SECONDA LETTURA

Primo Brahmana
1V’era un Gargya istruito: Balaki l’Orgoglioso. Ora, egli disse a Ajatasatru da Kasi: “Ch’io ti dica il brahma”. Ajatasatru disse: “Noi diamo un migliaio in cambio d’un simile discorso, perché le genti se ne vanno dicendo: Janaka, Janaka , ed essi scappano (e corrono)”.
2Allora il Gargya disse: “Questo purusha laggiù ch’è nel sole, è esso che io adoro come brahma”. Ed Ajataaatru disse: “Non mi parlare di quello. Esso è al di sopra di tutti gli esseri, esso è la Testa, esso è il Re: è in tal modo che Io l’adoro”. Colui che lo adora in tal modo, s’eleva al di sopra di tutti gli esseri, e diventa la testa, il Re.
3Allora il Gargya disse: “Questo purusha laggiù ch’è nella luna, è esso che io adoro come brahma”. E Ajatasatru disse: “Non mi parlare di quello. Esso è grande, ha il vestito lucente, Soma, il Re: è in tal modo che io l’adoro”. Colui che l’adora in tal modo, ogni giorno il Soma è spremuto ed il nutrimento non si esaurisce giammai per lui.
4Allora il Gargya disse: “Questo purusha qui che è nel baleno, è esso che io adoro come brahma”. E Ajatasatru disse: “Non parlarmi di quello. Esso ha lo splendore: è in tal modo, in verità, che io l’adoro”. Colui che lo adora in tal modo, diventa illuminato ed ottiene una discendenza gloriosa.
5Allora il Gargya disse: “Questo purusha qui che è nell’etere, è esso che io adoro come brahma”. E Ajatasatru disse: “Non parlarmi di quello. Esso è pieno, non è in sviluppo: è in tal modo, in verità, che io l’adoro”. Colui che l’adora in tal modo, ha pienezza di progenitura e di bestiame e la sua discendenza non scomparirà, per mancanza di sviluppo, da questo mondo.
6Allora il Gargya disse: “Questo purusha qui che è nel vento, è esso che io adoro come brahma”. E Ajatasatru disse: “Non parlarmi di quello. Esso è Indra Vaikuntha, esso è l’armata invitta: è così, in verità, che io l’adoro”.
Colui che l’adora in tal modo di venta vittorioso, senza sconfitta, e vincitore di tutti gli altri.
7Allora il Gargya disse: “Questo purusha qui che è nel fuoco, è esso che io adoro come brahma”. E Ajatasatru disse: “Non parlarmi di quello. Esso è potentissimo: è così, in verità, che io l’adoro”. Colui che l’adora, in tal modo, diventa potentissimo, e la sua posterità diventa potentissima.
8Allora il Gargya disse: “Questo purusha qui che è nell’acqua, è esso che io adoro come brahma”. E Ajatasatru disse: “Non parlarmi di quello. Esso è conforme: è in tal modo, in verità, che io l’adoro”. Colui che l’adora in tal modo, ottiene ciò che gli è conforme, e non va a lui ciò che non gli è conforme, e gli nasce un figlio conforme a sé.
9Allora il Gargya disse: “Questo purusha qui che è nello specchio, è esso che io adoro come brahma”. E Ajatasatru disse: “Non parlarmi di quello. Esso è luminoso: è in tal modo, in verità, che io l’adoro”. Colui che l’adora in tal modo, diventa luminoso, e la sua discendenza diventa luminosa; e di più quelli che incontra egli li sorpassa tutti in luce.
10Allora il Gargya disse: “Questo purusha qui che è nei punti cardinali, è esso che io adoro come brahma”. E Ajatasatru disse: “Non parlarmi di quello. Esso è se-conto (il doppio), esso non se ne va: è in tal modo, in verità, che io l’adoro”. Colui che lo adora in tal modo possiede un secondo (doppio) e la sua compagnia non si separa mai da lui.
11Allora il Gargya disse: “Il fruscio che si eleva dietro colui che se ne va, e lo segue, è esso che io adoro come brahma”. E Ajatasatru disse: “Non parlarmi di quello. È la respirazione: è in tal modo, in verità, che io l’adoro”. Colui che l’adora in tal modo, la vita gli viene tutta in questo mondo, ed il soffio non lo abbandona prima del suo tempo.
12Allora il Gargya disse: “Questo purusha qui, che è fatto dall’ombra, è esso che io adoro come brahma”. E Ajatasatru disse: “Non parlarmi di quello. È la morte: è in tal modo, in verità, ch’io l’adoro”. Colui che l’adora in tal modo, la vita gli viene tutta in questo mondo, e la morte non gli viene innanzi tempo.
13Allora il Gargya disse: “E questo purusha qui che è nell’atman, è esso che io adoro come brahma”. E Ajatasatru disse: “Non parlarmi di quello. Esso ha un atman, è in tal modo, in verità, che io l’adoro”. Colui che l’adora in tal modo, ha un atman e la sua posterità ha un atman. Ed il Gargya si mantenne silenzioso.
14E Ajatasatru disse: “E’ tutto?”. “E’ tutto”. “Ciò non è abbastanza per conoscere”. Ed il Gargya disse: “Voglio venire umilmente a te”.
15E Ajatasatru disse: “E’ veramente un controsenso che un brahmano venga umilmente verso lo Kshatrya, dicendo a sé stesso: — Egli mi dirà il brahma. — Nulla- meno, io m’accingo ad istruirti”. Ciò dicendo, avendolo preso per mano, s’alzò. Entrambi si diressero verso un uomo addormentato. Essi lo chiamarono con questi nomi: “Grande, dal bianco abito, Soma, Re”. Ma questi non si alzò. Egli [Ajatasatru] lo scuotette con la mano, e l’addormentato si alzò.
16Ajatasatru disse: “Adunque, mentre costui dormiva, ciò ch’è il purusha fatto di discernimento, dov’era? Donde è venuto?” Di ciò, il Gargya non ne aveva la benché minima idea.
17E Ajatasatru disse: “Laddove era questo dormente, ciò ch’è il purusha fatto di discernimento, avendo intanto, per mezzo del discernimento di questi soffi, messo in sé il di scernimento, v’è nel cuore, allo interno, uno spazio: è là che questo giace.
18“Quando li [i soffi] prende, allora, come suol dirsi, il purusha dorme; allora, preso è il soffio, presa la voce, preso rocchio, preso l’orecchio, preso il manas.
19“Laddove cammina in sogno, sono quelli i suoi mondi; allora, esso è come un gran re o come un grande brahmano, o va in alto o in basso.
20“E similmente ad un gran re, avendo presa sui suoi sudditi, scorrazzerebbe a suo agio nel proprio dominio, cosi esso, avendo preso i soffi, circola a suo agio nel suo proprio corpo.
21“E quand’esso è immerso in un profondo sonno, allorquando non ha più conoscenza di niente, i vasi chiamati hitas, del numero di 72.000, si dirigono dal cuore verso la cavità del cuore. Per mezzo di questi vasi essendosi ritirato nell’interno esso giace nella cavità del cuore.
22“E allo stesso modo che, o un bimbo, o un grande brahmano, essendo pervenuto al colmo della beatitudine riposerebbe, cosi esso riposa.
23“Come un ragno balza dalla sua tela, come le piccole scintille sprizzano, irradiandolo, dal fuoco, cosi da questo Atman tutti i soffi, tutti i mondi, tutti gli Dei, tutti gli esseri, tutti questi atmans escono irradiandosi. L’upanishad di ciò è chiamata il vero del vero. I soffi sono il vero, di questi soffi esso è il vero.

Secondo Brahmana
1Colui che conosce il fanciullo con i suoi luoghi di deposito, con il suo palo, con la sua corda, evita i sette cugini nemici.
2In verità, ciò ch’è il fanciullo, è il soffio del centro; questo è il suo luogo di deposito, questo è il suo luogo di conservazione, il soffio è il suo palo, il nutrimento è la sua corda. Le sette potenze imperiture vengono umilmente a lui.
3Ed allora queste linee che, ecco, son qui, rosse, nell’occhio, per mezzo di queste linee Rudra si collega a lui.
Ed ancora le acque che sono nell’occhio, per mezzo di esse Payanja; la pupilla, per essa Aditya; ciò ch’è bianco, per esso Agni; ciò ch’è nero, per esso Indra. Per mezzo della linea inferiore dell’occhio, la Terra si collega a lui, il Cielo per mezzo della superiore. Il nutrimento non si esaurisce affatto per colui che per tal modo sa.
4Evvi una strofa [di versi]: “V’è una coppa che ha l’orifizio in basso, il fondo in alto; in essa è depositata la gloria che ha tutte le forme; i sette Rishis sono seduti sull’orlo di questa coppa; la Voce è l’ottavo, in accordo con Brahma”.
5“V’è una coppa che ha l’orifizio in basso, il fondo in alto”. È la testa, perché essa è una coppa che ha l’orifizio in basso e il fondo in alto. “In essa è depositata la gloria che ha tutte le forme”. I soffi sono la gloria depositata in essa, che ha ogni forma: sono dunque i soffi che designa. “I sette Rishis sono seduti sull’orlo di questa coppa”. I soffi sono i Rishis: sono dunque i soffi che enuncia. “La Voce è l’ottavo, in accordo con Brahma”. In effetti, la Voce, ottavo, s’accorda con Brahma.
6Questi ultimi due sono Gotama e Bharadvaja: questi Gotama, questi Bharadvaja. Questi due sono Visvamitra e Jamadagni: questi Visvamitra, questi Jamadagni. Questi due sono Vasishtha e Kasyapa: questi Vasishtha, questi Kasyapa. La Voce è Atri, perché è per mezzo della Voce che il nutrimento è mangiato: il nome Atri deriva dalla radicale ad: mangiare. È mangiatore di tutto; tutto è nutrimento di colui, che per tal modo sa.

Terzo Brahmana
1Il Brahma ha due forme, una corporale ed una incorporale, una mortale ed una immortale, una fissa ed una in azione, una che è l’essere ed una che è ciò.
2La forma che è la corporale, è quella che è tutt’altro che il vento e l’atmosfera: è la forma mortale, è la forma fissa, è la forma essere.
3Di questa forma corporale, di questa forma mortale, di questa forma fissa, di questa forma essere, ciò è il succo, lo splendente, perché è il succo dell’essere.
4E la incorporale, è il vento e l’atmosfera: è la forma immortale, è la forma in azione, è la forma ciò.
5Di questa forma incorporea, di questa forma immortale, di questa forma in azione, di questa forma ciò, questo è il succo, che è il purusha nell’interno di questo disco, perché esso è il succo di ciò che è ciò. Questo in rapporto alle Divinità.
6Ed ecco per quanto in rapporto all’Atman: Questa forma è la corporea la quale è altro che non sia il soffio il quale è lo spazio all’interno dell’Atman: è la forma mortale, la forma fissa, la forma essere.
7Di questa forma corporea, di questa forma mortale, di questa forma fissa, di questa forma essere, ciò è il succo, il quale è l’occhio, perché esso è il succo dell’essere.
8E la incorporea è il soffio ed è lo spazio nell’interno dell’Atman. È la forma immortale, la forma in azione, la forma ciò,
9Di questa forma incorporea, di questa forma immortale, di questa forma in azione, di questa forma ciò, questo è il succo il quale è il purusha nell’occhio dritto, perché esso è il succo di ciò che è ciò.
10Di questo purusha la forma è come un vestito color zafferano, come della lana bianca, come una cocciniglia, come la luce del sole, come un loto, come un lampo improvviso. La sua fortuna è come un baleno improvviso, per colui che per tal modo sa.
11Ed ora, ecco la formula: “Non, non”. Perché quando si dice non, non v’è niente al di là. Ed ora, il nome è il vero del vero; i soffi sono il vero, ed esso è il vero dei soffi.

Quarto Brahmana
1“Maitreyi”, così parlò Yajnavalkya. “In verità, sì, io m’accingo ad andarmene da questo soggiorno. Andiamo, io voglio concludere una chiarificazione fra te e Katyayani, qui presente”.
2E Maitreyi così parlò: “Se per me, o Signore, tutta questa terra fosse riempita di ricchezza, ebbene, diventerei io immortale? “No”, così rispose Yajnavalkya. Come è la vita di coloro che posseggono dei mezzi, cosi precisamente sarebbe la tua vita; ma di divenire immortale, non v’è la speranza nella ricchezza”.
3E Maitreyi così parlò: “Di ciò per cui mezzo io non sarò immortale, che debbo farmene? Ecco, quello che tua Signoria sa, dimmelo”.
4E Yajnavalkya così rispose: “Tu che mi sei, sì, tanto piacente, le tue parole mi piacciono. Andiamo, siediti: io m’accingo a spiegarti. Ma durante il mio dire, tu sta attento”. “Che tua Signoria parli”.
5E Yajnavalkya così parlò: “Non è affatto, in verità, sì, per l’amore del marito che il marito è caro: è per l’amore dell’Atman che il marito è caro. “Non è affatto, in verità, sì, per l’amore della sposa che la sposa è cara: è per l’amore dell’Atman che la sposa è cara. “Non è affatto, in verità, sì, per l’amore dei figli che i figli sono cari: è per l’amore dell’Atman che i figli sono cari. “Non è affatto, in verità, sì, per l’amore della ricchezza che la ricchezza è cara: è per amore dell’Atman che la ricchezza è cara. “Non è affatto in verità, sì, per l’amore del brahma che il brahma è caro: è per amore dell’Atman che il brahma è caro. Non è affatto in verità, si, per l’amore del Kshatra che il Kshatra è caro: è per l’amore dell’Atman che il Kshatra è caro. Non è affatto, in verità, si, per l’amore dei mondi che i mondi sono cari: è per l’amore dell’Atman che i mondi sono cari. Non è affatto, in verità, sì, per l’amore degli Dei che gli Dei sono cari: è per l’amore dell’Atman che gli Dei sono cari. “Non è affatto, in verità, sì, per l’amore degli esseri che gli esseri sono cari: è per l’amore dell’Atman che gli esseri sono cari. “Non è affatto, in verità, si, per l’amore del Tutto che il Tutto è caro: è per amore dell’Atman che il Tutto è caro. L’Atman, in verità, sì, è esso che bisogna vedere, esso che bisogna intendere, esso che bisogna pensare, esso che bisogna meditare. Maitreyi, è per mezzo della vista dell’Atman, in verità, per mezzo della sua audizione, per mezzo del suo pensiero, per mezzo della sua nozione distinta, che tutto ciò è noto.
6“Il brahma l’ha abbandonato, colui che pensa che il brahma sia altrove che nell’Atman; il Kshatra l’ha abbandonato, colui che pensa che il Kshatra sia altrove che nell’Atman; i mondi l’hanno abbandonato, colui che pensa che i mondi siano altrove che nell’Atman; gli Dei l’hanno abbandonato, colui che pensa che gli Dei siano altrove che nell’Atman; gli esseri l’hanno abbandonato, colui che pensa che gli esseri siano altrove che nell’Atman; il Tutto l’ha abbandonato colui che pensa che il Tutto sia altrove che nell’Atman. “E’ il brahma, è il Kshatra, è i mondi, è gli Dei, è gli esseri, è il Tutto, ciò ch’è questo Atman.
7“E come da un tamburo ch’è percosso, non si è capaci di catturare il suono una volta ch’esso si è diffuso, ma è per il fatto che possiamo impadronirci del tamburo o di colui che lo percuote, che il suono è percepito;
8“E, come da un liuto che si fa risuonare, non si è capaci di catturare il suono una volta ch’esso si è diffuso, ma è per il fatto che possiamo impadronirci del liuto o di colui che lo fa risuonare, che il suono è percepito;
9“E, come di un corno nel quale si soffi, non si è capaci di catturare il suono una volta ch’esso è diffuso, ma è per il fatto che ci si può impadronire del corno o di colui che soffia nel corno, che il suono è percepito;
10“E, come da un fuoco di legna umida il fumo dilaga in tutti i sensi, così, in verità, si, da questo grande essere, esala ciò che è: il Rig-Veda, il Yajur-Veda, il Sama-Veda, le Atharvangirasas, l’itihasa, il purana, la scienza, le upanishads, le stanze, gli aforismi, le chiose ed i commentari: da esso tutte queste cose esalano.
11“E, come di tutte le acque l’oceano è la sede, come di tutti i tatti la pelle è la sede, come di tutti gli odori le narici sono la sede, come di tutti i gusti la lingua è la sede, come di tutte le forme l’occhio è la sede, come di tutti i suoni l’orecchio è la sede, come di tutti i voleri il manas è la sede, come di tutte le scienze il cuore è la sede, come di tutte le azioni le mani sono la sede, come di ogni cammino i piedi sono la sede, come di tutte le voluttà le parti sessuali sono la sede, come di tutte le escrezioni l’ano è la sede, similmente di tutte le conoscenze la voce è la sede.
12“E, come un pezzo di sale gettato nell’acqua si scioglie nell’acqua e, ah, non lo si può più riprendere, ma da qualunque lato lo si riguardi, è sempre sale, similmente in verità, sì, è questo grande essere infinito, senza limiti, massa di discernimento. Sorgente da questi esseri, scompare con essi. Dopo la morte, non v’è coscienza: sì, io lo dico in verità”. Così parlò Yajnavalkya.
13E Maitreyi disse: “In ciò soltanto tu mi hai turbato: dopo la morte non v’è coscienza”.
14E Yajnavalkya così parlò: “In verità, sì, io non dico niente che turbi; ciò è abbastanza, sì, per conoscere esattamente.
15“Laddove si è come una dualità, l’uno vede l’altro, l’uno sente l’altro, l’uno chiama l’altro, l’uno ascolta l’altro, l’uno pensa l’altro, l’uno cono¬sce l’altro.
16“Ma laddove tutto non è altro che il solo Atman, per mezzo di che potrebbesi vedere, e chi? per mezzo di che si sentirebbe, e chi? per mezzo di che si chiamerebbe, e chi? per mezzo di che s’intenderebbe e chi? per mezzo di che si penserebbe e chi? pei’ mezzo di che si conoscerebbe e chi? Quello per mezzo del quale si conoscerebbe tutto ciò, cotesto per mezzo di che lo si conoscerebbe? Il conoscitore, per mezzo di che lo si conoscerebbe?”

Quinto Brahmana
1Questa terra qui è il miele di tutti gli esseri; di questa terra tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è su questa terra, fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed anche, dal punto di vista dell’Atman, questo purusha che è corporale, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
2Queste acque qui sono il miele di tutti gli esseri; di queste acque tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è in queste acque fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed anche dal punto di vista dell’Atman, questo purusha che è fatto di sperma, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
3Questo fuoco qui è il miele di tutti gli esseri; di questo fuoco tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è nel fuoco, fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed anche, dal punto di vista dell’Atman, questo purusha che è fatto di voce, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
4Questo spazio qui è il miele di tutti gli esseri; di questo spazio tutti gli esseri sono il miele ed anche questo purusha che è in questo spazio, fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed anche dal punto di vista dell’Atman, questo purusha il quale è lo spazio nel cuore, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
5Questo vento qui è il miele di tutti gli esseri; di questo vento tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è in questo vento, fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed anche, dal punto di vista dell’Atman, questo purusha che è il soffio, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
6Questo sole qui è il miele di tutti gli esseri; di questo sole tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è in questo sole, fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed anche, dal punto di vista dell’Atman, questo purusha che è l’occhio, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
7Questa luna qui è il miele di tutti gli esseri; di questa luna tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è nella luna, fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed anche, dal punto di vista dell’Atman, questo purusha che è il manas, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
8Questi punti cardinali qui sono il miele di tutti gli esseri; di questi punti cardinali tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è nei punti cardinali, fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed anche, dal punto di vista dell’Atman, questo purusha che è l’udito, l’eco, fatto di splendore, fatto di immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
9Questo baleno qui è il miele di tutti gli esseri; di questo baleno tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è nel baleno, fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed ani che, dal punto di vista dell’Atman, questo purusha che è lo splendore, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
10Questo tuono qui è il miele di lutti gli esseri; di questo tuono tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è in questo tuono, fatto d’immortalità, fatto di splendore, ed anche, dal punto di vista dell’Atman, questo purusha che è il suono, il tono, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
11Questo Dharma qui è il miele di tutti gli esseri; di questo dharma tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è in questo dharma, fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed anche, dal punto di vista dell’Atman, questo purusha che è il dharma, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
12Questo vero qui è il miele di tutti gli esseri; di questo vero tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è nel vero, fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed anche, dal punto di vista dell’Atman, questo purusha ch’è il vero, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
13Questa umanità qui, è il miele di tutti gli esseri; di questa umanità tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è dentro l’umanità, fatto di splendore, fatto di immortalità, ed anche, dal punto di vista del- l’Atman, questo purusha che è dell’uomo, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
14Questo Atman qui è il miele di tutti gli esseri; di questo Atman tutti gli esseri sono il miele, ed anche questo purusha che è in questo Atman, fatto di splendore, fatto d’immortalità, ed anche il purusha, lo Atman, fatto di splendore, fatto d’immortalità; è cotesto l’Atman, l’immortalità, il Brahma, il Tutto.
15E’ questo Atman ch’è il sovrano padrone di tutti gli esseri, il Re di tutti gli esseri, e, come nel mozzo e nei pezzi della ruota sono raccordati tutti i raggi, cosi in questo Atman sono raccordati tutti i soffi, tutti i mondi, tutti gli Dei, tutti gli esseri, tutti questi Atmans.
16E’ quello il miele che Dadhyanc Atharvana ha comunicato a gli Asvins. Vedendolo, il Rishi ha detto: “lo rivelo questo prodigio per il vostro profitto, o eroi, come il tuono rivela la pioggia; il miele che Dadhyanc Atharvana proclamò a voi con una testa di cavallo ”.
17E’ quello questo miele che Dadhyanc Atharvana ha comunicato agli Asvins. Vedendolo, il Rishi ha detto: “Voi avete fatto drizzarsi una testa di cavallo per Dadhyanc Atharvana, o Asvins: ma egli, fedele alla legge nella sua pietà, vi fece conoscere il miele di Tvashtar, il quale, o vigorosi, deve essere custodito in noi ”.
18E’ quello il miele che Dadhyanc Atharvana ha comunicato agli Asvins. Vedendolo il Rishi ha detto: “In principio divenne i bipedi, in principio divenne i quadrupedi, in principio, essendo divenuto uccello, penetrò come purusha in queste dimore ”. Cotesto, certamente è il purusha che ha il suo covo in ogni dimora. Non v’è nulla che non sia pregno di esso.
19E’ quello questo miele che Dadhyanc Atharvana comunicò agli Asvins. Vedendolo, il Rishi disse: “Da forma a forma esso diventa conforme: questa forma (di sé) è da ricercare. Indra per le sue mayas è ritenuto multiforme, perché i cavalli bai, del numero di dieci centinaia sono pronti per esso ”. È ciò i cavalli bai, è ciò le dieci migliaia, i numerosi, gl’infiniti. È quello il Brahma senza niente prima e senza niente dopo, senza niente dentro e senza niente fuori. Questo Atman è il Brahma, l’onnipassivo. Ecco l’insegnamento.
20Ecco la trasmissione della tradizione: Noi l’ebbimo da Caurpanayya… e d’Agnivesya,
21Agnivesya da Saitava… Bharadvaya da Atreya,
22Atreya da Manti… Parameshthin da Brahma. Il Brahma è l’essere in sé. Sia lodato Brahma.