venerdì, Dicembre 2, 2022
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RV Vedanga Jyotisha di Lagadha – Italiano

Rig Veda Vedanga Jyotisha di Lagadha

Lo yuga di 5 anni – 1640 a.C.

पञ्चसंवत्सरमयं युगाध्यक्षं प्रजापतिम् ।
दिनर्त्वयनम्आस्आङ्गं प्रण्अम्य श्इरस्आ श्उचिः ॥१॥
pañcasaṃvatsaramayaṃ yugādhyakṣaṃ prajāpatim |
dinartvayanamāsāṅgaṃ praṇamya śirasā śuciḥ ||1||

pañcasaṃvatsaramayaṃ = cinque composti da un anno; yugādhyakṣaṃ = signore dello yuga; prajāpatim = prajapati; dinartvayanamāsāṅgaṃ = divisione dei giorni, delle stagioni, degli ayana e dei mesi; praṇamya = prostrato; śirasā = con il capo; śuciḥ = purificato.

Purificato, con il capo chino verso la divisione dei giorni, delle stagioni, degli ayana[1], dei mesi e Prajapati[2], il signore dello yuga[3] composto da cinque anni.

प्रण्अम्य शिरसा कालमभिवाद्य सरस्वतीम् ।
क्आलज्ञ्आनं प्रवक्ष्य्आमि लगधस्य मह्आत्मनः ॥२॥
praṇamya śirasā kālamabhivādya sarasvatīm |
kālajñānaṃ pravakṣyāmi lagadhasya mahātmanaḥ ||2||

praṇamya = prostrato; śirasā = con il capo; kālamabhivādya = il tempo saluto; sarasvatīm = sarasvati; kālajñānaṃ = del tempo il meccanismo; pravakṣyāmi = spiegherò; lagadhasya = di lagadha; mahātmanaḥ = il grande anima.

Chinato il capo verso il tempo, salutato Sarasvati[4], spiegherò il meccanismo del tempo secondo il maha-atma[5] Lagadha.

ज्योतिष्आम् अयनम् पुण्यम् प्रवक्ष्याम्यनुपूर्वशः ।
सम्मतम् ब्र्आह्मण्एन्द्र्आण्आं यज्ञक्आलार्थसिद्धये ॥३॥
praṇamya śirasā kālamabhivādya sarasvatīm ।
kālajñānaṃ pravakṣyāmi lagadhasya mahātmanaḥ ||3||

jyotiṣām = dei corpi celesti; ayanam = il sentiero; puṇyam = sacro; pravakṣyāmi = spiegherò; anupūrvaśas = con dovizia; sammatam = approvato; brāhmaṇendrāṇām = dei brahmana l’indra; yajñakālārthasiddhaye = per il successo al tempo del rito.

Con dovizia spiegherò il sacro sentiero dei corpi celesti approvato dall’Indra[6] dei brahmana[7] per la riuscita nel momento del rito.

निरेकम् द्वादशाभ्यस्तम् द्विगुणम् गतसंयुतम् ।
ष्अष्ट्य्आ षष्ट्य्आ युतम् द्व्आभ्य्आं पर्वण्आम् राशिर् उच्यते ॥४॥
jyotiṣām ayanam puṇyam pravakṣyāmyanupūrvaśaḥ |
sammatam brāhmaṇendrāṇāṃ yajñakālārthasiddhaye ||4||

nirekam = meno uno; dvādaśābhyastam = moltiplicato per dodici; dviguṇam = moltiplicato per due; gatasaṃyutam = sommato al risultato; ṣaṣṭyā = con sessanta; ṣaṣṭyā = con sessanta; yutam = sommato; dvābhyāṃ = con due; parvaṇām = dei parva; rāśir = quantità; ucyate = dichiarata.

Sottrarre uno [agli anni dello yuga in corso], moltiplicare per dodici, moltiplicare per due e aggiungere [i parva] ottenuti. Ogni sessanta [parva], aggiungere due parva[8]. Dichiarata è la quantità.

NOTA: Supponiamo di essere nel terzo mese del quarto anno dall’inizio dello Yuga. Quattro anni meno uno uguale tre (4-1=3). Moltiplichiamo per i dodici mesi lunari (3X12=36). Moltiplichiamo per i due parva (36X2=72). Sommiamo i parva che corrispondono a tre mesi (3X2=9). Sono trascorsi ottantuno parva (72+9=81). Ogni 60 vanno aggiunti 2 Parva intercalari.

Parva = Luna piena e Luna nuova
1 mese lunare sinodico = 2 Parva
5 anni = 1 Yuga
1 Yuga = 60 mesi lunari sinodici + 2
1 Yuga = 124 Parva + 4

स्वर् आक्रमेते सोमार्कौ यदा साकं सवासवौ ।
स्य्आत् तद्आदि युगम् म्आघः तपः श्उक्लो’यनम् ह्युदक् ॥५॥
svar ākramete somārkau yadā sākaṃ savāsavau |
syāt tadādi yugam māghaḥ tapaḥ śuklo’yanam hyudak ||5||

svar = astronomicamente; ākramete = i due sorgono; somārkau = la luna e il sole; yadā = quando; sākam = simultaneamente; savāsavau = entrambi con vasava; syāt = sussisterà; tadādi = da quel momento; yugam = lo yuga; māghaḥ = magha; tapaḥ = tapas; śuklo’yanam = crescente nell’ayana; hyudak = verso nord.

Astronomicamente, quando la Luna e il Sole sorgono con Vasava[9], in quel momento ha inizio lo yuga. È Magha[10] [il mese lunare sinodico], è Tapas[11] [il mese solare stagionale], la Luna sta crescendo e di conseguenza il movimento è verso nord[12].

प्रपद्येते श्रविष्ट्हादौ सूर्याचन्द्रमसावुदक् ।
स्आर्प्आर्धे दक्षिण्आर्कस् तु माघश्रावणयोः सद्आ ॥६॥
prapadyete śraviṣṭhādau sūryācandramasāvudak |
sārpārdhe dakṣiṇārkas tu māghaśrāvaṇayoḥ sadā ||6||

prapadyete = questi vanno; śraviṣṭhādau = i due dati shravishta; sūryācandramasāvudak = il sole e la luna verso nord; sārpārdhe = quando a metà strada in sarpa; dakṣiṇārkas = il sole si muove verso sud; tu = ma; māghaśrāvaṇayoḥ = nei mesi di magha e shravana; sadā = sempre.

Nel mese di Magha il Sole e la Luna dati a Shravishta[13] si muovono verso nord. Nel mese di Shravana[14] il Sole giunto a metà strada in Sarpa[15] si muove verso sud ed è sempre così.

NOTA: I versi 5 e 6 contengono informazioni per datare l’opera. Pongono il solstizio d’inverno all’inizio di Danishta e il solstizio d’estate a metà di Ashlesha. Di conseguenza abbiamo l’equinozio di primavera per l’anno 1640 a.C. La precessione è di 960 anni per nakshatra (13°20’) e di 240 anni per quarto di nakshatra (3°20’).
Ci sono dodici mesi lunari: Chaitra, Vaishakha, Jyeshtha, Ashadha, Shravana, Bhadrapada, Ashwina, Kartika, Margashirsha, Pausha, Magha e Phalguna.
Lo Yuga di cinque anni, nel periodo storico di Lagadha, iniziava con il solstizio d’inverno, con il Sole e la Luna nuova in Dhanishtha all’inizio del mese di Magha. L’inizio del mese di Shravana marcava il solstizio d’estate e il conseguente moto sud del Sole (Dakshina Ayana).

घर्मवृद्धिर् अपां प्रस्थः क्ष्अपाह्रास उदग्गतौ ।
दक्षिण्ए तौ विपर्य्आसः षण्मुह्ऊर्त्ययनेन तु ॥७॥
gharmavṛddhir apāṃ prasthaḥ kṣapāhrāsa udaggatau |
dakṣiṇe tau viparyāsaḥ ṣaṇmuhūrtyayanena tu ||7||

gharmavṛddhir = la crescita del giorno; apāṃ = di acqua; prasthaḥ = un prashta; kṣapāhrāsa = la notte decresce; udaggatau = muovendosi verso nord; dakṣiṇe = quando verso sud; tau = questi due; viparyāsaḥ = interscambio; ṣaṇmuhūrtyayanena = sei muhurta; tu = e.

Nel momento in cui il Sole inizia il corso nord (solstizio d’inverno), il giorno aumenta di un prastha[16] d’acqua (1,57 minuti) con conseguente diminuzione della notte. All’inizio del corso sud (solstizio d’estate), accade l’opposto. Nel corso dell’ayana [l’aumento e la diminuzione è uguale] a sei muhurta[17] (4 ore e 48 minuti) e

NOTA: Il prastha è misurato attraverso un orologio ad acqua, una scodella con delle tacche ai lati e un foro sul fondo, posato in un recipiente d’acqua misurava il tempo. Poteva misurare un ghati o nati (24 minuti) oppure un muhurta (48 minuti).

द्वादशार्धपलोन्मानं चतुर्भिश्चतुरङ्गुलै: ।
स्वर्णमाषै: कृतच्छिद्रं यावत्प्रस्थजलप्लुतम् ॥९॥
dvādaśārdhapalonmānaṃ caturbhiścaturaṅgulai: |
svarṇamāṣai: kṛtacchidraṃ yāvatprasthajalaplutam ||9||

Il recipiente deve pesare sei pala, con un foro per il passaggio dell’acqua praticato con un’asta lunga quattro angula e che pesa quattro masha (Bhagavata Purana – Kanda 3 – Adiaya 11 – Sloka 9).

Il pala è un peso, ne esistono di diversi tipi, secondo della merce da pesare. Il pala per l’oro è tarato con 585 grani Troy (37,9074 grammi), il pala per l’ottone è tarato con 520 grani Troy (33,6954 grammi), ecc.
L’asticella per praticare il foro è lunga 4 angula o 7,5 centimetri e pesa 4 masha o 3,888 grammi. Il diametro dipende dal materiale usato.
Lo strumento descritto dal Bhagavata Purana è tarato per misurare un muhurta, per affondare impiega 48 minuti.
Durante l’uttara ayana (dal solstizio d’inverno al solstizio d’estate) i giorni si allungano di 1,57 minuti, per un massimo di 4 ore e 48 minuti. Il riferimento porta alla latitudine in cui Lagadha ha vissuto.

प्रथमं सप्तमं चाहुर् अयनाद्यं त्रयोदशम् ।
चतुर्थं दश्अमं चैव युग्म्आद्यम् बहुले’प्य्ऋतौ ॥८॥
prathamaṃ saptamaṃ cāhur ayanādyaṃ trayodaśam |
caturthaṃ daśamaṃ caiva yugmādyambahule’pyṛtau ||8||

prathamam = il primo; saptamam = il settimo; cāhur = e loro dicono; ayanādyaṃ = inizio dell’ayana; trayodaśam = tredicesimo; caturthaṃ = quarto; daśamaṃ = decimo; caiva = e in verità; yugmādyam = cominciare con la confluenza; bahule’pyṛtau = sono sicuri quando accompagnati con sei.

Il primo, il settimo, il tredicesimo [tithi di Luna crescente], il quarto e il decimo [tithi di Luna calante] danno inizio agli ayana, questo iniziando dalla confluenza e sono sicuri quando se ne contano sei [dopo i precedenti tithi].

NOTA: Ci sono 15 tithi di Luna crescente (sukla paksha) e 15 tithi di Luna calante (krishna paksha). In un anno ci sono 2 ayana, il moto nord/sud del Sole, da solstizio a solstizio.
In un ayana ci sono 183 tithi (180+3=). In un anno ci sono 366 tithi (360+6=). In uno yuga ci sono 1830 tithi (1800+30=).

SUKLA PAKSHA (quindicina crescente)
Inizio primo anno – solstizio d’inverno, Sole e Luna nuova (primo tithi)
Inizio secondo anno – sesto giorno contato dal primo (settimo tithi)
Inizio terzo anno – sesto giorno contato dal settimo (tredicesimo tithi)

KRISHNA PKSHA (quindicina calante)
Inizio quarto anno – sesto giorno contato dal tredicesimo (quarto tithi)
Inizio quinto anno – sesto giorno contato dal quarto (decimo tithi)

वसुस् त्वष्ट्आ भवो’जश्च मित्रस् सर्पो’श्विनौ जलम् ।
ध्आत्आ कश्च्आयन्आद्य्आस् स्युः अर्धपञ्चमभस् त्वृतुः ॥९॥
vasus tvaṣṭā bhavo’jaśca mitras sarpo’śvinau jalam |
dhātā kaścāyanādyās syuḥ ardhapañcamabhas tvṛtuḥ ||9||

vasus = i vasu; tvaṣṭā = tvashta; bhavo’jaśca = bhava, aja e; mitras = mitra; sarpo’śvinau = sarpa e i due asvini; jalam = jala; dhātā = dhata; kaścāyanādyās = ka e all’inizio dell’ayana; syuḥ = saranno; ardhapañcamabhas = quattro e mezzo bha; tvṛtuḥ = sono stagione.

Dall’inizio degli ayana i reggenti sono Vasu, Tvashta, Bhava, Aja, Mitra, Sarpa, Ashvini, Jala, Dhata e Ka. Quattro nakshatra e mezzo (60°) sono una stagione.

I “reggenti” delle nakshatra, quindi degli ayana, mostrano l’uso magico/religioso del sistema, la divinità da propiziare durante i riti legati ai solstizi e la vita quotidiana.

भांशाः स्युर् अष्ट्अकाः कार्याः पक्ष्अद्वादशकोद्गताः ।
एक्आदश्अगुण्अश् चोनः श्उक्ले’र्धम् चैन्दव्आ यदि ॥१०॥
bhāṃśāḥ syur aṣṭakāḥ kāryāḥ pakṣadvādaśakodgatāḥ |
ekādaśaguṇaś conaḥ śukle’rdham caindavā yadi ||10||

bhāṃśāḥ = le porzioni di bha; syur = sono; aṣṭakāḥ = otto; kāryāḥ = moltiplicare; pakṣadvādaśakodgatāḥ = quelle divise per dodici dal paksha; ekādaśaguṇaś = moltiplicate per undici; conaḥ = e il resto; śukle’rdham = alla luna piena metà; caindavā e lunazioni; yadi = se.

Le porzioni delle nakshatra devono essere otto e moltiplicate per quelle divise per dodici dal paksha, il resto moltiplicato per undici. Se le lunazioni [parva] corrispondono alla Luna piena, aggiungere la metà [62 porzioni alla nakshatra della Luna].

NOTA: La logica di questo verso si basa sulle 135 (27X5=) nakshatra solari, e sui 124 parva lunari (120+4=). Durante la Luna nuova, il Sole e la Luna occupano la stessa porzione di nakshatra. Durante la Luna piena, la Luna si trova a 180 gradi dal Sole (13 nakshatra e mezzo) quindi è 62 porzioni avanti.

कार्या भांशाष्ट्अकस्थाने कला एकान्नविंश्अतिः ।
ऊनस्थाने त्रिसप्ततीर् उद्वपेद् ऊनसम्मिताः ॥११॥
kāryā bhāṃśāṣṭakasthāne kalā ekānnaviṃśatiḥ |
ūnasthāne trisaptatīr udvaped ūnasammitāḥ ||11|

kāryā = è calcolato; bhāṃśāṣṭakasthāne = quando sono otto porzioni di nakshatra; kalā = kala; ekānnaviṃśatiḥ = diciannove; ūnasthāne = quando c’è un resto; trisaptatīr = settantatré; udvaped = vanno rimossi; ūnasammitāḥ = corrispondente alla porzione resto.

Quando le porzioni di nakshatra sono otto, diciannove kala a porzione sono calcolati. Quando c’è un resto, rimuovere settantatré kala da ciò che rimane dalla porzione.

त्र्यंश्ओ भशेष्ओ दिवसांश्अभागश् चतुर्दशश् चाप्यपनीय भिन्नम् ।
भ्आर्धे’धिके च्आपि गते परो’श्ओ द्वाव् उत्तमे तन् नवकैर् अवेद्यः ॥१२॥
tryaṃśo bhaśeṣo divasāṃśabhāgaś caturdaśaś cāpyapanīya bhinnam |
bhārdhe’dhike cāpi gate paro’ṃśo dvāv uttame tan navakair avedyaḥ ||12||

tryaṃśo = terza porzione; bhaśeṣo = resto della bha; divasāṃśabhāgaś = la frazione della porzione di un giorno; caturdaśaś = quattordici; cāpyapanīya = e anche avendo sottratto; bhinnam = la frazione; bhārdhe’dhike = quando mezza bha, quando ancora; cāpi = e anche; gate = quando situato; paro’ṃśo = in un’altra porzione; dvāv = due; uttame = alla fine; tan = questo; navakair = che consiste di nove; avedyaḥ = non vanno sommate.

Il resto delle nakshatra [in termini di 124 porzioni] è una terza porzione [per ogni giorno dell’anno] avendo sottratto/arrotondato fino a 14 [giorni in ogni parva]. Quando la metà delle nakshatra sono cresciute [a metà anno aggiungi] un’altra porzione e una seconda alla fine [dell’anno]. Con la regola di Navaka non vanno aggiunte.

पक्ष्आत् पञ्चदशाच् चोर्ध्वम् तद् भुक्तम् इति निर्दिशेत् ।
नवभिस् त्ऊद्गतो श्अस् स्याद् ऊनांश्अद्व्यधिकेन तु ॥१३॥
pakṣāt pañcadaśāc cordhvam tad bhuktam iti nirdiśet |
navabhis tūdgato’ṃśas syād ūnāṃśadvyadhikena tu ||13||

pakṣāt = dal paska; pañcadaśāc = dal quindicsimo; cordhvam = e sorgere; tad = quello; bhuktam iti = punto superato; nirdiśet = questo è dichiarato; navabhis = per nove; tūdgato’ṃśas = ma il salire; syād = sarà; ūnāṃśadvyadhikena = con meno due più porzioni; tu= ma.

Quel punto in ascesa del quindicesimo [tithi] paksha [alla fine di ogni parva] è dichiarato [dividendo il paksha] per nove e moltiplicando il resto per sette.

जौद्रागः खेश्वे’हीरोष्आचिन्मूषण्यःसूमाधाणः ।
रेमृघ्आस्व्आ’पो’जः कृष्योहज्येष्ट्ह्आ इत्य्ऋक्ष्आलिङ्गैः ॥१४॥
jaudrāgaḥ kheśve’hīroṣācinmūṣaṇyaḥsūmādhāṇaḥ |
remṛghāsvā’po’jaḥ kṛṣyohajyeṣṭhā ityṛkṣāliṅgaiḥ ||14||

jaudrāgaḥ = jau, dra, ga; kheśve’hīroṣācinmūṣaṇyaḥsūmādhāṇaḥ = kha, sva, ahi, ro, sha, ro, sha, cit, mu, sha, nya,su, ma, dha, nia; remṛghāsvā’po’jaḥ = re,mri, gha, sva, apo, aja; kṛṣyohajyeṣṭhā = hri, shya, ha, jye, shtha; ityṛkṣāliṅgaiḥ = nakshatra.

Con le abbreviazioni, le nakshatra sono: Jau, Dra, Ga, Kha, Shve, Ahi, Ro, Sha, Cit, Mu, Sha, Nya, Su, Ma, Dha, Nia, Re, Mri, Gha, Sva, Apo, Ajas, Hri, Shya, Ha, Jye e Shtha.

जावाद्यंश्ऐः समम् विद्यात् पूर्वार्धे पर्वसूत्तराः ।
भ्आद्आनम् स्य्आच् चतुर्दश्य्आं द्विभ्आगेभ्यो’धिको यदि ॥१५॥
jāvādyaṃśaiḥ samam vidyāt pūrvārdhe parvasūttarāḥ |
bhādānam syāc caturdaśyāṃ dvibhāgebhyo’dhiko yadi ||15||

jāvādyaṃśaiḥ = con le porzioni di Jau, ecc.; samam = la copia; vidyāt = bisogna sapere; pūrvārdhe = nella prima metà; parvasūttarāḥ = tra i parva, quelle dopo; bhādānam = bha consumate; syāc = questo sarà; caturdaśyām = quattordicesimo tithi; dvibhāgebhyo’dhiko = dalle due dvisioni ancora; yadi = se.

Con le porzioni Jau, ecc., si conosce la coppia. Tra quei parva quando nella prima metà, la nakshatra consumata è l’ultima [al quindicesimo tithi]. Se più di due porzioni [di nakshatra], sarà nel quattordicesimo tithi.

कला दश सविंशा स्याद् द्वे मुहूर्तस्य नडिके ।
द्विस्त्रिंशत् तत् कल्आन्आम् तु षट्च्चत्ई त्र्यधिक्आ भवेत् ॥१६॥
kalā daśa saviṃśā syād dve muhūrtasya naḍike |
dvistriṃśat tat kalānām tu ṣaṭccatī tryadhikā bhavet ||16||

Kalā = kala; daśa = dieci; saviṃśā = più un ventesimo; syād = questo sarà; dve = due; muhūrtasya = di un periodo di 48 minuti; naḍike = due periodi di 24 minuti; dvistriṃśat = duplice trenta; tat = questo; kalānām = di kala; tu = ma; ṣaṭccatī = seicento; tryadhikā = altri tre; bhavet = questo è.

Due volte dieci più un ventesimo di kala corrispondono a due nadika di un muhurta. Questi trenta [muhurta] sono seicento più altri tre.

10 kala = 1 nadika
20 kala = 1 muhurta

नड्इके द्वे मुहूर्तस् तु पङ्चाशत् पलमाषकम् ।
म्आष्अक्आत् कुम्भको द्रोणः कुटपैर् वर्धते त्रिभिः ॥१७॥
naḍike dve muhūrtas tu paṅcāśat palamāṣakam
māṣakāt kumbhako droṇaḥ kuṭapair vardhate tribhiḥ ||17||

naḍike = periodo di 24 minuti; dve = due; muhūrta = periodo di 48 minuti; tu = ma; paṅcāśat = cinquanta; palamāṣakam = pala mashaka uguale; māṣakāt = da un mashaka; kumbhako = kumbhaka; droṇaḥ = kuṭapair = con questi kutas; vardhate = questo cresce; tribhis = di tre.

Due nadika sono un muhurta, ma un mashaka (adhaka) è uguale a cinquanta pala. Da un mashaka è un kumbhaka o un drona (4 volte un mashaka) aumentato di tre kuta.

2 nadika = 1 muhurta
1 mashaka = 50 pala
4 mashaka = 1 kumbhaka o 1 drona + 3 kuta

ससप्तकम् भयुक् सोमः सूर्यो द्यूनि त्रयोदश ।
नवम्आनि तु पञ्च्आह्नः क्आष्ट्ह्आ पञ्च्आक्ष्अर्आ भवेत् ॥ १८
sasaptakam bhayuk somaḥ sūryo dyūni trayodaśa |
navamāni tu pañcāhnaḥ kāṣṭhā pañcākṣarā bhavet ||18||

sasaptakam = più sette; bhayuk = unito con una bha; somaḥ = la Luna; sūryo = il Sole; dyūni = giorni; trayodaśa = tredici; navamāni = noni; tu = e; pañcāhnaḥ = cinque del giorno; kāṣṭhā = kashtha; pañcākṣarā = cinque akshara; bhavet = così è.

La Luna è unita a una nakshatra [sessanta] più sette [in uno Yuga]. Il Sole è unito a una nakshatra per tredici giorni più cinque noni. Un kashtha sono cinque akshara.

1 yuga = 67 mesi lunari siderali
1 nakshatra = 13 giorni e 5/9
1 kashtha = 5 akshara

श्रविष्ट्हाभ्यो गुण्आभ्यस्तान् प्राग्विलग्नान् विनिर्दिशेत् ।
स्ऊर्य्आन् म्आस्आन् षऴ्भ्यस्त्आन् विद्य्आत् च्आन्द्रमस्आन् ऋत्ऊन् ॥१९॥
śraviṣṭhābhyo guṇābhyastān prāgvilagnān vinirdiśet |
sūryān māsān ṣaḻbhyastān vidyāt cāndramasān ṛtūn ||19||

śraviṣṭhābhyo = dhanishtha nakshatra; guṇābhyastān = dalla moltiplicazione questi; prāgvilagnān = ascendenti ad est; vinirdiśet = dichiariamo; sūryān = solari; māsān = mesi; ṣaḻbhyastān = dalle sei quelle; vidyāt = conosciamo; cāndramasān = mesi lunari; ṛtūn = stagioni.

Dal moltiplicarsi delle Shravishtha, ad est gli ascendenti sono dichiarati. Si conoscono i mesi solari stagionali delle sei. Dalle sei, si conoscono i mesi lunari stagionali.

NOTA: Gli ascendenti sono conosciuti da Dhanishtha. Vi sono 49545 ascendenti in uno yuga (27 nakshatra per 1835 giorni siderali). Da est (solstizio d’inverno) cominciano le sei stagioni, quindi i 12 mesi solari, due mesi per stagione. Quindi abbiamo i 402 mesi sinodici lunari stagionali (6X67=).

अतीतपर्वभागेभ्यः शोधयेद् द्विगुण्आम् तिथिम् ।
तेषु मण्ड्अलभ्आगेषु तिथिनिष्ट्आंगतो रविः ॥२०॥
atītaparvabhāgebhyaḥ śodhayed dviguṇām tithim |
teṣu maṇḍalabhāgeṣu tithiniṣṭāṃgato raviḥ ||20||

atītaparvabhāgebhyaḥ = dalle porzioni del parvan superato; śodhayet = sottrarre; dviguṇām = duplice; tithim = tithi; teṣu = in questo; maṇḍalabhāgeṣu = in quelle porzioni del cerchio; tithiniṣṭāṃgato = i tithi desiderati situati in; raviḥ= sole.

Dalle porzioni superate dei parva, vanno sottratte dal doppio i tithi. In quelle porzioni del cerchio, il Sole è situato nel tithi desiderato.

याः पर्वभादानकलास् तासु सप्तगुण्आं तिथिम् ।
प्रक्ष्इपेत् कल्आ सम्ऊहस् तु विद्य्आद् आद्आनक्आः कल्आः ॥२१॥
yāḥ parvabhādānakalās tāsu saptaguṇāṃ tithim |
prakṣipet kalā samūhas tu vidyād ādānakāḥ kalāḥ ||21||

yāḥ = quelli i quali; parvabhādānakalās = quelli sono i kala presi dalla nakshatra dei parvan; tāsu = tra questi; saptaguṇāṃ = moltiplicati per sette; tithim = tithi; prakṣipet = sommati; kalā = kala; samūhas = aggregati; tu = ma; vidyāt = conosceremo; ādānakāḥ = quelli assoggettati; kalāḥ = kala.

Attraverso i parva ricavati, conosciamo la nakshatra del tithi e quei kala concessi. Aggiungendo i kala e l’aggregato conosceremo i kala assoggettati.

NOTA: Questo è un altro modo per equiparare un tithi a un giorno, in quanto una nakshatra è composta da 610 kala che è di 7 kala in più di 603 kala.

यद् उत्तरस्यायनतो गतं स्याच्छेष्अम् तथा दक्षिणतो’यनस्य ।
तदेकषष्ट्य्आ द्विगुणम् विभक्तं सद्व्आदश्अम् स्य्आद् दिवसप्रम्आणम् ॥२२ ॥
yad uttarasyāyanato gataṃ syāccheṣam tathā dakṣiṇato’yanasya |
tadekaṣaṣṭyā dviguṇam vibhaktaṃ sadvādaśam syād divasapramāṇam ||22||

yad = quello; uttarasyāyanato = del corso settentrionale dall’ayana; gatam = situato lì; syāccheṣam = dovrebbe essere resto; tathā = così; dakṣiṇato’yanasya = dal corso meridionale dell’ayana; tadekaṣaṣṭyā = questo per sessantuno; dviguṇam = moltiplicato per due; vibhaktaṃ = diviso; sadvādaśam = più dodici; syād = saranno; divasapramāṇam = misura del giorno.

Quello che si trova nell’ayana del corso nord, così il resto si trova nel corso sud dell’ayana. Così questo moltiplicato per due, diviso per sessantuno, più dodici sarà la misura del giorno (in muhurta).

NOTA: In uno yuga ci sono 10 ayana e 124 parva. Quindi un ayana è uguale a 12 parva e 6 tithi.

यदर्धम् दिनभागानं सदा पर्वणि ।
ऋतुश्एषं तु तद् विद्य्आत् सङ्ख्य्आय सह पर्वण्आम् ॥२३॥
yadardham dinabhāgānaṃ sadā parvaṇi |
ṛtuśeṣaṃ tu tad vidyāt saṅkhyāya saha parvaṇām || 23||

yadardham = quella metà; dinabhāgānam = porzioni del giorno; sadā = sempre; parvaṇi = in ogni parva; ṛtuśeṣaṃ= resto della stagione; tu = ma; tad = questo; vidyāt = si conosce; saṅkhyāya = attraverso il calcolo; saha = insieme; parvaṇām = dei parva.

Ciò che è la metà delle porzioni del giorno (15 tithi) è sempre in ogni parva e questo resto della stagione sono conosciuti attraverso il conteggio dei parva.

NOTA: In uno yuga ci sono 30 stagioni, vale a dire 62 tithi o 4 parva e 2 tithi per stagione. Per trovare i tithi che mancano fino alla prossima stagione, moltiplicare i parva accumulati per 15. La divisione per 62 dal il numero delle stagioni passate, mentre il resto da il numero di tithi nella stagione in corso. La sottrazione a 62 da il numero di tithi che mancano alla stagione che segue.

इत्युपायसमुद्देशः भूयोप्यह्नः प्रकल्पयेत् ।
ज्ञ्एयर्आश्इगताभ्यस्ता विभजेत् ìज्ञ्आनराशिना ॥२४॥
ityupāyasamuddeśaḥ bhūyo’pyahnaḥ prakalpayet |
jñeyarāśigatābhyastā vibhajet jñānarāśinā ||24||

ityupāyasamuddeśaḥ = la conoscenza del significato; bhūyo’pyahnaḥ = governa anche dal giorno; ; prakalpayet = dovrebbe determinare; jñeyarāśigatābhyastā = questi sono moltiplicati per la quantità conosciuta; vibhajet = dovrebbe essere diviso; jñānarāśinā = con la quantità del risultato.

Dala regola della conoscenza del significato [il risultato] può essere determinato dal giorno. Moltiplicando da quelli contenuti nella quantità è conosciuto. Con la quantità conosciuta (il risultato), bisogna dividere.

अग्निः प्रजापतिः सोमो रुद्रो’दितिर् बृहस्पतिः ।
सर्प्आश् च पितरश् चैव भगश् चैव्आर्यम्आपि च ॥२५॥
agniḥ prajāpatiḥ somo rudro’ditir bṛhaspatiḥ |
sarpāś ca pitaraś caiva bhagaś caivāryamāpi ca ||25||

agniḥ= agni; prajāpatiḥ = prajapati; somo = soma; rudro’ditir = rudra e aditi; bṛhaspatiḥ = briahashpati; sarpās = sarpas; ca = e; pitaraś = pitri; caiva = e in verità; bhagas = bhaga; caivāryamāpi ca = e in effetti anche Aryaman e.

Agni, Prajapati, Soma, Rudra, Aditi, Brihaspati, Sarpa e i Pitri, e in verità Bhaga e in effetti Aryaman e

सविता त्वष्ट्आथ वायुश् चेन्द्राग्नी मित्र एव च ।
इन्द्रो निरृतिर् आपो वै विश्वेदेव्आस् तथैव च ॥२६॥
savitā tvaṣṭātha vāyuś cendrāgnī mitra eva ca |
indro nirṛtir āpo vai viśvedevās tathaiva ca ||26||

savitā = savitri; tvaṣṭātha = tvashtri e; vāyus = vayu; cendrāgnī = e indra agni; mitra = mitra; eva = in effetti; ca = e; indro = indra; nirṛtis = nirriti; āpo = apa; vai = di fatto; viśvedevās = vishvedeva; tathaiva = così in effetti; ca = e.

Savitri, Tvashtri, Vayu e Indra e Agni, Mitra, in verità Indra, Nirriti, di fatto Apa e Vishvedeva, così in effetti

विष्णुर् वसवो वरुण्ओज एकपात् तथैव च ।
अहिर्बुध्न्य्आस् तथ्आ प्ऊष्आ अश्विनो यम एव च ॥२७॥
viṣṇur vasavo varuṇo’ja ekapāt tathaiva ca |
ahirbudhnyās tathā pūṣā aśvino yama eva ca ||27||

viṣṇur = vishnu; vasavo = vasava; varuṇo’ja = varuna aja; ekapāt = ekapat; tathaiva = così in effetti; ca = e; ahirbudhnyās = ahirbudhnyas; tathā = così; pūṣā = pushan; aśvino = ashvini; yama = yama; eva = in verità; ca = e.

Vishnu, Vasus, Varuna, Aja Ekapat e in verità Ahirbudhnyas, così Pushan, Ashvini, Yama, in verità e

नक्षत्रदेवत्आ ह्येता एताभिर् यज्ञकर्मणि ।
यजम्आनस्य स्आस्त्रज्ञैः न्आम नक्षत्रजम् स्पृत् ॥२८॥
nakṣatradevatā hyetā etābhir yajñakarmaṇi |
yajamānasya sāstrajñaiḥ nāma nakṣatrajam spṛt ||28||

nakṣatradevatā = divinità delle nakshatra; hyetā = in effetti queste; etābhir = con quelli; yajñakarmaṇi = nello svolgimento dei rituali; yajamānasya = dalla persona che esegue o paga; sāstrajñaiḥ = con la conoscenza dei testi manuali; nāma = nome; nakṣatrajam = nato dalle nakshatra; spṛt = riceve.

In verità, questi sono i deva delle nakshatra, con i quali il rito viene eseguito dalla persona che lo compie o che paga, attraverso la conoscenza dello shastra e attraverso la nakshatra si ottiene un nome.

इत्येवम् मासवर्ष्आण्आम् मुहूर्तोदयपर्वण्आम् ।
दिनर्त्वयनम्आस्आङ्गम् व्य्आख्य्आनं लगधो’ब्रव्ईत् ॥२९॥
ityevam māsavarṣāṇām muhūrtodayaparvaṇām |
dinartvayanamāsāṅgam vyākhyānaṃ lagadho’bravīt ||29||

ityevam = così; māsavarṣāṇām = dai mesi e dall’anno; muhūrtodayaparvaṇām = dai muhurta, dalle levate e dai parvan; dinartvayanamāsāṅgam = dai giorni, dalle stagioni, dagli ayana e dai mesi; vyākhyānaṃ = esposizione; lagadho’bravīt = lagadha ha parlato.

Così, Lagadha ha parlato dei mesi [lunari], degli anni, dei muhurta, dei parva, dei giorni, delle stagioni, degli ayana e dei mesi [solari].

सोमसूर्यस्त्ऋचरितं विद्वान् वेदविद् अश्नुते ।
सोमस्ऊर्यस्त्ऋचरितं लोकं लोके च सन्ततिम् ॥३०॥
somasūryastṛcaritaṃ vidvān vedavid aśnute |
somasūryastṛcaritaṃ lokaṃ loke ca santatim ||30||

somasūryastṛcaritaṃ = corso della luna, del sole e delle stelle; vidvān = saggio; vedavid = sapiente nel veda; aśnute = maestro; somasūryastṛcaritaṃ; corso della luna, del sole e delle stelle; lokam = nel mondo; loke = luogo; ca = e; santatim = la progenie

Il saggio che conosce il Veda del corso della Luna, del Sole e delle stelle padroneggia il corso della Luna, del Sole e delle stelle, i luoghi nel mondo e la progenie.

विषुवम् तद्गुणं द्वाभ्यां रूपहीनम् तु षड्गुणम् ।
यल्लब्धम् त्आनि पर्व्आण्इ तथ्आर्धम् स्आ तिथिर् भवेत् ॥३१॥
viṣuvam tadguṇaṃ dvābhyāṃ rūpahīnam tu ṣaḍguṇam |
yallabdham tāni parvāṇi tathārdham sā tithir bhavet ||31||

viṣuvam = equinozio; tadguṇaṃ = questo moltiplicato; dvābhyāṃ = per due; rūpahīnam = sottratto di uno; tu = e; ṣaḍguṇam = moltiplicato per sei; yallabdham = che ha ottenuto; tāni = quelli; parvāṇi = parva; tathārdham = così dimezzato; sā = questo; tithir = tithi; bhavet = sono.

Quegli equinozi moltiplicati per due, meno uno e moltiplicati per sei, portano ai parva. Quello che si ottiene sono i parva. Così dimezzato, dovrebbe essere quel tithi.

माघशुक्लप्रपन्नस्य पौषकृष्ण्असमापिनः ।
युगस्य पञ्चवर्ष्अस्य क्आलज्ञ्आनम् प्रचक्षते ॥३२॥
māghaśuklaprapannasya pauṣakṛṣṇasamāpinaḥ |
yugasya pañcavarṣasya kālajñānam pracakṣate ||32||

māghaśuklaprapannasya = dall’arrivo nella fase crescente della luna durante il mese di magha; pauṣakṛṣṇasamāpinaḥ = quelli che si concludono con il calare della Luna nel mese di pausha; yugasya = dello yuga; pañcavarṣasya = di cinque anni; kālajñānam = della conoscenza del tempo; pracakṣate = quello detto.

Quelli esposti sono i cinque anni dello yuga che cominciano con la Luna crescente nel mese di Magha e che si concludono durante la Luna calante nel mese di Pausha dichiarati da chi conosce il tempo.

तृतीयाम् नवमीम् चैव पौर्ण्अमासीम् त्रयोदशीम् ।
ष्अष्ट्ह्ईम् च विष्उव्आन् प्रोक्तः द्व्आदश्य्आम् च समम् भवेत् ॥३३॥
tṛtīyām navamīm caiva paurṇamāsīm trayodaśīm |
ṣaṣṭhīm ca viṣuvān proktaḥ dvādaśyām ca samam bhavet ||33||

tṛtīyām = terzo giorno di una quindicina lunare; navamīm = nono giorno di una quindicina lunare; caiva = e in effetti; paurṇamāsīm = giorno di Luna piena; trayodaśīm = tredicesimo giorno; ṣaṣṭhīm = sesto giorno di una quindicina lunare; ca = e; viṣuvān = equinozio; proktaḥ = dichiarato; dvādaśyām = nel dodicesimo giorno di una quindicina lunare; ca = e; samam = ripetuto; bhavet = essere.

Durante la quindicina crescente, l’equinozio cade nel terzo giorno, nel nono giorno e durante la Luna piena. Durante la quindicina calante, l’equinozio cade nel sesto e nel dodicesimo giorno e si ripete.

चतुर्दशीम् उपवसथस् तथा भवेत् यथोदितो दिनम् उपैति चन्द्रमाः ।
म्आघश्उक्ल्आह्निको युङ्क्ते श्रविष्ट्ह्आय्आम् च व्आर्ष्इक्ईम् ॥३४॥
caturdaśīm upavasathas tathā bhavet yathodito dinam upaiti candramāḥ |
māghaśuklāhniko yuṅkte śraviṣṭhāyām ca vārṣikīm ||34||

caturdaśīm = quattordicesimo giorno della quindicina lunare; upavasathas = upavasatha; tathā = così; bhavet = essere; yathodito = come sorto; dinam = giorno; upaiti = arrivare; candramāḥ = la luna; māghaśuklāhniko = durante la luminosa quindicina del mese di magha; yuṅkte = si unisce; śraviṣṭhāyām = in shravishtha; ca = e; vārṣikīm = anno.

Come l’upavasatha arriva nel giorno [subito dopo alba] è il quattordicesimo giorno della quindicina lunare. La Luna durante la quindicina crescente del mese di Magha, tra queste è unita all’anno in Shravishtha.

यथा शिखा मयूराण्आं नागानाम् मण्अयो यथा ।
तद्वद् वेद्आङ्गशास्त्राण्आं ज्योतिष्अम् म्ऊर्धनि स्थितम् ॥३५॥
yathā śikhā mayūrāṇāṃ nāgānām maṇayo yathā |
tadvad vedāṅgaśāstrāṇāṃ jyotiṣam mūrdhani sthitam ||35||

yathā = come; śikhā = cresta; mayūrāṇām = dei pavoni; nāgānām = dei naga; maṇayo = gemma; yathā = così; tadvad = in questo modo; vedāṅgaśāstrāṇāṃ = degli insegnamenti dei rami di conoscenza; jyotiṣam = astronomia; mūrdhani = nel posto più prominente; sthitam = situato.

Come la cresta dei pavoni e la gemma dei Naga[18], nello stesso modo è considerata l’astronomia e ha il primo posto negli insegnamenti dei rami della conoscenza.


NOTE:

[1] आयन (āyana) – Periodo di sei mesi da solstizio a solstizio. Il corso settentrionale (uttara-ayana) e meridionale (dakshina-ayana) del Sole. Il sopra (nord) e il sotto (sud). Le elucubrazioni teologiche hanno collocato le “divinità” nell’emisfero nord e i “demoni” nell’emisfero sud. Nel mito si contendono i sei mesi di “luce”, quindi l’eterna lotta (guerre celesti) tra le “forze della luce” e le “forze delle tenebre”. Quando è giorno per i “sura” è notte per gli “asura”. 1 giorno per i sura = 6 mesi + 1 notte per gli asura = 1 anno per i manusha (umani). Il fantasticare della classe sacerdotale ha dato origine ai “tre luoghi” (triloka), a nord (sopra) il paradiso, al centro (da tropico a tropico) il mondo degli umani e a sud (sotto) l’inferno.
[2] प्रजापति (prajāpati) – Significa “progenitore”, “patriarca”, ecc., si riferisce al primo essere (uomo o divinità), qui si riferisce a Brahma, all’essere immenso antropomorfizzazione dell’universo.
[3] युग (yuga) – Un periodo di tempo, qui un ciclo di cinque anni.
[4] सरस्वती (sarasvatī) – Il fiume Sarasvati. Qui l’antropomorfizzazione del fiume. In sanscrito i “fiumi” sono femminili, alcuni di questi sono elevati a dee.
[5] Secondo Lagadha il “grande anima”. E’ un epiteto per personaggi di grande carimsa, talento, ecc.
[6] इन्द्र (indra) – Antropomorfizzazione della Stella Polare. La classe sacerdotale lo ha elevato a capo delle divinità, in quanto tutte le stelle (tutte le divinità) gli girano intorno.
[7] ब्राह्मण (brāhmaṇa) – Membro della classe sacerdotale. L’indra dei brahmana = il capo, il supremo, il più esperto, ecc., tra i sacerdoti.
[8] पर्व (parva) – Parva è un termine tecnico usato nelle antiche scienze vediche come l’astronomia, la matematica e la geometria. Qui indica i Tithi di Luna piena e di Luna nuova.
[9] वासव (vāsava) – La nakshatra Dhanishtha presieduto da Vasu, da qui il nome.
[10] मघा (maghā) – Al letterale significa la “generosa”. In corrispondenza del solstizio d’inverno (con Sole e Luna in Dhanishta), con il mese di Magha inizia la stagione invernale che termina con Phalguna.
[11] तपस् (tapas) – Tapas è il mese solare che da inizio all’inverno, mentre Tapasya è il mese che mette fine all’inverno.
[12] उदगयन (udagayana) – O uttarayana, è il viaggio del Sole verso nord dal solstizio d’inverno al solstizio d’estate.
[13] श्रविष्टा (śraviṣṭā) – Altro nome per Dhanishtha nakshatra.
[14] श्रवण (śravaṇa) – Al letterale significa “ascoltare, “recepire”, ecc. E’ il mese lunare sinodico che da inizio alla stagione calda.
[15] सार्प (sārpa) – Altro nome per la nakshatra Ashlesha.
[16] प्रस्थ (prastha) – Si riferisce a un’unità di misura pari a quattro adihaka. In questo caso con riferimento al peso (quantità) dell’acqua tarata attraverso l’apposito strumento (orologio).
[17] मुहूर्त (muhūrta) – Un giorno è composto di 30 muhurta di 48 minuti, 15 muhurta di giorno e 15 di notte. 1 kala = 1 muhurta. Con il tempo la classe sacerdotale ha elaborato un nucleo di divinità preposte al governo dei muhurta: Le divinità del giorno sono: Raudra, Sarpa, Maitra, Pitriya, Vasava, Apya, Vaishvadeva e Brahma, Prajapatya, Indra, Indragni, Nirriti, Varuṇa, Aryamana e Bhaga. Questi possono essere calcolati con l’ombra proiettata da uno gnomone. I muhurta della notte sono: Ajaikapad, Ahirbudhnya, Pushashvi, Yama, Agneya, Prajapatya, Saumya, Aditya, Barhaspatya, Vaishnava, Savitra, Tvaṣṭra, Vayavya e Samgraha. Questi possono essere calcolati con l’orologio ad acqua.
[18] La “serpentina” è una peridotite alterata che prende il nome dal colore dei serpenti (naga). Molto utilizzata anche dagli assiri e dai babilonesi, ne facevano cilindri da appendere al collo, sui quali erano raffigurati soggetti mitici o magici.

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