Skanda Purana

il più lungo tra i purana

Lo Skanda è il più lungo tra i Purana è composto da quasi 90.000 versi, ed è parte integrante della letteratura Shivaita. Il titolo prende nome da Skanda, figlio di Shiva e Parvati, conosciuto anche come Kartikeya. Si hanno notizie fin dal VI secolo, ma i contenuti sono più antichi, è arrivato a noi in diverse versioni, modifiche avvenute nel corso dei secoli. È un’opera enciclopedica che parla di cosmogonia, di astronomia, di geografia, contiene importanti genealogie, rilevanti parti storiche e una vasta raccolta di influenze indù legate al Deva della guerra Skanda.
Il manoscritto più vecchio (scritto su foglie di palma) arrivato a noi è del VII secolo, è stato trovato nel 1898 in una libreria d Katmandu in Nepal. Stilisticamente, lo Skanda Purana è legato al Mahabharata, molti personaggi sono presi a prestito da quest’opera.

Struttura del testo:

1. Mhaeshvara Kandha diviso in 3 sotto-Kandha (più 1 sotto-sotto-Kandha)
2. Vishnu Kandha diviso in 9 sotto-Kandha
3. Brahma Kandha diviso in 3 sotto-Kandha
4. Kasi Kandha diviso in 2 sotto-Kandha
5. Avantya Kandha diviso in 3 sotto-Kandha
6. Nagara Kandha
7. Prabhasa Kandha diviso in 4 sotto-Kandha

BIBBIA = 31.102 versi
SKANDA PURANA = 3 Bibbie

SKANDA PURANA

Skanda Purana

  • Mahesvara Kandha
    Kedara
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Mahesvara Kandha
    Kumari
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Mahesvara Kandha
    Arunacala
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Mahesvara Kandha
    Arunacala Uttarara
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Vishnu Khanda
    Venkatacala
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Vishnu Khanda
    Purusottamaksetra
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Vishnu Khanda
    Badarikasra
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Vishnu Khanda
    Karttikamasa
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Vishnu Khanda
    Margasirsamasa
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Vishnu Khanda
    Bhagavata
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Vishnu Khanda
    Vaisakhamasa
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Vishnu Khanda
    Ayodhya
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Vishnu Khanda
    Vasudeva
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Brahma Kandha
    Setu
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Brahma Kandha
    Dharmaranya
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Brahma Kandha
    Brahmottara
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Kasi Kandha
    Purvardha
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Kasi Kandha
    Uttarardha
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Avantya Kandha
    Avantiksetra
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Avantya Kandha
    Caturasitilinga
    Sanskrit

Skanda Purana

  • Avantya Kandha
    Reva
    Sanskrit

Skanda Purana

  • sesto Kandha
    nagara
    Sanskrit

Uno dei nomi di Indra è Aksha, con il significato di “asse”, “perno”, ecc. (Monier-Williams Sanskrit-English Dictionary).
Indra non è un nome, ma uno stato. Una condizione che può essere persa e guadagnata. Indra risiede all’estremo nord, nel punto più alto del cielo, sulla cima del monte (Lokloka) dove si assemblano i Deva.

Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra,signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’assemblea, nelle parti più remote del settentrione (Isaia 14:12-13). La madre di Nahusha si chiama Prabha o “aurora”.

Quando Indra tramonta, un nuovo Indra sorge. Diversi Indra si succedono. Trascorso il tempo necessario, il vecchio Indra riprende il suo posto e il ciclo ricomincia. Questo è quello che si legge nelle storie che narrano della detronizzazione degli Indra. Nel Mahabharata e nei Purana, Nahusha/Thuban, prende il posto di Indra. Sappiamo che Thuban è stata la Polare, il mito della caduta di Indra, si riferisce ai cicli di queste stelle.
Nahusha è un punto di riferimento, non solo per la datazione, ma anche per identificare gli Indra precedenti e successivi con le varie stelle che prendono il posto della Polare.
Passato il suo tempo Nahusha colpevole di aver insidiato Saci, la moglie del vecchio Indra, viene scacciato e costretto a vagare sulla Terra (per 1000 anni, per 10000 anni, per un periodo non ben definito) nella forma di un serpente (l’antico serpente della Bibbia). Nahusha, pervaso dalla lussuria, consegnò il palanchino ai Rishi. Dal palanchino, li incitava ad essere veloci, diceva: “Sarpa, Sarpa”. Agastya/Canopo, uno dei portatori, infuriato maledì il Re. Agastya disse: “Voi siete un lunatico umiliatore di Rishi, sarete un serpente” vagabondo sulla Terra. Immediatamente Nahusha perse il suo stato (Skanda Purana – Libro primo – Sezione 15 – Sloka 81-86).

तथेति मत्वा राजासौ नहुषः काममोहितः ।
विमृश्य परया बुद्ध्या अवाह्यं किं प्रशस्यते ॥८१॥
स बुद्ध्या च चिरं स्मृत्वा ब्राह्मणाश्चतपस्विनः ।
अवाह्याश्च भवंत्यस्मादात्मानं वाहयाम्यहम् ॥८२॥
द्वाभ्यां च तस्याः प्राप्त्यर्थमिति मे हृदि वर्तते ।
शिबिकां च ददौ ताभ्यां द्विजाभ्यां काममोहितः ॥८३॥
उपविश्य तदा तस्यां शिवबिकायां समाहितः ।
सर्पसर्पेति वचनान्नोदयामास तौ तदा ॥८४॥

tatheti matvā rājāsau nahuṣaḥ kāmamohitaḥ |
vimṛśya parayā buddhyā avāhyaṃ kiṃ praśasyate ||81||
sa buddhyā ca ciraṃ smṛtvā brāhmaṇāścatapasvinaḥ |
avāhyāśca bhavaṃtyasmādātmānaṃ vāhayāmyaham ||82||
dvābhyāṃ ca tasyāḥ prāptyarthamiti me hṛdi vartate |
śibikāṃ ca dadau tābhyāṃ dvijābhyāṃ kāmamohitaḥ ||83||
upaviśya tadā tasyāṃ śivabikāyāṃ samāhitaḥ |
sarpasarpeti vacanānnodayāmāsa tau tadā ||84||

Dicendo: “Così sia”, Nahusha illuso, pervaso dalla lussuria, cominciò a pensare. Deciso ad agire con intelligenza, si chiedeva: “Chi può essere un portantino non degno di questo lavoro?” Cercando di ricordare, dopo un’attenta riflessione trovò un modo ingegnoso, questa fu la soluzione: “I Brahmana non fanno i portantini. Per raggiungerla (Saci) saranno due di loro a portarmi.” Così illuso dalla lussuria consegnò il palanchino a due Brahmana. Seduto, con grande concentrazione, gridava: “Sarpa, Sarpa” (avanti, avanti. Sarpa significa anche serpente).

अगस्त्यः शिबिकावाही ततः क्रुद्धोऽशपन्नृपम् ।
विप्राणामवमंता त्वमुन्मत्तोऽजगरो भव ॥८५॥

agastyaḥ śibikāvāhī tataḥ kruddho:’śapannṛpam |
viprāṇāmavamaṃtā tvamunmatto:’jagaro bhava ||85||

Agastya, uno dei portantini, si adirò e maledì il re. “Siete un pazzo, voi disprezzate i Rishi, mutatevi in serpente.”

शापोक्तिमात्रतो राजा पतितो ब्राह्मणस्य हि ।
तत्रैवाजगरो भूत्वा विप्रशापो दुरत्ययः ॥८६॥

śāpoktimātrato rājā patito brāhmaṇasya hi |
tatraivājagaro bhūtvā vipraśāpo duratyayaḥ ||86||

Immediatamente, dopo la maledizione, Nahusha divenuto un serpente precipitò dal cielo. In effetti, la maledizione di un Brahmana non può essere mitigata.

Skanda Purana - Maheswara Kandha -Kedara Kandha 15:81-86, Nhausha l'antico serpente.