lunedì, Ottobre 25, 2021
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Il moto sud della stella Canopo nel mito

Il moto sud della stella Canopo nel mito

Canopo, la brillante stella australe in India è conosciuta come Agastya. Nel sud dell’India (Kanyakumari – 08° nord) il primo sorgere della stella (moto nord) poteva essere osservato intorno al 10000 a.C. Oggi è visibile anche a latitudini più elevate (Jammu – 32° nord). Il moto è stazionario dal 1400 a.C., il “moto sud” ricomincerà intorno al 3400 d.C. Tuttavia il mito sembra conoscere il precedente “moto sud” di Canopo, quello iniziato nel 30000 a.C.

Il mito è un racconto di fantasia per uso didattico, per insegnare le scienze a persone semplici. Astri, natura, elementi, venivano antropomorfizzati e inseriti in storie. Venivano fatti parlare, agire, combattere, amare, insegnare, ecc. Abbiamo un esempio con le sette stelle dell’Orsa Maggiore (sanscrito “sapta rishi”), nel mito queste sono “sette saggi”.

Il Parasara Tantra[1] (trattato di astronomia – 1600 a.C.) contiene un interessante dialogo su Canopo.

DOMANDA
“Allora, Kausika chiese a Bhagavan Parasara: “Guardando a Sud si vede un corpo luminoso simile a un pianeta. Non conosco questo oggetto, non si muove attraverso le Nakshatra come fanno i pianeti nella bhagana (eclittica). Perché questo corpo luminoso sorge a sud da est solo verso la fine della stagione delle piogge, o verso la fine dell’autunno, perché può essere visto solo per pochi giorni? Bhagavan vi prego spiegate.”

RISPOSTA
Parasara disse: “E’ la stella Agastya, che come testimoniano le antiche cronache, in tempi remoti ha attraversato i monti Vindhya.”

L’autore non conosce la recente divisione dello zodiaco in 12 Rasi (segni), ma conosce l’antica divisione dello zodiaco in 27 nakshatra (stelle). La risposta collega la stella Agastya al saggio del mito.

Mahabharata

Vana Parva

Thirta Parva
Sezione 104

Recenzione del Sud
Kumbhaghonam Edition

युधिष्ठिर उवाच ।
किमर्थं सहसा विन्ध्यः परवृद्धः करॊधमूर्छितः ।
एतद इच्छाम्य अहं शरॊतुं विस्तरेण महामुने ॥१॥
yudhiṣṭhira uvāca |
kimarthaṃ sahasā vindhyaḥ pravṛddhaḥ krodhamūrchitaḥ |
etad icchāmy ahaṃ śrotuṃ vistareṇa mahāmune ||1||

Yudhishthira[2] disse: “O Maha Muni[3], per quale motivo il collerico Vindhya[4] improvvisamente decise di aumentare la sua mole.”

लोमश उवाच ।
अद्रिराजं महाशैलं मरुं कनकपर्वतम ।
उदयास्तमये भानुः परदक्षिणम अवर्तत ॥२॥
lomaśa uvāca |
adrirājaṃ mahāśailaṃ maruṃ kanakaparvatam |
udayāstamaye bhānuḥ pradakṣiṇam avartata ||2||

Lomasha[5] disse: “Il Sole circuambulava[6] (pradakshina) quel re dei monti, quel grande picco d’oro chiamato Meru[7].

तं तु दृष्ट्वा तथा विन्ध्यः शैलः सूर्यम अथाब्रवीत ।
यथा हि मेरुर भवता नित्यशः परिगम्यते ।
परदक्षिणं च करियते माम एवं कुरु भास्कर ॥३॥
taṃ tu dṛṣṭvā tathā vindhyaḥ śailaḥ sūryam athābravīt |
yathā hi merur bhavatā nityaśaḥ parigamyate |
pradakṣiṇaṃ ca kriyate mām evaṃ kuru bhāskara ||3||

Vedendo quel monte, Vindhya disse a Surya[8]: “Ogni giorno tu onori Meru girandogli intorno, o Bhaskara[9] fai lo stesso con me.”

एवम उक्तस ततः सूर्यः शैलेन्द्रं परत्यभासत ।
नाहम आत्मेच्छया शैलकरॊम्य एनं परदक्षिणम ।
एष मार्गः परदिष्टॊ मे येनेदं निर्मितं जगत ॥४॥
evam uktas tataḥ sūryaḥ śailendraṃ pratyabhāsata |
nāham ātmecchayā śailakaromy enaṃ pradakṣiṇam |
eṣa mārgaḥ pradiṣṭo me yenedaṃ nirmitaṃ jagat ||4||

Udite quelle parole, Surya rispose a quel picco: “O monte, non è per mia volontà che lo circuambolo, il percorso fu stabilito da colui che ha originato l’universo.”

एवम उक्तस ततः करॊधात परवृद्धः सहसाचलः ।
सूर्या चन्द्रमसॊर मार्गं रॊद्धुम इच्छन परंतप ॥५॥
evam uktas tataḥ krodhāt pravṛddhaḥ sahasācalaḥ |
sūryā candramasor mārgaṃ roddhum icchan paraṃtapa ||5||

O distruttore di nemici, udite quelle parole, pervaso dalla collera, con l’intenzione di ostruire il percorso di Surya e di Chandra[10] l’immobile monte cominciò a crescere.

COMMENTO – Il Meru è il monte del nord (asse terrestre), sulla sua cima risiede Indra (stella polare) il re dei Sura, questi ultimi lo onorano girandogli intorno. Muovendosi sull’eclittica (il cerchio delle Nakshatra) anche il Sole e la Luna lo fanno.

MERU = elemento fittizio
VINDHYA = elemento geografico

ततॊ देवाः सहिताः सर्व एव; सेन्द्राः समागम्य महाद्रिराजम ।
निवारयाम आसुर उपायतस तं; न च सम तेषां वचनं चकार ॥६॥
tato devāḥ sahitāḥ sarva eva; sendrāḥ samāgamya mahādrirājam |
nivārayām āsur upāyatas taṃ; na ca sma teṣāṃ vacanaṃ cakāra ||6||

Allora radunatisi, per cercare di dissuaderlo, tutti i Deva[11] raggiunsero Vindhya, il grande re dei monti ma lui non ascoltò le loro parole.

अथाभिजग्मुर मुनिम आश्रमस्थं; तपस्विनं धर्मभृतां वरिष्ठम ।
अगस्त्यम अत्यद्भुतवीर्यदीप्तं; तं चार्थम ऊचुः सहिताः सुरास ते ॥७॥
athābhijagmur munim āśramasthaṃ; tapasvinaṃ dharmabhṛtāṃ variṣṭham |
agastyam atyadbhutavīryadīptaṃ; taṃ cārtham ūcuḥ sahitāḥ surās te ||7||

Quindi i Sura raggiunsero l’Ashrama[12] del Muni, di quel fermo nel Tapas[13], di quel seguace del Dharma[14], di quell’Agastya[15] dal divampante valore e a lui narrarono l’accaduto.

देवा ऊचुः ।
सूर्या चन्द्रमसॊर मार्गं नक्षत्राणां गतिं तथा ।
शैलराजॊ वृणॊत्य एष विन्ध्यः करॊधवशानुगः ॥८॥
devā ūcuḥ |
sūryā candramasor mārgaṃ nakṣatrāṇāṃ gatiṃ tathā |
śailarājo vṛṇoty eṣa vindhyaḥ krodhavaśānugaḥ ||8||

I Deva dissero: “Il percorso di Surya e di Chandra come il sentiero delle Nakshatra[16] è ostruito dall’irato Vindhya il re dei monti.

तं निवारयितुं शक्तॊ नान्यः कश चिद दविजॊत्तम ।
ऋते तवां हि महाभाग तस्माद एनं निवारय ॥९॥
taṃ nivārayituṃ śakto nānyaḥ kaś cid dvijottama |
ṛte tvāṃ hi mahābhāga tasmād enaṃ nivāraya ||9||

O migliore dei Dvija[17], o illustre, eccetto te non c’è nessuno che possa impedirgli di farlo.”

लोमश उवाच ।
तच छरुत्वा वचनं विप्रः सुराणां शैलम अभ्यगात ।
सॊ ऽभिगम्याब्रवीद विन्ध्यं सदारः समुपस्थितः ॥१०॥
lomaśa uvāca
tac chrutvā vacanaṃ vipraḥ surāṇāṃ śailam abhyagāt |
so ‘bhigamyābravīd vindhyaṃ sadāraḥ samupasthitaḥ ||10||

Lomasha disse: “Udite le parole dei Sura, il saggio raggiungeva il monte. Arrivato con la moglie, avvicinatosi disse a Vindhya.

मार्गम इछाम्य अहं दत्तं भवता पर्वतॊत्तम ।
दक्षिणाम अभिगन्तास्मि दिशं कार्येण केन चित ॥११॥
mārgam ichāmy ahaṃ dattaṃ bhavatā parvatottama |
dakṣiṇām abhigantāsmi diśaṃ kāryeṇa kena cit ||11||

“O primo dei monti, da te desidero una strada, è mia intenzione andare a sud per la Dakshina[18].

यावदागमनं मह्यं तावत तवं परतिपालय ।
निवृत्ते मयि शैलेन्द्र ततॊ वर्धस्व कामतः ॥१२॥
yāvadāgamanaṃ mahyaṃ tāvat tvaṃ pratipālaya |
nivṛtte mayi śailendra tato vardhasva kāmataḥ ||12||

O primo tra i monti, aspetta il mio ritorno, allora potrai aumentare la tua mole quanto e come vorrai.”

एवं स समयं कृत्वा विन्ध्येनामित्रकर्शन ।
अद्यापि दक्षिणा देशाद वारुणिर न निवर्तते ॥१३॥
evaṃ sa samayaṃ kṛtvā vindhyenāmitrakarśana |
adyāpi dakṣiṇā deśād vāruṇir na nivartate ||13||

O castigatore di nemici, così si accordò con Vindhya e fino ad oggi il figlio di Varuna[19] non è ancora tornato dal Sud.

COMMENTO – Sembra che al presente dell’autore, Agastya non poteva essere osservato. Agastya è apparso per la prima volta (moto nord) nel 10000 a.C.

एतत ते सर्वम आख्यातं यथा विन्ध्यॊ न वर्धते ।
अगस्त्यस्य परभावेन यन मां तवं परिपृच्छसि ॥१४॥
etat te sarvam ākhyātaṃ yathā vindhyo na vardhate |
agastyasya prabhāvena yan māṃ tvaṃ paripṛcchasi ||14||

Su tua richiesta o narrato l’intera storia di come Vindhya smise di crescere a motivo di Agastya.

कालेयास तु यथा राजन सुरैः सर्वैर निषूदिताः ।
अगस्त्याद वरम आसाद्य तन मे निगदतः शृणु ॥१५॥
kāleyās tu yathā rājan suraiḥ sarvair niṣūditāḥ |
agastyād varam āsādya tan me nigadataḥ śṛṇu ||15||

O re, ora ascolta di come i Kalkeya[20] furono uccisi dai Sura dopo aver ottenuto la grazia di Agastya.

तरिदशानां वचॊ शरुत्वा मैत्रावरुणिर अब्रवीत ।
किमर्थम अभियाताः सथ वरं मत्तः किम इच्छथ ।
एवम उक्तास ततस तेन देवास तं मुनिम अब्रुवन ॥१६॥
tridaśānāṃ vaco śrutvā maitrāvaruṇir abravīt |
kimartham abhiyātāḥ stha varaṃ mattaḥ kim icchatha |
evam uktās tatas tena devās taṃ munim abruvan ||16||

Udite le parole dei trenta (tridashana) il figlio di Mitra e Varuna disse: “Perché siete qui? Quale grazia chiedete?”

एवं तवयेच्छाम कृतं महर्षे; महार्णवं पीयमानं महात्मन ।
ततॊ वधिष्याम सहानुबन्धान; कालेय संज्ञान सुरविद्विषस तान ॥१७॥
evaṃ tvayecchāma kṛtaṃ maharṣe; mahārṇavaṃ pīyamānaṃ mahātman |
tato vadhiṣyāma sahānubandhān; kāleya saṃjñān suravidviṣas tān ||17||

O Maha Rishi, o Maha Atma, desideriamo che tu beva l’acqua dell’oceano. Solo così potremmo colpire i nemici dei Sura chiamati Kaleya con i loro parenti.”

तरिदशानां वचः शरुत्वा तथेति मुनिर अब्रवीत ।
करिष्ये भवतां कामं लॊकानां च महत सुखम ॥१८॥
tridaśānāṃ vacaḥ śrutvā tatheti munir abravīt |
kariṣye bhavatāṃ kāmaṃ lokānāṃ ca mahat sukham ||18||

Udite le parole dei trenta, il Muni disse: “Così sia. Per il bene del mondo farò ciò che desiderate.”

एवम उक्त्वा ततॊ ऽगच्छत समुद्रं सरितां पतिम ।
ऋषिभिश च तपःसिद्धैः सार्धं देवैश च सुव्रतः ॥१९॥
evam uktvā tato ‘gacchat samudraṃ saritāṃ patim |
ṛṣibhiś ca tapaḥsiddhaiḥ sārdhaṃ devaiś ca suvrataḥ ||19||

Detto questo, quel fermo nei voti, accompagnato dai Deva e dai Rishi realizzati nel Tapas raggiunse l’oceano il signore dei fiumi.

मनुस्यॊरग गन्धर्वयक्षकिंपुरुषास तथा ।
अनुजग्मुर महात्मानं दरस्तु कामास तद अद्भुतम ॥२०॥
manusyoraga gandharvayakṣakiṃpuruṣās tathā |
anujagmur mahātmānaṃ drastu kāmās tad adbhutam ||20||

Umani (manushya), Uraga[21], Gandharva[22], Yaksha[23] e Kimpurusha[24] seguirono il Maha Atma, con il desiderio di vedere quell’impresa.

ततॊ ऽभयगच्छन सहिताः समुद्रं भीम निष्वनम ।
नृत्यन्तम इव चॊर्मीभिर वल्गन्तम इव वायुना ॥२१॥
tato ‘bhyagacchan sahitāḥ samudraṃ bhīma niṣvanam |
nṛtyantam iva cormībhir valgantam iva vāyunā ||21||

Quindi giunsero tutti al ruggente oceano che spinto dal vento con le onde sembrava danzare

हसन्तम इव फेनौघैः सखलन्तं कन्दरेषु च ।
नाना गराहसमाकीर्णं नानाद्विज गनायुतम ॥२२॥
hasantam iva phenaughaiḥ skhalantaṃ kandareṣu ca |
nānā grāhasamākīrṇaṃ nānādvija ganāyutam ||22||

felice, mentre con flutti di schiuma riempiva ogni anfratto. Era colmo di mostri marini e frequentato da varie schiere di uccelli.

अगस्त्यसहिता देवाः सगन्धर्वमहॊरगाः ।
ऋषयश च महाभागाः समासेदुर महॊदधिम ॥२३॥
agastyasahitā devāḥ sagandharvamahoragāḥ |
ṛṣayaś ca mahābhāgāḥ samāsedur mahodadhim ||23||

I Deva, i Gandharva, i grandi Uraga e gli illustri Rishi, si avvicinarono al grande oceano.


NOTE:

[1] Il Parasara Tantra (attribuito a Parasara) è andato perso, tuttavia è stato parzialmente ricostruito attraverso le citazioni di altri autori.
[2] Yudhiṣṭhira (युधिष्ठिर) — Al letterale significa “fermo in battaglia” Qui è il primo di cinque fratelli, nati dal rapporto tra Dharma e una delle mogli di Pandu.
[3] Mahāmuni (महामुनि) — Maha = “grande” e Muni = “saggio”.
[4] Vindhya (विन्ध्य) — Una delle sette catene montuose indiane. Questi monti separarono l’India meridionale dall’India settentrionale. In astronomia catena montuosa è importante perché attraversata dal tropico.
[5] Lomaśa (लोमश) —Un saggio che guidò i Pandava durante l’esilio nella foresta.
[6] Pradakṣiṇā (प्रदक्षिणा) – Circuambulare, girare intorno a qualcosa per rendergli omaggio.
[7] Meru (मेरु) – Monte situato all’estremo nord, il luogo dove si riuniscono gli dèi per deliberare. Il monte dove Lucifero voleva salire. Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’assemblea, nelle parti più remote del settentrione. (Isaia 14:12-13 CEI74).
[8] Sūrya (सूर्य) — Uno dei 108 nomi del Sole.
[9] Bhāskara (भास्कर) — Al letterale significa “splendente”, è uno dei 108 nomi del Sole.
[10] Candra (चन्द्र) – Al letterale significa “brillante”, è uno dei nomi della Luna.
[11] Deva (देव) — Al letterale “luminoso”, in genere antropomorfizzazione di astri.
[12] Āśrama (आश्रम) — Un eremo, una capanna, un’abitazione o dimora di asceti.
[13] Tapas (तपस्) – Penitenza, austerità, ecc., qui sinonimo di pratiche ascetiche.
[14] Dharmā (धर्मा) — Al letterale significa “legge”. Per la classe sacerdotale dharma = religione, in quanto per loro la religione è legge. Hanno personificato e divinizzato la “legge”.
[15] Agastya (अगस्त्य) — La stella Canopo.
[16] Nakṣatra (नक्षत्र) — 27 delle principali stelle della fascia zodiacale. Nel mito sono 27 delle 50 figlie di Daksha che vanno in moglie a Soma (la Luna). Per questo sono dette dimore lunari.
[17] Dvija (द्विज) — Al letterale significa “nato due volte”.
[18] Dakṣiṇā (दक्षिणा) – Si riferisce all’offerta per il sacrificio.
[19] Varuṇa (वरुण) – Al letterale significa “acqua”. Nel mito la stella Canopo è figlio dell’antropomorfizzazione dell’oceano.
[20] Kāleya (कालेय) —Un insieme di Asura (esseri delle tenebre) nati dal grande saggio Kashyapa (Cassiopea) attraverso la moglie Kala (personificazione del tempo).
[21] Uraga (उरग) si riferisce a una razza di “rettili” sensienti.
[22] Gandharva (गन्धर्व) — Termine legato alla “musica”, probabilmente sono la musica personificata. La femmina è chiamata Apsara probabilmente è la danza personificata.
[23] Yakṣa (यक्ष) — Una razza di esseri mostruosi. Per alcuni sono cattivi spiriti, fantasmi, ecc.
[24] Kimpurusa (किम्पुरुष) — “Kim” = “solo” o “solitario” e “Purusha” = “corpo” o “forma”. Una solitaria razza inferiore.

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