LETTURA SECONDA

Primo Brahmana
1Om. Il venerare il saman tutto intero è certamente cosa buona [sadku]. Infatti ciò che è buono lo dicono ‘saman’ che non è buono, ‘non saman [a-saman]’.
2E anche dicono; ‘si è avvicinato a lui con saman’, e vogliono dire: ‘si è avvicinato a lui con bontà’; e: ‘si è avvicinato a lui senza saman’, e vogliono dire: ‘si è avvicinato a lui senza bontà’.
3E dicono inoltre: ‘oh! c’è per noi il saman, quando va bene, e vogliono dire: ‘oh! c’è il bene’; e: ‘oh! c’è per noi il non ‘sàman’, quando va non bene, e vogliono dire: ‘oh! c’è il non bene’.
4Chi, così sapendo, venera questo saman come il bene, vi è da aspettarsi che buone qualità verranno a lui e diventeranno sue.

Secondo Brahmana
1Nei mondi si veneri il saman quintuplice. Il hihkara è la terra; il prostava il fuoco; l’udgitha l’atmosfera; il pratihara il sole; il nidhana il cielo. Cosi nell’ordine ascendente.
2Ora nell’ordine discendente. Il hinkara è il cielo; il prostava il sole; l’udgìtha l’atmosfera; il pratihara il fuoco; il nidhana la terra.
3I mondi nell’ordine ascendente e nel discendente toccano a colui che, così sapendo, venera nei mondi questo saman quintuplice.

Terzo Brahmana
1Nella pioggia si veneri il saman quintuplice. Il hinkara è il vento che precede; il prastava è (quando) si forma la nube; l’udgitha (quando) piove; il pratihara (quando) folgora e tuona.
2Il nidhana (quando) cessa di piovere. Piove per colui, fa piovere colui che, così sapendo, venera nella pioggia questo saman quintuplice.

Quarto Brahmana
1In tutte le acque si veneri il saman quintuplice. Il hinkara è quando la nube si ammassa; il prastava quando piove; l’udgitha è le (acque) che scorrono a oriente; il pratihara quelle che scorrono a occidente; il nidhana è l’oceano.
2Non perisce nelle acque, diventa ricco di acque colui che, così sapendo, in tutte le acque venera questo saman quintuplice.

Quinto Brahmana
1Nelle stagioni si veneri il saman quintuplice. Il hinkara è la primavera; il prastava l’estate; l’udgitha la stagione delle pioggie; il pratihara l’autunno; il nidhana l’inverno.
2Le stagioni toccano a colui, diventa ricco di stagioni colui che, così sapendo, nelle stagioni venera questo saman quintuplice.

Sesto Brahmana
1Negli animali si veneri il saman quintuplice. Il hinkara è le capre; il prastava le pecore; l’udgitha le capre; il pratihara i cavalli; il nidhana l’uomo.
2Gli animali diventano di colui, ricco di animali diventa colui che, così sapendo, negli animali venera questo saman quintuplice.

Settimo Brahmana
1Nei soffi [prana: funzioni vitali] si veneri il saman quintuplice di gran lunga più eccellente.Il hinkara è il prana [respiro ]; il prastava la parola; L’udgitha l’occhio; il pratihara l’orecchio; il nidhana l’intelletto. Questi sono invero di gran lunga più eccellenti (d’ogni cosa).
2Ciò che è di gran lunga più eccellente diventa di colui, ottiene i mondi di gran lunga più eccellenti colui che, così sapendo, nei soffi venera questo saman quintuplice di gran lunga più eccellente. Questo per il saman quintuplice.

Ottavo Brahmana
1Ora per il saman settemplice. Nella parola si veneri il saman settemplice. Il hihkara è ogni suono hum della parola; il prastàva ogni pra; l’adi ogni à.
2L’udgltha ogni ud; il pratihara ogni prati; l’upadrava ogni upa, il nidhana ogni ni.
3La parola per lui munge il suo latte, quel latte che è proprio della parola: diventa ricco di cibo, mangiatore di cibo colui che , così sapendo, nella parola venera il saman settemplice.

Nono Brahmana
1Inoltre si veneri il saman settemplice come quel sole lassù. (Il sole) è sempre uguale [sama] : perciò è sàman; ‘è rivolto verso di me, verso di me’: (dice ognuno, perché) è uguale [sama] per ognuno: perciò è saman.
2Si deve sapere che tutti questi esseri sono in relazione con esso. Il hihkara è quello che il sole è prima della levata; sono in relazione con questo gli animali domestici. Perciò essi fanno ‘hin’: partecipano infatti al hinkara di questo saman (che è il sole).
3Poi, il prastava è quello che esso è subito dopo levato; sono in relazione con questo gli uomini. Perciò essi sono desiderosi di elogio [prastuti] e desiderosi di lode [prasamsa]: partecipano infatti al prastava di questo saman.
4Poi, l’adi è quello che esso è all’ora del raduno delle vacche (per la mungitura); sono in relazione con questo gli uccelli. Perciò essi nell’aere senza aver appoggi sostenendo [adaya] se stessi volano qua e là : partecipano infatti all’adi di questo saman.
5Poi, l’udgitha è quello che esso è a mezzogiorno preciso; sono in relazione con questo gli dèi. Perciò essi sono le migliori fra le creature di Prajàpati: partecipano in fatti all’udgitha di questo saman.
6Poi, il pratihara è quello che esso è dopo il mezzogiorno e prima del pomeriggio; sono in relazione con questo i feti. Perciò essi sono ritenuti [pratihrta] e non cadono giù: partecipano infatti al pratihara di questo saman.
7Poi, l’upadrava è quello che esso è dopo il pomeriggio e prima del tramonto; sono in relazione con questo le bestie selvatiche. Perciò esse quando vedono l’uomo corrono [upadravanti] nel folto come se fosse una tana: partecipano infatti all’upadrava di questo saman.
8Poi, il nidhana è quello che esso è subito dopo tramontato; sono in relazione con questo i Mani. Perciò li mettono giù [nidadhanti] : partecipano infatti al nidhana di questo saman. Così si venera il saman settemplice come quel sole.

Decimo Brahmana
1Ora poi si veneri il saman settemplice commisurato con sé stesso , che va oltre la morte. Hinkara ha tre sillabe, prastava tre sillabe: questo è uguale [sama].
2Adi ha tre sillabe, pratihara quattro: una sillaba di questo a quello e si ha uguale.
3Udgitha ha tre sillabe, upadrava quattro: con tre e tre si ha uguale; è in più una sillaba, (restano) tre sillabe e così si ha uguale.
4Nidhana ha tre sillabe: questo è proprio uguale. Queste sono ventidue sillabe.
5Con ventuno si raggiunge il sole, è invero il ventunesimo a partire da quaggiù quel sole. Con la ventiduesima si conquista ciò che è al di là del sole: quest’è il cielo [nakam], quest’è la liberazione dal dolore [visoka] .
6Raggiunge invero la conquista del sole, sorpassa la conquista del sole la conquista di colui, che, così sapendo, questo settemplice saman commisurato con se stesso, che va oltre la morte, venera — il saman venera.

Undicesimo Brahmana
1Il kinkara è l’intelletto [manas]; il prastava la parola; L’udgitha l’occhio; il pratihara l’orecchio; il nidhana il soffio [respiro]. Questo è il (saman) Gayatra in tessuto nei (cinque) soffi [funzioni vitali].
2Colui che conosce questo Gayatra intessuto nei (cinque) soffi, divien possessore dei soffi, percorre intera la vita, vive a lungo, divien grande per progenie, per armenti, grande per fama. Bisogna aver grande l’intelletto, ecco la norma .

Dodicesimo Brahmana
1Il hinkara è quando uno sfrega ; il prastava quando si produce il fumo; L’udgitha quando il (fuoco) s’accende; il pratihara quando si formano i carboni; il nidhana quando il (fuoco) si va spegnendo; il nidhana quando si spegne . Questo è Rathamitara intessuto nel fuoco.
2Colui che così conosce questo Rathamitara intessuto nel fuoco, diviene splendente di sacra scienza, mangiatore di cibo, percorre intera la vita, vive a lungo, diviene grande per progenie, per armenti, grande per fama. Non bisogna sciacquarsi la bocca né sputare in direzione del fuoco, ecco la norma.

Tredicesimo Brahmana
1Il hinkara è quando la chiama; il prastàva. quando fa la proposta; l’udgitha quando giace accanto alla donna; il pratihara quando giace sulla donna; il nidhana quando giunge al momento; il nidhana quando giunge alla fine. Questo è il Vama- devya intessuto nell’accoppiamento.
2Colui che cosi conosce questo Vamadevya intessuto nell’accoppiamento, s’accoppia; d’accoppiamento in accoppiamento si riproduce; percorre intera la vita, vive a lungo, diviene grande per progenie, per armenti, grande per fama. Non bisogna respingerne alcuna, ecco la norma.

Quattordicesimo Brahmana
1Il hinkara è quando si leva; il prastava quando è levato; l’udgitha è il mezzogiorno; il pratihàra il dopo mezzogiorno; il nidhana è quando tramonta. Questo è il Brihad intessuto nel sole.
2Colui che cosi conosce questo Brihad intessuto nel sole, diviene splendente, mangiatore di cibo, percorre intera la vita, vive a lungo, diviene grande per progenie, per armenti, grande per fama. Non bisogna lagnarsene quando scotta, ecco la norma.

Quindicesimo Brahmana
1Il hihkara è quando i vapori s’ammassano; il prastava quando si forma la nube; l’udgitha quando piove; il pratihara quando tuona e folgora; il nidhana quando cessa di piovere. Questo è il Vairupa intessuto nella pioggia.
2Colui che cosi conosce questo Vairupa intessuto nella pioggia, tiene nei suoi chiusi armenti di varia forma [virupa], di bella forma [surupa]; percorre intera la vita, vive a lungo, diviene grande per progenie, per armenti, grande per fama. Non bisogna lagnarsene quando piove, ecco la norma.

Sedicesimo Brahmana
1Il hinkara è la primavera; il prastava l’estate; l’udgitha la stagione delle pioggie; il pratihara l’autunno; il nidhana l’inverno. Questo è il vairaja in tessuto nelle stagioni.
2Colui che così conosce questo Vairaja intessuto nelle stagioni, brilla [virajati] per progenie, per armenti, per splendore di sacra scienza; percorre intera la vita, vive a lungo, diviene grande per progenie, per armenti, grande per fama. Non bisogna lagnarsi delle stagioni, ecco la norma.

Diciassettesimo Brahmana
1Il hihkara è la terra; il prastava l’attmosfera; l’udgttha il cielo; il pratihara i punti cardinali; il nidhana l’oceano. Queste sono le Sakvari intessute nei mondi.
2Colui che così conosce queste Sakvari intessute nei mondi, diviene possessore dei mondi; percorre intera la vita, vive a lungo, diviene grande per progenie, per armenti, grande per fama. Non bisogna lagnarsi dei mondi, ecco la norma.

Diciottessimo Brahmana
1Il hinkara è le capre; il prastava le pecore; l’udgitha le vacche; il pratihara i cavalli; il nidhana l’uomo.
Queste sono le Revati intessute negli animali.
2Colui che così conosce queste Revati intessute negli animali, diviene possessore di animali; percorre intera la vita, vive a lungo, diviene grande per progenie, per armenti, grande per fama. Non bisogna lagnarsi degli animali, ecco la norma.

Diciannovesimo Brahmana
1Il hinkara è il pelo; il prastava la pelle; L’udgitha la carne; il pratihara l’ossa; il nidhana le midolle. Questo è il Yajnayajnya intessuto nelle membra.
2Colui che così conosce questo- Yajnayajniya intessuto nelle membra, diviene membruto, non è difettoso in alcun membro; percorre intera la vita, vive a lungo, diviene grande per progenie, per armenti, grande per fama. Non bisogna mangiare della midolla per un anno, ecco la norma, oppure: non bisogna mangiare della midolla.

Ventesimo Brahmana
1Il hinkara è Agni [fuoco]; il prastava Vayu [vento]; L’udgitha Aditya [sole]; il pratihara i Naksatra [stelle]; il nidhana Candramas [luna]. Questo è il Rajana, intessuto nelle divinità.
2Colui che così conosce questo Rajana intessuto nelle divinità, partecipa del mondo, della potenza, della compagnia di quelle divinità; percorre intera la vita, vive a lungo, diviene grande per progenie, per armenti, grande per fama. Non bisogna lagnarsi dei brahmani, ecco la norma.

Ventunesimo Brahmana
1Il hinkara è la Triplice Scienza; il prastava questi tre mondi ; L’udgitha Agni, Vayu, Aditya; il pratihara le stelle, gli uccelli, i raggi; il nidhana i serpenti, i Gandharva, i Mani. Questo è il saman intessuto in tutto (l’universo).
2Colui che così conosce questo saman intessuto in tutto (l’universo) diventa tutto (l’universo).
3C’è in proposito il verso seguente: Di quelli (enti) che vanno cinque volte tre a tre non esiste altro più antico [maggiore] né superiore.
4Chi questo conosce, conosce tutto. Le regioni celesti portano l’offerta a lui. “Io sono tutto (l’universo)”: questo si faccia oggetto di venerazione, ecco la norma — ecco la norma.

Ventiduesimo Brahmana
1Quello di cui si dice: “scelgo il (gana) ‘mugghiante’ [vinardin] del saman, simile a (grido) d’animale”, è l’udgitha di Agni; l’‘indistinto’ [ani-rukta] è di Praja-pati; il ‘distinto’ [nirukta] di Soma; il ‘molle e delicato’ [mridu slakshna] di Vayu; il ‘delicato e forte’ [slakshna balavat] di Indra; il ‘simile a (grido d’) airone’ [kraunca] di Brhaspati; il ‘dissonante’ [apadhvanta] di Varuna. Tutti questi si pratichino, si eviti però quello di Varuna.
2“Che io ottenga col canto l’immortalità per gli dèi”: questo si deve ottenere col canto; “che io ottenga col canto l’oblazione funebre [svadha] per i Mani, (l’oggetto della loro) speranza per gli uomini; l’erba e l’acqua per gli animali, il mondo del cielo per il sacrificatore , il cibo per me stesso”: questi (propositi) meditando nella propria mente, senza distrarsi si canti lo stotra.
3Tutte le vocali [svara] sono personificazioni [atman] di Indra, tutte le sibilanti e aspirate [ushman ] personificazioni di Prajapati; tutte le esplosive [sparsa] personificazioni di Mrtyu [Morte]. Se uno lo riprenda ne [la pronuncia de] le vocali, gli dica: “son ricorso a Indra per protezione, egli ti darà la risposta”.
4Se poi uno lo riprenda nelle sibilanti e aspirate, gli dica: “son ricorso a Prajapati per protezione, egli in risposta ti schiaccerà”. Se poi uno lo riprenda nelle esplosive, gli dica: “son ricorso a Mrtyu per protezione, egli in risposta ti brucerà”.
5Tutte le vocali si devono pronunciare sonore e forti (nel pensiero): “che io dia forza a Indra”. Tutte le sibilanti e aspirate si devono pronunciare senza inghiottirle [a-grasta] né espellerle [a-nirasta ], ma aperte (nel pensiero): “che io affidi me stesso a Prajapati”. Tutte le esplosive si devono pronunciare un po’ staccate [an-abhinihita ] (nel pensiero): “che io sottragga me stesso a Mrtyu”.

Ventitreesimo Brahmana
1Tre sono i rami della legge religiosa [dharma]: il sacrificio, lo studio del Veda, l’elemosina sono il primo; [2] l’ascesi [tapas] è il secondo; forma il terzo lo studente di scienza sacra [brahmacarin] che abita nella casa del maestro, che si stabilisce permanentemente nella casa del maestro . Tutti questi ottengono (in ricompensa) mondi puri. (Ma solo) chi si fissa nel brahman [bmhmasamistha] raggiunge l’immortalità.
2[3] Prajapati scaldò i mondi; da questi scaldati emanò la Triplice Scienza. Scaldò questa; da questa scaldata emanarono le sillabe bhùr bhuvah svar .
3[4] Scaldò queste; da queste scaldate emanò il suono om. Perciò, come tutte le foglie sono insieme perforate dallo spillo , così ogni parola è perforata dal suono om. Il suono om è questo universo — il suono om è questo universo.

Ventiquattresimo Brahmana
1I dottori della scienza sacra dicono: “Se la spremitura mattutina del soma spetta ai Vasu, quella di mezzogiorno ai Rudra, la terza agli Aditya e a Tutti gli dèi.
2dove, allora, è il mondo del sacrificatore ”? Uno che non conosce questo (mondo) come può sacrificare ? Quindi sacrifichi dopo averlo conosciuto.
3Avanti il principio della litania mattutina , assisosi dietro il fuoco Garhapatya , con la faccia rivolta a nord, il (sacrificatore) intona il saman diretto ai Vasu:
4“Apri la porta del (tuo) mondo, [la terra], che noi possiamo vederti per (ottenere) sovranità (in terra)” .
5Poi versa nel fuoco la libazione con le parole: “Reverenza ad Agni padrone della terra, padrone del mondo.
Trova il mondo per me sacrificatore; è quello invero il mondo del sacrificatore. Verrò
6La io sacrificatore dopo la vita. Svaha ! Leva via il chiavistello”. Così avendo detto, si alza. I Vasu concedono a lui la spremitura del mattino .
7Avanti il principio della spremitura di mezzo¬giorno, assisosi dietro il fuoco Agnidhriya, con la faccia rivolta a nord, egli intona il saman diretto ai Rudra:
8“Apri la porta del (tuo) mondo, [l’atmosfera], che noi possiamo vederti per (ottenere) larga sovranità (nell’atmosfera)”.
9Poi versa nel fuoco la libazione con le parole: “Reverenza a Vayu padrone dell’atmosfera, padrone del mondo. Trova il mondo per me sacrificatore; è quello invero il mondo del sacrificatore. Verrò
10La io sacrificatore dopo la vita. Svaha! Leva via il chiavistello”. Così avendo detto, si alza. I Rudra concedono a lui la spremitura del mezzogiorno.
11Avanti il principio della terza spremitura, assisosi dietro il fuoco Ahavaniya, con la faccia rivolta a nord, egli intona il saman diretto agli Aditya e quello diretto a Tutti gli dèi:
12“Apri la porta del (tuo) mondo, [il cielo], che noi possiamo vederti per (ottenere) sovranità indipendente (nel cielo)”.
13Così il saman agli Aditya. Poi il saman a Tutti gli dèi: “Apri la porta del (tuo) mondo, [il cielo], che noi possiamo vederti per (ottenere) sovranità universale (nel cielo)”.
14Poi versa nel fuoco la libazione con le parole: “Reverenza agli Aditya e a Tutti gli dèi padroni del cielo, padroni del mondo. Trovate il mondo per me sacrificatore.
15E’ quello invero il mondo del sacrificatore. Verrò là io sacrificatore dopo la vita. Svaha. Levate via il chiavistello”. Così avendo detto, si alza.
16Gli Aditya e Tutti gli dèi concedono a lui la terza spremitura. Conosce invero (tutta) la misura del sacrificio chi così sa — chi così sa.