ ||118||

I fratelli diano, ognuno della loro parte, delle parti alle loro sorelle – della stessa madre, maritate o no – diano loro il quarto della loro parte; quelli che la rifiutano saranno degradati.

अजाविकं सैकशफं न जातु विषमं भजेत् ।
अजाविकं तु विषमं ज्येष्ठस्यैव विधीयते ॥११९॥
ajāvikaṃ saikaśaphaṃ na jātu viṣamaṃ bhajet |
ajāvikaṃ tu viṣamaṃ jyeṣṭhasyaiva vidhīyate ||119||

Un solo capro, un solo montone, un solo animale dall’unghia intera non può essere diviso: un capro o un montone che avanzi, dove esser dato al maggiore.

यवीयाञ् ज्येष्ठभार्यायां पुत्रं उत्पादयेद्यदि ।
समस्तत्र विभागः स्यादिति धर्मो व्यवस्थितः ॥१२०॥
yavīyāñ jyeṣṭhabhāryāyāṃ putraṃ utpādayedyadi |
samastatra vibhāgaḥ syāditi dharmo vyavasthitaḥ ||120||

Se un fratello giovane ha generato un figlio giacendo con la moglie del fratello maggiore morto, la parte deve esser uguale per lui, che è il padre naturale e pel figlio che rappresenta il padre legittimo, senza prelevamento: tale è la regola.

उपसर्जनं प्रधानस्य धर्मतो नोपपद्यते ।
पिता प्रधानं प्रजने तस्माद्धर्मेण तं भजेत् ॥१२१॥
upasarjanaṃ pradhānasya dharmato nopapadyate |
pitā pradhānaṃ prajane tasmāddharmeṇa taṃ bhajet ||121||

Questo figlio non può esser sostituito ad erede principale – il morto primogenito, nel diritto di ricevere una porzione prelevata dall’eredità; l’erede principale è diventato padre in conseguenza della procreazione d’un figlio per parte del giovane fratello questo figlio non deve ricevere secondo la legge, che una porzione eguale – a quella dello zio (che è suo padre naturale).

पुत्रः कनिष्ठो ज्येष्ठायां कनिष्ठायां च पूर्वजः ।
कथं तत्र विभागः स्यादिति चेत्संशयो भवेत् ॥१२२॥
putraḥ kaniṣṭho jyeṣṭhāyāṃ kaniṣṭhāyāṃ ca pūrvajaḥ |
kathaṃ tatra vibhāgaḥ syāditi cetsaṃśayo bhavet ||122||

Per un figlio nato da una ragazza maritata per la prima e un primogenito di una ragazza maritata per ultima, si può essere in dubbio sul modo di far le parti.

एकं वृषभं उद्धारं संहरेत स पूर्वजः ।
ततोऽपरे ज्येष्ठवृषास्तदूनानां स्वमातृतः ॥१२३॥
ekaṃ vṛṣabhaṃ uddhāraṃ saṃhareta sa pūrvajaḥ |
tato:’pare jyeṣṭhavṛṣāstadūnānāṃ svamātṛtaḥ ||123||

Il figlio nato dalla prima donna prelevi sulla eredità un toro; gli altri tori di qualità più scadente sono in seguito per quelli a lui inferiori per via delle madri – maritate più tardi.

ज्येष्ठस्तु जातो ज्येष्ठायां हरेद्वृषभषोडशाः ।
ततः स्वमातृतः शेषा भजेरन्निति धारणा ॥१२४॥
jyeṣṭhastu jāto jyeṣṭhāyāṃ haredvṛṣabhaṣoḍaśāḥ |
tataḥ svamātṛtaḥ śeṣā bhajeranniti dhāraṇā ||124||

Un figlio primogenito messo al mondo da una donna maritata per la prima, prenda quindici vacche e un toro se è saggio e virtuoso – e gli altri figli s’abbiano quello che resta, seguendo ciascuno il diritto che loro trasmette – la madre tale è la regola.

सदृशस्त्रीषु जातानां पुत्राणां अविशेषतः ।
न मातृतो ज्यैष्ठ्यं अस्ति जन्मतो ज्यैष्ठ्यं उच्यते ॥१२५॥
sadṛśastrīṣu jātānāṃ putrāṇāṃ aviśeṣataḥ |
na mātṛto jyaiṣṭhyaṃ asti janmato jyaiṣṭhyaṃ ucyate ||125||

Come fra i figli nati da madri uguali di condizione, senza altra distinzione, non v’è primato per via di madre; la primizia dipende dalla nascita.

जन्मज्येष्ठेन चाह्वानं सुब्रह्मण्यास्वपि स्मृतम् ।
यमयोश्चैव गर्भेषु जन्मतो ज्येष्ठता स्मृता ॥१२६॥
janmajyeṣṭhena cāhvānaṃ subrahmaṇyāsvapi smṛtam |
yamayoścaiva garbheṣu janmato jyeṣṭhatā smṛtā ||126||

Il diritto di invocare – Indra – nelle Swambrahmanyas (preghiere) è dato a colui che è venuto al mondo per primo; e quando, dalle diverse donne, nascono due gemelli, il primato è riconosciuto a colui che è uscito per il primo dalla matrice.

अपुत्रोऽनेन विधिना सुतां कुर्वीत पुत्रिकाम् ।
यदपत्यं भवेदस्यां तन्मम स्यात्स्वधाकरम् ॥१२७॥
aputro:’nena vidhinā sutāṃ kurvīta putrikām |
yadapatyaṃ bhavedasyāṃ tanmama syātsvadhākaram ||127||

Colui che non ha alcun figlio maschio può incaricare la figlia di generargli un figlio, in questo modo – dicendosi: Il figlio maschio che ella metterà al mondo divenga il mio e compia in mio onore le cerimonie funebri.

अनेन तु विधानेन पुरा चक्रेऽथ पुत्रिकाः ।
विवृद्ध्यर्थं स्ववंशस्य स्वयं दक्षः प्रजापतिः ॥१२८॥
anena tu vidhānena purā cakre:’tha putrikāḥ |
vivṛddhyarthaṃ svavaṃśasya svayaṃ dakṣaḥ prajāpatiḥ ||128||

In questa guisa un tempo il Pragiapati Daksha destinò le sue – cinquanta – figlie a dargli dei figlioli per l’accrescimento della stirpe.

ददौ स दश धर्माय कश्यपाय त्रयोदश ।
सोमाय राज्ञे सत्कृत्य प्रीतात्मा सप्तविंशतिम् ॥१२९॥
dadau sa daśa dharmāya kaśyapāya trayodaśa |
somāya rājñe satkṛtya prītātmā saptaviṃśatim ||129||

Ne diede dieci a Dharma, tredici a Kasyapa, e ventisette al re Soma, donandole di ornamenti.

यथैवात्मा तथा पुत्रः पुत्रेण दुहिता समा ।
तस्यां आत्मनि तिष्ठन्त्यां कथं अन्यो धनं हरेत् ॥१३०॥
yathaivātmā tathā putraḥ putreṇa duhitā samā |
tasyāṃ ātmani tiṣṭhantyāṃ kathaṃ anyo dhanaṃ haret ||130||

Il figlio d’un uomo è come lui stesso ed una figlia incaricata dell’ufficio designata – è come un figlio; chi potrebbe raccogliere l’eredità di un uomo – senza figli – quando vi è una figlia che non fa che una anima sola con lui?

मातुस्तु यौतकं यत्स्यात्कुमारीभाग एव सः ।
दौहित्र एव च हरेदपुत्रस्याखिलं धनम् ॥१३१॥
mātustu yautakaṃ yatsyātkumārībhāga eva saḥ |
dauhitra eva ca haredaputrasyākhilaṃ dhanam ||131||

Tutto ciò che è stato dato alla madre all’epoca del suo matrimonio, torna in eredità alla figlia – non maritata; il figlio di una figlia – messo al mondo per l’obbligazione suaccennata – erediterà tutta la sostanza del padre di sua madre morto senza figlio maschio.

दौहित्रो ह्यखिलं रिक्थं अपुत्रस्य पितुर्हरेत् ।
स एव दद्याद्द्वौ पिण्डौ पित्रे मातामहाय च ॥१३२॥
dauhitro hyakhilaṃ rikthaṃ aputrasya piturharet |
sa eva dadyāddvau piṇḍau pitre mātāmahāya ca ||132||

Il figlio di una figlia – maritata in tal guisa – prenda tutta la sostanza dell’avo materno morto senza un figlio maschio ed offra due focacce funebri, l’una al padre, l’altra all’avo materno.

पौत्रदौहित्रयोर्लोके न विशेषोऽस्ति धर्मतः ।
तयोर्हि मातापितरौ संभूतौ तस्य देहतः ॥१३३॥
pautradauhitrayorloke na viśeṣo:’sti dharmataḥ |
tayorhi mātāpitarau saṃbhūtau tasya dehataḥ ||133||

Fra il figliuolo di un figlio e il figlio di una figlia maritata in tal guisa, non v’è a questo mondo differenza alcuna, secondo la legge, poiché il padre del primo e la madre del secondo sono entrambi dello stesso uomo.

पुत्रिकायां कृतायां तु यदि पुत्रोऽनुजायते ।
समस्तत्र विभागः स्याज्ज्येष्ठता नास्ति हि स्त्रियाः ॥१३४॥
putrikāyāṃ kṛtāyāṃ tu yadi putro:’nujāyate |
samastatra vibhāgaḥ syājjyeṣṭhatā nāsti hi striyāḥ ||134||

Se dopo che una figlia è stata incaricata di generare – per suo padre – un figlio maschio, nasce un figlio, a quest’uomo – la parte della successione sia eguale; non v’è diritto di primogenitura per una donna.

अपुत्रायां मृतायां तु पुत्रिकायां कथं चन ।
धनं तत्पुत्रिकाभर्ता हरेतैवाविचारयन् ॥१३५॥
aputrāyāṃ mṛtāyāṃ tu putrikāyāṃ kathaṃ cana |
dhanaṃ tatputrikābhartā haretaivāvicārayan ||135||

Se una ragazza incaricata dal padre di generargli un figlio muore senza aver messo al mondo un maschio, il marito di lei può entrar in possesso della sua sostanza senza esitazione.

अकृता वा कृता वापि यं विन्देत्सदृशात्सुतम् ।
पौत्री मातामहस्तेन दद्यात्पिण्डं हरेद्धनम् ॥१३६॥
akṛtā vā kṛtā vāpi yaṃ vindetsadṛśātsutam |
pautrī mātāmahastena dadyātpiṇḍaṃ hareddhanam ||136||

Abbia o no la ragazza ricevuto l’incarico suddetto in presenza del marito – se essa ha un figlio da suo marito della sua stessa condizione. L’avo materno, per la nascita di questo figlio diventa padre di un figlio e questo figlio deve offrire la focaccia funebre ed ereditar la sostanza.

पुत्रेण लोकाञ् जयति पौत्रेणानन्त्यं अश्नुते ।
अथ पुत्रस्य पौत्रेण ब्रध्नस्याप्नोति विष्टपम् ॥१३७॥
putreṇa lokāñ jayati pautreṇānantyaṃ aśnute |
atha putrasya pautreṇa bradhnasyāpnoti viṣṭapam ||137||

Con un figlio un uomo s’acquista i mondi – celesti con il figlio di un figlio, ottiene l’immortalità; con il figlio del nipote, s’innalza al soggiorno del sole.

पुंनाम्नो नरकाद्यस्मात्त्रायते पितरं सुतः ।
तस्मात्पुत्र इति प्रोक्तः स्वयं एव स्वयंभुवा ॥१३८॥
puṃnāmno narakādyasmāttrāyate pitaraṃ sutaḥ |
tasmātputra iti proktaḥ svayaṃ eva svayaṃbhuvā ||138||

Per il fatto che il figlio libera il padre dal soggiorno infernale detto Put, è stato chiamato Puttra (salvatore dall’inferno) da Brahma stesso.

पौत्रदौहित्रयोर्लोके विशेषो नोपपद्यते ।
दौहित्रोऽपि ह्यमुत्रैनं संतारयति पौत्रवत् ॥१३९॥
pautradauhitrayorloke viśeṣo nopapadyate |
dauhitro:’pi hyamutrainaṃ saṃtārayati pautravat ||139||

Nel mondo non vi è alcuna differenza tra il figlio di un figliuolo e quello di una figlia – incaricata della funzione suaccennata il figlio di una figlia libera l’avo nell’altro mondo, al pari del figlio di un figlio.

मातुः प्रथमतः पिण्डं निर्वपेत्पुत्रिकासुतः ।
द्वितीयं तु पितुस्तस्यास्तृतीयं तत्पितुः पितुः ॥१४०॥
mātuḥ prathamataḥ piṇḍaṃ nirvapetputrikāsutaḥ |
dvitīyaṃ tu pitustasyāstṛtīyaṃ tatpituḥ pituḥ ||140||

Il figlio di una ragazza maritata – per la ragione suaccennata – offra la prima focaccia funebre alla madre, la seconda al padre di sua madre, la terza al suo bisavo materno.

उपपन्नो गुणैः सर्वैः पुत्रो यस्य तु दत्त्रिमः ।
स हरेतैव तद्रिक्थं संप्राप्तोऽप्यन्यगोत्रतः ॥१४१॥
upapanno guṇaiḥ sarvaiḥ putro yasya tu dattrimaḥ |
sa haretaiva tadrikthaṃ saṃprāpto:’pyanyagotrataḥ ||141||

Quando un figlio dotato d’ogni virtù è stato dato ad un uomo – nella maniera suesposta- questo figlio uscito da un’altra famiglia, deve raccogliere tutta l’eredità.

गोत्ररिक्थे जनयितुर्न हरेद्दत्त्रिमः क्व चित् ।
गोत्ररिक्थानुगः पिण्डो व्यपैति ददतः स्वधा ॥१४२॥
gotrarikthe janayiturna hareddattrimaḥ kva cit |
gotrarikthānugaḥ piṇḍo vyapaiti dadataḥ svadhā ||142||

Un figlio dato ad un’altra persona non fa più parte della famiglia del padre naturale e non deve ereditarne la sostanza; la focaccia funebre segue la famiglia ed il patrimonio; per quegli che ha dato suo figlio, non v’è più oblazione funebre, che debba compiere questo figlio.

अनियुक्तासुतश्चैव पुत्रिण्याप्तश्च देवरात् ।
उभौ तौ नार्हतो भागं जारजातककामजौ ॥१४३॥
aniyuktāsutaścaiva putriṇyāptaśca devarāt |
ubhau tau nārhato bhāgaṃ jārajātakakāmajau ||143||

Il figlio di una donna non autorizzata ad aver figli da un altro uomo ed il figlio generato dal fratello del marito con una donna che da un figlio maschio, non sono atti ad ereditare, l’uno essendo figlio di un adultero, l’altro essendo prodotto dalla lussuria.

नियुक्तायां अपि पुमान्नार्यां जातोऽविधानतः ।
नैवार्हः पैतृकं रिक्थं पतितोत्पादितो हि सः ॥१४४॥
niyuktāyāṃ api pumānnāryāṃ jāto:’vidhānataḥ |
naivārhaḥ paitṛkaṃ rikthaṃ patitotpādito hi saḥ ||144||

Il figlio di una donna, anche autorizzata, che non è stato generato secondo le regole, non ha diritto alla eredità paterna; perché è stato generato da un uomo degradato.

हरेत्तत्र नियुक्तायां जातः पुत्रो यथाउरसः ।
क्षेत्रिकस्य तु तद्बीजं धर्मतः प्रसवश्च सः ॥१४५॥
harettatra niyuktāyāṃ jātaḥ putro yathāurasaḥ |
kṣetrikasya tu tadbījaṃ dharmataḥ prasavaśca saḥ ||145||

Ma il figlio generato secondo le regole prescritte da una donna autorizzata – deve ereditare, come un figlio generato dal marito; perché – in questo caso – il seme ed il prodotto appartengono di diritto al proprietario del campo.

धनं यो बिभृयाद्भ्रातुर्मृतस्य स्त्रियं एव च ।
सोऽपत्यं भ्रातुरुत्पाद्य दद्यात्तस्यैव तद्धनम् ॥१४६॥
dhanaṃ yo bibhṛyādbhrāturmṛtasya striyaṃ eva ca |
so:’patyaṃ bhrāturutpādya dadyāttasyaiva taddhanam ||146||

Colui che prende sotto la sua cura i beni d’un fratello morto e sua moglie, dopo aver procreato un figlio per il fratello deve dare a questo figlio tutto ciò che gli spetta quando entra nel sedicesimo anno.

या नियुक्तान्यतः पुत्रं देवराद्वाप्यवाप्नुयात् ।
तं कामजं अरिक्थीयं वृथोत्पन्नं प्रचक्षते ॥१४७॥
yā niyuktānyataḥ putraṃ devarādvāpyavāpnuyāt |
taṃ kāmajaṃ arikthīyaṃ vṛthotpannaṃ pracakṣate ||147||

Quando una donna senza essere autorizzata ha un figlio, per via di commercio sessuale – illegale – con il fratello del marito, od ogni altro parente, questo figlio nato dall’amore è stato dichiarato dai saggi inabile ad ereditare e nato invano.

एतद्विधानं विज्ञेयं विभागस्यैकयोनिषु ।
बह्वीषु चैकजातानां नानास्त्रीषु निबोधत ॥१४८॥
etadvidhānaṃ vijñeyaṃ vibhāgasyaikayoniṣu |
bahvīṣu caikajātānāṃ nānāstrīṣu nibodhata ||148||

Questa regola si deve intendere solo per le partizioni tra figli nati da donno della stessa classe; sappiate ora quello che la legge stabilisce per i figli messi al inondo da più donne di classi differenti.

ब्राह्मणस्यानुपूर्व्येण चतस्रस्तु यदि स्त्रियः ।
तासां पुत्रेषु जातेषु विभागेऽयं विधिः स्मृतः ॥१४९॥
brāhmaṇasyānupūrvyeṇa catasrastu yadi striyaḥ |
tāsāṃ putreṣu jāteṣu vibhāge:’yaṃ vidhiḥ smṛtaḥ ||149||

Se un Brahmano ha quattro mogli – delle quattro classi – e se esse hanno tutte dei figli, udite quale è la regola prescritta nella divisione d’eredità.

कीनाशो गोवृषो यानं अलङ्कारश्च वेश्म च ।
विप्रस्याउद्धारिकं देयं एकांशश्च प्रधानतः ॥१५०॥
kīnāśo govṛṣo yānaṃ alaṅkāraśca veśma ca |
viprasyāuddhārikaṃ deyaṃ ekāṃśaśca pradhānataḥ ||150||

Il servo dell’aratro, il toro che serve a fecondare le vacche, il carro, i gioielli e il principale appartamento devono essere prelevati dall’eredità e dati al figlio della Brahmana, con una parte più grande, in causa della sua superiorità.

त्र्यंशं दायाद्धरेद्विप्रो द्वावंशौ क्षत्रियासुतः ।
वैश्याजः सार्धं एवांशं अंशं शूद्रासुतो हरेत् ॥१५१॥
tryaṃśaṃ dāyāddharedvipro dvāvaṃśau kṣatriyāsutaḥ |
vaiśyājaḥ sārdhaṃ evāṃśaṃ aṃśaṃ śūdrāsuto haret ||151||

Il Brahmano prenda tre parti sul resto della successione; il figlio della Kshatriya prenda due parti; quello della Vaisya. una parte e mezza; quello della Sudra, una sola parte.

सर्वं वा रिक्थजातं तद्दशधा परिकल्प्य च ।
धर्म्यं विभागं कुर्वीत विधिनानेन धर्मवित् ॥१५२॥
sarvaṃ vā rikthajātaṃ taddaśadhā parikalpya ca |
dharmyaṃ vibhāgaṃ kurvīta vidhinānena dharmavit ||152||

Oppure un uomo versato nella legge deve dividere tutta la sostanza in dieci parti – senza prelevamenti – e far una distribuzione legale, nel modo seguente:

चतुरोऽशान्हरेद्विप्रस्त्रीनंशान्क्षत्रियासुतः ।
वैश्यापुत्रो हरेद्द्व्यंशं अंशं शूद्रासुतो हरेत् ॥१५३॥
caturo:’śānharedviprastrīnaṃśānkṣatriyāsutaḥ |
vaiśyāputro hareddvyaṃśaṃ aṃśaṃ śūdrāsuto haret ||153||

Il figlio della Brahmana pigli quattro parti; il figlio della Kshatriya, tre; il figlio della Vaisya, due; il figlio delia Sudra, una sola.

यद्यपि स्यात्तु सत्पुत्रोऽप्यसत्पुत्रोऽपि वा भवेत् ।
नाधिकं दशमाद्दद्याच्छूद्रापुत्राय धर्मतः ॥१५४॥
yadyapi syāttu satputro:’pyasatputro:’pi vā bhavet |
nādhikaṃ daśamāddadyācchūdrāputrāya dharmataḥ ||154||

Ma un Brahmano abbia o no figli – nati da donne delle tre classi rigenerate – non può, per legge, dare al figlio di una Sudra più della decima parte della sostanza.

ब्राह्मणक्षत्रियविशां शूद्रापुत्रो न रिक्थभाक् ।
यदेवास्य पिता दद्यात्तदेवास्य धनं भवेत् ॥१५५॥
brāhmaṇakṣatriyaviśāṃ śūdrāputro na rikthabhāk |
yadevāsya pitā dadyāttadevāsya dhanaṃ bhavet ||155||

Il figlio di un Brahmano, di un Kshatriya o d’un Vaisya nato da una Sudra non è ammesso ad ereditare – a meno che non sia virtuoso e sua madre non sia stata legittimamente maritata – ma ciò che il padre gli dà gli appartiene.

समवर्णासु वा जाताः सर्वे पुत्रा द्विजन्मनाम् ।
उद्धारं ज्यायसे दत्त्वा भजेरन्नितरे समम् ॥१५६॥
samavarṇāsu vā jātāḥ sarve putrā dvijanmanām |
uddhāraṃ jyāyase dattvā bhajerannitare samam ||156||

Tutti i figli di Dwigia, nati da donne appartenenti alla stessa classe dei mariti loro, devono partecipare egualmente alla eredità, dopo che i più giovani hanno data al maggiore la parte prelevata.

शूद्रस्य तु सवर्णैव नान्या भार्या विधीयते ।
तस्यां जाताः समांशाः स्युर्यदि पुत्रशतं भवेत् ॥१५७॥
śūdrasya tu savarṇaiva nānyā bhāryā vidhīyate |
tasyāṃ jātāḥ samāṃśāḥ syuryadi putraśataṃ bhavet ||157||

È imposto a un Sudra di sposare una donna della sua classe e non altri; tutti i figli che nascono da lei devono aver delle parti uguali quand’anche siano in numero di cento.

पुत्रान्द्वादश यानाह नॄणां स्वायंभुवो मनुः ।
तेषां षड्बन्धुदायादाः षडदायादबान्धवाः ॥१५८॥
putrāndvādaśa yānāha nr̥̄ṇāṃ svāyaṃbhuvo manuḥ |
teṣāṃ ṣaḍbandhudāyādāḥ ṣaḍadāyādabāndhavāḥ ||158||

Di questi dodici figli degli uomini che Manu Svayambhuva ha distinti, sei sono parenti ed eredi – della famiglia – e sei non eredi, ma parenti.

औरसः क्षेत्रजश्चैव दत्तः कृत्रिम एव च ।
गूढोत्पन्नोऽपविद्धश्च दायादा बान्धवाश्च षट् ॥१५९॥
aurasaḥ kṣetrajaścaiva dattaḥ kṛtrima eva ca |
gūḍhotpanno:’paviddhaśca dāyādā bāndhavāśca ṣaṭ ||159||

Il figlio generato dal marito in persona, il figlio di sua moglie nato nel modo accennato (v. 59 e 60) un figlio dato, un figlio adottato, un figlio nato clandestinamente, da padre ignoto, un figlio rifiutato dai parenti naturali, sono tutti i sei parenti ed eredi delia famiglia.

कानीनश्च सहोढश्च क्रीतः पौनर्भवस्तथा ।
स्वयंदत्तश्च शौद्रश्च षडदायादबान्धवाः ॥१६०॥
kānīnaśca sahoḍhaśca krītaḥ paunarbhavastathā |
svayaṃdattaśca śaudraśca ṣaḍadāyādabāndhavāḥ ||160||

Il figlio d’una ragazza non maritata, quello di una donna sposata incinta, un figlio comperato, il figlio di una donna maritata due volte, un figlio che si è dato da sé stesso, il figlio di una Sudra, sono parenti tutti e sei, ma non eredi.

यादृशं फलं आप्नोति कुप्लवैः संतरञ् जलम् ।
तादृशं फलं आप्नोति कुपुत्रैः संतरंस्तमः ॥१६१॥
yādṛśaṃ phalaṃ āpnoti kuplavaiḥ saṃtarañ jalam |
tādṛśaṃ phalaṃ āpnoti kuputraiḥ saṃtaraṃstamaḥ ||161||

L’uomo che passa attraverso l’oscurità infernale non lasciando dopo di sé che dei figli spregevoli, ha la stessa sorte di colui che passa un corso d’acqua su una cattiva barca.

यद्येकरिक्थिनौ स्यातां औरसक्षेत्रजौ सुतौ ।
यस्य यत्पैतृकं रिक्थं स तद्गृह्णीत नेतरः ॥१६२॥
yadyekarikthinau syātāṃ aurasakṣetrajau sutau |
yasya yatpaitṛkaṃ rikthaṃ sa tadgṛhṇīta netaraḥ ||162||

Se un uomo ha per eredi della sua sostanza un figlio legittimo e un figlio di sua moglie e di un parente, ognuno d’essi prenda possesso della sostanza del padre naturale, l’uno ad esclusione dell’altro

एक एवाउरसः पुत्रः पित्र्यस्य वसुनः प्रभुः ।
शेषाणां आनृशंस्यार्थं प्रदद्यात्तु प्रजीवनम् ॥१६३॥
eka evāurasaḥ putraḥ pitryasya vasunaḥ prabhuḥ |
śeṣāṇāṃ ānṛśaṃsyārthaṃ pradadyāttu prajīvanam ||163||

Il figlio legittimo di un uomo è solo padrone della sostanza paterna; ma per prevenire il male, assicuri agli altri figli i mezzi di sussistenza.

षष्ठं तु क्षेत्रजस्यांशं प्रदद्यात्पैतृकाद्धनात् ।
औरसो विभजन्दायं पित्र्यं पञ्चमं एव वा ॥१६४॥
ṣaṣṭhaṃ tu kṣetrajasyāṃśaṃ pradadyātpaitṛkāddhanāt |
auraso vibhajandāyaṃ pitryaṃ pañcamaṃ eva vā ||164||

Quando il figlio legittimo ha fatto la stima della sostanza paterna, dia al figlio della donna e di un parente, la sesta parte o la quinta, se è virtuoso.

औरसक्षेत्रजौ पुत्रौ पितृरिक्थस्य भागिनौ ।
दशापरे तु क्रमशो गोत्ररिक्थांशभागिनः ॥१६५॥
aurasakṣetrajau putrau pitṛrikthasya bhāginau |
daśāpare tu kramaśo gotrarikthāṃśabhāginaḥ ||165||

Il figlio legittimo ed il figlio della sposa possono ereditare immediatamente la sostanza paterna – nel modo sopraindicato – ma i dieci altri figli nell’ordine enunciato, non ereditano che dei doveri di famiglia e di una parte della successione.

स्वक्षेत्रे संस्कृतायां तु स्वयं उत्पादयेद्धि यम् ।
तं औरसं विजानीयात्पुत्रं प्राथमकल्पिकम् ॥१६६॥
svakṣetre saṃskṛtāyāṃ tu svayaṃ utpādayeddhi yam |
taṃ aurasaṃ vijānīyātputraṃ prāthamakalpikam ||166||

Il figlio che un uomo genera egli stesso con la moglie alla quale è unito con il sacramento del matrimonio, essendo legittimo, deve essere riconosciuto come il primo per condizione.

यस्तल्पजः प्रमीतस्य क्लीबस्य व्याधितस्य वा ।
स्वधर्मेण नियुक्तायां स पुत्रः क्षेत्रजः स्मृतः ॥१६७॥
yastalpajaḥ pramītasya klībasya vyādhitasya vā |
svadharmeṇa niyuktāyāṃ sa putraḥ kṣetrajaḥ smṛtaḥ ||167||

Colui che è generato, secondo le regole prescritte, dalla moglie di un uomo morto, impotente o malato, è autorizzata a coabitare con un parente, è detto figlio nato nel campo del marito (della sposa).

माता पिता वा दद्यातां यं अद्भिः पुत्रं आपदि ।
सदृशं प्रीतिसंयुक्तं स ज्ञेयो दत्त्रिमः सुतः ॥१६८॥
mātā pitā vā dadyātāṃ yaṃ adbhiḥ putraṃ āpadi |
sadṛśaṃ prītisaṃyuktaṃ sa jñeyo dattrimaḥ sutaḥ ||168||

Si deve riconoscere come figlio donato quello che un padre ed una madre – per consenso mutuo – danno facendo una invocazione alle divinità delle acque, a una persona che non ha figli, se il fanciullo è della stessa classe di questa persona, e dimostra dell’affezione.

सदृशं तु प्रकुर्याद्यं गुणदोषविचक्षणम् ।
पुत्रं पुत्रगुणैर्युक्तं स विज्ञेयश्च कृत्रिमः ॥१६९॥
sadṛśaṃ tu prakuryādyaṃ guṇadoṣavicakṣaṇam |
putraṃ putraguṇairyuktaṃ sa vijñeyaśca kṛtrimaḥ ||169||

Quando un uomo prende per figlio un fanciullo della sua stessa classe, che conosce il vantaggio – dell’osservanza delle cerimonie funebri ed è dotato di tutte le qualità stimate in un figlio, questo è chiamato figlio adottivo.

उत्पद्यते गृहे यस्तु न च ज्ञायेत कस्य सः ।
स गृहे गूढ उत्पन्नस्तस्य स्याद्यस्य तल्पजः ॥१७०॥
utpadyate gṛhe yastu na ca jñāyeta kasya saḥ |
sa gṛhe gūḍha utpannastasya syādyasya talpajaḥ ||170||

Se un fanciullo viene al mondo in casa di qualcuno, senza che si sappia chi è suo padre, questo fanciullo nato clandestinamente nella casa appartiene al marito della donna che l’ha messo al mondo.

मातापितृभ्यां उत्सृष्टं तयोरन्यतरेण वा ।
यं पुत्रं परिगृह्णीयादपविद्धः स उच्यते ॥१७१॥
mātāpitṛbhyāṃ utsṛṣṭaṃ tayoranyatareṇa vā |
yaṃ putraṃ parigṛhṇīyādapaviddhaḥ sa ucyate ||171||

Il fanciullo che un uomo riceve come suo figlio, dopo che è stato abbandonato dal padre e dalla madre, o dall’uno dei due, è chiamato figlio ripudiato.

पितृवेश्मनि कन्या तु यं पुत्रं जनयेद्रहः ।
तं कानीनं वदेन्नाम्ना वोढुः कन्यासमुद्भवम् ॥१७२॥
pitṛveśmani kanyā tu yaṃ putraṃ janayedrahaḥ |
taṃ kānīnaṃ vadennāmnā voḍhuḥ kanyāsamudbhavam ||172||

Quando una ragazza mette al mondo segretamente un figlio nella casa del padre, questo fanciullo, che diventa di colui che sposa questa ragazza, deve esser chiamato figlio di una ragazza.

या गर्भिणी संस्क्रियते ज्ञाताज्ञातापि वा सती ।
वोढुः स गर्भो भवति सहोढ इति चोच्यते ॥१७३॥
yā garbhiṇī saṃskriyate jñātājñātāpi vā satī |
voḍhuḥ sa garbho bhavati sahoḍha iti cocyate ||173||

Se una donna incinta si marita, sia o no conosciuta la sua gravidanza, il maschio che essa porta nel suo grembo appartiene al marito cd è detto ricevuto con la sposa.

क्रीणीयाद्यस्त्वपत्यार्थं मातापित्रोर्यं अन्तिकात् ।
स क्रीतकः सुतस्तस्य सदृशोऽसदृशोऽपि वा ॥१७४॥
krīṇīyādyastvapatyārthaṃ mātāpitroryaṃ antikāt |
sa krītakaḥ sutastasya sadṛśo:’sadṛśo:’pi vā ||174||

Il figlio che un uomo desideroso di avere un tiglio, compera dal padre o dalla madre è detto figlio comperato gli sia uguale o no di buone qualità.

या पत्या वा परित्यक्ता विधवा वा स्वयेच्छया ।
उत्पादयेत्पुनर्भूत्वा स पौनर्भव उच्यते ॥१७५॥
yā patyā vā parityaktā vidhavā vā svayecchayā |
utpādayetpunarbhūtvā sa paunarbhava ucyate ||175||

Quando una donna abbandonata dallo sposo, o vedova, rimaritandosi di sua voglia, mette al mondo un figlio maschio, è chiamato figlio di una donna rimaritata.

सा चेदक्षतयोनिः स्याद्गतप्रत्यागतापि वा ।
पौनर्भवेन भर्त्रा सा पुनः संस्कारं अर्हति ॥१७६॥
sā cedakṣatayoniḥ syādgatapratyāgatāpi vā |
paunarbhavena bhartrā sā punaḥ saṃskāraṃ arhati ||176||

Se essa è ancor vergine – quando si rimarita – o se dopo aver abbandonato il marito, essa torna presso di lui, deve rinnovare la cerimonia del matrimonio con lo sposo che essa prende, in seconde nozze.

मातापितृविहीनो यस्त्यक्तो वा स्यादकारणात् ।
आत्मानं अर्पयेद्यस्मै स्वयंदत्तस्तु स स्मृतः ॥१७७॥
mātāpitṛvihīno yastyakto vā syādakāraṇāt |
ātmānaṃ arpayedyasmai svayaṃdattastu sa smṛtaḥ ||177||

Il fanciullo che ha perso il padre e la madre o che è stato abbandonato da essi, senza motivo, e che s’offre spontaneamente a qualcuno, è detto datosi da sé stesso.

यं ब्राह्मणस्तु शूद्रायां कामादुत्पादयेत्सुतम् ।
स पारयन्नेव शवस्तस्मात्पारशवः स्मृतः ॥१७८॥
yaṃ brāhmaṇastu śūdrāyāṃ kāmādutpādayetsutam |
sa pārayanneva śavastasmātpāraśavaḥ smṛtaḥ ||178||

Il fanciullo che un Brahmano genera per lussuria con una donna della classe servile, quantunque fruisca della vita (Parayan) è come un cadavere (Sava); perciò è chiamato cada vero vivente (Parasava).

दास्यां वा दासदास्यां वा यः शूद्रस्य सुतो भवेत् ।
सोऽनुज्ञातो हरेदंशं इति धर्मो व्यवस्थितः ॥१७९॥
dāsyāṃ vā dāsadāsyāṃ vā yaḥ śūdrasya suto bhavet |
so:’nujñāto haredaṃśaṃ iti dharmo vyavasthitaḥ ||179||

Il figlio generato da un Sudra e da una donna sua schiava, o dalla schiava donna del suo schiavo maschio, può ricevere una parte dell’eredità, se è autorizzato – dai figli legittimi tale è la legge.

क्षेत्रजादीन्सुतानेतानेकादश यथोदितान् ।
पुत्रप्रतिनिधीनाहुः क्रियालोपान्मनीषिणः ॥१८०॥
kṣetrajādīnsutānetānekādaśa yathoditān |
putrapratinidhīnāhuḥ kriyālopānmanīṣiṇaḥ ||180||

Gli undici figli che sono stati enumerati a cominciare dal figlio della sposa, sono stati dichiarati dai legislatori atti a rappresentare successivamente il figlio legittimo, per prevenire la cessazione della cerimonia funebre.

य एतेऽभिहिताः पुत्राः प्रसङ्गादन्यबीजजाः ।
यस्य ते बीजतो जातास्तस्य ते नेतरस्य तु ॥१८१॥
ya ete:’bhihitāḥ putrāḥ prasaṅgādanyabījajāḥ |
yasya te bījato jātāstasya te netarasya tu ||181||

Questi undici figli così chiamati perché possono essere sostituiti al figlio legittimo, e devono la vita ad un altro uomo, sono realmente i figli di colui che ha dato loro vita, e di nessun altro.

भ्रातॄणां एकजातानां एकश्चेत्पुत्रवान्भवेत् ।
सर्वांस्तांस्तेन पुत्रेण पुत्रिणो मनुरब्रवीत् ॥१८२॥
bhrātr̥̄ṇāṃ ekajātānāṃ ekaścetputravānbhavet |
sarvāṃstāṃstena putreṇa putriṇo manurabravīt ||182||

Se fra più fratelli di padre e madre ve ne è uno che abbia un figlio, Manu li ha tutti dichiarati padri di un fanciullo per cagione di questo figlio – gli zii di questo fanciullo non devono adottar altri figli -; egli raccolga la loro eredità e offra loro la focaccia funebre.

सर्वासां एकपत्नीनां एका चेत्पुत्रिणी भवेत् ।
सर्वास्तास्तेन पुत्रेण प्राह पुत्रवतीर्मनुः ॥१८३॥
sarvāsāṃ ekapatnīnāṃ ekā cetputriṇī bhavet |
sarvāstāstena putreṇa prāha putravatīrmanuḥ ||183||

Se fra le mogli dello stesso marito, una dà vita ad un figlio, tutte per via di questo figlio, sono state dichiarate da Manu, madri di un fanciullo maschio.

श्रेयसः श्रेयसोऽलाभे पापीयान्रिक्थं अर्हति ।
बहवश्चेत्तु सदृशाः सर्वे रिक्थस्य भागिनः ॥१८४॥
śreyasaḥ śreyaso:’lābhe pāpīyānrikthaṃ arhati |
bahavaścettu sadṛśāḥ sarve rikthasya bhāginaḥ ||184||

In mancanza di ognuno dei primi per ordine – di questi undici figli – colui che segue, deve raccogliere l’eredità, ma, se ne esistono parecchi della stessa condizione, tutti devono aver la loro parte della sostanza.

न भ्रातरो न पितरः पुत्रा रिक्थहराः पितुः ।
पिता हरेदपुत्रस्य रिक्थं भ्रातर एव च ॥१८५॥
na bhrātaro na pitaraḥ putrā rikthaharāḥ pituḥ |
pitā haredaputrasya rikthaṃ bhrātara eva ca ||185||

Non sono né i fratelli, né il padre, né la madre, ma i figli che devono ereditare dal padre; la fortuna di un uomo che non lascia figli torna al padre ed ai fratelli.

त्रयाणां उदकं कार्यं त्रिषु पिण्डः प्रवर्तते ।
चतुर्थः संप्रदातैषां पञ्चमो नोपपद्यते ॥१८६॥
trayāṇāṃ udakaṃ kāryaṃ triṣu piṇḍaḥ pravartate |
caturthaḥ saṃpradātaiṣāṃ pañcamo nopapadyate ||186||

Si devono fare delle libazioni d’acqua per i tre progenitori; una focaccia deve esser loro offerta; la quarta persona è quella che offre; la quinta non partecipa dell’oblazione.

अनन्तरः सपिण्डाद्यस्तस्य तस्य धनं भवेत् ।
अत ऊर्ध्वं सकुल्यः स्यादाचार्यः शिष्य एव वा ॥१८७॥
anantaraḥ sapiṇḍādyastasya tasya dhanaṃ bhavet |
ata ūrdhvaṃ sakulyaḥ syādācāryaḥ śiṣya eva vā ||187||

Al Sapinda appartiene l’eredità; in mancanza, il Samanodaka, sarà l’erede, oppure il precettore o l’allievo spirituale del defunto.

सर्वेषां अप्यभावे तु ब्राह्मणा रिक्थभागिनः ।
त्रैविद्याः शुचयो दान्तास्तथा धर्मो न हीयते ॥१८८॥
sarveṣāṃ apyabhāve tu brāhmaṇā rikthabhāginaḥ |
traividyāḥ śucayo dāntāstathā dharmo na hīyate ||188||

In mancanza di tutte queste persone, dei Brahmani versati nei tre libri sacri, puri e signori delle loro passioni, sono chiamati ad ereditare; in questa guisa, i doveri funebri non possono cessare.

अहार्यं ब्राह्मणद्रव्यं राज्ञा नित्यं इति स्थितिः ।
इतरेषां तु वर्णानां सर्वाभावे हरेन्नृपः ॥१८९॥
ahāryaṃ brāhmaṇadravyaṃ rājñā nityaṃ iti sthitiḥ |
itareṣāṃ tu varṇānāṃ sarvābhāve harennṛpaḥ ||189||

La proprietà dei Brahmani non deve mai tornar al re: tale è la regola stabilita, ma nell’altre classi, in mancanza d’eredi, il re si metta in possesso della sostanza.

संस्थितस्यानपत्यस्य सगोत्रात्पुत्रं आहरेत् ।
तत्र यद्रिक्थजातं स्यात्तत्तस्मिन्प्रतिपादयेत् ॥१९०॥
saṃsthitasyānapatyasya sagotrātputraṃ āharet |
tatra yadrikthajātaṃ syāttattasminpratipādayet ||190||

Se la vedova di un uomo morto senza figli concepisce un maschio coabitando con un parente, dia a questo figlio ciò che suo marito possedeva.

द्वौ तु यौ विवदेयातां द्वाभ्यां जातौ स्त्रिया धने ।
तयोर्यद्यस्य पित्र्यं स्यात्तत्स गृह्णीत नेतरः ॥१९१॥
dvau tu yau vivadeyātāṃ dvābhyāṃ jātau striyā dhane |
tayoryadyasya pitryaṃ syāttatsa gṛhṇīta netaraḥ ||191||

Se due figli nati dalla stessa madre da due mariti, sono in contestazione per il loro patrimonio che è nelle mani della madre, ognuno prenda possesso della sostanza paterna ad esclusione dell’altro.

जनन्यां संस्थितायां तु समं सर्वे सहोदराः ।
भजेरन्मातृकं रिक्थं भगिन्यश्च सनाभयः ॥१९२॥
jananyāṃ saṃsthitāyāṃ tu samaṃ sarve sahodarāḥ |
bhajeranmātṛkaṃ rikthaṃ bhaginyaśca sanābhayaḥ ||192||

Alla morte della madre, i fratelli uterini e le sorelle uterine nubili; si dividano in parti uguali la sostanza materna, le maritate s’abbiano un dono in proporzione.

यास्तासां स्युर्दुहितरस्तासां अपि यथार्हतः ।
मातामह्या धनात्किं चित्प्रदेयं प्रीतिपूर्वकम् ॥१९३॥
yāstāsāṃ syurduhitarastāsāṃ api yathārhataḥ |
mātāmahyā dhanātkiṃ citpradeyaṃ prītipūrvakam ||193||

Ed anche, se hanno figlie, è conveniente donar loro qualche cosa della fortuna della loro nonna materna, in segno d’affetto.

अध्यग्न्यध्यावाहनिकं दत्तं च प्रीतिकर्मणि ।
भ्रातृमातृपितृप्राप्तं षड्विधं स्त्रीधनं स्मृतम् ॥१९४॥
adhyagnyadhyāvāhanikaṃ dattaṃ ca prītikarmaṇi |
bhrātṛmātṛpitṛprāptaṃ ṣaḍvidhaṃ strīdhanaṃ smṛtam ||194||

La sostanza particolare di una donna è di sei specie: ciò che gli è stato dato davanti il fuoco nuziale; ciò che gli è stato dato al momento della sua partenza per la casa del marito; ciò che gli è stato dato in segno d’affetto; ciò che essa ha ricevuto dal fratello, dalla madre, dal padre.

अन्वाधेयं च यद्दत्तं पत्या प्रीतेन चैव यत् ।
पत्यौ जीवति वृत्तायाः प्रजायास्तद्धनं भवेत् ॥१९५॥
anvādheyaṃ ca yaddattaṃ patyā prītena caiva yat |
patyau jīvati vṛttāyāḥ prajāyāstaddhanaṃ bhavet ||195||

I doni che essa ha ricevuti dopo il matrimonio o quelli che il marito le ha fatto per amicizia, devono appartenere dopo morte ai suoi figli, anche vivente il marito.

ब्राह्मदैवार्षगान्धर्व प्राजापत्येषु यद्वसु ।
अप्रजायां अतीतायां भर्तुरेव तदिष्यते ॥१९६॥
brāhmadaivārṣagāndharva prājāpatyeṣu yadvasu |
aprajāyāṃ atītāyāṃ bhartureva tadiṣyate ||196||

È stato deciso che tutto ciò che possiede una giovaane donna maritata secondo il modo di Brahma, degli Dei, dei santi, dei musici celesti, dei creatori, deve tornare al marito, se essa muore senza lasciar posterità.

यत्त्वस्याः स्याद्धनं दत्तं विवाहेष्वासुरादिषु ।
अप्रजायां अतीतायां मातापित्रोस्तदिष्यते ॥१९७॥
yattvasyāḥ syāddhanaṃ dattaṃ vivāheṣvāsurādiṣu |
aprajāyāṃ atītāyāṃ mātāpitrostadiṣyate ||197||

Ma è ordinato che tutta la fortuna che ha potuto esserle donata in un matrimonio secondo il modo dei cattivi geni, o secondo i due altri modi, divenga la parte del padre e della madre se muore senza figliuoli.

स्त्रियां तु यद्भवेद्वित्तं पित्रा दत्तं कथं चन ।
ब्राह्मणी तद्धरेत्कन्या तदपत्यस्य वा भवेत् ॥१९८॥
striyāṃ tu yadbhavedvittaṃ pitrā dattaṃ kathaṃ cana |
brāhmaṇī taddharetkanyā tadapatyasya vā bhavet ||198||

Tutta la fortuna che può essere, stata donata in qualsiasi tempo dal padre, ad una donna – che ha per marito un Brahmano – deve tornare alla figlia di una Brahmana o ai suoi figli.

न निर्हारं स्त्रियः कुर्युः कुटुम्बाद्बहुमध्यगात् ।
स्वकादपि च वित्ताद्धि स्वस्य भर्तुरनाज्ञया ॥१९९॥
na nirhāraṃ striyaḥ kuryuḥ kuṭumbādbahumadhyagāt |
svakādapi ca vittāddhi svasya bharturanājñayā ||199||

Una donna non può metter niente da parte per sé dei beni che sono comuni a lei ed a molti suoi parenti, cosi come la fortuna del marito, senza permesso.

पत्यौ जीवति यः स्त्रीभिरलङ्कारो धृतो भवेत् ।
न तं भजेरन्दायादा भजमानाः पतन्ति ते ॥२००॥
patyau jīvati yaḥ strībhiralaṅkāro dhṛto bhavet |
na taṃ bhajerandāyādā bhajamānāḥ patanti te ||200||

Gli ornamenti portati dalle donne durante la vita dei mariti, non devono esser divisi dagli eredi dei mariti tra loro: se ne fanno le parti, sono colpevoli.

अनंशौ क्लीबपतितौ जात्यन्धबधिरौ तथा ।
उन्मत्तजडमूकाश्च ये च के चिन्निरिन्द्रियाः ॥२०१॥
anaṃśau klībapatitau jātyandhabadhirau tathā |
unmattajaḍamūkāśca ye ca ke cinnirindriyāḥ ||201||

Gli eunuchi, gli uomini degradati, i ciechi, i sordi di nascita, i pazzi, gli idioti, i muti, gli storpiati, non sono ammessi ad ereditare.

सर्वेषां अपि तु न्याय्यं दातुं शक्त्या मनीषिणा ।
ग्रासाच्छादनं अत्यन्तं पतितो ह्यददद्भवेत् ॥२०२॥
sarveṣāṃ api tu nyāyyaṃ dātuṃ śaktyā manīṣiṇā |
grāsācchādanaṃ atyantaṃ patito hyadadadbhavet ||202||

Ma è giusto che ogni uomo assennato che eredita dia loro, per quanto è in suo potere, i mezzi di vivere e vestirsi sino alla fine dei loro giorni: se non lo facesse, sarebbe malvagio.

यद्यर्थिता तु दारैः स्यात्क्लीबादीनां कथं चन ।
तेषां उत्पन्नतन्तूनां अपत्यं दायं अर्हति ॥२०३॥
yadyarthitā tu dāraiḥ syātklībādīnāṃ kathaṃ cana |
teṣāṃ utpannatantūnāṃ apatyaṃ dāyaṃ arhati ||203||

Se, qualche volta, viene in mente all’eunuco ed agli altri di ammogliarsi, se essi hanno dei figliuoli, questi sono abili ad ereditare.

यत्किं चित्पितरि प्रेते धनं ज्येष्ठोऽधिगच्छति ।
भागो यवीयसां तत्र यदि विद्यानुपालिनः ॥२०४॥
yatkiṃ citpitari prete dhanaṃ jyeṣṭho:’dhigacchati |
bhāgo yavīyasāṃ tatra yadi vidyānupālinaḥ ||204||

Dopo la morte del padre, se il primogenito – vivendo in comune con i fratelli – fa qualche guadagno col suo lavoro -, i giovani fratelli devono averne una parte se si applicano allo studio della scienza sacra;

अविद्यानां तु सर्वेषां ईहातश्चेद्धनं भवेत् ।
समस्तत्र विभागः स्यादपित्र्य इति धारणा ॥२०५॥
avidyānāṃ tu sarveṣāṃ īhātaśceddhanaṃ bhavet |
samastatra vibhāgaḥ syādapitrya iti dhāraṇā ||205||

E se essi sono – estranei allo studio della scienza e guadagnano cosi il loro lavoro, la parte dei profitti sia eguale tra loro, poiché ciò non deriva dal padre: questa è la decisione di Manu.

विद्याधनं तु यद्यस्य तत्तस्यैव धनं भवेत् ।
मैत्र्यं औद्वाहिकं चैव माधुपर्किकं एव च ॥२०६॥
vidyādhanaṃ tu yadyasya tattasyaiva dhanaṃ bhavet |
maitryaṃ audvāhikaṃ caiva mādhuparkikaṃ eva ca ||206||

Ma la ricchezza acquistata con il sapere appartiene esclusivamente a colui che l’ha acquistata, al pari di una cosa data ad un amico, o ricevuta in occasione d’un matrimonio, o presentata come offerta d’ospitalità.

भ्रातॄणां यस्तु नेहेत धनं शक्तः स्वकर्मणा ।
स निर्भाज्यः स्वकादंशात्किं चिद्दत्त्वोपजीवनम् ॥२०७॥
bhrātr̥̄ṇāṃ yastu neheta dhanaṃ śaktaḥ svakarmaṇā |
sa nirbhājyaḥ svakādaṃśātkiṃ ciddattvopajīvanam ||207||

Se uno dei fratelli è in istato di accumulare sostanza con la sua professione e non ha bisogno dei beni paterni deve rinunciare alla sua parte dopo che gli è stato fatto un leggiero dono.

अनुपघ्नन्पितृद्रव्यं श्रमेण यदुपार्जितम् ।
स्वयं ईहितलब्धं तन्नाकामो दातुं अर्हति ॥२०८॥
anupaghnanpitṛdravyaṃ śrameṇa yadupārjitam |
svayaṃ īhitalabdhaṃ tannākāmo dātuṃ arhati ||208||

Ciò che un fratello ha acquistato con le sue fatiche senza nuocere alla sostanza paterna, non deve darlo altrui contro voglia, poiché egli l’ha acquistato con il suo lavoro.

पैतृकं तु पिता द्रव्यं अनवाप्तं यदाप्नुयात् ।
न तत्पुत्रैर्भजेत्सार्धं अकामः स्वयं अर्जितम् ॥२०९॥
paitṛkaṃ tu pitā dravyaṃ anavāptaṃ yadāpnuyāt |
na tatputrairbhajetsārdhaṃ akāmaḥ svayaṃ arjitam ||209||

Quando un padre giunge a riacquistare con i suoi sforzi un bene che suo padre non aveva potuto riavere, non lo divida contro voglia ai figli poiché da lui solo è stato acquistato.

विभक्ताः सह जीवन्तो विभजेरन्पुनर्यदि ।
समस्तत्र विभागः स्याज्ज्यैष्ठ्यं तत्र न विद्यते ॥२१०॥
vibhaktāḥ saha jīvanto vibhajeranpunaryadi |
samastatra vibhāgaḥ syājjyaiṣṭhyaṃ tatra na vidyate ||210||

Se dei fratelli, dopo essersi separati, si riuniscono poi per vivere in comune, le parti siano eguali; non v’è in questo caso diritto di primogenitura.

येषां ज्येष्ठः कनिष्ठो वा हीयेतांशप्रदानतः ।
म्रियेतान्यतरो वापि तस्य भागो न लुप्यते ॥२११॥
yeṣāṃ jyeṣṭhaḥ kaniṣṭho vā hīyetāṃśapradānataḥ |
mriyetānyataro vāpi tasya bhāgo na lupyate ||211||

Se il primogenito od il più giovane di molti fratelli è privato dalla sua parte al momento della divisione o se uno d’essi viene a morire, non è la loro parte considerata come persa.

सोदर्या विभजेरंस्तं समेत्य सहिताः समम् ।
भ्रातरो ये च संसृष्टा भागिन्यश्च सनाभयः ॥२१२॥
sodaryā vibhajeraṃstaṃ sametya sahitāḥ samam |
bhrātaro ye ca saṃsṛṣṭā bhāginyaśca sanābhayaḥ ||212||

Ma i suoi fratelli uterini che hanno riunito le loro parti in comune e le sorelle uterine si riuniscano e dividano tra di essi la parte.

यो ज्येष्ठो विनिकुर्वीत लोभाद्भ्रातॄन्यवीयसः ।
सोऽज्येष्ठः स्यादभागश्च नियन्तव्यश्च राजभिः ॥२१३॥
yo jyeṣṭho vinikurvīta lobhādbhrātr̥̄nyavīyasaḥ |
so:’jyeṣṭhaḥ syādabhāgaśca niyantavyaśca rājabhiḥ ||213||

Un primogenito che per cupidigia fa torto ai suoi fratelli giovani è privato della primogenitura della sua parte e deve esser punito con un’ammenda dal re.

सर्व एव विकर्मस्था नार्हन्ति भ्रातरो धनम् ।
न चादत्त्वा कनिष्ठेभ्यो ज्येष्ठः कुर्वीत यौतकम् ॥२१४॥
sarva eva vikarmasthā nārhanti bhrātaro dhanam |
na cādattvā kaniṣṭhebhyo jyeṣṭhaḥ kurvīta yautakam ||214||

Tutti i fratelli che sono dediti a qualche vizio perdono il loro diritto all’eredità, ma il maggiore non deve appropriarsi tutta la sostanza senza dar nulla ai fratelli.

भ्रातॄणां अविभक्तानां यद्युत्थानं भवेत्सह ।
न पुत्रभागं विषमं पिता दद्यात्कथं चन ॥२१५॥
bhrātr̥̄ṇāṃ avibhaktānāṃ yadyutthānaṃ bhavetsaha |
na putrabhāgaṃ viṣamaṃ pitā dadyātkathaṃ cana ||215||

Se dei fratelli vivendo in comune con il padre uniscono i loro sforzi per una stessa impresa, il padre non deve mai far parti ineguali dividendone i benefici.

ऊर्ध्वं विभागाज्जातस्तु पित्र्यं एव हरेद्धनम् ।
संसृष्टास्तेन वा ये स्युर्विभजेत स तैः सह ॥२१६॥
ūrdhvaṃ vibhāgājjātastu pitryaṃ eva hareddhanam |
saṃsṛṣṭāstena vā ye syurvibhajeta sa taiḥ saha ||216||

Il figlio nato dopo una divisione, fatta vivente il padre, prenda possesso della parte di suo padre oppure se i fratelli hanno di nuovo riunite le loro parti alla sua, divida ancora con essi.

अनपत्यस्य पुत्रस्य माता दायं अवाप्नुयात् ।
मातर्यपि च वृत्तायां पितुर्माता हरेद्धनम् ॥२१७॥
anapatyasya putrasya mātā dāyaṃ avāpnuyāt |
mātaryapi ca vṛttāyāṃ piturmātā hareddhanam ||217||

Se un figlio muore senza prole – e senza moglie la madre, o il padre, deve ereditarne i beni: se la madre è morta, la madre del padre, o l’avo paterno, prenda questi beni.

ऋणे धने च सर्वस्मिन्प्रविभक्ते यथाविधि ।
पश्चाद्दृश्येत यत्किं चित्तत्सर्वं समतां नयेत् ॥२१८॥
ṛṇe dhane ca sarvasminpravibhakte yathāvidhi |
paścāddṛśyeta yatkiṃ cittatsarvaṃ samatāṃ nayet ||218||

Quando tutti i debiti e tutta la sostanza sono stati convenientemente distribuiti secondo la legge, tutto ciò che viene trovato in seguito, deve esser diviso allo stesso modo.

वस्त्रं पत्रं अलङ्कारं कृतान्नं उदकं स्त्रियः ।
योगक्षेमं प्रचारं च न विभाज्यं प्रचक्षते ॥२१९॥
vastraṃ patraṃ alaṅkāraṃ kṛtānnaṃ udakaṃ striyaḥ |
yogakṣemaṃ pracāraṃ ca na vibhājyaṃ pracakṣate ||219||

Gli abiti, i carri, i gioielli, di poco prezzo, del riso preparato, l’acqua, di un pozzo, le schiave, i consiglieri spirituali od i sacerdoti di casa, i pascoli del bestiame sono stati dichiararti tali da non potersi dividere, devono però esser usati come prima in comune.

अयं उक्तो विभागो वः पुत्राणां च क्रियाविधिः ।
क्रमशः क्षेत्रजादीनां द्यूतधर्मं निबोधत ॥२२०॥
ayaṃ ukto vibhāgo vaḥ putrāṇāṃ ca kriyāvidhiḥ |
kramaśaḥ kṣetrajādīnāṃ dyūtadharmaṃ nibodhata ||220||

La legge delle eredità e le regole che concernono i figli, a cominciar dalla sposa, vi sono state esposte: sappiate ora la legge che si riferisce ai giuochi d’azzardo.

द्यूतं समाह्वयं चैव राजा राष्ट्रान्निवारयेत् ।
राजान्तकरणावेतौ द्वौ दोषौ पृथिवीक्षिताम् ॥२२१॥
dyūtaṃ samāhvayaṃ caiva rājā rāṣṭrānnivārayet |
rājāntakaraṇāvetau dvau doṣau pṛthivīkṣitām ||221||

I giuochi e le scommesse devono esser proscritte da un re, dal suo regno: queste colpevoli usanze determinano per i principi la perdita del regno.

प्रकाशं एतत्तास्कर्यं यद्देवनसमाह्वयौ ।
तयोर्नित्यं प्रतीघाते नृपतिर्यत्नवान्भवेत् ॥२२२॥
prakāśaṃ etattāskaryaṃ yaddevanasamāhvayau |
tayornityaṃ pratīghāte nṛpatiryatnavānbhavet ||222||

I giuochi e le scommesse sono furti evidenti: così il re deve fare ogni sforzo per ostacolarli.

अप्राणिभिर्यत्क्रियते तल्लोके द्यूतं उच्यते ।
प्राणिभिः क्रियते यस्तु स विज्ञेयः समाह्वयः ॥२२३॥
aprāṇibhiryatkriyate talloke dyūtaṃ ucyate |
prāṇibhiḥ kriyate yastu sa vijñeyaḥ samāhvayaḥ ||223||

Il giuoco ordinario è quello nel quale si usano oggetti inanimati – dei dadi si chiama scommessa (Samahwaya) il giuoco nel quale si fanno agire esseri animati – come dei galli, degli arieti, preceduto da un impegno di denaro.

द्यूतं समाह्वयं चैव यः कुर्यात्कारयेत वा ।
तान्सर्वान्घातयेद्राजा शूद्रांश्च द्विजलिङ्गिनः ॥२२४॥
dyūtaṃ samāhvayaṃ caiva yaḥ kuryātkārayeta vā |
tānsarvānghātayedrājā śūdrāṃśca dvijaliṅginaḥ ||224||

Colui che si dedica al giuoco o alle scommesse e colui che ne fornisce il mezzo – tenendo una casa di giuoco – devono essere puniti con pene corporali dal re; al pari dei Sudra che portino le insegne degli Dwigia.

कितवान्कुशीलवान्क्रूरान्पाषण्डस्थांश्च मानवान् ।
विकर्मस्थान्शौण्डिकांश्च क्षिप्रं निर्वासयेत्पुरात् ॥२२५॥
kitavānkuśīlavānkrūrānpāṣaṇḍasthāṃśca mānavān |
vikarmasthānśauṇḍikāṃśca kṣipraṃ nirvāsayetpurāt ||225||

I giocatori, i danzatori, i cantanti pubblici, gli uomini che screditano i libri sacri, i religiosi eretici, gli uomini che non compiono i doveri della loro classe, i mercanti di liquori spiritosi, devono esser scacciati dalla città.

एते राष्ट्रे वर्तमाना राज्ञः प्रछन्नतस्कराः ।
विकर्मक्रियया नित्यं बाधन्ते भद्रिकाः प्रजाः ॥२२६॥
ete rāṣṭre vartamānā rājñaḥ prachannataskarāḥ |
vikarmakriyayā nityaṃ bādhante bhadrikāḥ prajāḥ ||226||

Quando questi ladri segreti sono diffusi nel territorio di un re. con le loro azioni perverse, tengono continuamente in timore le persone oneste.

द्यूतं एतत्पुरा कल्पे दृष्टं वैरकरं महत् ।
तस्माद्द्यूतं न सेवेत हास्यार्थं अपि बुद्धिमान् ॥२२७॥
dyūtaṃ etatpurā kalpe dṛṣṭaṃ vairakaraṃ mahat |
tasmāddyūtaṃ na seveta hāsyārthaṃ api buddhimān ||227||

In altri tempi, in una creazione precedente, il giuoco è stato riconosciuto come un grande motivo d’odio: per conseguenza l’uomo saggio non deve dedicarsi al giuoco nemmeno per distrarsi.

प्रच्छन्नं वा प्रकाशं वा तन्निषेवेत यो नरः ।
तस्य दण्डविकल्पः स्याद्यथेष्टं नृपतेस्तथा ॥२२८॥
pracchannaṃ vā prakāśaṃ vā tanniṣeveta yo naraḥ |
tasya daṇḍavikalpaḥ syādyatheṣṭaṃ nṛpatestathā ||228||

L’uomo, che in pubblico o in segreto si dà al giuoco, deve subire il castigo che al re piace d’imporgli.

क्षत्रविट्शूद्रयोनिस्तु दण्डं दातुं अशक्नुवन् ।
आनृण्यं कर्मणा गच्छेद्विप्रो दद्याच्छनैः शनैः ॥२२९॥
kṣatraviṭśūdrayonistu daṇḍaṃ dātuṃ aśaknuvan |
ānṛṇyaṃ karmaṇā gacchedvipro dadyācchanaiḥ śanaiḥ ||229||

Ogni uomo che appartenga alla classe militare, commerciante; servile che non può pagare un’ammenda; se ne libererà prestando l’opera sua: un Brahmano la pagherà a poco a poco.

स्त्रीबालोन्मत्तवृद्धानां दरिद्राणां च रोगिणाम् ।
शिफाविदलरज्ज्वाद्यैर्विदध्यान्नृपतिर्दमम् ॥२३०॥
strībālonmattavṛddhānāṃ daridrāṇāṃ ca rogiṇām |
śiphāvidalarajjvādyairvidadhyānnṛpatirdamam ||230||

La pena inflitta dal re alle donne, ai fanciulli, ai pazzi, alle persone in età, ai poveri, ai deboli sia – d’esser battuti con uno scudiscio, o con un ramo di bambù, o di esser legati con delle corde.

ये नियुक्तास्तु कार्येषु हन्युः कार्याणि कार्यिणाम् ।
धनोष्मणा पच्यमानास्तान्निःस्वान्कारयेन्नृपः ॥२३१॥
ye niyuktāstu kāryeṣu hanyuḥ kāryāṇi kāryiṇām |
dhanoṣmaṇā pacyamānāstānniḥsvānkārayennṛpaḥ ||231||

Il re deve confiscare tutti i beni dei ministri, che incaricati degli affari pubblici, accesi d’orgoglio per le loro ricchezze, rovinano gli affari di quelli che li sottopongono alle loro decisioni

कूटशासनकर्तॄंश्च प्रकृतीनां च दूषकान् ।
स्त्रीबालब्राह्मणघ्नांश्च हन्याद्द्विट्सेविनस्तथा ॥२३२॥
kūṭaśāsanakartr̥̄ṃśca prakṛtīnāṃ ca dūṣakān |
strībālabrāhmaṇaghnāṃśca hanyāddviṭsevinastathā ||232||

Il re metta a morte tutti quelli che mettono fuori editti-falsi, quelli che determinano dei dissensi fra i ministri, quelli che uccidono delle donne, dei fanciulli, dei Brahmani e quelli che sono d’accordo con i nemici.

तीरितं चानुशिष्टं च यत्र क्व चन यद्भवेत् ।
कृतं तद्धर्मतो विद्यान्न तद्भूयो निवर्तयेत् ॥२३३॥
tīritaṃ cānuśiṣṭaṃ ca yatra kva cana yadbhavet |
kṛtaṃ taddharmato vidyānna tadbhūyo nivartayet ||233||

Ogni affare che, in qualsiasi epoca, sia stato condotto a termine e giudicato, se la legge è stata seguita, deve essere considerato dal re come chiuso: non lo faccia ricominciare;

अमात्याः प्राड्विवाको वा यत्कुर्युः कार्यं अन्यथा ।
तत्स्वयं नृपतिः कुर्यात्तान्सहस्रं च दण्डयेत् ॥२३४॥
amātyāḥ prāḍvivāko vā yatkuryuḥ kāryaṃ anyathā |
tatsvayaṃ nṛpatiḥ kuryāttānsahasraṃ ca daṇḍayet ||234||

Ma qualunque affare sia stato ingiustamente deciso dai ministri o dal giudice, il re lo riesamini ili condanni ad un’ammenda di mille Pana.

ब्रह्महा च सुरापश्च स्तेयी च गुरुतल्पगः ।
एते सर्वे पृथग्ज्ञेया महापातकिनो नराः ॥२३५॥
brahmahā ca surāpaśca steyī ca gurutalpagaḥ |
ete sarve pṛthagjñeyā mahāpātakino narāḥ ||235||

L’uccisore di un Brahmano, il bevitore di liquori fermentati, l’uomo che ha rubato oro ad un Brahmano, e colui che ha contaminato il talamo del suo padre spirituale, o del proprio padre, devono essere’ considerati come colpevoli di un gran delitto.

चतुर्णां अपि चैतेषां प्रायश्चित्तं अकुर्वताम् ।
शारीरं धनसंयुक्तं दण्डं धर्म्यं प्रकल्पयेत् ॥२३६॥
caturṇāṃ api caiteṣāṃ prāyaścittaṃ akurvatām |
śārīraṃ dhanasaṃyuktaṃ daṇḍaṃ dharmyaṃ prakalpayet ||236||

Se questi quattro uomini non ne fanno espiazione, il re infligga loro un castigo corporale od un’ammenda.

गुरुतल्पे भगः कार्यः सुरापाने सुराध्वजः ।
स्तेये च श्वपदं कार्यं ब्रह्महण्यशिराः पुमान् ॥२३७॥
gurutalpe bhagaḥ kāryaḥ surāpāne surādhvajaḥ |
steye ca śvapadaṃ kāryaṃ brahmahaṇyaśirāḥ pumān ||237||

Per aver contaminato il letto del padre spirituale, si imprimano sulla fronte del colpevole un marchio raffigurante le parti genitali di una donna; per aver bevuto liquori spiritosi si imprima l’insegna di un distillatore; per aver rubato l’oro del Brahmano un piede di cane, per l’uccisione di un Brahmano, un uomo senza testa.

असंभोज्या ह्यसंयाज्या असंपाठ्याऽविवाहिनः ।
चरेयुः पृथिवीं दीनाः सर्वधर्मबहिष्कृताः ॥२३८॥
asaṃbhojyā hyasaṃyājyā asaṃpāṭhyā:’vivāhinaḥ |
careyuḥ pṛthivīṃ dīnāḥ sarvadharmabahiṣkṛtāḥ ||238||

Non si deve né mangiare con questi uomini, né sacrificare, né studiare, né legarsi in parentela: vaghino per la terra in uno stato miserabile, esclusi da ogni dovere sociale.

ज्ञातिसंबन्धिभिस्त्वेते त्यक्तव्याः कृतलक्षणाः ।
निर्दया निर्नमस्कारास्तन्मनोरनुशासनम् ॥२३९॥
jñātisaṃbandhibhistvete tyaktavyāḥ kṛtalakṣaṇāḥ |
nirdayā nirnamaskārāstanmanoranuśāsanam ||239||

Questi uomini segnati dal marchio d’infamia devono essere abbandonati dai parenti per via di padre e di madre: non meritano né compassione né riguardi. Tale è l’ingiunzione del Manu.

प्रायश्चित्तं तु कुर्वाणाः सर्ववर्णा यथोदितम् ।
नाङ्क्या राज्ञा ललाटे स्युर्दाप्यास्तूत्तमसाहसम् ॥२४०॥
prāyaścittaṃ tu kurvāṇāḥ sarvavarṇā yathoditam |
nāṅkyā rājñā lalāṭe syurdāpyāstūttamasāhasam ||240||

I delinquenti di tutte le classi che fanno l’espiazione prescritta dalla legge, non devono esser marcati in fronte per volere del re: siano soltanto condannati all’ammenda più alta.

आगःसु ब्राह्मणस्यैव कार्यो मध्यमसाहसः ।
विवास्यो वा भवेद्राष्ट्रात्सद्रव्यः सपरिच्छदः ॥२४१॥
āgaḥsu brāhmaṇasyaiva kāryo madhyamasāhasaḥ |
vivāsyo vā bhavedrāṣṭrātsadravyaḥ saparicchadaḥ ||241||

Per i delitti sopra enunciati commessi da un Brahmano, deve essergli infitta l’ammenda media; oppure, se ha agito con premeditazione, sia bandito dal regno e si porti seco tutti i suoi beni e la sua famiglia.

इतरे कृतवन्तस्तु पापान्येतान्यकामतः ।
सर्वस्वहारं अर्हन्ति कामतस्तु प्रवासनम् ॥२४२॥
itare kṛtavantastu pāpānyetānyakāmataḥ |
sarvasvahāraṃ arhanti kāmatastu pravāsanam ||242||

Ma gli uomini delle altre classi che abbiano commesso questi delitti senza premeditazione, devono perdere tutti i loro beni ed essere esiliati od anche messi a morte se il delitto è stato premeditato.

नाददीत नृपः साधुर्महापातकिनो धनम् ।
आददानस्तु तल्लोभात्तेन दोषेण लिप्यते ॥२४३॥
nādadīta nṛpaḥ sādhurmahāpātakino dhanam |
ādadānastu tallobhāttena doṣeṇa lipyate ||243||

Un principe virtuoso non s’appropri la sostanza di un gran delinquente; se per cupidigia se ne impadronisce, si macchia di quel delitto.

अप्सु प्रवेश्य तं दण्डं वरुणायोपपादयेत् ।
श्रुतवृत्तोपपन्ने वा ब्राह्मणे प्रतिपादयेत् ॥२४४॥
apsu praveśya taṃ daṇḍaṃ varuṇāyopapādayet |
śrutavṛttopapanne vā brāhmaṇe pratipādayet ||244||

Avendo gettato questa ammenda nell’acqua, la offra a Varuna oppure la dia ad un Brahmano virtuoso, dotto nella Sacra Scrittura.

ईशो दण्डस्य वरुणो राज्ञां दण्डधरो हि सः ।
ईशः सर्वस्य जगतो ब्राह्मणो वेदपारगः ॥२४५॥
īśo daṇḍasya varuṇo rājñāṃ daṇḍadharo hi saḥ |
īśaḥ sarvasya jagato brāhmaṇo vedapāragaḥ ||245||

Varuna è il Signore del castigo, stende il suo poterò fino sui re ed un Brahmano giunto al termine degli studi sacri è il signore dell’universo.

यत्र वर्जयते राजा पापकृद्भ्यो धनागमम् ।
तत्र कालेन जायन्ते मानवा दीर्घजीविनः ॥२४६॥
yatra varjayate rājā pāpakṛdbhyo dhanāgamam |
tatra kālena jāyante mānavā dīrghajīvinaḥ ||246||

Dovunque un re s’astiene dal prender por sé la sostanza dei delinquenti, nascono, nel tempo stabilito, gli uomini destinati a fruire di una lunga esistenza;

निष्पद्यन्ते च सस्यानि यथोप्तानि विशां पृथक् ।
बालाश्च न प्रमीयन्ते विकृतं च न जायते ॥२४७॥
niṣpadyante ca sasyāni yathoptāni viśāṃ pṛthak |
bālāśca na pramīyante vikṛtaṃ ca na jāyate ||247||

Il grano degli agricoltori vi cresce in abbondanza, come è stato da essi seminato; i fanciulli non muoiono, ancor piccini, e non nasce alcun mostro.

ब्राह्मणान्बाधमानं तु कामादवरवर्णजम् ।
हन्याच्चित्रैर्वधोपायैरुद्वेजनकरैर्नृपः ॥२४८॥
brāhmaṇānbādhamānaṃ tu kāmādavaravarṇajam |
hanyāccitrairvadhopāyairudvejanakarairnṛpaḥ ||248||

Se un Sudra si diverte a tormentare dei Brahmani, il re lo punisca per mezzo di diversi castighi corporali, atti ad ispirar terrore.

यावानवध्यस्य वधे तावान्वध्यस्य मोक्षणे ।
अधर्मो नृपतेर्दृष्टो धर्मस्तु विनियच्छतः ॥२४९॥
yāvānavadhyasya vadhe tāvānvadhyasya mokṣaṇe |
adharmo nṛpaterdṛṣṭo dharmastu viniyacchataḥ ||249||

Si considera altrettanto ingiusto da parte di un re il lasciar libero un colpevole quanto il condannare un innocente: la giustizia consiste nell’applicar la pena conformemente alla legge.

उदितोऽयं विस्तरशो मिथो विवादमानयोः ।
अष्टादशसु मार्गेषु व्यवहारस्य निर्णयः ॥२५०॥
udito:’yaṃ vistaraśo mitho vivādamānayoḥ |
aṣṭādaśasu mārgeṣu vyavahārasya nirṇayaḥ ||250||

Le regole secondo le quali si deve decidere negli affari giudiziari, fra due contendenti, vi sono state esposte in diciotto capi.

एवं धर्म्याणि कार्याणि सम्यक्कुर्वन्महीपतिः ।
देशानलब्धांल्लिप्सेत लब्धांश्च परिपालयेत् ॥२५१॥
evaṃ dharmyāṇi kāryāṇi samyakkurvanmahīpatiḥ |
deśānalabdhāṃllipseta labdhāṃśca paripālayet ||251||

Un re che compia con tanta perfezione i doveri imposti dalla legge deve cercare conciliandosi l’affetto dei popoli di possedere i paesi che non gli sono soggetti e di reggerli convenientemente quando li ha in suo potere.

सम्यङ्निविष्टदेशस्तु कृतदुर्गश्च शास्त्रतः ।
कण्टकोद्धरणे नित्यं आतिष्ठेद्यत्नं उत्तमम् ॥२५२॥
samyaṅniviṣṭadeśastu kṛtadurgaśca śāstrataḥ |
kaṇṭakoddharaṇe nityaṃ ātiṣṭhedyatnaṃ uttamam ||252||

Essendo stabilito in una regione fiorente ed avendo edificate delle fortezze per la difesa, sapendo i precetti dell’arte, faccia i più grandi sforzi per toglier le spine (per estirpare gli scellerati).

रक्षनादार्यवृत्तानां कण्टकानां च शोधनात् ।
नरेन्द्रास्त्रिदिवं यान्ति प्रजापालनतत्पराः ॥२५३॥
rakṣanādāryavṛttānāṃ kaṇṭakānāṃ ca śodhanāt |
narendrāstridivaṃ yānti prajāpālanatatparāḥ ||253||

Proteggendo gli uomini che operano onorevolmente, punendo i cattivi, i re che hanno per unico pensiero la felicità dei popoli, giungono al paradiso;

अशासंस्तस्करान्यस्तु बलिं गृह्णाति पार्थिवः ।
तस्य प्रक्षुभ्यते राष्ट्रं स्वर्गाच्च परिहीयते ॥२५४॥
aśāsaṃstaskarānyastu baliṃ gṛhṇāti pārthivaḥ |
tasya prakṣubhyate rāṣṭraṃ svargācca parihīyate ||254||

Ma quando un re riceve le entrate reali senza attendere alla repressione dei ladri, i suoi stati sono agitati da sommosse, ed egli viene escluso dal soggiorno celeste.

निर्भयं तु भवेद्यस्य राष्ट्रं बाहुबलाश्रितम् ।
तस्य तद्वर्धते नित्यं सिच्यमान इव द्रुमः ॥२५५॥
nirbhayaṃ tu bhavedyasya rāṣṭraṃ bāhubalāśritam |
tasya tadvardhate nityaṃ sicyamāna iva drumaḥ ||255||

Al contrario quando il regno di un principe posto sotto la salvaguardia del suo braccio potente, gode di una intima sicurezza, questo stato prospera senza tregua, come un albero che si innaffia con cura.

द्विविधांस्तस्करान्विद्यात्परद्रव्यापहारकान् ।
प्रकाशांश्चाप्रकाशांश्च चारचक्षुर्महीपतिः ॥२५६॥
dvividhāṃstaskarānvidyātparadravyāpahārakān |
prakāśāṃścāprakāśāṃśca cāracakṣurmahīpatiḥ ||256||

Il re valendosi dei suoi occhi come spie, distingua bene le due specie di ladri: quelli, mostrandosi in pubblico, questi, stando nascosti, rubano l’avere altrui.

प्रकाशवञ्चकास्तेषां नानापण्योपजीविनः ।
प्रच्छन्नवञ्चकास्त्वेते ये स्तेनाटविकादयः ॥२५७॥
prakāśavañcakāsteṣāṃ nānāpaṇyopajīvinaḥ |
pracchannavañcakāstvete ye stenāṭavikādayaḥ ||257||

I ladri pubblici sono quelli che vivono vendendo diverse cose in modo fraudolento, i ladri nascosti sono quelli che si introducono segretamente in una casa, i briganti che stanno nelle foreste ed altri.

उत्कोचकाश्चाउपधिका वञ्चकाः कितवास्तथा ।
मङ्गलादेशवृत्ताश्च भद्राश्चेक्षणिकैः सह ॥२५८॥
utkocakāścāupadhikā vañcakāḥ kitavāstathā |
maṅgalādeśavṛttāśca bhadrāścekṣaṇikaiḥ saha ||258||

Gli uomini che si lasciano corrompere dai doni, quelli che estorcono danaro con minacce, i falsificatori, i giocatori, quelli che predicano la buona ventura, la falsa gente onesta, i chiromanti;

असम्यक्कारिणश्चैव महामात्राश्चिकित्सकाः ।
शिल्पोपचारयुक्ताश्च निपुणाः पण्ययोषितः ॥२५९॥
asamyakkāriṇaścaiva mahāmātrāścikitsakāḥ |
śilpopacārayuktāśca nipuṇāḥ paṇyayoṣitaḥ ||259||

Gli ammaestratori di elefanti ed i ciarlatani che non fanno ciò che promettono di fare, gli uomini che esercitano a torto le arti liberali e le astute meretrici;

एवमादीन्विजानीयात्प्रकाशांल्लोककण्टकान् ।
निगूढचारिणश्चान्याननार्यानार्यलिङ्गिनः ॥२६०॥
evamādīnvijānīyātprakāśāṃllokakaṇṭakān |
nigūḍhacāriṇaścānyānanāryānāryaliṅginaḥ ||260||

Sono, con altri ancora, i ladri che si mostrano in pubblico; il re sappia distinguerli, a questo mondo, al pari degli altri che si nascondono per compiere le opere loro, gente spregevole che porta le insegne delle persone onorate.

तान्विदित्वा सुचरितैर्गूढैस्तत्कर्मकारिभिः ।
चारैश्चानेकसंस्थानैः प्रोत्साद्य वशं आनयेत् ॥२६१॥
tānviditvā sucaritairgūḍhaistatkarmakāribhiḥ |
cāraiścānekasaṃsthānaiḥ protsādya vaśaṃ ānayet ||261||

Dopo averli scoperti, con il soccorso di persone fidate, travestite in modo da esercitare – apparentemente la stessa loro professione e con spie sparse da ogni parte li attiri nelle sue mani;

तेषां दोषानभिख्याप्य स्वे स्वे कर्मणि तत्त्वतः ।
कुर्वीत शासनं राजा सम्यक्सारापराधतः ॥२६२॥
teṣāṃ doṣānabhikhyāpya sve sve karmaṇi tattvataḥ |
kurvīta śāsanaṃ rājā samyaksārāparādhataḥ ||262||

Dopo aver proclamato completamente le cattive azioni di ognuno di questi miserabili, il re infligga loro una pena esattamente proporzionata alle loro pratiche, alle facoltà loro.

न हि दण्डादृते शक्यः कर्तुं पापविनिग्रहः ।
स्तेनानां पापबुद्धीनां निभृतं चरतां क्षितौ ॥२६३॥
na hi daṇḍādṛte śakyaḥ kartuṃ pāpavinigrahaḥ |
stenānāṃ pāpabuddhīnāṃ nibhṛtaṃ caratāṃ kṣitau ||263||

Senza il castigo è impossibile reprimere i delitti dei ladri, che hanno perverse intenzioni e si spargono, furtivamente in questo mondo.

सभाप्रपापूपशाला वेशमद्यान्नविक्रयाः ।
चतुष्पथांश्चैत्यवृक्षाः समाजाः प्रेक्षणानि च ॥२६४॥
sabhāprapāpūpaśālā veśamadyānnavikrayāḥ |
catuṣpathāṃścaityavṛkṣāḥ samājāḥ prekṣaṇāni ca ||264||

I luoghi frequentati, le fontane pubbliche, i forni, le case di tolleranza, le botteghe di distilleria, le case di albergo, i quadrivi, i grandi alberi sacri, le adunanze, gli spettacoli;

जीर्णोद्यानान्यरण्यानि कारुकावेशनानि च ।
शून्यानि चाप्यगाराणि वनान्युपवनानि च ॥२६५॥
jīrṇodyānānyaraṇyāni kārukāveśanāni ca |
śūnyāni cāpyagārāṇi vanānyupavanāni ca ||265||

Gli antichi giardini reali, le foreste, le case degli artigiani, le case deserte, i boschi, i parchi:

एवंविधान्नृपो देशान्गुल्मैः स्थावरजङ्गमैः ।
तस्करप्रतिषेधार्थं चारैश्चाप्यनुचारयेत् ॥२६६॥
evaṃvidhānnṛpo deśāngulmaiḥ sthāvarajaṅgamaiḥ |
taskarapratiṣedhārthaṃ cāraiścāpyanucārayet ||266||

Sono appunto i luoghi che, al pari d’altri di questo genere, il re deve far sorvegliare da sentinelle e da pattuglie e da spie, per tener lontano i ladri.

तत्सहायैरनुगतैर्नानाकर्मप्रवेदिभिः ।
विद्यादुत्सादयेच्चैव निपुणैः पूर्वतस्करैः ॥२६७॥
tatsahāyairanugatairnānākarmapravedibhiḥ |
vidyādutsādayeccaiva nipuṇaiḥ pūrvataskaraiḥ ||267||

Con il mezzo di spie abili, che abbiano fatto il ladro, e si associno con i ladri, li accompagnino e siano al fatto delle loro abitudini, li scopra e li faccia uscire dai loro nascondigli.

भक्ष्यभोज्योपदेशैश्च ब्राह्मणानां च दर्शनैः ।
शौर्यकर्मापदेशैश्च कुर्युस्तेषां समागमम् ॥२६८॥
bhakṣyabhojyopadeśaiśca brāhmaṇānāṃ ca darśanaiḥ |
śauryakarmāpadeśaiśca kuryusteṣāṃ samāgamam ||268||

Con i diversi pretesti di un banchetto composto di pietanze delicate, di un colloquio con un Brahmano, o di uno spettacolo di esercizi di abilità, le spie cerchino di riunire tutti questi uomini

ये तत्र नोपसर्पेयुर्मूलप्रणिहिताश्च ये ।
तान्प्रसह्य नृपो हन्यात्समित्रज्ञातिबान्धवान् ॥२६९॥
ye tatra nopasarpeyurmūlapraṇihitāśca ye |
tānprasahya nṛpo hanyātsamitrajñātibāndhavān ||269||

Il re si impadronisca apertamente con la forza di coloro che – per timore di essere arrestati – non vanno a queste riunioni, e di quelli che si sono accordati con i vecchi ladri al servizio del re e non s’uniscono al momento stabilito; li metta a morte al pari degli amici e dei parenti per via di padre e di madre, che sono d’intelligenza con loro.

न होढेन विना चौरं घातयेद्धार्मिको नृपः ।
सहोढं सोपकरणं घातयेदविचारयन् ॥२७०॥
na hoḍhena vinā cauraṃ ghātayeddhārmiko nṛpaḥ |
sahoḍhaṃ sopakaraṇaṃ ghātayedavicārayan ||270||

Un principe giusto non faccia morire un ladro, a meno che non lo sorprenda in flagrante; se lo si prende con ciò che ha rubato e con gli strumenti, di cui si è servito, lo faccia morire senza esitazione.

ग्रामेष्वपि च ये के चिच्चौराणां भक्तदायकाः ।
भाण्डावकाशदाश्चैव सर्वांस्तानपि घातयेत् ॥२७१॥
grāmeṣvapi ca ye ke ciccaurāṇāṃ bhaktadāyakāḥ |
bhāṇḍāvakāśadāścaiva sarvāṃstānapi ghātayet ||271||

Condanni parimenti a morte tutti quelli che nei villaggi e nelle città danno cibo ai ladri, forniscono loro degli strumenti, e offrono loro un asilo.

राष्ट्रेषु रक्षाधिकृतान्सामन्तांश्चैव चोदितान् ।
अभ्याघातेषु मध्यस्थाञ् शिष्याच्चौरानिव द्रुतम् ॥२७२॥
rāṣṭreṣu rakṣādhikṛtānsāmantāṃścaiva coditān |
abhyāghāteṣu madhyasthāñ śiṣyāccaurāniva drutam ||272||

Se gli uomini che sono incaricati della guardia di certi luoghi, o di quelli del vicinato che sono stati designati, restano neutrali durante gli attacchi dei ladri, il re li punisca essi pure come ladri.

यश्चापि धर्मसमयात्प्रच्युतो धर्मजीवनः ।
दण्डेनैव तं अप्योषेत्स्वकाद्धर्माद्धि विच्युतम् ॥२७३॥
yaścāpi dharmasamayātpracyuto dharmajīvanaḥ |
daṇḍenaiva taṃ apyoṣetsvakāddharmāddhi vicyutam ||273||

Se l’uomo che vive compiendo per altri pratiche di pietà, si allontana dal suo dovere, il re lo punisca severamente con un’ammenda, come un miserabile che trascura il suo dovere.

ग्रामघाते हिताभङ्गे पथि मोषाभिदर्शने ।
शक्तितो नाभिधावन्तो निर्वास्याः सपरिच्छदाः ॥२७४॥
grāmaghāte hitābhaṅge pathi moṣābhidarśane |
śaktito nābhidhāvanto nirvāsyāḥ saparicchadāḥ ||274||

Quando un villaggio è saccheggiato dai ladri, quando delle dighe sono rotte o dei briganti si mostrano sulla strada maestra, quelli che non corrono tosto al soccorso devono essere esiliati con le loro sostanze.

राज्ञः कोशापहर्तॄंश्च प्रतिकूलेषु च स्थितान् ।
घातयेद्विविधैर्दण्डैररीणां चोपजापकान् ॥२७५॥
rājñaḥ kośāpahartr̥̄ṃśca pratikūleṣu ca sthitān |
ghātayedvividhairdaṇḍairarīṇāṃ copajāpakān ||275||

Il re faccia punire con diversi supplizi le persone che rubano il suo tesoro, o rifiutano di ubbidirgli, al pari di coloro che incoraggiano il nemico.

संधिं छित्त्वा तु ये चौर्यं रात्रौ कुर्वन्ति तस्कराः ।
तेषां छित्त्वा नृपो हस्तौ तीक्ष्णे शूले निवेशयेत् ॥२७६॥
saṃdhiṃ chittvā tu ye cauryaṃ rātrau kurvanti taskarāḥ |
teṣāṃ chittvā nṛpo hastau tīkṣṇe śūle niveśayet ||276||

Se dei ladri, dopo aver fatto un buco nel muro, commettono un furto di notte, il re comandi di impalarli su un’asta acuta, dopo aver loro fatto tagliar le mani.

अङ्गुलीर्ग्रन्थिभेदस्य छेदयेत्प्रथमे ग्रहे ।
द्वितीये हस्तचरणौ तृतीये वधं अर्हति ॥२७७॥
aṅgulīrgranthibhedasya chedayetprathame grahe |
dvitīye hastacaraṇau tṛtīye vadhaṃ arhati ||277||

Faccia tagliar due dita ad un disfattore di nodi (un borsaiolo) se è la prima volta; ad un recidivo, un piede ed una mano; – se è colto – per la terza volta, lo condanni a morte.

अग्निदान्भक्तदांश्चैव तथा शस्त्रावकाशदान् ।
संनिधातॄंश्च मोषस्य हन्याच्चौरं इवेश्वरः ॥२७८॥
agnidānbhaktadāṃścaiva tathā śastrāvakāśadān |
saṃnidhātr̥̄ṃśca moṣasya hanyāccauraṃ iveśvaraḥ ||278||

Coloro che danno ai ladri del fuoco e del cibo, forniscono loro delle armi o l’alloggio, e nascondono gli oggetti rubati, devono essere puniti dal re come ladri.

तडागभेदकं हन्यादप्सु शुद्धवधेन वा ।
यद्वापि प्रतिसंस्कुर्याद्दाप्यस्तूत्तमसाहसम् ॥२७९॥
taḍāgabhedakaṃ hanyādapsu śuddhavadhena vā |
yadvāpi pratisaṃskuryāddāpyastūttamasāhasam ||279||

Il re faccia annegare nell’acqua colui che rompe la diga di uno stagno o gli faccia tagliar la testa; se il colpevole ripara al danno, sia condannata all’ammenda più alta.

कोष्ठागारायुधागार देवतागारभेदकान् ।
हस्त्यश्वरथहर्तॄंश्च हन्यादेवाविचारयन् ॥२८०॥
koṣṭhāgārāyudhāgāra devatāgārabhedakān |
hastyaśvarathahartr̥̄ṃśca hanyādevāvicārayan ||280||

Il re deve far perire senza esitazione quelli che praticano un buco nel palazzo del tesoro pubblico, nell’arsenale, o in una cappella, o che rubano degli elefanti, dei cavalli o dei carri, appartenenti al re.

यस्तु पूर्वनिविष्टस्य तडागस्योदकं हरेत् ।
आगमं वाप्यपां भिन्द्यात्स दाप्यः पूर्वसाहसम् ॥२८१॥
yastu pūrvaniviṣṭasya taḍāgasyodakaṃ haret |
āgamaṃ vāpyapāṃ bhindyātsa dāpyaḥ pūrvasāhasam ||281||

L’uomo che rivolge a suo profitto l’acqua di un antico stagno oppure arresta la corrente di un ruscello, deve esser condannato a pagar l’ammenda di primo grado.

समुत्सृजेद्राजमार्गे यस्त्वमेध्यं अनापदि ।
स द्वौ कार्षापणौ दद्यादमेध्यं चाशु शोधयेत् ॥२८२॥
samutsṛjedrājamārge yastvamedhyaṃ anāpadi |
sa dvau kārṣāpaṇau dadyādamedhyaṃ cāśu śodhayet ||282||

Colui che deposita le sue immondizie sulla strada del re, senza una necessità urgente, deve pagare due Karshapana e pulire subito il luogo che ha sporcato.

आपद्गतोऽथ वा वृद्धा गर्भिणी बाल एव वा ।
परिभाषणं अर्हन्ति तच्च शोध्यं इति स्थितिः ॥२८३॥
āpadgato:’tha vā vṛddhā garbhiṇī bāla eva vā |
paribhāṣaṇaṃ arhanti tacca śodhyaṃ iti sthitiḥ ||283||

Un malato, un vecchio, una donna incinta, un fanciullo devono soltanto essere rimproverati e ripulire il posto: questo è l’ordine.

चिकित्सकानां सर्वेषां मिथ्याप्रचरतां दमः ।
अमानुषेषु प्रथमो मानुषेषु तु मध्यमः ॥२८४॥
cikitsakānāṃ sarveṣāṃ mithyāpracaratāṃ damaḥ |
amānuṣeṣu prathamo mānuṣeṣu tu madhyamaḥ ||284||

Tutti i medici ed i chirurgi che esercitano male le arti loro meritano una ammenda, che deve essere di primo grado por casi riferentesi a degli animali, di secondo grado per degli uomini.

संक्रमध्वजयष्टीनां प्रतिमानां च भेदकः ।
प्रतिकुर्याच्च तत्सर्वं पञ्च दद्याच्छतानि च ॥२८५॥
saṃkramadhvajayaṣṭīnāṃ pratimānāṃ ca bhedakaḥ |
pratikuryācca tatsarvaṃ pañca dadyācchatāni ca ||285||

Colui che ruina un ponte, un’insegna, una palizzata o degli idoli, deve riparare il guasto e pagare cinquecento Pana.

अदूषितानां द्रव्याणां दूषणे भेदने तथा ।
मणीनां अपवेधे च दण्डः प्रथमसाहसः ॥२८६॥
adūṣitānāṃ dravyāṇāṃ dūṣaṇe bhedane tathā |
maṇīnāṃ apavedhe ca daṇḍaḥ prathamasāhasaḥ ||286||

Per aver mescolato mercanzie di cattiva qualità con altre di buon pregio, per aver bucato delle pietre preziose, per aver forato malamente delle perle si deve subir l’ammenda di primo grado, e pagare il danno.

समैर्हि विषमं यस्तु चरेद्वै मूल्यतोऽपि वा ।
समाप्नुयाद्दमं पूर्वं नरो मध्यमं एव वा ॥२८७॥
samairhi viṣamaṃ yastu caredvai mūlyato:’pi vā |
samāpnuyāddamaṃ pūrvaṃ naro madhyamaṃ eva vā ||287||

Colui che dà a dei compratori che pagano lo stesso prezzo merce differente di qualità e colui che vende la stessa merce a prezzi differenti, devono pagar la prima ammenda o l’ammenda media.

बन्धनानि च सर्वाणि राजा मार्गे निवेशयेत् ।
दुःखिता यत्र दृश्येरन्विकृताः पापकारिणह् ॥२८८॥
bandhanāni ca sarvāṇi rājā mārge niveśayet |
duḥkhitā yatra dṛśyeranvikṛtāḥ pāpakāriṇah ||288||

Il re ponga tutti i prigionieri sulla pubblica via affinché i delinquenti, afflitti e schifosi, siano esposti agli sguardi di tutti.

प्राकारस्य च भेत्तारं परिखाणां च पूरकम् ।
द्वाराणां चैव भङ्क्तारं क्षिप्रं एव प्रवासयेत् ॥२८९॥
prākārasya ca bhettāraṃ parikhāṇāṃ ca pūrakam |
dvārāṇāṃ caiva bhaṅktāraṃ kṣipraṃ eva pravāsayet ||289||

Bandisca immediatamente colui che abbatte un muro, colui che colma dei fossati, colui che infrange delle porte.

अभिचारेषु सर्वेषु कर्तव्यो द्विशतो दमः ।
मूलकर्मणि चानाप्तेः कृत्यासु विविधासु च ॥२९०॥
abhicāreṣu sarveṣu kartavyo dviśato damaḥ |
mūlakarmaṇi cānāpteḥ kṛtyāsu vividhāsu ca ||290||

Per tutti i sacrifici di cui lo scopo è di far perire un innocente, una ammenda di duecento Pana deve esser imposta, al pari di tutti gli scongiuri magici ed i sortilegi di ogni sorta, quando questi atti di perversità non sono riusciti.

अबीजविक्रयी चैव बीजोत्कृष्टा तथैव च ।
मर्यादाभेदकश्चैव विकृतं प्राप्नुयाद्वधम् ॥२९१॥
abījavikrayī caiva bījotkṛṣṭā tathaiva ca |
maryādābhedakaścaiva vikṛtaṃ prāpnuyādvadham ||291||

Colui che vende del cattivo grano come buono, o che mette il miglior grano sopra per nascondere il cattivo, e colui che distrugge i segni di confine, devono subire un castigo che li sfiguri;

सर्वकण्टकपापिष्ठं हेमकारं तु पार्थिवः ।
प्रवर्तमानं अन्याये छेदयेल्लवशः क्षुरैः ॥२९२॥
sarvakaṇṭakapāpiṣṭhaṃ hemakāraṃ tu pārthivaḥ |
pravartamānaṃ anyāye chedayellavaśaḥ kṣuraiḥ ||292||

Ma il più perverso di tutti i furbi è un orefice che commette una frode: il re lo faccia tagliar a pezzi con il rasoio.

सीताद्रव्यापहरणे शस्त्राणां औषधस्य च ।
कालं आसाद्य कार्यं च राजा दण्डं प्रकल्पयेत् ॥२९३॥
sītādravyāpaharaṇe śastrāṇāṃ auṣadhasya ca |
kālaṃ āsādya kāryaṃ ca rājā daṇḍaṃ prakalpayet ||293||

Per un furto di strumenti agricoli, d’armi, di medicamenti, il re applichi una pena avendo riguardo al tempo ed alla utilità degli oggetti.

स्वाम्यमात्यौ पुरं राष्ट्रं कोशदण्डौ सुहृत्तथा ।
सप्त प्रकृतयो ह्येताः सप्ताङ्गं राज्यं उच्यते ॥२९४॥
svāmyamātyau puraṃ rāṣṭraṃ kośadaṇḍau suhṛttathā |
sapta prakṛtayo hyetāḥ saptāṅgaṃ rājyaṃ ucyate ||294||

Il re, il suo consiglio, la capitale, il territorio, il tesoro, l’armata e gli alleati suoi, sono le sette parti di cui il regno è composto che perciò è detto composto di sei membri.

सप्तानां प्रकृतीनां तु राज्यस्यासां यथाक्रमम् ।
पूर्वं पूर्वं गुरुतरं जानीयाद्व्यसनं महत् ॥२९५॥
saptānāṃ prakṛtīnāṃ tu rājyasyāsāṃ yathākramam |
pūrvaṃ pūrvaṃ gurutaraṃ jānīyādvyasanaṃ mahat ||295||

Fra le sette membra di un regno, così indicate per ordine, si deve considerare la rovina del primo come una calamità più grande di quella del secondo dell’enumerazione e così via.

सप्ताङ्गस्येह राज्यस्य विष्टब्धस्य त्रिदण्डवत् ।
अन्योन्यगुणवैशेष्यान्न किं चिदतिरिच्यते ॥२९६॥
saptāṅgasyeha rājyasya viṣṭabdhasya tridaṇḍavat |
anyonyaguṇavaiśeṣyānna kiṃ cidatiricyate ||296||

Fra i sette poteri di cui la riunione forma quaggiù un regno e che si sostengono reciprocamente come i tre bastoni di un devoto ascetico, non vi è superiorità alcuna nata dalla preminenza delle qualità

तेषु तेषु तु कृत्येषु तत्तदङ्गं विशिष्यते ।
येन यत्साध्यते कार्यं तत्तस्मिञ् श्रेष्ठं उच्यते ॥२९७॥
teṣu teṣu tu kṛtyeṣu tattadaṅgaṃ viśiṣyate |
yena yatsādhyate kāryaṃ tattasmiñ śreṣṭhaṃ ucyate ||297||

Tuttavia, certi poteri sono più stimati per certi atti ed il potere per cui un affare è messo in esecuzione è preferibile in questo affare particolare.

चारेणोत्साहयोगेन क्रिययैव च कर्मणाम् ।
स्वशक्तिं परशक्तिं च नित्यं विद्यान्महीपतिः ॥२९८॥
cāreṇotsāhayogena kriyayaiva ca karmaṇām |
svaśaktiṃ paraśaktiṃ ca nityaṃ vidyānmahīpatiḥ ||298||

Servendosi di emissari, spiegando la sua potenza, occupandosi di affari pubblici, il re cerchi sempre di conoscere la forza sua e quella del nemico.

पीडनानि च सर्वाणि व्यसनानि तथैव च ।
आरभेत ततः कार्यं संचिन्त्य गुरुलाघवम् ॥२९९॥
pīḍanāni ca sarvāṇi vyasanāni tathaiva ca |
ārabheta tataḥ kāryaṃ saṃcintya gurulāghavam ||299||

Dopo aver considerato maturamente le calamità ed i disordini, e la loro importanza relativa, metta in esecuzione ciò che ha risoluto.

आरभेतैव कर्माणि श्रान्तः श्रान्तः पुनः पुनः ।
कर्माण्यारभमाणं हि पुरुषं श्रीर्निषेवते ॥३००॥
ārabhetaiva karmāṇi śrāntaḥ śrāntaḥ punaḥ punaḥ |
karmāṇyārabhamāṇaṃ hi puruṣaṃ śrīrniṣevate ||300||

Ricominci le sue operazioni più volte, per stanco che egli sia, perché la fortuna segue sempre l’uomo intraprendente e perseverante.

कृतं त्रेतायुगं चैव द्वापरं कलिरेव च ।
राज्ञो वृत्तानि सर्वाणि राजा हि युगं उच्यते ॥३०१॥
kṛtaṃ tretāyugaṃ caiva dvāparaṃ kalireva ca |
rājño vṛttāni sarvāṇi rājā hi yugaṃ ucyate ||301||

Tutte le epoche chiamate Krita, Treta, Dwapara e Kali, dipendono dalla condotta del re: infatti il re è detto – rappresentare – una di queste età.

कलिः प्रसुप्तो भवति स जाग्रद्द्वापरं युगम् ।
कर्मस्वभ्युद्यतस्त्रेता विचरंस्तु कृतं युगम् ॥३०२॥
kaliḥ prasupto bhavati sa jāgraddvāparaṃ yugam |
karmasvabhyudyatastretā vicaraṃstu kṛtaṃ yugam ||302||

Quando dorme, è l’epoca Kali; quando si sveglia la Dwapara; quando opera energicamente, l’epoca Treta; quando fa del bene, la Krita.

इन्द्रस्यार्कस्य वायोश्च यमस्य वरुणस्य च ।
चन्द्रस्याग्नेः पृथिव्याश्च तेजोवृत्तं नृपश्चरेत् ॥३०३॥
indrasyārkasya vāyośca yamasya varuṇasya ca |
candrasyāgneḥ pṛthivyāśca tejovṛttaṃ nṛpaścaret ||303||

Un re, con la sua potenza e le sue opere, deve mostrarsi emulo di Indra, d’Arka, di Yama, di Varuna, di Chandra, di Agni, di Prithivi.

वार्षिकांश्चतुरो मासान्यथेन्द्रोऽभिप्रवर्षति ।
तथाभिवर्षेत्स्वं राष्ट्रं कामैरिन्द्रव्रतं चरन् ॥३०४॥
vārṣikāṃścaturo māsānyathendro:’bhipravarṣati |
tathābhivarṣetsvaṃ rāṣṭraṃ kāmairindravrataṃ caran ||304||

Allo stesso modo che durante i quattro mesi delle piogge, Indra versa abbondante l’acqua dai cielo, cosi il re imitando gli atti del Signore delle nubi, spanda sui popoli una pioggia di benefici.

अष्टौ मासान्यथादित्यस्तोयं हरति रश्मिभिः ।
तथा हरेत्करं राष्ट्रान्नित्यं अर्कव्रतं हि तत् ॥३०५॥
aṣṭau māsānyathādityastoyaṃ harati raśmibhiḥ |
tathā haretkaraṃ rāṣṭrānnityaṃ arkavrataṃ hi tat ||305||

Allo stesso modo che per otto mesi Aditya assorbe l’acqua con i suoi raggi, cosi il re tragga dal suo regno le entrate legali con un atto simile a quello del sole.

प्रविश्य सर्वभूतानि यथा चरति मारुतः ।
तथा चारैः प्रवेष्टव्यं व्रतं एतद्धि मारुतम् ॥३०६॥
praviśya sarvabhūtāni yathā carati mārutaḥ |
tathā cāraiḥ praveṣṭavyaṃ vrataṃ etaddhi mārutam ||306||

Come Maruta entra e si muove per tutte le creature cosi il re, al pari del Dio del vento, deve penetrare dovunque per mezzo dei suoi satelliti.

यथा यमः प्रियद्वेष्यौ प्राप्ते काले नियच्छति ।
तथा राज्ञा नियन्तव्याः प्रजास्तद्धि यमव्रतम् ॥३०७॥
yathā yamaḥ priyadveṣyau prāpte kāle niyacchati |
tathā rājñā niyantavyāḥ prajāstaddhi yamavratam ||307||

Come Yama, quando il tempo è venuto, punisce amici e nemici, cosi il re punisca i sudditi seguendo l’esempio del re infernale.

वरुणेन यथा पाशैर्बद्ध एवाभिदृश्यते ।
तथा पापान्निगृह्णीयाद्व्रतं एतद्धि वारुणम् ॥३०८॥
varuṇena yathā pāśairbaddha evābhidṛśyate |
tathā pāpānnigṛhṇīyādvrataṃ etaddhi vāruṇam ||308||

Come Varuna non manca mai d’avvolgere il colpevole nei suoi vincoli, cosi il principe condanni il cattivo alla prigione, ad imitazione del Dio delle acque.

परिपूर्णं यथा चन्द्रं दृष्ट्वा हृष्यन्ति मानवाः ।
तथा प्रकृतयो यस्मिन्स चान्द्रव्रतिको नृपः ॥३०९॥
paripūrṇaṃ yathā candraṃ dṛṣṭvā hṛṣyanti mānavāḥ |
tathā prakṛtayo yasminsa cāndravratiko nṛpaḥ ||309||

Il re, vedendo il quale i sudditi provano tanta gioia quanto a riguardar il disco di Chandra nel suo massimo splendore, rappresenta il Reggente della luna.

प्रतापयुक्तस्तेजस्वी नित्यं स्यात्पापकर्मसु ।
दुष्टसामन्तहिंस्रश्च तदाग्नेयं व्रतं स्मृतम् ॥३१०॥
pratāpayuktastejasvī nityaṃ syātpāpakarmasu |
duṣṭasāmantahiṃsraśca tadāgneyaṃ vrataṃ smṛtam ||310||

Sia sempre armato di corruccio e di energia contro i delinquenti, sia senza pietà contro i malvagi ministri, e compirà così le funzioni d’Agni.

यथा सर्वाणि भूतानि धरा धारयते समम् ।
तथा सर्वाणि भूतानि बिभ्रतः पार्थिवं व्रतम् ॥३११॥
yathā sarvāṇi bhūtāni dharā dhārayate samam |
tathā sarvāṇi bhūtāni bibhrataḥ pārthivaṃ vratam ||311||

Come Dhara porta egualmente tutte le creature, così il re che sostiene tutti gli esseri compie un ufficio simile a quello della Dea della terra.

एतैरुपायैरन्यैश्च युक्तो नित्यं अतन्द्रितः ।
स्तेनान्राजा निगृह्णीयात्स्वराष्ट्रे पर एव च ॥३१२॥
etairupāyairanyaiśca yukto nityaṃ atandritaḥ |
stenānrājā nigṛhṇīyātsvarāṣṭre para eva ca ||312||

Applicandosi senza tregua a questi ed altri doveri, il re raffreni i ladri che sono nei suoi Stati e quelli che vivono nel territorio degli altri principi, e vengono ad infestare il suo.

परां अप्यापदं प्राप्तो ब्राह्मणान्न प्रकोपयेत् ।
ते ह्येनं कुपिता हन्युः सद्यः सबलवाहनम् ॥३१३॥
parāṃ apyāpadaṃ prāpto brāhmaṇānna prakopayet |
te hyenaṃ kupitā hanyuḥ sadyaḥ sabalavāhanam ||313||

In qualsiasi sventura si trovi, si deve guardare dall’irritare i Brahmani – portandone via le sostanze una volta irritati essi distruggerebbero tosto il suo esercito ed i suoi equipaggi con le imprecazioni e i sacrifici magici.

यैः कृतः सर्वभक्ष्योऽग्निरपेयश्च महोदधिः ।
क्षयी चाप्यायितः सोमः को न नश्येत्प्रकोप्य तान् ॥३१४॥
yaiḥ kṛtaḥ sarvabhakṣyo:’gnirapeyaśca mahodadhiḥ |
kṣayī cāpyāyitaḥ somaḥ ko na naśyetprakopya tān ||314||

Chi potrebbe non esser distrutto dopo aver eccitato la collera di coloro per la maledizione dei quali il fuoco è condannato a divorare tutto, l’oceano a volgere le sue onde a mare, e la luna a veder la sua luce spegnersi e rinascere alternatamente?

लोकानन्यान्सृजेयुर्ये लोकपालांश्च कोपिताः ।
देवान्कुर्युरदेवांश्च कः क्षिण्वंस्तान्समृध्नुयात् ॥३१५॥
lokānanyānsṛjeyurye lokapālāṃśca kopitāḥ |
devānkuryuradevāṃśca kaḥ kṣiṇvaṃstānsamṛdhnuyāt ||315||

Qual è il principe che potrebbe prosperare opprimendo coloro che, nel loro cordoglio, potrebbero formar altri mondi ed altri reggenti dei mondi e cambiare gli Dei in mortali?

यानुपाश्रित्य तिष्ठन्ति लोका देवाश्च सर्वदा ।
ब्रह्म चैव धनं येषां को हिंस्यात्ताञ् जिजीविषुः ॥३१६॥
yānupāśritya tiṣṭhanti lokā devāśca sarvadā |
brahma caiva dhanaṃ yeṣāṃ ko hiṃsyāttāñ jijīviṣuḥ ||316||

Quale uomo desideroso di vivere vorrebbe far torto a quello per soccorso dei quali, il mondo e gli Dei sussistono perpetuamente, a quelli che hanno per ricchezza la scienza divina?

अविद्वांश्चैव विद्वांश्च ब्राह्मणो दैवतं महत् ।
प्रणीतश्चाप्रणीतश्च यथाग्निर्दैवतं महत् ॥३१७॥
avidvāṃścaiva vidvāṃśca brāhmaṇo daivataṃ mahat |
praṇītaścāpraṇītaśca yathāgnirdaivataṃ mahat ||317||

Dotto od ignorante, un Brahmano è una divinità potente, come è una possente divinità il fuoco; consacrato o no.

श्मशानेष्वपि तेजस्वी पावको नैव दुष्यति ।
हूयमानश्च यज्ञेषु भूय एवाभिवर्धते ॥३१८॥
śmaśāneṣvapi tejasvī pāvako naiva duṣyati |
hūyamānaśca yajñeṣu bhūya evābhivardhate ||318||

Dotato di puro splendore, il fuoco, anche nei luoghi dove si bruciano i morti, non è contaminato e fiammeggia attivamente nei sacrifici quando vi si spande sopra il burro chiarito.

एवं यद्यप्यनिष्टेषु वर्तन्ते सर्वकर्मसु ।
सर्वथा ब्राह्मणाः पूज्याः परमं दैवतं हि तत् ॥३१९॥
evaṃ yadyapyaniṣṭeṣu vartante sarvakarmasu |
sarvathā brāhmaṇāḥ pūjyāḥ paramaṃ daivataṃ hi tat ||319||

Così anche quando si siano dedicati a vili uffici i Brahmani devono essere sempre onorati; essi hanno in sé qualche cosa di supremamente divino.

क्षत्रस्यातिप्रवृद्धस्य ब्राह्मणान्प्रति सर्वशः ।
ब्रह्मैव संनियन्तृ स्यात्क्षत्रं हि ब्रह्मसंभवम् ॥३२०॥
kṣatrasyātipravṛddhasya brāhmaṇānprati sarvaśaḥ |
brahmaiva saṃniyantṛ syātkṣatraṃ hi brahmasaṃbhavam ||320||

Se uno Kshatriya inveisce con insolenze contro i Brahmani in ogni circostanza, il Brahmano lo punisca con la maledizione e gli scongiuri – perché lo Kshatriya trae la sua origine dal Brahmano.

अद्भ्योऽग्निर्ब्रह्मतः क्षत्रं अश्मनो लोहं उत्थितम् ।
तेषां सर्वत्रगं तेजः स्वासु योनिषु शाम्यति ॥३२१॥
adbhyo:’gnirbrahmataḥ kṣatraṃ aśmano lohaṃ utthitam |
teṣāṃ sarvatragaṃ tejaḥ svāsu yoniṣu śāmyati ||321||

Dall’acqua procede il fuoco; dalla classe sacerdotale la militare; dalla pietra, il ferro; il loro potere che tutto penetra si spunta contro quello che li ha prodotti.

नाब्रह्म क्षत्रं ऋध्नोति नाक्षत्रं ब्रह्म वर्धते ।
ब्रह्म क्षत्रं च संपृक्तं इह चामुत्र वर्धते ॥३२२॥
nābrahma kṣatraṃ ṛdhnoti nākṣatraṃ brahma vardhate |
brahma kṣatraṃ ca saṃpṛktaṃ iha cāmutra vardhate ||322||

Gli Kshatriya non possono prosperare senza i Brahmani; i Brahmani non possono elevarsi senza gli Kshatriya: unendosi la classe sacerdotale e la militare, si innalzano in questo e nell’altro mondo.

दत्त्वा धनं तु विप्रेभ्यः सर्वदण्डसमुत्थितम् ।
पुत्रे राज्यं समासृज्य कुर्वीत प्रायणं रणे ॥३२३॥
dattvā dhanaṃ tu viprebhyaḥ sarvadaṇḍasamutthitam |
putre rājyaṃ samāsṛjya kurvīta prāyaṇaṃ raṇe ||323||

Dopo aver dato ai Brahmani tutte le ricchezze ricavate dalle ammende legali, il re – quando s’appresta al fine della vita – lasci a suo figlio la cura del regno, vada a cercar la morte in battaglia, o si lasci morire di fame, se non v’è guerra.

एवं चरन्सदा युक्तो राजधर्मेषु पार्थिवः ।
हितेषु चैव लोकस्य सर्वान्भृत्यान्नियोजयेत् ॥३२४॥
evaṃ caransadā yukto rājadharmeṣu pārthivaḥ |
hiteṣu caiva lokasya sarvānbhṛtyānniyojayet ||324||

Operando nel modo prescritto, applicandosi ai doveri di un re, il monarca ingiunga ai suoi ministri di lavorare per la felicità del suo popolo.

एषोऽखिलः कर्मविधिरुक्तो राज्ञः सनातनः ।
इमं कर्मविधिं विद्यात्क्रमशो वैश्यशूद्रयोः ॥३२५॥
eṣo:’khilaḥ karmavidhirukto rājñaḥ sanātanaḥ |
imaṃ karmavidhiṃ vidyātkramaśo vaiśyaśūdrayoḥ ||325||

Queste sono le regole antichissime riferentesi alla condotta dei principi, esposte senza omissione: si sappiano ora quali sono le regole riguardanti la classe commerciante e la servile.

वैश्यस्तु कृतसंस्कारः कृत्वा दारपरिग्रहम् ।
वार्तायां नित्ययुक्तः स्यात्पशूनां चैव रक्षणे ॥३२६॥
vaiśyastu kṛtasaṃskāraḥ kṛtvā dāraparigraham |
vārtāyāṃ nityayuktaḥ syātpaśūnāṃ caiva rakṣaṇe ||326||

II Vaisya, dopo aver ricevuto il sacramento, l’investitura del cordone sacro – ed aver sposata una donna della sua classe – deve attendere con assiduità alla sua professione ed allevare il bestiame.

प्रजापतिर्हि वैश्याय सृष्ट्वा परिददे पशून् ।
ब्राह्मणाय च राज्ञे च सर्वाः परिददे प्रजाः ॥३२७॥
prajāpatirhi vaiśyāya sṛṣṭvā paridade paśūn |
brāhmaṇāya ca rājñe ca sarvāḥ paridade prajāḥ ||327||

Infatti, il Signore delle creature dopo aver prodotto gli animali utili, ne confidò la cura al Vaisya e pose tutta la razza umana sotto la tutela del Brahmano e dello Kshatriya.

न च वैश्यस्य कामः स्यान्न रक्षेयं पशूनिति ।
वैश्ये चेच्छति नान्येन रक्षितव्याः कथं चन ॥३२८॥
na ca vaiśyasya kāmaḥ syānna rakṣeyaṃ paśūniti |
vaiśye cecchati nānyena rakṣitavyāḥ kathaṃ cana ||328||

Non venga mai in mente ad un Vaisya di dire: Io non voglio più aver cura del bestiame; e quando è disposto ad occuparsene nessun altro uomo non deve mai prenderne cura.

मणिमुक्ताप्रवालानां लोहानां तान्तवस्य च ।
गन्धानां च रसानां च विद्यादर्घबलाबलम् ॥३२९॥
maṇimuktāpravālānāṃ lohānāṃ tāntavasya ca |
gandhānāṃ ca rasānāṃ ca vidyādarghabalābalam ||329||

Sia ben informato del rialzo e del ribasso delle pietre preziose, delle perle, del corallo, del ferro, dei tessuti, dei profumi, dei condimenti;

बीजानां उप्तिविच्च स्यात्क्षेत्रदोषगुणस्य च ।
मानयोगं च जानीयात्तुलायोगांश्च सर्वशः ॥३३०॥
bījānāṃ uptivicca syātkṣetradoṣaguṇasya ca |
mānayogaṃ ca jānīyāttulāyogāṃśca sarvaśaḥ ||330||

Sia bene esperto del modo in cui si devono seminare i cereali, e delle buone e cattive qualità di terreno; conosca così perfettamente il sistema dei pesi e delle misure;

सारासारं च भाण्डानां देशानां च गुणागुणान् ।
लाभालाभं च पण्यानां पशूनां परिवर्धनम् ॥३३१॥
sārāsāraṃ ca bhāṇḍānāṃ deśānāṃ ca guṇāguṇān |
lābhālābhaṃ ca paṇyānāṃ paśūnāṃ parivardhanam ||331||

La bontà o i difetti delle mercanzie, i vantaggi e gli svantaggi delle differenti regioni, l’utile o la perdita probabile nella vendita degli oggetti ed il modo d’accrescere il numero del bestiame.

भृत्यानां च भृतिं विद्याद्भाषाश्च विविधा नृणाम् ।
द्रव्याणां स्थानयोगांश्च क्रयविक्रयं एव च ॥३३२॥
bhṛtyānāṃ ca bhṛtiṃ vidyādbhāṣāśca vividhā nṛṇām |
dravyāṇāṃ sthānayogāṃśca krayavikrayaṃ eva ca ||332||

Deve conoscere le paghe che si devono dare ai servi e i differenti linguaggi degli uomini, le migliori precauzioni da prendersi per conservar le merci, e tutto ciò che si riferisce alla compera ed alla vendita.

धर्मेण च द्रव्यवृद्धावातिष्ठेद्यत्नं उत्तमम् ।
दद्याच्च सर्वभूतानां अन्नं एव प्रयत्नतः ॥३३३॥
dharmeṇa ca dravyavṛddhāvātiṣṭhedyatnaṃ uttamam |
dadyācca sarvabhūtānāṃ annaṃ eva prayatnataḥ ||333||

Faccia i più grandi sforzi per accrescere la sua fortuna, nei modi legali, ed abbia cura di dar cibo a tutte le creature umane.

विप्राणां वेदविदुषां गृहस्थानां यशस्विनाम् ।
शुश्रूषैव तु शूद्रस्य धर्मो नैश्रेयसः परः ॥३३४॥
viprāṇāṃ vedaviduṣāṃ gṛhasthānāṃ yaśasvinām |
śuśrūṣaiva tu śūdrasya dharmo naiśreyasaḥ paraḥ ||334||

Una obbedienza cieca agli ordini dei Brahmani versati nella conoscenza dei libri sacri, capi di famiglia e stimati per la loro’ virtù, è il dovere principale di un Sudra, e gli procura la felicità.

शुचिरुत्कृष्टशुश्रूषुर्मृदुवागनहंकृतः ।
ब्राह्मणाद्याश्रयो नित्यं उत्कृष्टां जातिं अश्नुते ॥३३५॥
śucirutkṛṣṭaśuśrūṣurmṛduvāganahaṃkṛtaḥ |
brāhmaṇādyāśrayo nityaṃ utkṛṣṭāṃ jātiṃ aśnute ||335||

Un Sudra, puro, soggetto alla volontà delle classi superiori, dolce nel parlare, esente da arroganza, che presti special attenzione ai Brahmani, ottiene una rinascita di condizione più elevata.

एषोऽनापदि वर्णानां उक्तः कर्मविधिः शुभः ।
आपद्यपि हि यस्तेषां क्रमशस्तन्निबोधत ॥३३६॥
eṣo:’nāpadi varṇānāṃ uktaḥ karmavidhiḥ śubhaḥ |
āpadyapi hi yasteṣāṃ kramaśastannibodhata ||336||

Queste sono le regole propizie che si riferiscono alla condotta delle quattro classi, quando non si trovano nelle calamità; imparate ora, ordinatamente, quali sono i doveri nelle circostanze difficili.

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