lunedì, Ottobre 25, 2021
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
HomeAntichi TrattatiLe leggi di Manu - Sanscrito-Italiano - Tempi di calamità - Capitolo...

Le leggi di Manu – Sanscrito-Italiano – Tempi di calamità – Capitolo 10

Le leggi di Manu

Sommario

La creazione
I sacramenti: il noviziato
Il matrimonio e i doveri del capo di famiglia
Mezzi di sussistenza: precetti
Regole d’astinenza e di purificazione. Doveri delle donne
Doveri dell’anacoreta e dell’asceta
Condotta del re e della classe militare
Officio dei giudici – leggi civili e penali
Leggi civili e penali – doveri della classe commerciante e della classe servile
Classi miste – tempi di calamità
Penitenze ed espiazioni
Trasmigrazione delle anime – beatitudine finale

Classi miste – Tempi di calamità

अधीयीरंस्त्रयो वर्णाः स्वकर्मस्था द्विजातयः ।
प्रब्रूयाद्ब्राह्मणस्त्वेषां नेतराविति निश्चयः ॥१॥
adhīyīraṃstrayo varṇāḥ svakarmasthā dvijātayaḥ |
prabrūyādbrāhmaṇastveṣāṃ netarāviti niścayaḥ ||1||

Le tre classi rigenerate perseverino nei loro doveri, studino i Libri Sacri; ma li spieghi loro un Brahmano e non un membro delle altre classi: tale è la decisione.

सर्वेषां ब्राह्मणो विद्याद्वृत्त्युपायान्यथाविधि ।
प्रब्रूयादितरेभ्यश्च स्वयं चैव तथा भवेत् ॥२॥
sarveṣāṃ brāhmaṇo vidyādvṛttyupāyānyathāvidhi |
prabrūyāditarebhyaśca svayaṃ caiva tathā bhavet ||2||

Il Brahmano deve conoscere i mezzi di sussistenza prescritti dalla legge a tutte le classi: li esponga agli altri e vi si conformi.

वैशेष्यात्प्रकृतिश्रैष्ठ्यान्नियमस्य च धारणात् ।
संस्कारस्य विशेषाच्च वर्णानां ब्राह्मणः प्रभुः ॥३॥
vaiśeṣyātprakṛtiśraiṣṭhyānniyamasya ca dhāraṇāt |
saṃskārasya viśeṣācca varṇānāṃ brāhmaṇaḥ prabhuḥ ||3||

Per la sua progenitura, per la superiorità della sua origine, per la conoscenza perfetta dei Libri Sacri, e per la distinzione della loro investitura, il Brahmano è il signore di tutte le classi.

ब्राह्मणः क्षत्रियो वैश्यस्त्रयो वर्णा द्विजातयः ।
चतुर्थ एकजातिस्तु शूद्रो नास्ति तु पञ्चमः ॥४॥
brāhmaṇaḥ kṣatriyo vaiśyastrayo varṇā dvijātayaḥ |
caturtha ekajātistu śūdro nāsti tu pañcamaḥ ||4||

Le classi sacerdotale, militare, commerciante, sono rigenerate tutte e tre; la quarta, che è la classe servile, non ha che una nascita sola; non v’è una quinta classe.

सर्ववर्णेषु तुल्यासु पत्नीष्वक्षतयोनिषु ।
आनुलोम्येन संभूता जात्या ज्ञेयास्त एव ते ॥५॥
sarvavarṇeṣu tulyāsu patnīṣvakṣatayoniṣu |
ānulomyena saṃbhūtā jātyā jñeyāsta eva te ||5||

In tutte le classi, quelli soltanto che sono nati nell’ordine diretto da donne eguali ai mariti sotto il rapporto della classe, e vergini, al momento del matrimonio, devono essere considerati appartenenti alla stessa classe dei loro genitori.

स्त्रीष्वनन्तरजातासु द्विजैरुत्पादितान्सुतान् ।
सदृशानेव तानाहुर्मातृदोषविगर्हितान् ॥६॥
strīṣvanantarajātāsu dvijairutpāditānsutān |
sadṛśāneva tānāhurmātṛdoṣavigarhitān ||6||

I figli generati da Dwigia ammogliati con donne appartenenti alla classe che segue alla loro, sono stati dichiarati dai legislatori simili ai loro padri, ma non della stessa classe, e disprezzabili in causa della inferiorità originaria delle madri loro[1].

अनन्तरासु जातानां विधिरेष सनातनः ।
द्व्येकान्तरासु जातानां धर्म्यं विद्यादिमं विधिम् ॥७॥
anantarāsu jātānāṃ vidhireṣa sanātanaḥ |
dvyekāntarāsu jātānāṃ dharmyaṃ vidyādimaṃ vidhim ||7||

Questa è la regola antichissima per i figli nati da donne appartenenti alla classe che segue immediatamente quella dei loro mariti; per i figli nati da donne la classe delle quali è separata da quella dei loro mariti, da una o due classi, intermedie, ecco la regola legale.

ब्राह्मणाद्वैश्यकन्यायां अम्बष्ठो नाम जायते ।
निषादः शूद्रकन्यायां यः पारशव उच्यते ॥८॥
brāhmaṇādvaiśyakanyāyāṃ ambaṣṭho nāma jāyate |
niṣādaḥ śūdrakanyāyāṃ yaḥ pāraśava ucyate ||8||

Da un Brahmano con una ragazza Vaisya nasce un figlio detto Ambashtha; con un Sudra, un Nishada detto anche Parasava.

क्षत्रियाच्छूद्रकन्यायां क्रूराचारविहारवान् ।
क्षत्रशूद्रवपुर्जन्तुरुग्रो नाम प्रजायते ॥९॥
kṣatriyācchūdrakanyāyāṃ krūrācāravihāravān |
kṣatraśūdravapurjanturugro nāma prajāyate ||9||

Da uno Kshatriya con una Sudra nasce un essere chiamato Sugra, feroce nelle opere sue, che si compiace della crudeltà, che partecipa della natura della classe servile e della classe guerriera.

विप्रस्य त्रिषु वर्णेषु नृपतेर्वर्णयोर्द्वयोः ।
वैश्यस्य वर्णे चैकस्मिन्षडेतेऽपसदाः स्मृताः ॥१०॥
viprasya triṣu varṇeṣu nṛpatervarṇayordvayoḥ |
vaiśyasya varṇe caikasminṣaḍete:’pasadāḥ smṛtāḥ ||10||

I figli di un Brahmano con donne appartenenti alle tre classi inferiori[2]; quelli d’uno Kshatriya con donne delle due classi seguenti[3]; quello di un Vaisya con una donna della classe di poi[4]; sono considerati tutti e sei come Apasadas (vili) rispetto agli altri.

क्षत्रियाद्विप्रकन्यायां सूतो भवति जातितः ।
वैश्यान्मागधवैदेहौ राजविप्राङ्गनासुतौ ॥११॥
kṣatriyādviprakanyāyāṃ sūto bhavati jātitaḥ |
vaiśyānmāgadhavaidehau rājaviprāṅganāsutau ||11||

Da uno Kshatriya e aa una ragazza Brahmana nasce un figlio detto Suta; da un Vaisya con donne appartenenti alle classi militare e sacerdotale, nascono due figli detti Magadha e Vaideha.

शूद्रादायोगवः क्षत्ता चण्डालश्चाधमो नृणाम् ।
वैश्यराजन्यविप्रासु जायन्ते वर्णसंकराः ॥१२॥
śūdrādāyogavaḥ kṣattā caṇḍālaścādhamo nṛṇām |
vaiśyarājanyaviprāsu jāyante varṇasaṃkarāḥ ||12||

Da un Sudra con donne appartenenti alla classe commerciante, militare e sacerdotale, nascono dei figli prodotti dal miscuglio impuro delle classi, e sono l’Agoyava, lo Kshattri e lo Chandala che è l’ultimo degli uomini.

एकान्तरे त्वानुलोम्यादम्बष्ठोग्रौ यथा स्मृतौ ।
क्षत्तृवैदेहकौ तद्वत्प्रातिलोम्येऽपि जन्मनि ॥१३॥
ekāntare tvānulomyādambaṣṭhograu yathā smṛtau |
kṣattṛvaidehakau tadvatprātilomye:’pi janmani ||13||

Come l’Ambashtha e l’Ugra nati nell’ordine diretto[5], con una classe di mezzo, sono considerati dalla legge tali che possono essere toccati senza contrarre impurità; cosi lo Kshattri ed il Vaideha[6], nati nell’ordine inverso, lo possono.

पुत्रा येऽनन्तरस्त्रीजाः क्रमेणोक्ता द्विजन्मनाम् ।
ताननन्तरनाम्नस्तु मातृदोषात्प्रचक्षते ॥१४॥
putrā ye:’nantarastrījāḥ krameṇoktā dvijanmanām |
tānanantaranāmnastu mātṛdoṣātpracakṣate ||14||

I figli di Dwigia già menzionati e nati dell’ordine diretto, da donne di cui la classe viene immediatamente dopo quella dei mariti, o separatene da una o due classi intermedie, sono distinte, secondo il grado d’inferiorità della nascita delle loro madri, sotto il nome di Anantara, di Ekantara, di Dwyantara.

ब्राह्मणादुग्रकन्यायां आवृतो नाम जायते ।
आभीरोऽम्बष्ठकन्यायां आयोगव्यां तु धिग्वणः ॥१५॥
brāhmaṇādugrakanyāyāṃ āvṛto nāma jāyate |
ābhīro:’mbaṣṭhakanyāyāṃ āyogavyāṃ tu dhigvaṇaḥ ||15||

Da un Brahmano con una ragazza Ugra è generato un Avrita; con una Ambashtha un Abhira; con una Avogavi un Dhigvana.

आयोगवश्च क्षत्ता च चण्डालश्चाधमो नृणाम् ।
प्रातिलोम्येन जायन्ते शूद्रादपसदास्त्रयः ॥१६॥
āyogavaśca kṣattā ca caṇḍālaścādhamo nṛṇām |
prātilomyena jāyante śūdrādapasadāstrayaḥ ||16||

L’Avogava, lo Kshattri e lo Chandala, che è l’ultimo degli uomini, nascono da un Sudra nell’ordine inverso alle classi e tutti e tre sono esclusi dal compimento delle cerimonie funebri in onore dei Mani.

वैश्यान्मागधवैदेहौ क्षत्रियात्सूत एव तु ।
प्रतीपं एते जायन्ते परेऽप्यपसदास्त्रयः ॥१७॥
vaiśyānmāgadhavaidehau kṣatriyātsūta eva tu |
pratīpaṃ ete jāyante pare:’pyapasadāstrayaḥ ||17||

Il Magadha ed il Vaideha, nati da un Vasiya ed il Suta soltanto, nato da uno Kshatriya, egualmente nell’ordine inverso, sono tre altri figli esclusi.

जातो निषादाच्छूद्रायां जात्या भवति पुक्कसः ।
शूद्राज्जातो निषाद्यां तु स वै कुक्कुटकः स्मृतः ॥१८॥
jāto niṣādācchūdrāyāṃ jātyā bhavati pukkasaḥ |
śūdrājjāto niṣādyāṃ tu sa vai kukkuṭakaḥ smṛtaḥ ||18||

Il figlio di un Nishada[7] e di una Sudra appartiene alla razza dei Pukkasa, ma il figlio di un Sudra e di una Nishadi è detto Kukkutaka.

क्षत्तुर्जातस्तथोग्रायां श्वपाक इति कीर्त्यते ।
वैदेहकेन त्वम्बष्ठ्यां उत्पन्नो वेण उच्यते ॥१९॥
kṣatturjātastathogrāyāṃ śvapāka iti kīrtyate |
vaidehakena tvambaṣṭhyāṃ utpanno veṇa ucyate ||19||

Colui che è nato da uno Kshattri e da una Ugra è detto Swapaka; colui che è generato da un Vaiata ed una Anibachti è chiamato Vena.

द्विजातयः सवर्णासु जनयन्त्यव्रतांस्तु यान् ।
तान्सावित्रीपरिभ्रष्टान्व्रात्यानिति विनिर्दिशेत् ॥२०॥
dvijātayaḥ savarṇāsu janayantyavratāṃstu yān |
tānsāvitrīparibhraṣṭānvrātyāniti vinirdiśet ||20||

Il figlio che gli Dwigia generano con donne della loro classe, senza compiere poi le cerimonie – quella dell’investitura – privati del sacramento conferito dalla Savitri, sono chiamati Vratya (scomunicati).

व्रात्यात्तु जायते विप्रात्पापात्मा भूर्जकण्टकः ।
आवन्त्यवाटधानौ च पुष्पधः शैख एव च ॥२१॥
vrātyāttu jāyate viprātpāpātmā bhūrjakaṇṭakaḥ |
āvantyavāṭadhānau ca puṣpadhaḥ śaikha eva ca ||21||

Da un Brahmano cosi scomunicato nasce un figlio di carattere perverso chiamato, a seconda dei luoghi, Bhurgiakantaka. Avantya, Vatadhana, Puchpadha, o Saikha

झल्लो मल्लश्च राजन्याद्व्रात्यान्निच्छिविरेव च ।
नटश्च करणश्चैव खसो द्रविड एव च ॥२२॥
jhallo mallaśca rājanyādvrātyānnicchivireva ca |
naṭaśca karaṇaścaiva khaso draviḍa eva ca ||22||

Uno Kshatriya scomunicato genera un figlio chiamato Gihalla, Malia, Nitchhivi, Nata, Karana, Khasae Dravira.

वैश्यात्तु जायते व्रात्यात्सुधन्वाचार्य एव च ।
कारुषश्च विजन्मा च मैत्रः सात्वत एव च ॥२३॥
vaiśyāttu jāyate vrātyātsudhanvācārya eva ca |
kāruṣaśca vijanmā ca maitraḥ sātvata eva ca ||23||

Da un Vaisya scomunicato nasce un figlio detto Sudhawwa Tcharya, Karucha, Vigianama, Maisrae Satwata.

व्यभिचारेण वर्णानां अवेद्यावेदनेन च ।
स्वकर्मणां च त्यागेन जायन्ते वर्णसंकराः ॥२४॥
vyabhicāreṇa varṇānāṃ avedyāvedanena ca |
svakarmaṇāṃ ca tyāgena jāyante varṇasaṃkarāḥ ||24||

Il miscuglio illecito delle classi, i matrimoni contrari alle regole, l’omissione delle cerimonie prescritte, sono l’origine delle classi impure.

संकीर्णयोनयो ये तु प्रतिलोमानुलोमजाः ।
अन्योन्यव्यतिषक्ताश्च तान्प्रवक्ष्याम्यशेषतः ॥२५॥
saṃkīrṇayonayo ye tu pratilomānulomajāḥ |
anyonyavyatiṣaktāśca tānpravakṣyāmyaśeṣataḥ ||25||

Io vi esporrò chiaramente quali individui siano prodotti dalle razze miste, che s’uniscono tra di loro nell’ordine diretto e nell’ordine inverso.

सूतो वैदेहकश्चैव चण्डालश्च नराधमः ।
मागधः तथायोगव एव च क्षत्रजातिश्च ॥२६॥
sūto vaidehakaścaiva caṇḍālaśca narādhamaḥ |
māgadhaḥ tathāyogava eva ca kṣatrajātiśca ||26||

Il Suta, il Vaideha, lo Chandala che è l’ultimo dei mortali, il Magacha, lo Kshattri e l’Ayogava.

एते षट्सदृशान्वर्णाञ् जनयन्ति स्वयोनिषु ।
मातृजात्यां प्रसूयन्ते प्रवारासु च योनिषु ॥२७॥
ete ṣaṭsadṛśānvarṇāñ janayanti svayoniṣu |
mātṛjātyāṃ prasūyante pravārāsu ca yoniṣu ||27||

Generano tutti e sei dei figli simili con donne della loro classe, con donne della stessa classe che le madri loro, con donne delle classi alte e con donne della classe servile.

यथा त्रयाणां वर्णानां द्वयोरात्मास्य जायते ।
आनन्तर्यात्स्वयोन्यां तु तथा बाह्येष्वपि क्रमात् ॥२८॥
yathā trayāṇāṃ varṇānāṃ dvayorātmāsya jāyate |
ānantaryātsvayonyāṃ tu tathā bāhyeṣvapi kramāt ||28||

Come un figlio atto alla seconda nascita può nascere, nell’ordine diretto, da un Brahmano e da una donna appartenente alla seconda ed alla terza delle tre classi rigenerate, al pari che da una donna della sua classe, così fra gli uomini vili cioè tra il figlio di un Vaisya e di una Kshatriya; il figlio di un Vaisya e di una Brahmana ed il figlio di uno Kshatriya e d’una Brahmana, non vi può essere questione di priorità.

ते चापि बाह्यान्सुबहूंस्ततोऽप्यधिकदूषितान् ।
परस्परस्य दारेषु जनयन्ति विगर्हितान् ॥२९॥
te cāpi bāhyānsubahūṃstato:’pyadhikadūṣitān |
parasparasya dāreṣu janayanti vigarhitān ||29||

Queste sei persone unendosi tra di loro con donne della stessa razza, generano un gran numero di razze abiette e spregevoli, più infami di quelle donde sono usciti.

यथैव शूद्रो ब्राह्मण्यां बाह्यं जन्तुं प्रसूयते ।
तथा बाह्यतरं बाह्यश्चातुर्वर्ण्ये प्रसूयते ॥३०॥
yathaiva śūdro brāhmaṇyāṃ bāhyaṃ jantuṃ prasūyate |
tathā bāhyataraṃ bāhyaścāturvarṇye prasūyate ||30||

Come un Sudra genera con una donna della classe sacerdotale un figlio più vile di lui, cosi uno di questi esseri vili con una donna di qualsiasi delle quattro classi, pure, genera un figlio ancor più vile di lui.

प्रतिकूलं वर्तमाना बाह्या बाह्यतरान्पुनः ।
हीना हीनान्प्रसूयन्ते वर्णान्पञ्चदशैव तु ॥३१॥
pratikūlaṃ vartamānā bāhyā bāhyatarānpunaḥ |
hīnā hīnānprasūyante varṇānpañcadaśaiva tu ||31||

Le sei classi abiette unendosi in connubio tra di loro, in ordine inverso[8], generano quindici classi ancora più abiette e più vili.

प्रसाधनोपचारज्ञं अदासं दासजीवनम् ।
सैरिन्ध्रं वागुरावृत्तिं सूते दस्युरयोगवे ॥३२॥
prasādhanopacārajñaṃ adāsaṃ dāsajīvanam |
sairindhraṃ vāgurāvṛttiṃ sūte dasyurayogave ||32||

Un Dasya unendosi ad una Ayogavi genera un Sairindhra che sa vestire il suo padrone, compie mansioni servili, pur non essendo schiavo, e si procura anche di che sostentarsi con tendere dei lacci alle bestie feroci.

मैत्रेयकं तु वैदेहो माधूकं संप्रसूयते ।
नॄन्प्रशंसत्यजस्रं यो घण्टाताडोऽरुणोदये ॥३३॥
maitreyakaṃ tu vaideho mādhūkaṃ saṃprasūyate |
nr̥̄npraśaṃsatyajasraṃ yo ghaṇṭātāḍo:’ruṇodaye ||33||

Un Vaideha genera con una Ayogavi un Maitreyaka dalla voce melliflua, che fa il mestiere di lodar gli uomini possenti e suona una campana al levar dell’aurora.

निषादो मार्गवं सूते दासं नौकर्मजीविनम् ।
कैवर्तं इति यं प्राहुरार्यावर्तनिवासिनः ॥३४॥
niṣādo mārgavaṃ sūte dāsaṃ naukarmajīvinam |
kaivartaṃ iti yaṃ prāhurāryāvartanivāsinaḥ ||34||

Un Nishada con una Ayogavi dà vita ad un Slargava o Basa, che vive facendo il barcaiolo ed è chiamato Kaivarta dagli abitanti d’Aryavarta.

मृतवस्त्रभृत्स्व्नारीषु गर्हितान्नाशनासु च ।
भवन्त्यायोगवीष्वेते जातिहीनाः पृथक्त्रयः ॥३५॥
mṛtavastrabhṛtsvnārīṣu garhitānnāśanāsu ca |
bhavantyāyogavīṣvete jātihīnāḥ pṛthaktrayaḥ ||35||

Queste tre persone di vile nascita: il Sairindhra, il Maitreyaka ed il Margava, sono generati da donno Ayogavi che portano gli abiti dei morti, sono disprezzate e mangiano cibi proibiti.

कारावरो निषादात्तु चर्मकारः प्रसूयते ।
वैदेहिकादन्ध्रमेदौ बहिर्ग्रामप्रतिश्रयौ ॥३६॥
kārāvaro niṣādāttu carmakāraḥ prasūyate |
vaidehikādandhramedau bahirgrāmapratiśrayau ||36||

Da un Nishada e da una Vaidehi nasce un Karavara, conciapelli di mestiere; da un Vaideha con una Karavara od una Nishadi nascono un Andhra od un Meda, che devono vivere fuori del villaggio.

चण्डालात्पाण्डुसोपाकस्त्वक्सारव्यवहारवान् ।
आहिण्डिको निषादेन वैदेह्यां एव जायते ॥३७॥
caṇḍālātpāṇḍusopākastvaksāravyavahāravān |
āhiṇḍiko niṣādena vaidehyāṃ eva jāyate ||37||

Da uno Chandala e da una Vaidehi nasco un Paudosupaka, che si guadagna il suo sostentamento lavorando il bambù: da un Nishada e da una Vaidehi un Ahiudika che esercita la professione del carceriere.

चण्डालेन तु सोपाको मूलव्यसनवृत्तिमान् ।
पुक्कस्यां जायते पापः सदा सज्जनगर्हितः ॥३८॥
caṇḍālena tu sopāko mūlavyasanavṛttimān |
pukkasyāṃ jāyate pāpaḥ sadā sajjanagarhitaḥ ||38||

Da uno Chandala e da una Pukkasi nasce un Sopaka, che ha per mestiere il suppliziare i delinquenti, miserabile esposto senza tregua al disprezzo della gente dabbene.

निषादस्त्री तु चण्डालात्पुत्रं अन्त्यावसायिनम् ।
श्मशानगोचरं सूते बाह्यानां अपि गर्हितम् ॥३९॥
niṣādastrī tu caṇḍālātputraṃ antyāvasāyinam |
śmaśānagocaraṃ sūte bāhyānāṃ api garhitam ||39||

Una Nishadi, unendosi ad uno Chandala, mette al mondo un figlio chiamato Antyavasayi, che serve nel luogo dove si bruciano i morti, spregiato persino dagli uomini più spregevoli.

संकरे जातयस्त्वेताः पितृमातृप्रदर्शिताः ।
प्रछन्ना वा प्रकाशा वा वेदितव्याः स्वकर्मभिः ॥४०॥
saṃkare jātayastvetāḥ pitṛmātṛpradarśitāḥ |
prachannā vā prakāśā vā veditavyāḥ svakarmabhiḥ ||40||

Queste razze, uscite dal miscuglio impuro delle classi designate dal padre e dalla madre, siano nascoste o no, devono essere conosciute dalle loro occupazioni.

स्वजातिजानन्तरजाः षट्सुता द्विजधर्मिणः ।
शूद्राणां तु सधर्माणः सर्वेऽपध्वंसजाः स्मृताः ॥४१॥
svajātijānantarajāḥ ṣaṭsutā dvijadharmiṇaḥ |
śūdrāṇāṃ tu sadharmāṇaḥ sarve:’padhvaṃsajāḥ smṛtāḥ ||41||

Sei figli, tre generati da donne della stessa classe dei mariti loro, e tre nati da donne appartenenti alle classi rigenerate che seguono, possono compiere i doveri degli Dwigia e ricevere rinvestitura; ma i figli nati nell’ordine inverso, di cui la nascita è vile, sono eguali, rispetto al dovere, a dei semplici Sudra.

तपोबीजप्रभावैस्तु ते गच्छन्ति युगे युगे ।
उत्कर्षं चापकर्षं च मनुष्येष्विह जन्मतः ॥४२॥
tapobījaprabhāvaistu te gacchanti yuge yuge |
utkarṣaṃ cāpakarṣaṃ ca manuṣyeṣviha janmataḥ ||42||

Per il potere delle loro penitenze, per il merito dei padri loro, possono tutti, in ogni età, pervenire quaggiù fra gli uomini ad una rinascita più elevata, come anche possono essere avviliti ad una condizione inferiore.

शनकैस्तु क्रियालोपादिमाः क्षत्रियजातयः ।
वृषलत्वं गता लोके ब्राह्मणादर्शनेन च ॥४३॥
śanakaistu kriyālopādimāḥ kṣatriyajātayaḥ |
vṛṣalatvaṃ gatā loke brāhmaṇādarśanena ca ||43||

Per l’omissione dei sacramenti ed il non frequentare Brahmani, le seguenti razze di Kshatriya sono discese per gradi alla condizione dei Sudra.

पौण्ड्रकाश्चौड्रद्रविडाः काम्बोजा यवनाः शकाः ।
पारदापह्लवाश्चीनाः किराता दरदाः खशाः ॥४४॥
pauṇḍrakāścauḍradraviḍāḥ kāmbojā yavanāḥ śakāḥ |
pāradāpahlavāścīnāḥ kirātā daradāḥ khaśāḥ ||44||

I Pudraka, gli Odra, i Dravida, i Kambogia, gli Yavana, i Saka, i Sarada, i Palliara, gli Tshina, i Kiràta, i Darada, i Khasa[9].

मुखबाहूरुपज्जानां या लोके जातयो बहिः ।
म्लेच्छवाचश्चार्यवाचः सर्वे ते दस्यवः स्मृताः ॥४५॥
mukhabāhūrupajjānāṃ yā loke jātayo bahiḥ |
mlecchavācaścāryavācaḥ sarve te dasyavaḥ smṛtāḥ ||45||

Tutti gli uomini generati dalle razze che traggono la origine loro dalla bocca, dal braccio, dalla coscia e dal piede di Brahma, ma che sono stati esclusi dalle loro classi per aver trascurato i loro doveri, sono chiamati Dasyu (ladri), sia che essi parlino il linguaggio dei Mlechcha (barbari), e sia quello degli Arya (uomini onorevoli).

ये द्विजानां अपसदा ये चापध्वंसजाः स्मृताः ।
ते निन्दितैर्वर्तयेयुर्द्विजानां एव कर्मभिः ॥४६॥
ye dvijānāṃ apasadā ye cāpadhvaṃsajāḥ smṛtāḥ |
te ninditairvartayeyurdvijānāṃ eva karmabhiḥ ||46||

I figli di Dwigia, nati dall’unione delle classi nell’ordine diretto e quelli che sono nati nell’ordine inverso, non devono acquistarsi di che vivere che esercitando la professione di Dwidja.

सूतानां अश्वसारथ्यं अम्बष्ठानां चिकित्सनम् ।
वैदेहकानां स्त्रीकार्यं मागधानां वणिक्पथः ॥४७॥
sūtānāṃ aśvasārathyaṃ ambaṣṭhānāṃ cikitsanam |
vaidehakānāṃ strīkāryaṃ māgadhānāṃ vaṇikpathaḥ ||47||

I Suta devono governare i cavalli e menare i carri; gli Ambachtha, praticare la medicina; i Vaideha, badare alle donne; i Magadha viaggiare per le necessità del commercio;

मत्स्यघातो निषादानां त्वष्टिस्त्वायोगवस्य च ।
मेदान्ध्रचुञ्चुमद्गूनां आरण्यपशुहिंसनम् ॥४८॥
matsyaghāto niṣādānāṃ tvaṣṭistvāyogavasya ca |
medāndhracuñcumadgūnāṃ āraṇyapaśuhiṃsanam ||48||

I Nishada, dedicarsi alla pesca; gli Ayogava esercitare la professione del carpentiere; i Meda, gli Audhra, i Chuntchu e i Magdu[10] far la guerra agli animali delle foreste;

क्षत्त्रुग्रपुक्कसानां तु बिलौकोवधबन्धनम् ।
धिग्वणानां चर्मकार्यं वेणानां भाण्डवादनम् ॥४९॥
kṣattrugrapukkasānāṃ tu bilaukovadhabandhanam |
dhigvaṇānāṃ carmakāryaṃ veṇānāṃ bhāṇḍavādanam ||49||

Gli Kshattri, gli Ugra, i Pukkava ad uccidere o prendere gli animali che vivono nei buchi; i Dhigvana a conciare le pelli; i Vena a suonare i diversi istrumenti musicali.

चैत्यद्रुमश्मशानेषु शैलेषूपवनेषु च ।
वसेयुरेते विज्ञाता वर्तयन्तः स्वकर्मभिः ॥५०॥
caityadrumaśmaśāneṣu śaileṣūpavaneṣu ca |
vaseyurete vijñātā vartayantaḥ svakarmabhiḥ ||50||

Questi uomini pongano la loro sede appiedi dei grandi alberi consacrati; vicino ai luoghi in cui si bruciano i morti, presso le montagne e i boschi, siano conosciuti da tutti e vivano del loro lavoro.

चण्डालश्वपचानां तु बहिर्ग्रामात्प्रतिश्रयः ।
अपपात्राश्च कर्तव्या धनं एषां श्वगर्दभम् ॥५१॥
caṇḍālaśvapacānāṃ tu bahirgrāmātpratiśrayaḥ |
apapātrāśca kartavyā dhanaṃ eṣāṃ śvagardabham ||51||

La dimora degli Chandala e degli Swapacha deve esser fuori del villaggio; non possono avere dei vasi interi e non devono possedere che degli asini e dei cani.

वासांसि मृतचैलानि भिन्नभाण्डेषु भोजनम् ।
कार्ष्णायसं अलङ्कारः परिव्रज्या च नित्यशः ॥५२॥
vāsāṃsi mṛtacailāni bhinnabhāṇḍeṣu bhojanam |
kārṣṇāyasaṃ alaṅkāraḥ parivrajyā ca nityaśaḥ ||52||

Portino per abiti le vesti dei morti; per piatti, delle pentole rotte; per ornamento, del ferro; vadano senza tregua da un luogo all’altro.

न तैः समयं अन्विच्छेत्पुरुषो धर्मं आचरन् ।
व्यवहारो मिथस्तेषां विवाहः सदृशैः सह ॥५३॥
na taiḥ samayaṃ anvicchetpuruṣo dharmaṃ ācaran |
vyavahāro mithasteṣāṃ vivāhaḥ sadṛśaiḥ saha ||53||

Nessun uomo fedele ai suoi doveri, abbia rapporti con essi; non devono aver affari se non tra loro e non contrarre matrimoni che con i loro simili.

अन्नं एषां पराधीनं देयं स्याद्भिन्नभाजने ।
रात्रौ न विचरेयुस्ते ग्रामेषु नगरेषु च ॥५४॥
annaṃ eṣāṃ parādhīnaṃ deyaṃ syādbhinnabhājane |
rātrau na vicareyuste grāmeṣu nagareṣu ca ||54||

Il cibo che essi ricevono sia dato in cocci di vaso, per mano d’un servo; non vaghino di notte per la città.

दिवा चरेयुः कार्यार्थं चिह्निता राजशासनैः ।
अबान्धवं शवं चैव निर्हरेयुरिति स्थितिः ॥५५॥
divā careyuḥ kāryārthaṃ cihnitā rājaśāsanaiḥ |
abāndhavaṃ śavaṃ caiva nirhareyuriti sthitiḥ ||55||

Vi vengano di giorno per i loro bisogni, segnati con i distintivi prescritti dal re, e siano incaricati di trasportare la salma di un uomo che muore senza lasciar parenti: tale è la legge.

वध्यांश्च हन्युः सततं यथाशास्त्रं नृपाज्ञया ।
वध्यवासांसि गृह्णीयुः शय्याश्चाभरणानि च ॥५६॥
vadhyāṃśca hanyuḥ satataṃ yathāśāstraṃ nṛpājñayā |
vadhyavāsāṃsi gṛhṇīyuḥ śayyāścābharaṇāni ca ||56||

Traggano a morte, dietro l’ordine del re, i delinquenti condannati con sentenza legale e si prendano gli abiti, i letti e gli ornamenti di coloro che hanno giustiziato.

वर्णापेतं अविज्ञातं नरं कलुषयोनिजम् ।
आर्यरूपं इवानार्यं कर्मभिः स्वैर्विभावयेत् ॥५७॥
varṇāpetaṃ avijñātaṃ naraṃ kaluṣayonijam |
āryarūpaṃ ivānāryaṃ karmabhiḥ svairvibhāvayet ||57||

Si deve riconoscere da queste opere l’uomo che appartiene ad una classe vile, che è nato da una madre spregevole, ma non è ben conosciuto ed ha l’apparenza di un uomo d’onore, quantunque non sia tale in realtà.

अनार्यता निष्ठुरता क्रूरता निष्क्रियात्मता ।
पुरुषं व्यञ्जयन्तीह लोके कलुषयोनिजम् ॥५८॥
anāryatā niṣṭhuratā krūratā niṣkriyātmatā |
puruṣaṃ vyañjayantīha loke kaluṣayonijam ||58||

La mancanza di sentimenti nobili, l’asprezza di parole, la crudeltà e l’oblio dei doveri, denotano quaggiù l’uomo che deve la vita ad una madre degna di disprezzo.

पित्र्यं वा भजते शीलं मातुर्वोभयं एव वा ।
न कथं चन दुर्योनिः प्रकृतिं स्वां नियच्छति ॥५९॥
pitryaṃ vā bhajate śīlaṃ māturvobhayaṃ eva vā |
na kathaṃ cana duryoniḥ prakṛtiṃ svāṃ niyacchati ||59||

Un uomo di nascita abietta eredita il carattere perverso del padre e della madre o d’entrambi; non può mai nascondere la sua origine.

कुले मुख्येऽपि जातस्य यस्य स्याद्योनिसंकरः ।
संश्रयत्येव तच्छीलं नरोऽल्पं अपि वा बहु ॥६०॥
kule mukhye:’pi jātasya yasya syādyonisaṃkaraḥ |
saṃśrayatyeva tacchīlaṃ naro:’lpaṃ api vā bahu ||60||

Per quanto sia distinta la famiglia di un uomo, se egli deve la vita ad una mescolanza di classi, partecipa in un grado più o meno intenso delle tendenze dei suoi genitori.

यत्र त्वेते परिध्वंसाज्जायन्ते वर्णदूषकाः ।
राष्ट्रिकैः सह तद्राष्ट्रं क्षिप्रं एव विनश्यति ॥६१॥
yatra tvete paridhvaṃsājjāyante varṇadūṣakāḥ |
rāṣṭrikaiḥ saha tadrāṣṭraṃ kṣipraṃ eva vinaśyati ||61||

L’abbandonare la vita senza speranza di ricompensa per la salute di un Brahmano, di una vacca, di una donna, di dii fanciullo, fa pervenire al cielo gli uomini di vile nascita.

ब्राह्मणार्थे गवार्थे वा देहत्यागोऽनुपस्कृतः ।
स्त्रीबालाभ्युपपत्तौ च बाह्यानां सिद्धिकारणम् ॥६२॥
अहिंसा सत्यं अस्तेयं शौचं इन्द्रियनिग्रहः ।
एतं सामासिकं धर्मं चातुर्वर्ण्येऽब्रवीन्मनुः ॥६३॥
brāhmaṇārthe gavārthe vā dehatyāgo:’nupaskṛtaḥ |
strībālābhyupapattau ca bāhyānāṃ siddhikāraṇam ||62||
ahiṃsā satyaṃ asteyaṃ śaucaṃ indriyanigrahaḥ |
etaṃ sāmāsikaṃ dharmaṃ cāturvarṇye:’bravīnmanuḥ ||63||

Astenersi dal far del male, dire sempre la verità, guardarsi dal furto, essere puro, raffrenare gli organi, sono in breve i doveri prescritti da Manu alle quattro classi.

शूद्रायां ब्राह्मणाज्जातः श्रेयसा चेत्प्रजायते ।
अश्रेयान्श्रेयसीं जातिं गच्छत्या सप्तमाद्युगात् ॥६४॥
śūdrāyāṃ brāhmaṇājjātaḥ śreyasā cetprajāyate |
aśreyānśreyasīṃ jātiṃ gacchatyā saptamādyugāt ||64||

Se la figlia di un Sudra e di un Brahmano unendosi ad un Brahmano genera una figlia che s’unisca ad un Brahmano e così di seguito, la classe infima salirà alla condizione più distinta alla settima generazione.

शूद्रो ब्राह्मणतां एति ब्राह्मणश्चैति शूद्रताम् ।
क्षत्रियाज्जातं एवं तु विद्याद्वैश्यात्तथैव च ॥६५॥
śūdro brāhmaṇatāṃ eti brāhmaṇaścaiti śūdratām |
kṣatriyājjātaṃ evaṃ tu vidyādvaiśyāttathaiva ca ||65||

Un Sudra può così elevarsi alla condizione di Brahmano e un Brahmano discendere a quella di Sudra per successione di matrimoni: la stessa cosa può aver luogo per la linea di uno Kshatriya o per quella di un Vaisya.

अनार्यायां समुत्पन्नो ब्राह्मणात्तु यदृच्छया ।
ब्राह्मण्यां अप्यनार्यात्तु श्रेयस्त्वं क्वेति चेद्भवेत् ॥६६॥
anāryāyāṃ samutpanno brāhmaṇāttu yadṛcchayā |
brāhmaṇyāṃ apyanāryāttu śreyastvaṃ kveti cedbhavet ||66||

Se vi è dubbio relativamente alla preferenza fra l’uomo che è stato generato da un Brahmano per piacere suo, con una donna della classe servile non maritata, e quello che deve la vita ad una donna Brahmana e ad un Sudra:

जातो नार्यां अनार्यायां आर्यादार्यो भवेद्गुणैः ।
जातोऽप्यनार्यादार्यायां अनार्य इति निश्चयः ॥६७॥
jāto nāryāṃ anāryāyāṃ āryādāryo bhavedguṇaiḥ |
jāto:’pyanāryādāryāyāṃ anārya iti niścayaḥ ||67||

Colui che è stato generato da un uomo onorevole e da una donna vile, può rendersi onorevole per le sue qualità; ma colui che è stato generato da una donna di nobile classe e da un uomo vile, deve esser stimato come vile: tale è la decisione.

तावुभावप्यसंस्कार्याविति धर्मो व्यवस्थितः ।
वैगुण्याज्जन्मनः पूर्व उत्तरः प्रतिलोमतः ॥६८॥
tāvubhāvapyasaṃskāryāviti dharmo vyavasthitaḥ |
vaiguṇyājjanmanaḥ pūrva uttaraḥ pratilomataḥ ||68||

Tuttavia è dalla legge stato determinato che questi individui non debbano ricevere il sacramento della iniziazione; il primo a causa della inferiorità di sua madre, il secondo in causa dell’ordine delle classi turbate.

सुबीजं चैव सुक्षेत्रे जातं संपद्यते यथा ।
तथार्याज्जात आर्यायां सर्वं संस्कारं अर्हति ॥६९॥
subījaṃ caiva sukṣetre jātaṃ saṃpadyate yathā |
tathāryājjāta āryāyāṃ sarvaṃ saṃskāraṃ arhati ||69||

Come un buon seme che germoglia in buon terreno si sviluppa perfettamente, cosi colui che è nato da un buon padre e da una buona madre è degno di ricevere i sacramenti.

बीजं एके प्रशंसन्ति क्षेत्रं अन्ये मनीषिणः ।
बीजक्षेत्रे तथैवान्ये तत्रेयं तु व्यवस्थितिः ॥७०॥
bījaṃ eke praśaṃsanti kṣetraṃ anye manīṣiṇaḥ |
bījakṣetre tathaivānye tatreyaṃ tu vyavasthitiḥ ||70||

Alcuni saggi vantano a preferenza, il seme; altri il campo; altri apprezzano ed il campo ed il seme: eccovi la decisione.

अक्षेत्रे बीजं उत्सृष्टं अन्तरैव विनश्यति ।
अबीजकं अपि क्षेत्रं केवलं स्थण्डिलं भवेत् ॥७१॥
akṣetre bījaṃ utsṛṣṭaṃ antaraiva vinaśyati |
abījakaṃ api kṣetraṃ kevalaṃ sthaṇḍilaṃ bhavet ||71||

Il seme, sparso in suolo ingrato, si distrugge senza produrre nulla; un buon terreno sul quale non s’è gettato nessun seme è soltanto uno Sthandila (terreno preparato per il sacrificio: vale “completamente nudo”).

यस्माद्बीजप्रभावेण तिर्यग्जा ऋषयोऽभवन् ।
पूजिताश्च प्रशस्ताश्च तस्माद्बीजं प्रशस्यते ॥७२॥
yasmādbījaprabhāveṇa tiryagjā ṛṣayo:’bhavan |
pūjitāśca praśastāśca tasmādbījaṃ praśasyate ||72||

Ma poiché, per l’eccellenza delle virtù dei loro padri, persino i figli di animali selvaggi sono divenuti santi uomini onorati e glorificati, per questa ragione il potere mascolino ha la preminenza.

अनार्यं आर्यकर्माणं आर्यं चानार्यकर्मिणम् ।
संप्रधार्याब्रवीद्धाता न समौ नासमाविति ॥७३॥
anāryaṃ āryakarmāṇaṃ āryaṃ cānāryakarmiṇam |
saṃpradhāryābravīddhātā na samau nāsamāviti ||73||

Dopo aver paragonato un Sudra, il quale compie i doveri delle classi onorevoli e un uomo delle classi rigenerate che opera come un Sudra, Brahma stesso ha detto: Non sono né uguali né ineguali.

ब्राह्मणा ब्रह्मयोनिस्था ये स्वकर्मण्यवस्थिताः ।
ते सम्यगुपजीवेयुः षट्कर्माणि यथाक्रमम् ॥७४॥
brāhmaṇā brahmayonisthā ye svakarmaṇyavasthitāḥ |
te samyagupajīveyuḥ ṣaṭkarmāṇi yathākramam ||74||

I Brahmani che intendono alla beatitudine eterna e sono saldi nei loro doveri, si conformino perfettamente alle seguenti regole:

अध्यापनं अध्ययनं यजनं याजनं तथा ।
दानं प्रतिग्रहश्चैव षट्कर्माण्यग्रजन्मनः ॥७५॥
adhyāpanaṃ adhyayanaṃ yajanaṃ yājanaṃ tathā |
dānaṃ pratigrahaścaiva ṣaṭkarmāṇyagrajanmanaḥ ||75||

Leggere i Libri Sacri, insegnare a leggere altrui, sacrificare, assistere ai sacrifici, dare e ricevere, sono le sei consuetudini imposte alla prima delle classi.

षण्णां तु कर्मणां अस्य त्रीणि कर्माणि जीविका ।
याजनाध्यापने चैव विशुद्धाच्च प्रतिग्रहः ॥७६॥
ṣaṇṇāṃ tu karmaṇāṃ asya trīṇi karmāṇi jīvikā |
yājanādhyāpane caiva viśuddhācca pratigrahaḥ ||76||

Ma fra questi sei atti del Brahmano, tre servono al suo sostentamento: insegnare i Veda, dirigere un sacrificio, ricevere dei doni da un uomo puro.

त्रयो धर्मा निवर्तन्ते ब्राह्मणात्क्षत्रियं प्रति ।
अध्यापनं याजनं च तृतीयश्च प्रतिग्रहः ॥७७॥
trayo dharmā nivartante brāhmaṇātkṣatriyaṃ prati |
adhyāpanaṃ yājanaṃ ca tṛtīyaśca pratigrahaḥ ||77||

Tre di questi offici sono riservati al Brahmano, non riguardano lo Kshatriya; far leggere i Libri Sacri, officiare nei sacrifici, accettar dei doni.

वैश्यं प्रति तथैवैते निवर्तेरन्निति स्थितिः ।
न तौ प्रति हि तान्धर्मान्मनुराह प्रजापतिः ॥७८॥
vaiśyaṃ prati tathaivaite nivarteranniti sthitiḥ |
na tau prati hi tāndharmānmanurāha prajāpatiḥ ||78||

Questi tre offici sono egualmente proibiti dalla leggo al Vaisya; Manu, il Signore delle Creature non ha prescritto questi atti ad ambedue procacciar il vitto.

शस्त्रास्त्रभृत्त्वं क्षत्रस्य वणिक्पशुकृषिर्विषः ।
आजीवनार्थं धर्मस्तु दानं अध्ययनं यजिः ॥७९॥
śastrāstrabhṛttvaṃ kṣatrasya vaṇikpaśukṛṣirviṣaḥ |
ājīvanārthaṃ dharmastu dānaṃ adhyayanaṃ yajiḥ ||79||

I mezzi per procacciar il vitto proprio allo Kshatriya sono: portar la spada e il giavellotto; al Vaisya il trafficare, l’attendere al bestiame, il lavorar la terra; loro doveri sono far l’elemosina, leggere la Scrittura, sacrificare.

वेदाभ्यासो ब्राह्मणस्य क्षत्रियस्य च रक्षणम् ।
वार्ताकर्मैव वैश्यस्य विशिष्टानि स्वकर्मसु ॥८०॥
vedābhyāso brāhmaṇasya kṣatriyasya ca rakṣaṇam |
vārtākarmaiva vaiśyasya viśiṣṭāni svakarmasu ||80||

Insegnar il Veda, proteggere i popoli, attendere al commercio, occuparsi del bestiame, sono rispettivamente le occupazioni per i Brahmani, lo Kshatriya e il Vaisya.

अजीवंस्तु यथोक्तेन ब्राह्मणः स्वेन कर्मणा ।
जीवेत्क्षत्रियधर्मेण स ह्यस्य प्रत्यनन्तरः ॥८१॥
ajīvaṃstu yathoktena brāhmaṇaḥ svena karmaṇā |
jīvetkṣatriyadharmeṇa sa hyasya pratyanantaraḥ ||81||

Ma se un Brahmano non può vivere, compiendo i doveri summenzionati, viva compiendo gli offici dello Kshatriya, eh a vengono tosto dopo i suoi.

उभाभ्यां अप्यजीवंस्तु कथं स्यादिति चेद्भवेत् ।
कृषिगोरक्षं आस्थाय जीवेद्वैश्यस्य जीविकाम् ॥८२॥
ubhābhyāṃ apyajīvaṃstu kathaṃ syāditi cedbhavet |
kṛṣigorakṣaṃ āsthāya jīvedvaiśyasya jīvikām ||82||

Tuttavia, se si domanda come debba vivere in caso che non possa guadagnarsi il vitto, né con l’una o con l’altra di queste due occupazioni, lavori la terra, badi alle bestie e meni la vita di un Vaisya.

वैश्यवृत्त्यापि जीवंस्तु ब्राह्मणः क्सत्रियोऽपि वा ।
हिंसाप्रायां पराधीनां कृषिं यत्नेन वर्जयेत् ॥८३॥
vaiśyavṛttyāpi jīvaṃstu brāhmaṇaḥ ksatriyo:’pi vā |
hiṃsāprāyāṃ parādhīnāṃ kṛṣiṃ yatnena varjayet ||83||

Tuttavia, un Brahmano o uno Kshatriya costretto a vivere delle stesse risorse d’un Vaisya, deve con cura, evitare, fin dove è possibile: il lavoro dei campi, che fa perire esseri animati e dipende dal soccorso altrui, come è quello dei buoi.

कृषिं साध्विति मन्यन्ते सा वृत्तिः सद्विगर्हिताः ।
भूमिं भूमिशयांश्चैव हन्ति काष्ठं अयोमुखम् ॥८४॥
kṛṣiṃ sādhviti manyante sā vṛttiḥ sadvigarhitāḥ |
bhūmiṃ bhūmiśayāṃścaiva hanti kāṣṭhaṃ ayomukham ||84||

Alcune persone approvano l’agricoltura: questo mezzo di provvedere a sé stessi è stato biasimato dalle persone da bene; il legno armato d’un ferro tagliente squarcia la terra e gli animali che essa racchiude.

इदं तु वृत्तिवैकल्यात्त्यजतो धर्मनैपुणम् ।
विट्पण्यं उद्धृतोद्धारं विक्रेयं वित्तवर्धनम् ॥८५॥
idaṃ tu vṛttivaikalyāttyajato dharmanaipuṇam |
viṭpaṇyaṃ uddhṛtoddhāraṃ vikreyaṃ vittavardhanam ||85||

Ma se, per mancanza di mezzi, un Brahmano o uno Kshatriya è forzato a rinunciare all’osservanza perfetta dei suoi doveri, per guadagnarsi di che vivere, venda le mercanzie di cui i Vaisya fanno commercio, evitando quello illecite.

सर्वान्रसानपोहेत कृतान्नं च तिलैः सह ।
अश्मनो लवणं चैव पशवो ये च मानुषाः ॥८६॥
sarvānrasānapoheta kṛtānnaṃ ca tilaiḥ saha |
aśmano lavaṇaṃ caiva paśavo ye ca mānuṣāḥ ||86||

S’astenga dal vendere succhi vegetali d’ogni fatta, riso condito, semi di sesamo, pietre, sale, bestiame, creature umane.

सर्वं च तान्तवं रक्तं शाणक्षौमाविकानि च ।
अपि चेत्स्युररक्तानि फलमूले तथौषधीः ॥८७॥
sarvaṃ ca tāntavaṃ raktaṃ śāṇakṣaumāvikāni ca |
api cetsyuraraktāni phalamūle tathauṣadhīḥ ||87||

Nessuna stoffa rossa, nessun tessuto di canapa, di lino, di lana, quand’anche non sia rosso; dei frutti, delle radici, delle piante medicinali.

अपः शस्त्रं विषं मांसं सोमं गन्धांश्च सर्वशः ।
क्षीरं क्षौद्रं दधि घृतं तैलं मधु गुडं कुशान् ॥८८॥
apaḥ śastraṃ viṣaṃ māṃsaṃ somaṃ gandhāṃśca sarvaśaḥ |
kṣīraṃ kṣaudraṃ dadhi ghṛtaṃ tailaṃ madhu guḍaṃ kuśān ||88||

Dell’acqua, dell’armi, del veleno; della carne, del succo d’asclepiade, dei profumi d’ogni sorta, del latte, del miele, del caglio, del burro liquido, dell’olio di sesamo, della cera, dello zucchero, della terra consacrata.

आरण्यांश्च पशून्सर्वान्दंष्ट्रिणश्च वयांसि च ।
मद्यं नीलिं च लाक्षां च सर्वांश्चैकशफांस्तथा ॥८९॥
āraṇyāṃśca paśūnsarvāndaṃṣṭriṇaśca vayāṃsi ca |
madyaṃ nīliṃ ca lākṣāṃ ca sarvāṃścaikaśaphāṃstathā ||89||

Degli animali delle foreste, qualunque essi siano, delle bestie feroci, degli uccelli, dei liquori inebrianti, dell’indaco, della lacca e qualunque animale che non abbia l’unghia fessa.

कामं उत्पाद्य कृष्यां तु स्वयं एव कृषीवलः ।
विक्रीणीत तिलाञ् शूद्रान्धर्मार्थं अचिरस्थितान् ॥९०॥
kāmaṃ utpādya kṛṣyāṃ tu svayaṃ eva kṛṣīvalaḥ |
vikrīṇīta tilāñ śūdrāndharmārthaṃ acirasthitān ||90||

Ma il Brahmano agricoltore, può, se lo voglia, vendere, per atti di pietà, semi di sesamo senza mistura, dopo averli prodotti con il suo lavoro, purché non li conservi a lungo con la speranza di trarre maggior profitto.

भोजनाभ्यञ्जनाद्दानाद्यदन्यत्कुरुते तिलैः ।
कृमिभूतः श्वविष्ठायां पितृभिः सह मज्जति ॥९१॥
bhojanābhyañjanāddānādyadanyatkurute tilaiḥ |
kṛmibhūtaḥ śvaviṣṭhāyāṃ pitṛbhiḥ saha majjati ||91||

Se impiega il sesamo per altro uso che non sia per prepararsi il cibo, ungersi le membra, fare delle oblazioni, sarà ridotto alla condizione di verme, al pari dei suoi avi, nello sterco di un cane.

सद्यः पतति मांसेन लाक्षया लवणेन च ।
त्र्यहेण शूद्रो भवति ब्राह्मणः क्षीरविक्रयात् ॥९२॥
sadyaḥ patati māṃsena lākṣayā lavaṇena ca |
tryaheṇa śūdro bhavati brāhmaṇaḥ kṣīravikrayāt ||92||

Un Brahmano decade dal suo grado tosto che egli venda della carne, della lacca, del sale; in tre giorni è ridotto alla condizione di Sudra se fa commercio di latte.

इतरेषां तु पण्यानां विक्रयादिह कामतः ।
ब्राह्मणः सप्तरात्रेण वैश्यभावं नियच्छति ॥९३॥
itareṣāṃ tu paṇyānāṃ vikrayādiha kāmataḥ |
brāhmaṇaḥ saptarātreṇa vaiśyabhāvaṃ niyacchati ||93||

Per aver venduto, di suo talento, le altre mercanzie proibite, un Brahmano discende in sette notti alla condizione di Vaisya.

रसा रसैर्निमातव्या न त्वेव लवणं रसैः ।
कृतान्नं च कृतान्नेन तिला धान्येन तत्समाः ॥९४॥
rasā rasairnimātavyā na tveva lavaṇaṃ rasaiḥ |
kṛtānnaṃ ca kṛtānnena tilā dhānyena tatsamāḥ ||94||

Si possono barattar dei liquidi con degli altri liquidi, ma non del sale con dei liquidi; si può scambiare del riso preparato con del riso crudo, dei semi di sesamo con uno stesso peso od una egual misura di altri semi.

जीवेदेतेन राजन्यः सर्वेणाप्यनयं गतः ।
न त्वेव ज्यायंसीं वृत्तिं अभिमन्येत कर्हि चित् ॥९५॥
jīvedetena rājanyaḥ sarveṇāpyanayaṃ gataḥ |
na tveva jyāyaṃsīṃ vṛttiṃ abhimanyeta karhi cit ||95||

Un uomo della classe militare, in caso di calamità, può ricorrere a giusti differenti mezzi di esistenza; ma in nessun caso può attendere a offici di grado più alto del Brahmano.

यो लोभादधमो जात्या जीवेदुत्कृष्टकर्मभिः ।
तं राजा निर्धनं कृत्वा क्षिप्रं एव प्रवासयेत् ॥९६॥
yo lobhādadhamo jātyā jīvedutkṛṣṭakarmabhiḥ |
taṃ rājā nirdhanaṃ kṛtvā kṣipraṃ eva pravāsayet ||96||

L’uomo di umili natali che, per cupidigia, vive dedicandosi ad occupazioni delle classi superiori, sia all’istante privato dei suoi beni dal re e bandito.

वरं स्वधर्मो विगुणो न पारक्यः स्वनुष्ठितः ।
परधर्मेण जीवन्हि सद्यः पतति जातितः ॥९७॥
varaṃ svadharmo viguṇo na pārakyaḥ svanuṣṭhitaḥ |
paradharmeṇa jīvanhi sadyaḥ patati jātitaḥ ||97||

Vale meglio compiere, in maniera difettosa, i propri doveri, che adempiere perfettamente quelli di un altro: colui che vive compiendo i doveri di un’altra classe, perde tosto la sua.

वैश्योऽजीवन्स्वधर्मेण शूद्रवृत्त्यापि वर्तयेत् ।
अनाचरन्नकार्याणि निवर्तेत च शक्तिमान् ॥९८॥
vaiśyo:’jīvansvadharmeṇa śūdravṛttyāpi vartayet |
anācarannakāryāṇi nivarteta ca śaktimān ||98||

A un Vaisya che non può mantenersi compiendo i suoi doveri, è lecito abbassarsi alle funzioni di un Sudra, purché abbia cura di evitare ciò che proibito; ma le abbandoni tosto che ne ha i mezzi.

अशक्नुवंस्तु शुश्रूषां शूद्रः कर्तुं द्विजन्मनाम् ।
पुत्रदारात्ययं प्राप्तो जीवेत्कारुककर्मभिः ॥९९॥
aśaknuvaṃstu śuśrūṣāṃ śūdraḥ kartuṃ dvijanmanām |
putradārātyayaṃ prāpto jīvetkārukakarmabhiḥ ||99||

Un Sudra che non trova modo di servir degli Dwigia, può darsi per vivere alle occupazioni di un artigiano, se sua moglie ed i suoi figli sono in bisogno.

यैः कर्मभिः प्रचरितैः शुश्रूष्यन्ते द्विजातयः ।
तानि कारुककर्माणि शिल्पानि विविधानि च ॥१००॥
yaiḥ karmabhiḥ pracaritaiḥ śuśrūṣyante dvijātayaḥ |
tāni kārukakarmāṇi śilpāni vividhāni ca ||100||

Eserciti di preferenza i mestieri: — quello del falegname, — e le differenti arti — come la pittura — per via delle quali può rendersi utile agli Dwigia.

वैश्यवृत्तिं अनातिष्ठन्ब्राह्मणः स्वे पथि स्थितः ।
अवृत्तिकर्षितः सीदन्निमं धर्मं समाचरेत् ॥१०१॥
vaiśyavṛttiṃ anātiṣṭhanbrāhmaṇaḥ sve pathi sthitaḥ |
avṛttikarṣitaḥ sīdannimaṃ dharmaṃ samācaret ||101||

Un Brahmano che non vuole compiere le occupazioni dei Vaisya e preferisce continuare sul suo sentiero, pur essendo estenuato, per la mancanza di vitto, e vicino a soccombere, deve agire in questo modo:

सर्वतः प्रतिगृह्णीयाद्ब्राह्मणस्त्वनयं गतः ।
पवित्रं दुष्यतीत्येतद्धर्मतो नोपपद्यते ॥१०२॥
sarvataḥ pratigṛhṇīyādbrāhmaṇastvanayaṃ gataḥ |
pavitraṃ duṣyatītyetaddharmato nopapadyate ||102||

Il Brahmano che è caduto in miseria deve ricevere da chicchessia perché secondo la legge, non può accadere che la purezza in persona possa essere contaminata.

नाध्यापनाद्याजनाद्वा गर्हिताद्वा प्रतिग्रहात् ।
दोषो भवति विप्राणां ज्वलनाम्बुसमा हि ते ॥१०३॥
nādhyāpanādyājanādvā garhitādvā pratigrahāt |
doṣo bhavati viprāṇāṃ jvalanāmbusamā hi te ||103||

Insegnando la Scrittura, dirigendo i sacrifici, ricevendo dei doni nei casi proibiti, i Brahmani in grave stato non commettono alcuna colpa; sono puri cosi come l’acqua ed il fuoco.

जीवितात्ययं आपन्नो योऽन्नं अत्ति ततस्ततः ।
आकाशं इव पङ्केन न स पापेन लिप्यते ॥१०४॥
jīvitātyayaṃ āpanno yo:’nnaṃ atti tatastataḥ |
ākāśaṃ iva paṅkena na sa pāpena lipyate ||104||

Colui che trovandosi in procinto di morire di fame, riceve del cibo da qualsiasi persona, non è più macchiato dal peccato di quello che lo sia l’etere dal fango.

अजीगर्तः सुतं हन्तुं उपासर्पद्बुभुक्षितः ।
न चालिप्यत पापेन क्षुत्प्रतीकारं आचरन् ॥१०५॥
ajīgartaḥ sutaṃ hantuṃ upāsarpadbubhukṣitaḥ |
na cālipyata pāpena kṣutpratīkāraṃ ācaran ||105||

Agigarta, essendo affamato; fu sul punto di uccidere il figlio; tuttavia non si rese colpevole d’alcun delitto, perché cercava un soccorso contro la fame.

श्वमांसं इच्छनार्तोऽत्तुं धर्माधर्मविचक्षणः ।
प्राणानां परिरक्षार्थं वामदेवो न लिप्तवान् ॥१०६॥
śvamāṃsaṃ icchanārto:’ttuṃ dharmādharmavicakṣaṇaḥ |
prāṇānāṃ parirakṣārthaṃ vāmadevo na liptavān ||106||

Vamadeva che sapeva distinguere perfettamente il bene dal male, non divenne affatto impuro per aver desiderato, in un momento che la fame lo tormentava, di mangiare della carne di cane, per sostenersi in vita.

भरद्वाजः क्षुधार्तस्तु सपुत्रो विजने वने ।
बह्वीर्गाः प्रतिजग्राह वृधोस्तक्ष्णो महातपाः ॥१०७॥
bharadvājaḥ kṣudhārtastu saputro vijane vane |
bahvīrgāḥ pratijagrāha vṛdhostakṣṇo mahātapāḥ ||107||

Il rigido penitente Bharadwagia, tormentato dalla fame e solo con il figlio in una foresta deserta, accettò alcune vacche dal Vridhu, legnaiolo.

क्षुधार्तश्चात्तुं अभ्यागाद्विश्वामित्रः श्वजाघनीम् ।
चण्डालहस्तादादाय धर्माधर्मविचक्षणः ॥१०८॥
kṣudhārtaścāttuṃ abhyāgādviśvāmitraḥ śvajāghanīm |
caṇḍālahastādādāya dharmādharmavicakṣaṇaḥ ||108||

Viswamitra, che pure ben conosceva la distinzione tra il bene ed il male, soccombendo al bisogno, si decise a mangiar la coscia di un cane che aveva ricevuto dalla mano di uno Chandala.

प्रतिग्रहाद्याजनाद्वा तथैवाध्यापनादपि ।
प्रतिग्रहः प्रत्यवरः प्रेत्य विप्रस्य गर्हितः ॥१०९॥
pratigrahādyājanādvā tathaivādhyāpanādapi |
pratigrahaḥ pratyavaraḥ pretya viprasya garhitaḥ ||109||

Di questi tre atti: ricevere dei doni, dirigere dei sacrifici, spiegare la Scrittura a gente spregevole, quello che v’ha di più basso ed è più rimproverato ad un Brahmano nell’altro mondo, è il ricever doni.

याजनाध्यापने नित्यं क्रियेते संस्कृतात्मनाम् ।
प्रतिग्रहस्तु क्रियते शूद्रादप्यन्त्यजन्मनः ॥११०॥
yājanādhyāpane nityaṃ kriyete saṃskṛtātmanām |
pratigrahastu kriyate śūdrādapyantyajanmanaḥ ||110||

Celebrare in un sacrificio, spiegare la Scrittura, sono due atti sempre compiuti da quello di cui l’anima è stata purificata dall’iniziazione; ma un dono si può ricevere anche da un uomo di classe servile, dell’ultima classe.

जपहोमैरपैत्येनो याजनाध्यापनैः कृतम् ।
प्रतिग्रहनिमित्तं तु त्यागेन तपसैव च ॥१११॥
japahomairapaityeno yājanādhyāpanaiḥ kṛtam |
pratigrahanimittaṃ tu tyāgena tapasaiva ca ||111||

Il peccato commesso assistendo in sacrificio e interpretando la Scrittura, per gente spregevole, è cancellato dalla preghiera a bassa voce e dalle oblazioni, il peccato commesso ricevendo doni, dall’atto di lasciare il dono e dalle penitenze.

शिलोञ्छं अप्याददीत विप्रोऽजीवन्यतस्ततः ।
प्रतिग्रहाच्छिलः श्रेयांस्ततोऽप्युञ्छः प्रशस्यते ॥११२॥
śiloñchaṃ apyādadīta vipro:’jīvanyatastataḥ |
pratigrahācchilaḥ śreyāṃstato:’pyuñchaḥ praśasyate ||112||

Un Brahmano privato d’ogni risorsa deve spigolare grano od altro, dovechessia; spigolar del grano è preferibile al ricevere un dono di quella fatta; raccogliere dei granelli l’un dopo l’altro è ancora più lodevole.

सीदद्भिः कुप्यं इच्छद्भिर्धने वा पृथिवीपतिः ।
याच्यः स्यात्स्नातकैर्विप्रैरदित्संस्त्यागं अर्हति ॥११३॥
sīdadbhiḥ kupyaṃ icchadbhirdhane vā pṛthivīpatiḥ |
yācyaḥ syātsnātakairviprairaditsaṃstyāgaṃ arhati ||113||

I Brahmani capi di casa che si trovano in miseria ed hanno bisogno di metallo non prezioso, o di qualche altra cosa, devono chiederla al re; non si deve rivolgere ad un re che non è disposto a donare.

अकृतं च कृतात्क्षेत्राद्गौरजाविकं एव च ।
हिरण्यं धान्यं अन्नं च पूर्वं पूर्वं अदोषवत् ॥११४॥
akṛtaṃ ca kṛtātkṣetrādgaurajāvikaṃ eva ca |
hiraṇyaṃ dhānyaṃ annaṃ ca pūrvaṃ pūrvaṃ adoṣavat ||114||

La prima delle cose che saranno enumerate, e cosi di seguito, può essere ricevuta con minor danno di quella che segue: un campo non seminato, un campo seminato, delle vacche, delle capre, delle pecore, dei metalli preziosi, del grano nuovo, del grano preparato.

सप्त वित्तागमा धर्म्या दायो लाभः क्रयो जयः ।
प्रयोगः कर्मयोगश्च सत्प्रतिग्रह एव च ॥११५॥
sapta vittāgamā dharmyā dāyo lābhaḥ krayo jayaḥ |
prayogaḥ karmayogaśca satpratigraha eva ca ||115||

Vi sono sette modi legali per acquistare i beni; le eredità, le donazioni, gli scambi o le compere, mezzi a tutti leciti, le conquiste – riservate agli Kshatriya – il prestito ad interesse, il commercio, il lavoro dei campi, – per il Vaisya -, i doni ricevuti dalla gente onorevole – per i Brahmani.

विद्या शिल्पं भृतिः सेवा गोरक्ष्यं विपणिः कृषिः ।
धृतिर्भैक्षं कुसीदं च दश जीवनहेतवः ॥११६॥
vidyā śilpaṃ bhṛtiḥ sevā gorakṣyaṃ vipaṇiḥ kṛṣiḥ |
dhṛtirbhaikṣaṃ kusīdaṃ ca daśa jīvanahetavaḥ ||116||

Le scienze, come la medicina; le arti, come quella di preparare i profumi; il lavoro per salario, il servizio per paga, la cura del bestiame, il commercio, il lavoro dei campi, il contentarsi di poco, la mendicità, l’usura, sono mezzi per sostentar la vita in tempo di miseria.

ब्राह्मणः क्षत्रियो वापि वृद्धिं नैव प्रयोजयेत् ।
कामं तु खलु धर्मार्थं दद्यात्पापीयसेऽल्पिकाम् ॥११७॥
brāhmaṇaḥ kṣatriyo vāpi vṛddhiṃ naiva prayojayet |
kāmaṃ tu khalu dharmārthaṃ dadyātpāpīyase:’lpikām ||117||

Il Brahmano e lo Kshatriya non devono prestare ad interesse; ciascuno d’essi può, se gli aggrada, prestar per un lieve interesse, ad un uomo colpevole di un delitto che debba fare di quel danaro un pio uso.

चतुर्थं आददानोऽपि क्षत्रियो भागं आपदि ।
प्रजा रक्षन्परं शक्त्या किल्बिषात्प्रतिमुच्यते ॥११८॥
caturthaṃ ādadāno:’pi kṣatriyo bhāgaṃ āpadi |
prajā rakṣanparaṃ śaktyā kilbiṣātpratimucyate ||118||

Un re che prende anche la quarta parte del raccolto, in caso di necessità urgente, e protegga il popolo con ogni poter suo, non commette nessun delitto.

स्वधर्मो विजयस्तस्य नाहवे स्यात्पराङ्मुखः ।
शस्त्रेण वैश्यान्रक्षित्वा धर्म्यं आहारयेद्बलिम् ॥११९॥
svadharmo vijayastasya nāhave syātparāṅmukhaḥ |
śastreṇa vaiśyānrakṣitvā dharmyaṃ āhārayedbalim ||119||

Il suo dovere è di vincere: mai in battaglia volga le spalle; dopo avere con l’armi alla mano difeso gli uomini della classe commerciante, riceva l’imposta legale.

धान्येऽष्टमं विशां शुल्कं विंशं कार्षापणावरम् ।
कर्मोपकरणाः शूद्राः कारवः शिल्पिनस्तथा ॥१२०॥
dhānye:’ṣṭamaṃ viśāṃ śulkaṃ viṃśaṃ kārṣāpaṇāvaram |
karmopakaraṇāḥ śūdrāḥ kāravaḥ śilpinastathā ||120||

L’imposta sui Vaisya può essere, in caso di bisogno, dell’ottavo, del quarto anche, dei raccolti, e del ventesimo dei grani, in denaro, i Sudra, gli operai, gli artigiani, devono prestar l’opera loro e non pagar tasse.

शूद्रस्तु वृत्तिं आकाङ्क्षन्क्षत्रं आराधयेद्यदि ।
धनिनं वाप्युपाराध्य वैश्यं शूद्रो जिजीविषेत् ॥१२१॥
śūdrastu vṛttiṃ ākāṅkṣankṣatraṃ ārādhayedyadi |
dhaninaṃ vāpyupārādhya vaiśyaṃ śūdro jijīviṣet ||121||

Un Sudra che desidera di procurarsi il vitto, può servire uno Kshatriya, oppure può anche procurarsi da vivere servendo un ricco Vaisya.

स्वर्गार्थं उभयार्थं वा विप्रानाराधयेत्तु सः ।
जातब्राह्मणशब्दस्य सा ह्यस्य कृतकृत्यता ॥१२२॥
svargārthaṃ ubhayārthaṃ vā viprānārādhayettu saḥ |
jātabrāhmaṇaśabdasya sā hyasya kṛtakṛtyatā ||122||

Serva un Brahmano con la speranza d’acquistarsi il cielo, o con il doppio intento: la felicità in questo e nell’altro mondo. Colui che è designato come servo di un Brahmano, giunge al sommo dei suoi desideri.

विप्रसेवैव शूद्रस्य विशिष्टं कर्म कीर्त्यते ।
यदतोऽन्यद्धि कुरुते तद्भवत्यस्य निष्फलम् ॥१२३॥
viprasevaiva śūdrasya viśiṣṭaṃ karma kīrtyate |
yadato:’nyaddhi kurute tadbhavatyasya niṣphalam ||123||

Servire i Brahmani è stata detta l’azione più lodevole per un Sudra; ogni altra cosa che egli può fare non gli acquista ricompensa.

प्रकल्प्या तस्य तैर्वृत्तिः स्वकुटुम्बाद्यथार्हतः ।
शक्तिं चावेक्ष्य दाक्ष्यं च भृत्यानां च परिग्रहम् ॥१२४॥
prakalpyā tasya tairvṛttiḥ svakuṭumbādyathārhataḥ |
śaktiṃ cāvekṣya dākṣyaṃ ca bhṛtyānāṃ ca parigraham ||124||

Devono quelli dargli in casa loro mezzi di vita sufficienti; dopo aver considerata la sua abilità, il suo zelo ed il numero di coloro che egli è obbligato a mantenere.

उच्छिष्टं अन्नं दातव्यं जीर्णानि वसनानि च ।
पुलाकाश्चैव धान्यानां जीर्णाश्चैव परिच्छदाः ॥१२५॥
ucchiṣṭaṃ annaṃ dātavyaṃ jīrṇāni vasanāni ca |
pulākāścaiva dhānyānāṃ jīrṇāścaiva paricchadāḥ ||125||

Ciò che avanza, del riso condito, deve essergli dato, al pari degli abiti vecchi, lo scarto del grano ed i mobili vecchi.

न शूद्रे पातकं किं चिन्न च संस्कारं अर्हति ।
नास्याधिकारो धर्मेऽस्ति न धर्मात्प्रतिषेधनम् ॥१२६॥
na śūdre pātakaṃ kiṃ cinna ca saṃskāraṃ arhati |
nāsyādhikāro dharme:’sti na dharmātpratiṣedhanam ||126||

Non v’ha, per nessun modo, colpa per un Sudra che mangi cibi proibiti; non deve ricevere il sacramento dell’investitura; gli atti di pietà non gli sono prescritti, ma non gli è proibito il compimento del dovere religioso che consiste nel fare offerte di riso condito.

धर्मेप्सवस्तु धर्मज्ञाः सतां वृत्तं अनुष्ठिताः ।
मन्त्रवर्ज्यं न दुष्यन्ति प्रशंसां प्राप्नुवन्ति च ॥१२७॥
dharmepsavastu dharmajñāḥ satāṃ vṛttaṃ anuṣṭhitāḥ |
mantravarjyaṃ na duṣyanti praśaṃsāṃ prāpnuvanti ca ||127||

I Sudra che desiderano di compiere tutto intero il loro dovere, che conoscono perfettamente ed imitano le consuetudini della gente dabbene nel compimento delle oblazioni domestiche, astenendosi dal recitar qualsiasi testo sacro tranne quello dell’adorazione, non commettono peccato e si meritano giuste lodi.

यथा यथा हि सद्वृत्तं आतिष्ठत्यनसूयकः ।
तथा तथेमं चामुं च लोकं प्राप्नोत्यनिन्दितः ॥१२८॥
yathā yathā hi sadvṛttaṃ ātiṣṭhatyanasūyakaḥ |
tathā tathemaṃ cāmuṃ ca lokaṃ prāpnotyaninditaḥ ||128||

Ogni volta che un Sudra senza dir male d’alcuno, compie gli atti di Dwigia, che non gli sono proibiti, perviene ad elevazione in questo e nell’altro mondo.

शक्तेनापि हि शूद्रेण न कार्यो धनसंचयः ।
शूद्रो हि धनं आसाद्य ब्राह्मणानेव बाधते ॥१२९॥
śaktenāpi hi śūdreṇa na kāryo dhanasaṃcayaḥ |
śūdro hi dhanaṃ āsādya brāhmaṇāneva bādhate ||129||

Un Sudra non deve ammassar ricchezze, anche quando ne ha modo; perché un Sudra quando ha acquistato dei beni, vessa i Brahmani.

एते चतुर्णां वर्णानां आपद्धर्माः प्रकीर्तिताः ।
यान्सम्यगनुतिष्ठन्तो व्रजन्ति परमं गतिम् ॥१३०॥
ete caturṇāṃ varṇānāṃ āpaddharmāḥ prakīrtitāḥ |
yānsamyaganutiṣṭhanto vrajanti paramaṃ gatim ||130||

Questi sono, così come sono stati esposti, i doveri delle quattro classi in caso di miseria: osservandoli esattamente, si perviene alla felicità suprema.

एष धर्मविधिः कृत्स्नश्चातुर्वर्ण्यस्य कीर्तितः ।
अतः परं प्रवक्ष्यामि प्रायश्चित्तविधिं शुभम् ॥१३१॥
eṣa dharmavidhiḥ kṛtsnaścāturvarṇyasya kīrtitaḥ |
ataḥ paraṃ pravakṣyāmi prāyaścittavidhiṃ śubham ||131||

Il sistema dei doveri concernenti le quattro classi è stato esposto per intero; ora vi esporrò la legge di espiazione dei peccati.


NOTE:

[1] Sono detti i figli di tal fatta Murdabbishikta, Matshya e Karana. Il primo, come è detto nel Commentario, figlio d’un Brahmano e d’una Kshatrya, ha per mestiere d’insegnar a guidare un elefante, un cavallo, un carro e l’uso delle armi; il secondo, figlio di uno Kshatrya e d’una Vaisya, d’insegnar la danza, la musica, gastronomia; il Karana, nato da un Vasya e da una Sudra, di servire i principi.
[2] Il Murdabrehikta, l’Ambashta il Nishada.
[3] Il Maishya e l’Ugra.
[4] Il Karana.
[5] L’ordine diretto relativamente alle classi è dal Brahmano al Sudra, l’ordine inverso dal Sudra al Brahmano.
[6] Il primo è nato dall’unione di un Sudra ed una Kshatriya, il secondo da un Vasya ed una Brahmana.
[7] Nato da un Brahmano ed una Sudra.
[8] L’ordine diretto va dal Suta allo Chaudala, rinverso da questo a quello.
[9] Si è voluto trovare il riavvicinamento tra questi nomi del codice e le popolazioni circondanti l’Indostan; ma vi sono ancora troppi dubbi perché sia lecito farne un cenno completo. Basti dire che i l’Ahalva sarebbero gli antichi Persiani, i Dravidi gli abitanti al sud del Coromandel, i Parada, i Paropanisi, i Darada, i Kurdi; gli Yavana,. gli Joni dell’Asia.
[10] Sono originati, rispettivamente, da un Brahmano con una Vaidehi ed una Ugra.

ARTICOLI CORRELATI
- Link esterno -spot_img

Popolari

Commenti recenti